PUNTI DI RIFERIMENTO SPIRITUALI CORRETTI

Culto del 03 Mag 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen. Romani 11:36

Redazione a cura di Gandolfa Brucato

Il messaggio odierno è basato sul proposito eterno di Dio e tende a mostrarci, approfondendoli,
“i punti di riferimento spirituali corretti”, che dobbiamo porre in essere, per realizzarlo pienamente. E in Giov. 1:3 Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta. E ancora in Romani 11:36 Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
Come si può notare viene fatta enfasi su “Lui”: viene ripetuto ben 4 volte (4 testimoni)“da Lui”, “per mezzo di Lui”, “in vista di Lui”, “a Lui” e ciò ci riporta ai 4 giovani testimoni, che hanno condotto il paralitico a Gesù. L’apostolo Paolo continua, dicendo ai Romani, destinatari della lettera, che se hanno compreso quanto citato, rimane loro solo di cambiare mentalità.
Dobbiamo nutrirci di questa verità rivelata, che ci porta a rinnovare la nostra mente.
Tutto è stato fatto perchè Dio ha parlato, tutto è stato fatto con la “peh” (bocca) e ci rallegra pensare che ciascuno di noi è stato portato all’esistenza tramite la Sua bocca, che in un determinato momento ha pronunciato il nostro nome. Lui è la fonte di tutte le cose, è il Creatore, è l’origine di tutto, è colui che unisce tutto, che congloba tutto, dà senso a tutto. In Lui si trova senso, la vita fuori di lui non ha alcun significato.
Dobbiamo comprendere che la vita reale inizia allorquando si percepisce e si conosce la destinazione finale; se dobbiamo intraprendere un viaggio, nel naturale, tutto inizia nel momento, in cui stabiliamo dove andare; da quel momento cominciamo a mettere in opera le azioni necessarie per il raggiungimento del luogo prefissato.
Così avviene anche nel campo spirituale: è indispensabile conoscere il proposito eterno di Dio.

Esistoni 3 tipi di propositi:

Proposito naturale: è valido per i non rinati (uomo naturale);
Proposito divino: riguarda tutti i rinati, proposito, che dev’essere realizzato in questo tempo, in questa terra;
Proposito eterno: raccogliere al compimenrto dei tempi, sotto un solo Capo, in Cristo tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra.

Efesini 1:9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, Efesini 1:10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra. Dio ha rivelato a Paolo il mistero della Sua volontà, secondo il Suo beneplacito ( Dio non deve cercare il consiglio di nessuno, in quanto nessuno è più grande di Lui).
La destinazione finale è stabilire un solo Capo nei cieli e sulla terra. Per raggiungere tale proposito ci chiediamo : qual è la mia chiamata in questo tempo? La risposta ovviamente è l’“EVANGELISMO”. (E’ piaciuto a Dio salvare tramite la follia della predicazione).
Come più volte ribadito ci troviamo nella decade evangelistica e ci sarà una grande raccolta; dobbiamo portare le persone a divenire nuove creature e successivamente prenderci cura di loro per portarle a diventare veri discepoli, in quanto il mandato è fare discepoli, non credenti. Il piano di Dio è concentrato su “Uno”.
In considerazione di ciò lo scopo della nostra vita ora è portare le persone che non Lo conoscono sotto di Lui e curare quelle che già sono in Lui: evangelizzare i perduti e curare i salvati .
Se non comprendiamo il proposito finale faremo cose tanto per farle, senza capirne il senso, le nostre azioni saranno sconnesse. Non dobbiamo dimenticare che tutte le cose avvengono per mezzo di lui (non proveniamo dalla scimmia).
Satana ha messo in campo dubbi su questa verità eterna ed indiscutibile della parola, che non potrà mai mutare. Dobbiamo mettere in atto chiari punti di riferimento, altrimenti le nostre convinzioni saranno sbagliate o parziali; dobbiamo acquisire conoscenza del piano totale Dio.
L’apostolo Lirio a questo punto ha proiettato una slide, che mostra l’illustrazione della storia dell’uomo.
In essa vengono evidenziati 5 punti, che vanno dalla lettera A alla lettera E, che rappresentano il destino o il proposito di Dio per l’uomo.

A: rappresenta la creazione: Adamo viene creato per un proposito, in particolare per
dominare; anzi prima Dio stabilisce per Adamo un proposito e poi lo crea
Da A a B: Lasso di tempo che va dalla creazione alla caduta; non sappiamo quanto è durato,
comunque c’è stato un tempo; è scritto che Dio nell’Eden scendeva e passeggiava con Adamo.
B): Caduta di Adamo, condizione terribile che fa precipitare l’uomo, che lo allontana da Dio
al punto che, quando Gesù viene manifestato sulla terra non viene riconosciuto e viene
crocifisso.
C): Morte di Gesù sulla croce, presentato come ultimo Adamo e secondo uomo. Notiamo che
Dio non ha cambiato il nome ad Adamo, a riprova del fatto che non ha cambiato il
Suo proposito;
D): Dopo il sacrificio, con la predicazione della croce viene portata salvezza, redenzione,
giustificazione, c’è stata una rapida risalita, lo Spirito Santo è stato sparso, l’uomo prende
coscienza del motivo per cui è stato creato; possiamo definirlo processo di santificazione.
E):Tempo della glorificazione: la croce permette all’uomo di rientrare nel proposito che Dio ha
per lui.
Possono esserci diversi punti di partenza:
Alcuni partono dalla creazione, nel senso che l’uomo deve dominare; quindi pensano di poter stabilire il Regno di Dio sulla terra, di cambiare la società; non si rendono però conto, che il Regno di Dio, che è giustizia, pace e gioia, attualmente esiste solo nello spirito, perchè lo Spirito Santo è stato sparso; non può però essere stabilito, se prima il re non torna; noi in questo tempo possiamo predicare il Regno, possiamo far conoscere il piano di Dio per l’uomo, possiamo influenzare, ma non ci possiamo sostituire a Dio.
Alcuni si concentrano sulla caduta e si convincono che non può cambiare nulla, non c’è speranza, dubitano della venuta di Gesù, lanciano un messaggio di totale pessimismo.
Altri si concentrano sulla croce, che supplisce a tutti i bisogni dell’essere umano.
Altri ancora si concentrano solo sul futuro e non vedono più il presente.
Tutti costoro hanno una visione parziale e si concentrano sul parziale, raggiungendo conclusioni errate e parziali, perdendo di vista la visione generale ed i punti di riferimento corretti. Invece noi, dobbiamo capire il piano di Dio dall’inizio sino alla fine. Alcuni partono dalla creazione, ma ignorano la caduta: infatti si assiste ad una recrudescenza dell’Umanesimo, cioè all’esaltazione dell’uomo caduto, che non ha futuro, né speranza: ma Dio ha inchiodato l’uomo caduto sulla croce, in Gesù, 2000 anni fa.
Tralasciando tutte queste correnti di pensiero, certamente errate, noi dobbiamo considerare l’intero proponimento eterno di Dio per l’uomo, capire la creazione, la caduta, lo scopo dell’uomo, i giusti punti di riferimento, la giusta direzione.
Dobbiamo intendere il proposito di Dio, nel tempo di Dio, nella stagione di Dio; adesso ci troviamo in una stagione particolare, ma le stagioni sono al servizio del proposito: le stagioni cambiano, ma il proposito di Dio non muta.
Dobbiamo iniziare con lo scopo di Dio per capire le sue vie.
Dio desidera che cooperiamo con Lui nella sua opera. Alcuni dei nostri problemi oggi dipendono dal fatto che la Chiesa è più interessata alle sue opere e azioni, più che alle sue vie.
Questo chiaramente denota segno di immaturità. Mosè, che aveva ricevuto le tavole della testimonianza, scritte col dito di Dio e contenenti la rivelazione dell’etica e della morale, valide per l’eternità, desiderava conoscere le vie di Dio. Mosè era interessato alla presenza di Dio ( ricordiamo l’episodio in cui Dio gli aveva proposto di mandare con lui un angelo, ma egli rispose che non sarebbe partito, se la presenza di Dio non l’avesse accompagnato). Esodo 33:13 Perciò ora, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, deh, fammi conoscere le tue vie, perché ti conosca e possa trovare grazia ai tuoi occhi…. Salmo 103:7 Egli ha fatto conoscere a Mosè le sue vie (principi eterni, propositi e metodi) e ai figli d’Israele le sue opere.( che erano evidenti e visibili).
Mosè comprendeva molto bene le opere di Dio, i suoi prodigi, i suoi miracoli, ma era interessato a conoscere la motivazione del suo agire, voleva capire cosa Dio avesse in mente, nel cuore, per poterlo conoscere. Mosè ha chiesto a Dio un cuore saggio e Dio lo ha esaudito. Mosè conosceva i propositi di Dio ed era allineato a detti propositi, agiva con sapienza. Da notare che Dio ha mostrato a Mosè le vie, mentre al popolo soltanto le opere, tra l’altro visibili. Il nostro punto di partenza in Dio, determina la nostra comprensione delle vie di Dio. Poiché l’attuale punto di vista della Chiesa è spesso incentrato sull’uomo, sui suoi bisogni e su quello che Dio ha provveduto, produciamo concetti di base centrati sull’uomo. Anche se siamo credenti, viviamo con la mentalità di una specie di umanesimo cristiano solidale. Certamente la solidarietà è buona, ma non basta: nel Regno si entra per grazia mediante la fede. In tal modo si perde la visione d’insieme. Occorre invece collaborare col proposito finale. Efesini 1:9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, 10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra. Occorre far comprendere al mondo che c’è un solo Capo; quindi o si sta col Capo o fuori dal Capo; occorre predicare che per avere futuro e speranza è necessario sottomettersi al Capo. Stiamo andando verso la destinazione finale, che consiste nel raccogliere cieli e terra sotto un unico Capo, realizzando in tal modo ciò che leggiamo nel Padre nostro: sia fatta la sua volontà come in cielo, così in terra. Ebrei 2:10 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza. È intenzione di Dio portare molti figli alla gloria, raccogliendoli tutti in Cristo. Cristo deve diventare il centro di tutte le cose in cielo e in terra. I molti figli riveleranno la gloria di Dio a tutte le cose. Ma per portare i figli alla gloria, l’autore della gloria ha dovuto soffrire. L’uomo era precipitato, era così lontano da Dio, che quando Gesù è venuto, non Lo hanno riconosciuto, la creatura ha ucciso il Creatore. L’uomo aveva perso la percezione della sua origine. La croce ha riportato l’uomo a Dio Ma ci si chiede: perchè Dio ha fatto tutte queste cose? La risposta è semplice: Dio ha fatto tutto per amore e paternità; ha inoltre preparato un futuro glorioso per ciascuno di noi. Lui ci ama e vuole il meglio per noi. Questa è una rivelazione del nuovo Patto. Nell’A.T., il popolo di Dio lo vedeva come Dio, come Creatore, ma aveva così paura di Lui, che non pronunciava il suo nome per paura di usarlo invano o in modo errato. Lo chiamava Adonai (il Signore), non aveva percezione di chi veramente fosse, non aveva percezione della paternità. Usava rivererenza, ma non aveva intimità. Quindi non metteva in atto adorazione completa, che è quella che piace a Dio e che, come sappiamo comprende (piegarsi per baciare) piegarsi (riverenza) e baciare (intimità). Gesù è venuto per mostrarci il Padre, per rivelare la natura paterna di Dio. Giovanni 14:7 Se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; fin da ora lo conoscete e l’avete visto». 8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere. 11 Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me, se no, credetemi a motivo delle opere stesse. Gesù sta parlando ai discepoli che stavano con Lui da 3 anni, ma non Lo conoscevano. Eppure Gesù era trasparente, attraverso di Lui si intravedeva il Padre; ma i discepoli purtroppo non avevano rivelazione. Gesù dice di rappresentare il Padre, e quando Gli chiedono di insegnare loro a pregare, imparano come la preghiera inizia (Padre Nostro…); ma niente risulta efficace: mancava loro la fede per credere, perchè la fede poggia sull’invisibile. E Gesù a questo punto li invita a credere, quantomeno nelle ore che compie. Gli Ebrei erano pienamente convinti che Dio non muove il suo braccio se non rientra nel suo proposito; quindi Gesù voleva trasmettere loro che, se il Padre compiva le opere per mezzo di Lui, confermava che stava lavorando per il suo proposito.

Giovanni 16:27 il Padre stesso infatti vi ama, poiché voi mi avete amato e avete creduto che io sono proceduto da Dio. 28 Io sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; di nuovo lascio il mondo e torno al Padre». Poiché era intenzione del Padre portare molti figli alla gloria, ha fatto in modo che potessimo diventare figli di Dio. Gesù vuole inculcare a tutti costi ai discepoli che il Padre li ama, addirittura afferma che loro hanno amato Lui, Gesù, (non era poi tanto vero, in quanto lo avevano rinnegato ed abbandonato); ma Gesù usa addirittura le briciole del nostro amore e asserisce che Lo amiamo, anche se il nostro amore è imperfetto.
Gesù e’ venuto sulla terra per adempiere un proposito ed è tornato in cielo; da lì continua a vegliare che il proposito finale si adempia totalmente e intercede per noi.
Dio ci ama, non dobbiamo mai dubitare del suo amore. Le circostanze negative, che incontriamo nel nostro cammino, non devono sconvolgerci; esse rappresentano soltanto dei test; dove Dio vuole capire se continuiamo a credere che ci ama anche nelle situazioni difficili. Il coronavirus non ha sorpreso Dio. Sappiamo che il Padre usa le circostanze negative, per trarne qualcosa di buono e c’è una grazia speciale per questo tempo, per ciascuno di noi. Seminiamo in questo tempo e raccoglieremo nella prossima stagione. Certamente il coronavirus non cambia Dio ed i suoi piani perfetti. Il proposito finale di Dio è di portare molti figli alla gloria. Ma ciò non sarebbe stato possibile, in quanto non saremmo potuti entrare nella gloria con la natura adamica: infatti quando Adamo ha peccato ha perso la gloria e nessun nato da donna ha la natura di figlio. Il sacrificio di Gesù sulla croce e la salvezza servono a farci nascere di nuovo ed acquisire la natura di figli. I sacrifici dell’A.T. portavano soltanto ad essere servi. La natura adamica porta paura, l’amore di Dio caccia via la paura. Dio vuole portare figli alla gloria, non creature, e così ha fatto in modo che potessimo diventare figli di Dio.

Giovanni 1:12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, Questo è il vero significato di “rinascere”: che siamo nati dallo Spirito e diventiamo così figli di Dio. Romani 8:14 Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. 15 Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre» 16 Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. Perciò tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo. Quindi la salvezza non rappresenta il proposito finale, ma un mezzo od una tappa obbligata per raggiungerlo e realizzarlo. Galati 4:6 Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: «Abba, Padre», Galati 4:7 Perciò tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo. Nell’Antico Patto gli uomini gridavano ”Dio mio”; nel nuovo Patto abbiamo il diritto di gridare “Abba Padre” e la conferenza dei giovani che si è svolta in questi giorni è stata denominata “Shout” che significa “grida”. Dobbiamo acquisire consapevolezza della nostra appartenenza al Padre, in qualità di figli ed eredi della gloria. Ed, in quanto figli, non serviamo per la posizione, ma per gratitudine nei confronti del Padre. Chiaramente dobbiamo crescere nell’ubbidienza, lasciando la ribellione, propria della natura adamica, che a volte vuole visitarci, ma della quale dobbiamo definitivamente liberarci. Abbiamo cambiato famiglia: dalla famiglia di Adamo alla famiglia di Dio, da servi a figli. Certo dobbiamo fare in modo che anche gli altri possano accorgersi della nostra appartenenza alla famiglia di Dio, gli altri dovranno attraverso di noi intravedere Dio. Da cosa ci riconosceranno? dall’amore degli uni verso gli altri.

1Giovanni 3:1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui, 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. Il mondo non ci conosce perchè non riconosce il Creatore, la creatura non riconosce il Creatore, il figlio sì. Al momento crediamo chi Lui è, poi Lo vedremo. 1Giovanni 4:8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. Dio non aveva detto perchè ci ha creati; ce lo dice l’apostolo Giovanni, l’apostolo dell’amore: il Padre ci ha creati per avere con noi una relazione d’amore. In conclusione, realizziamo quanto importante è l’amore del Padre e non perdiamo mai di vista il punto di partenza (l’amore di Dio), i punti corretti di riferimento (l’amore e la paternità di Dio): il viaggio inizia quando si conosce la destinazione e la destinazione o progetto eterno finale, non è il paradiso, bensì portare molti figli alla gloria.
Decidiamo di collaborare con Lui, per la realizzazione di tutto ciò, senza lasciarci distrarre dalle circostanze; e qualora potesse esserci una curva, gridiamo “Abba Padre” e rientriamo nel punto corretto verso la meta, che nasce dall’amore di Dio e ci coinvolge come suoi figli.

Descrizione della slide
La slide inizia con la lettera A, dalla quale si diparte una linea quasi diritta, che continua sino alla lettera B, da qui scende una linea obliqua, come in una vallata, dove troviamo la lettera C con il simbolo della croce; dalla lettera C parte una linea obliqua che sale sino ad arrivare alla lettera D, dalla quale parte una linea obliqua che procede leggermente in salita e si conclude con la lettera E.