RHEMA E INDICAZIONI PROFETICHE PER L’ANNO 2020

Culto del 05 Gen 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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e anche per me affinché, quando apro la mia bocca, mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell’evangelo Efesi 6:19

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

In questa prima domenica dell’anno 2020, è oggetto della predicazione il rhema che l’apostolo Lirio ha ricevuto per la chiesa, e in apertura pone un quesito: di quale lingua si servì Dio quando scrisse col Suo dito le tavole della legge che consegnò a Mosé? Troviamo la risposta nel libro del Deuteronomio.

Deuteronomio 9:9 Quando salii sul monte per ricevere le tavole di pietra, le tavole del patto che l’Eterno aveva fatto con voi, io rimasi sul monte 40 giorni e 40 notti, senza mangiare pane né bere acqua. 10 e l’Eterno mi diede le due tavole di pietra,scritte con il dito di DIO, sulle quali erano tutte le parole che l’Eterno vi aveva detto sul monte, di mezzo al fuoco, nel giorno dell’assemblea.

Dal verso 10 si desume che Dio usò la lingua ebraica parlata dal popolo, e poiché in tale lingua ogni lettera corrisponde a un numero, ne consegue che ogni parola ebraica ha un valore numerico corrispondente alla somma del valore numerico di ogni singola lettera.
La lettera PEH, diciassettesima dell’alfabeto ebraico, vuol dire “bocca” ed ha valore numerico 80.
Se consideriamo che lo scorso 29 settembre siamo entrati nell’anno 5780 del calendario ebraico (il cui computo inizia dal momento dell’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto) e che diciassette è il valore numerico della parola “tov”, che vuol dire “buono” ed è la radice della parola “prosperità”, abbiamo due indicazioni profetiche per l’anno appena entrato.
Per gli Ebrei il numero ottanta è importante anche perché corrisponde all’età che aveva Mosé quando fu chiamato da Dio per liberare il Suo popolo dalla costrizione e dalla restrizione subite in Egitto e ricevette le tavole della legge (o della testimonianza). Per loro gli anni ottanta rappresentano la liberazione dalla schiavitù, per noi rappresentano la liberazione da tutte le cose che siamo stati costretti a subire nel passato.

Mentre era in Egitto, il popolo aveva innalzato grida di dolore, quando ne uscì mandò grida di gioia.
Salmi 105:43 fece quindi uscire il suo popolo con letizia e i suoi eletti con grida di gioia.

Nella decade appena conclusa, che s’identificava con la lettera Ayin = occhio profetico, abbiamo ricevuto intuizioni profetiche che dobbiamo proclamare nella decade appena iniziata. Al riguardo viene letto un versetto dal primo libro delle Cronache in cui si parla dei figli di Issacar, i quali avevano discernimento dei tempi e aiutarono Davide quando, da re della tribù di Giuda doveva diventare re di tutta la nazione d’Israele. Aveva ricevuto la chiamata ed era stato unto come re d’Israele, ma Dio lo portò per gradi ad essere re di tutta la nazione, perché nell’autorità si cresce gradatamente, e nella fase di transizione fu aiutato dai profeti che avevano intendimento dei tempi.

1Cronache 12:32 Dei figli di Issacar, che avevano intendimento dei tempi e sapevano quindi ciò che Israele doveva fare: duecento capi e tutti i loro fratelli ai loro ordini.

Come profeti, i figli di Issacar avevano comprensione dei tempi, davano indicazioni al popolo sul da farsi nel tempo giusto e lo aiutavano ad agire per fede.
Solo se si ha intendimento dei tempi e si comprende cosa Dio sta facendo si può collaborare con Lui.
Prima di entrare nel suo destino, Davide attraversò varie stagioni profetiche. Così è anche per noi, che entriamo in ogni nuova stagione attraverso istruzione e cambiamenti di vita.
Oggi tutto avviene in modo accelerato e ci troviamo di fronte a continui e improvvisi cambiamenti di vita, ma questo avviene perché siamo negli ultimi tempi.

Qual è il proposito di Dio per questa nuova decade?
Dio vuole che la nostra bocca si apra per pregare, per intercedere e per lodare il Signore.
Vuole che la nostra bocca si apra per evangelizzare.
Vuole che la nostra bocca si apra per annunciare il Regno di Dio

Dio aprirà la bocca degli adoratori e degli intercessori
La prima chiamata che Israele ricevette fu quella al sacerdozio. L’Eterno voleva un regno di sacerdoti allo scopo di benedire le nazioni, infatti quando un sacerdote svolge il suo compito e offre sacrifici, dal cielo scendono le benedizioni.
Esodo 19:6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”».

Il sacerdozio dell’A.T. era quello levitico (o aronico), ma non era quella l’intenzione originale di Dio, che voleva un regno di sacerdoti. Inizialmente, infatti, Egli aveva stabilito che tutti i primogeniti fossero sacerdoti dell’Eterno secondo l’ordine di Melchisedek, il quale era re e sacerdote, ma Israele non accettò e il Signore dovette ripiegare su una scelta diversa. Stabilì che la tribù di Levi sostituisse i primogeniti di tutte le tribù d’Israele. Ma perché Israele si rifiutò di obbedire alla volontà di Dio? Sicuramente perché pregare e intercedere comporta sacrificio, si scontra con la tendenza umana all’egoismo. Quindi Israele non adempì quella chiamata e per di più rifiutò il Messia, anch’Egli sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek, per cui Dio affidò quel compito alla Chiesa.

1Pietro 2:4 Accostandovi a lui, come a pietra vivente, rigettata dagli uomini ma eletta e preziosa davanti a Dio, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

La Chiesa di Cristo è un sacerdozio santo e se noi funzioniamo come sacerdoti facciamo sì che dal cielo scendano le benedizioni sulla terra. Oggi è la Chiesa che prega, intercede e indica al mondo la via della benedizione che viene da Dio.
Un sacerdote è chiamato a offrire sacrifici spirituali, se non lo fa viene meno alla chiamata sacerdotale. Anche nella famiglia: se un padre non svolge nella casa la sua funzione sacerdotale, rischia di evangelizzare gli altri e di perdere le persone a lui più vicine e più care, che per lui sono una priorità.

1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce

Questo è il tempo del sacerdozio spirituale che restaura l’altare e prepara una grande benedizione.
Isaia 56:6 I figli degli stranieri che si sono uniti all’Eterno per servirlo, per amare il nome dell’Eterno e per essere suoi servi, tutti quelli che osservano il sabato senza profanarlo e si attengono fermamente al mio patto, 7 li condurrò sul mio monte santo e li riempirò di gioia nella mia casa d’orazione, i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi SUL MIO ALTARE, perché la mia casa sarà chiamata una casa di orazione per tutti i popoli».

In questi versetti il profeta Isaia parla dei gentili che si sono uniti all’Eterno, quindi parla profeticamente della Chiesa. È suo il compito fare sapere al mondo come scendono le benedizioni dal cielo, visto che la terra non può vivere senza il cielo. Il monte santo, citato nel verso 7, non è un monte fisico, ma un luogo di elevazione spirituale, un luogo di preghiera, di offerta, di sacrificio.

Quando Gesù entrò nel tempio e vide che avevano trasformato quel luogo dedicato alla preghiera in un mercato si adirò e cacciò tutti fuori.
Luca 19:45 Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciarne fuori coloro che vendevano e comperavano, 46 dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto un covo di ladroni”».

Gesù era in costante comunione con il Padre. Stava sempre in preghiera, perché era quello il modo per ricevere le Sue istruzioni. Prima di scegliere i Suoi dodici stette una notte in preghiera e il Padre gli diede indicazioni su ciascuno di loro. Gli rivelò anche i nomi, infatti quando vide per la prima volta Pietro lo chiamò per nome.
Luca 6:12 Or avvenne in quei giorni che egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio. 13 E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli

Dio aprirà la bocca degli evangelisti
Esaminando attentamente la Scrittura si può notare che Gesù non incontrò la Samaritana casualmente, ma andò a cercarla espressamente, dandoci una lezione di evangelismo. Dallo studio del percorso stradale da Lui effettuato si rileva che non fece la strada più breve per raggiungere la Sua meta e che per incontrare quella donna allungò volutamente il cammino. Giunto sul posto era stanco, si sedette e attese. A un certo punto la donna giunse. Era mezzogiorno, tardi per prendere l’acqua da usare in casa, ma probabilmente quella donna, che aveva una cattiva reputazione, per non essere vista era solita prendere l’acqua in un orario in cui alla fontana non c’era nessuno, ma Gesù sapeva che sarebbe arrivata e l’attese.

Giovanni 4:4 Or egli doveva passare per la Samaria. 5 Arrivò dunque in una città della Samaria, detta Sichar, vicino al podere che Giacobbe aveva dato a Giuseppe, suo figlio. 6 Or qui c’era il pozzo di Giacobbe. E Gesù, affaticato dal cammino, sedeva così presso il pozzo; era circa l’ora sesta. 7 Una donna di Samaria venne per attingere l’acqua. E Gesù le disse: «Dammi da bere».

Gesù si presentò a lei stanco, umile e bisognoso. Dopo averle chiesto da bere, quindi toccando un tasto di interesse pratico, le chiese di suo marito, toccando il tasto degli affetti, poi le parlò del suo passato, manifestandosi come profeta, infine usò quello che lei sapeva, cioè che alla Sua venuta il Messia avrebbe insegnato ogni cosa, per dirle chi realmente era.
Con questo episodio Gesù ci fa sapere come evangelizzò e come conquistò la Samaritana, ci dà l’esempio di come realizzò quello che profeticamente aveva scritto il profeta Ezechiele.

Ezechiele 34:4 Non avete fortificato le pecore deboli, non avete curato la malata, non avete fasciato quella ferita, non avete riportato a casa la smarrita e non avete cercato la perduta, ma avete dominato su loro con forza e durezza.
Ezechiele 34:16 «Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, fortificherò la malata ma distruggerò la grassa e la forte; le pascerò con giustizia.
Le parole del profeta dicono chiaramente che evangelizzare può richiedere fatica e sacrificio, ma si può e si deve fare per amore verso i perduti.

Matteo 18:12 Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore ed una di esse si smarrisce, non lascerà egli le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita?

Questo versetto del Vangelo di Matteo dice che le pecore non sono capaci di ritrovare la strada del ritorno; qualcuno deve cercarle e metterle in salvo.

Dio aprirà la bocca dei Suoi figli per gridare e annunciare il Vangelo del Regno con dimostrazione di Spirito e di potenza
Il Vangelo non può essere predicato solo a parole, deve essere accompagnato dalla dimostrazione di Spirito e di potenza, attestante l’azione divina.

Salmi 98:6 Mandate grida di gioia con le trombe e il suono del corno davanti all’Eterno, il Re.
Gesù ha cercato la Samaritana e l’ha salvata, ma la salvezza è solo il primo passo, non è l’unico scopo dell’evangelismo.
Luca 19:10 Perché il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Questo versetto afferma che Gesù è venuto a salvare “ciò” che era perduto, non “chi” era perduto, ma a cosa si riferisce quel “ciò”? Si riferisce a tutto quello che l’umanità ha perduto a causa del peccato: ha perduto la comunione con Dio, ma ha perduto soprattutto il Regno, il dominio sulla terra, e Gesù, il secondo Adamo, è venuto per restituirle tutto quello che aveva perduto.

All’uomo che disse a Gesù di permettergli di seppellire suo padre, non perché fosse già moro, ma perché voleva attendere che morisse per essere più libero di seguirLo, Gesù rispose che non poteva attendere, che il Regno aveva urgenza.

Luca 9:59 Poi disse ad un altro: «Seguimi!». Ma quello rispose: «Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre». 60 Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio».
Luca 9:2 E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire i malati.

Quest’anno ci aspettiamo un fiorire delle manifestazioni dello Spirito, ci aspettiamo che i bambini e gli adolescenti siano molto usati da Dio e profetizzino.
Matteo 21:15 Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, viste le meraviglie che egli aveva fatto e i fanciulli che gridavano nel tempio dicendo: «Osanna al Figlio di Davide!», ne furono indignati, 16 e gli dissero: «Senti tu ciò che questi dicono?». Gesù disse loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, tu ti sei procurato lode”?».

Ci sarà una sapienza soprannaturale che rivelerà i tesori nascosti in Cristo.
Colossesi 2:3 in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.

Sarà una decade d’intimità, nella quale Dio rivelerà cosa c’è nel Suo cuore.
Numeri 12:6 L’Eterno quindi disse: «Ascoltate ora le mie parole! Se vi è tra di voi un profeta, io, l’Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. 7 Ma non così con il mio servo Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. 8 Con lui io parlo faccia a faccia, facendomi vedere, e non con detti oscuri; ed egli contempla la sembianza dell’Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro Mosè?».

Dio spanderà il Suo Spirito sopra ogni carne.
Atti 2:17 “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. 18 In quei giorni spanderò del mio Spirito sopra i miei servi e sopra le mie serve, e profetizzeranno. 19 E farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo.

Dio userà i luoghi pubblici per manifestare la Sua potenza, ci darà maggiore franchezza nella predicazione della Sua Parola, ci rivelerà cosa c’è nella vita delle persone, ci darà l’unzione per guarire i malati.
L’apostolo Lirio si sofferma sulla necessità di unità nella Chiesa e per ispirazione ricevuta fa l’esempio della melagrana, raffigurante la Chiesa di Cristo, l’unico frutto ad avere la corona. Il suo interno è diviso in varie zone, raffiguranti le varie denominazioni, tutte unite fortemente tra loro, e anche i chicchi si adattano perfettamente l’uno all’altro. È un esempio di unità nella diversità, ma il nemico attenta costantemente all’unità della Chiesa e fa sì che una parte di chi la frequenta di fatto non sia chiesa, ma zizzania, spirito di critica e di disprezzo che mette in evidenza le cose negative al fine di compromettere la credibilità e fomentare la divisione. Nella Chiesa c’è un’altra parte che si accontenta del minimo: sono fratelli e sorelle salvati, ma non rappresentano pienamente Cristo. C’è infine una chiesa pura che ha sempre più fame di Dio. Tuttavia dobbiamo amare la Chiesa così com’è, come l’ha amata Cristo, fiduciosi che le zizzanie si convertano e che quelli che si accontentano del minimo possano crescere spiritualmente..

Sarà una decade di benedizione e di prosperità economica per chi cammina nel proposito di Dio, ma non ci sarà benedizione per chi non cammina nel Suo proposito.
Il Signore ha mostrato all’apostolo Lirio una vigna coltivata nella quale alcuni rami si staccavano dalla vite; la vite porterà frutto, mentre i rami che si sono staccati periranno. Questo vuol dire che chi non si pente e non si ravvede sarà rimosso, quindi evidentemente in questa decade ci sarà anche giudizio.

In questo nuovo ciclo appena iniziato le chiese che si ostinano a non rinnovarsi chiuderanno e altre chiese si apriranno. Chi si rinnova entra in una nuova stagione, chi non si rinnova muore. Nelle chiese che chiuderanno, una volta c’era il fuoco, adesso c’è solo cenere, ma Dio vuole che nella Chiesa di Cristo il fuoco non si spenga mai!