PREGARE PER LA SALVEZZA DI PARENTI ED AMICI

Culto del 15 Dic 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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La salvezza appartiene all’Eterno; la tua benedizione sia sul tuo popolo. (Sela) Salmi 3:8

Redazione a cura di Gandolfa Brucato

Oggi il messaggio è incentrato sulla salvezza, che come ben sappiamo è costata a Dio ed è costata a Gesù. Avendo noi, in qualità di nati di nuovo, conosciuto e sperimentato la salvezza, sentiamo forte il peso, il dolore, la sfida, pensando ai nostri familiari parenti ed amici, che stanno continuamente rischiando il probabile accesso alle porte dell’inferno.
Proverbi 16.25 C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte.
Ci troviamo in un territorio di guerra spirituale.
Come ben sappiamo i non salvati rientrano in 3 categorie:
Coloro che pensano di essere salvati, ma sono perduti (sono coloro che, preda della religiosità e carenti di reale conoscenza della parola di Dio, vengono tratti in inganno). C’è una via, che sembra la giusta via e il nemico inganna le persone, che si illudono di trovarvisi, ma non sanno che tale via sfocia nella morte. Anche noi eravamo in questa categoria, che risulta la più numerosa e sino a quando non abbiamo conosciuto la verità eravamo convinti di doverci meritare la vita eterna, compiendo opere e pensando di non avere commesso gravi peccati pensavamo di poter accedere al Paradiso (certo non sapevamo di avere ereditato da Adamo la natura di peccato). Per questa categoria dobbiamo perseverare nella preghiera, affinchè possano realizzare il loro peccato, possano pentirsi del loro errato stile di vita e possano ricevere Gesù ( non solo credere) come salvatore e signore delle loro vite. Certamente coloro che sono consapevoli di avere commesso cose gravi è difficile che possano illudersi e forse risultano maggiormente propensi a sentirsi colpevoli e cercare il perdono.
Coloro che non vogliono essere salvati. Sono coloro che seppure sono stati evangelizzati, sono increduli, non credono nell’aldilà, sono convinti che la corsa dell’uomo finisca in una tomba. Per questa categoria può esserci rivelazione soprannaturale su situazioni che li riguardano e di cui nessuno risulta a conoscenza (evangelismo profetico), così come avvenne per Simone e Natanaele, i quali rimasero sconvolti, allorquando si trovarono al cospetto di Gesù, che non li conosceva ed Egli li chiamò per nome.
Coloro che precedentemente erano stati salvati, ma successivamente sono stati scandalizzati e si sono sviati, per colpa delle zizzanie, che si trovano nella chiesa.

Come precedentemente l’apostolo Lirio ha spiegato, nella chiesa esistono 3 categorie di persone:
Coloro che sono in chiesa, ma sono zizzania; sono mandati dal nemico per scandalizzare, per mostrare la chiesa come in realtà non è, per portare una mentalità sbagliata. Fu chiesto a Gesù di estirpare la zizzania, ma Egli rispose che probabilmente per estirparla si sarebbe danneggiato il grano. Certo è che nel momento del giudizio il grano e la zizzania saranno separati e la zizzania sarà buttata via, ma sino ad allora ci sarà; è importante non scandalizzarsi e sapersi proteggere, per non cadere nella trappola, perchè il nemico userà la lingua delle zizzanie per portare discredito nel corpo di Cristo. C’è un metodo per poter distinguere il grano dalla zizzania: la spiga di grano quando è matura, col peso dei chicchi, si piega (nello specifico impersona l’umiltà), mentre la zizzania rimane sempre ritta (impersona l’orgoglio e l’arroganza) – sappiamo che Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
Coloro che sono chiesa, amano Dio, hanno fatto esperienza con Dio, ma non vogliono impegnarsi più di tanto (non è importante vincere, bensì partecipare);
Il rimanente: sono coloro che non si accontentano, vogliono sempre di più, vogliono crescere nell’eccellenza, lavorano incessantemente per il regno di Dio.

Chiaramente, ciascuna di queste categorie ha un linguaggio diverso: zizzania, simpatizzanti, il nemico non manca mai, quelli che si accontentano del minimo, ma criticano chi vuole impegnarsi, quelli che vengono per spiare, fanno video di nascosto, ma non sanno che sono stati sgamati e noi dobbiamo avere discernimento, nel saper valutare da quale fonte provengono gli scandali.
È certamente possibile per ciascuno cambiare categoria verso il meglio o verso il peggio.
Per quanto concerne coloro che abbiamo portato in chiesa, ma si sono allontanati, in quanto scandalizzati, non smarriamoci, continuiamo a pregare, perchè Dio li riporterà.

L’apostolo Paolo ci ammaestra su come riportarli all’ovile:
in 1^Timoteo 2:1 Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore;
Paolo ci spinge a intercedere (l’intercessione è potente ed ha influenza nel mondo dello spirito), a pregare, a ringraziare anche per i non salvati; a pregare in particolare per le autorità, affinchè possano fare scelte giuste per il bene di tutti.
In 1^Timoteo 2:4 leggiamo: il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità. Da questo verso, emerge che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e quindi, quando preghiamo per la salvezza, Dio è contento; dopo la salvezza la successiva tappa è che vengano a conoscenza della verità, che rende liberi e non più ingannati. Gesù ci ha dato il mandato di predicare il vangelo ad ogni creatura; però a tal proposito, viene evidenziato che c’è stato un problema teologico nel nostro mondo: si è fatta una falsa interpretazione della “Sovranità di Dio”, ed a motivo di ciò, in qualche parte del mondo evangelico si è creata l’idea che c’è “Predestinazione”; per cui, secondo questa corrente, Dio ha già deciso chi dev’essere salvato e chi no. Tale convinzione, chiaramente errata, ha mozzato le gambe nell’evangelizzazione, che risulterebbe inutile (se tanto Dio ha già deciso). Tale interpretazione è falsa, in quanto, qualora fosse vera, risulterebbe in totale contraddizione con la volontà di Dio, espressa con chiarezza nella sua parola, che vuole che tutti siano salvati; conseguentemente la verità è che l’uomo è libero di scegliere, soltanto dopo che gli è stato predicato il vangelo e se non glielo predichiamo, come potrà scegliere? In conclusione noi abbiamo la responsabilità di predicare a tutti e di pregare per tutti, poi ciascuno potrà scegliere come meglio crede.
Adesso vediamo come i discepoli hanno conosciuto il Signore e nel Vangelo di Giovanni, che riveste più degli altri tre spirito evangelistico si parla di 4 modi:
Hanno ascoltato il Signore;
Hanno visto il Signore;
Hanno osservato e studiato il Signore;
Hanno fatto esperienze personali con il Signore.
Questi sono gli stessi 4 modi in cui anche noi conosciamo il Signore.
L’unica differenza è che prima Gesù era presente fisicamente, mentre adesso non è visibile, ma è presente in spirito, ancora opera e ancora agisce. D’altronde come troviamo in Matteo 28:20, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen», Lui ci ha garantito che sarà con noi tutti i giorni e quindi dobbiamo rimanere concentrati e consapevoli della Sua presenza. Due modi in cui dimostriamo che la sua presenza è con noi è il modo in cui preghiamo ed il modo in cui obbediamo alla parola di Dio. Gesù è con noi nei momenti di gioia, di dolore, anche quando possiamo vacillare nella fede.
Il messaggio del vangelo di Giovanni è che Gesù è il figlio di Dio ed abbiamo vita in Lui.
Giovanni 1:39 Egli disse loro: «Venite e vedete». Essi dunque andarono e videro dove egli abitava, e stettero con lui quel giorno. Era circa l’ora decima. Giovanni 1:40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito questo da Giovanni e avevano seguito Gesù.
Dopo il messaggio di Giovanni Battista che ”Gesù è l’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, due discepoli di Giovanni, di cui uno è Andrea e l’altro anonimo ( anche se si suppone potesse essere l’apostolo Giovanni) seguirono Gesù e gli fecero una domanda: dove abiti? Era l’ora decima (10 equivale a nuovo ciclo), quindi significa che, quando si incontra Gesù inizia un nuovo ciclo.
Adesso scopriamo come Gesù fa entrare lo spirito evangelistico nei suoi discepoli:
Vangelo in famiglia : Andrea stando col Signore un giorno, sente il peso di parlare a suo fratello, raccontandogli di avere incontrato il Messia e lo conduce a Gesù ; Giovanni 1:41 Costui trovò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato Il Signore che, tradotto, vuol dire: “Il Cristo”»; Giovanni 1:42 e lo condusse da Gesù. Gesù allora, fissandolo, disse: «Tu sei Simone, figlio di Giona; tu sarai chiamato Cefa che vuol dire: sasso» Gesù parla a Simone, gli indica il suo destino e gli cambia il nome (carattere).
Vangelo ad un amico: Gesù trova Filippo e gli dice di seguirlo, ma egli prima di fare ciò, va a cercare il suo amico Natanaele e gli racconta di avere incontrato “Colui di cui parlarono Mosè ed i profeti”.
Giovanni 1:43 Il giorno seguente, Gesù desiderava partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi». 44 Or Filippo era di Betsaida, la stessa città di Andrea e di Pietro. 45 Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui, del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, il figlio di Giuseppe».
Natanaele, che studiava la scrittura, si interroga sentendo Gesù di Nazareth e sapendo che non venivano citati profeti di Nazareth, ma Filippo non gli dà spiegazioni e lo invita ad andare e vedere e quando Natanaele si trova davanti a Gesù, viene sconvolto nel sentirsi chiamare per nome, senza che Gesù lo avesse mai visto, ma ancor più, quando gli dà maggiori precisazioni, dicendogli di averlo visto sotto il fico.
Giovanni 1:46 E Natanaele gli disse: «Può venire qualcosa di buono da Nazaret?». Filippo gli disse: «Vieni e vedi». 47 Gesù vide venirgli incontro Natanaele e disse di lui: «Ecco un vero Israelita, in cui non c’è inganno». 48 Natanaele gli disse: «Come fai a conoscermi?». Gesù gli rispose, dicendo: «Ti ho visto quando eri sotto il fico, prima che Filippo ti chiamasse». 49 Natanaele, rispondendogli, disse: «Maestro, tu sei il Figlio di Dio tu sei il re d’Israele». 50 Gesù rispose e gli disse: «Poiché ho detto di averti visto sotto il fico, tu credi; vedrai cose maggiori di queste». Giovanni 1:51 Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico che da ora in poi vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo»
Quanto enunciato sta a significare che a volte, quando non bastano le parole, intervengono i fatti. Il pastore precisa, che il fico non rappresenta Israele, altrimenti Dio non lo avrebbe maledetto, Israele è benedetto, A Dio non piace di Israele la religiosità, che è apparenza senza sostanza. Il fico è stato maledetto, perchè era senza frutto ed aveva solo foglie. Gesù ha voluto fare uscire Natanaele, come tanti altri, dalla cappa della religiosità, per portarli ad una relazione. Le foglie di fico le troviamo quando, dopo la caduta, Adamo ed Eva le usano per coprirsi (tentativo di risolvere il problema del peccato e della vergogna), ma sappiamo, che Dio le sostituì con le pelli di animali che ha dovuto sacrificare. Ciò sta a simboleggiare il sacrificio perfetto di Gesù, che ci ha tratti fuori dalla maledizione del fico.
Vangelo ai conoscenti: Matteo 9:9 Poi Gesù, passando oltre, vide un uomo che sedeva al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, alzatosi, lo seguì. Matteo 9:10 E avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con lui e con i suoi discepoli.
Matteo, essendo esattore delle imposte, è conosciuto, ha relazioni con tante persone e le invita insieme a Gesù, il quale viene criticato, perchè sta insieme a pubblicani e peccatori, ma egli non si preoccupa dei giudizi e risponde esaurientemente, precisando che è venuto non per i sani, ma per i malati.
Vangelo alle folle: Matteo 9:36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore. 37 Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse»
Gesù prova compassione per le folle, ma non perchè fossero malate (in quanto le aveva già guarite), bensì perchè erano stanche e disperse, come pecore senza pastore. Ed invita i discepoli a pregare, non per la messe che è già tanta, ma affinchè crescano i pastori. Infatti coloro che hanno il ministero di evangelisti devono insegnare a conquistare. Notiamo che Dio precisa che la messe è sua, in quanto Gesù ha pagato per tutti e Dio ha il diritto legale sulla messe, sia prima che dopo che viene conquistata.
Vangelo esteso a tutto il mondo: Gesù, dopo la resurrezione, dà mandato ai discepoli di predicare il vangelo dovunque, sino all’estremità della terra (visione globale, mondiale), viene istituita la chiesa missionaria.
Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra»., Gesù chiama i discepoli ad essergli testimoni, ma sappiamo che i testimoni sono amati da chi ama la verità, ma perseguitati da chi non la ama, ma noi, non dobbiamo compromettere con la verità, costi quel che costi.
Il Signore ha anche mostrato come gli evangelisti devono svolgere il loro ministero di istruire i santi, nella predicazione del vangelo ed ha enunciato le quattro leggi spirituali:
Non dobbiamo approcciare con cose negative; dobbiamo dire soltanto: Dio ti ama ed ha un piano meraviglioso per te (l’approccio dev’essere biblico);
L’uomo è peccatore e non può conoscere il piano meraviglioso che Dio ha per lui;
Gesù Cristo è l’unica soluzione di Dio per il nostro peccato. Attraverso la morte e la resurrezione di Gesù, possiamo essere perdonati per i nostri peccati ed essere ripristinati in una giusta relazione con Dio.
Dobbiamo riporre la nostra fede in Gesù Cristo, come Signore per ricevere il dono (doreà) della salvezza e conoscere il meraviglioso piano di Dio per le nostre vite.
Romani 10:9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, 11 perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». 13 Infatti: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato»
In Matteo 4:19 e disse loro: «Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini»
Gesù spiegò ai discepoli la missione, insegnò loro come predicare il vangelo, come divenire pescatori di uomini, portandoli con sé, mentre lo faceva. Allo stesso modo gli evangelisti devono portare con loro i santi, per istruirli su come condividere il Vangelo.
Oggi Cristo e’ rappresentato dai ministeri: i doni dello spirito rappresentano lo spirito nella Chiesa, i ministeri rappresentano Cristo nella chiesa.
Efesini 4:11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo.
L’ultima volta che Paolo incontra gli Efesini, li istruisce per l’evangelizzazione, ricorda cosa ha fatto e indica sette cose:
Non si è mai astenuto, ma ha parlato di tutte le cose che potessero essere loro utili;
Paolo mostrò agli anziani come predicare il vangelo;
Paolo lo fece pubblicamente;
Paolo lo fece di casa in casa;
Paolo condivideva il vangelo con Ebrei e Greci;
Paolo mostrò loro come insegnare la conversione a Dio;
Paolo mostrò loro, come insegnare la fede nel nostro Signore Gesù Cristo.
Atti 20:20 e come io non mi sono astenuto di annunziarvi e insegnarvi in pubblico e per le case nessuna di quelle cose che sono giovevoli, 21 dichiarando solennemente ai Giudei e ai Greci la necessità della conversione a Dio e della fede nel Signor nostro Gesù Cristo.
Paolo, come apostolo ebbe una grande chiesa ad Efeso, che poi lasciò a Timoteo come pastore (poi divenne apostolo) e lasciò l’equipaggiamento necessario: non mancava loro la conoscenza, dovevano solo ubbidire.
A questo punto ci chiediamo perchè i credenti si sono fermati dall’evangelizzare. Possiamo notare, che all’inizio della conversione ci si trova pieni di zelo nel portare la parola, si è affamati delle cose di Dio, mentre successivamente lo zelo e la passione vanno scemando. Il motivo lo troviamo nel sorgere dell”intimidazione”: infatti, se parliamo di calcio, del tempo, di politica etc., troviamo consenso e riscontro nella quasi totalità delle persone, mentre appena parliamo del vangelo arriva subito il gelo. La risposta può trovarsi nel fatto che l’atmosfera è impregnata di peccato, ma non dimentichiamo di avere autorità. Inoltre è utile imparare andando con quelli più maturi, ma ricordiamoci, che portare il vangelo è un comando e non un optional, quindi o si è ubbidienti o si è disubbidienti. Non dobbiamo mai mollare di pregare per i perduti, in quanto c’è tempo sino all’ultimo istante e ciò che è impossibile agli uomini, diventa possibile con Dio.
Dio vuole risvegliare in noi lo spirito evangelistico, donandoci zelo, passione, franchezza per adempiere il mandato, di predicare il vangelo, in ogni tempo ed in ogni luogo.