PREDICA IL VANGELO

Culto del 28 Giu 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo. Matteo 4:23

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Mediante ispirazioni date al nostro apostolo Lirio, all’inizio del 2020 il Signore ci ha fatto sapere che dopo quella profetica iniziava la decade evangelistica, e poiché Dio non può mentire, nonostante il lungo periodo di isolamento che tutti abbiamo dovuto osservare e ci siano mancate tante cose a cui eravamo abituati, prima fra tutte la comunione fraterna, il Vangelo continua a essere predicato e deve esserlo sempre più.

L’apostolo fa notare che talvolta, dopo che Dio annuncia qualcosa, arriva qualcos’altro che sembra essere in contrasto con quanto da Lui preannunciato, ma alla fine avviene sempre quello che Egli ha detto. In proposito ricorda che quando disse: “Sia la luce”, la luce fu, ma poco dopo avvenne che “si fece sera”, cosa apparentemente contrastante con quanto aveva detto prima.

Il tema di oggi verte sulla necessità di predicare il Vangelo, termine che significa Buona Novella, ma dobbiamo predicare il vero Evangelo, quello che predicava Gesù, perché è l’unico che ha potenza, infatti Gesù, sanando ogni malattia e ogni infermità, dimostrava che l’Evangelo da Lui predicato era il vero Evangelo.

Matteo 4:23E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.
L’apostolo Paolo afferma che il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.

Romani 1:16 Infatti, io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.

Nel Salmo 22 è scritto che Dio signoreggia su tutte le nazioni, e questo avviene perché il Regno appartiene a Lui ed Egli signoreggia sulle nazioni anche se non Gli obbediscono.

Salmi 22:28 Poiché all’Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni.

Questo tempo di pandemia ci ha dimostrato che l’uomo senza Dio è privo di certezze ed è incapace di vivere in modo corretto, ma proprio in virtù degli aspetti negativi che essa ha prodotto e di tante false certezze umane che sono crollate, oggi più che mai le persone sono disponibili all’ascolto.
Il Regno è il territorio in cui la volontà del sovrano viene obbedita, dove non è obbedita c’è illegalità. Dove Dio governa ristabilisce l’ordine, per cui, se noi ci troviamo in situazioni di disordine, per ristabilire l’ordine e fare funzionare quello che non funziona abbiamo bisogno di sottometterci alla Sua volontà. Oggi quasi nessuno rispetta le priorità; tante famiglie vivono nel disordine, nella miseria, nella malattia, ma dove Dio regna, ogni bisogno viene soddisfatto.

Matteo 6:10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo.
Se nella preghiera del Padre Nostro Gesù ci insegna a pregare: “Venga il tuo regno”, è segno che ancora non è pienamente manifestato. La Scrittura parla di tre tipi di regno.
Quello attualmente presente sulla terra è di tipo spirituale, ha un inizio e avrà una fine. La Scrittura dice che esso è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.
Il regno millenniale: anch’esso avrà un inizio e una fine. Per mille anni Cristo regnerà sulla terra con la Sua Chiesa.
Alla fine del millennio entreremo nel Regno eterno, che non avrà mai fine perché il tempo non esisterà più.
La buona notizia dell’Evangelo del Regno è che c’è un sovrano a cui dobbiamo riconoscere tutta l’autorità e al quale dobbiamo sottometterci se vogliamo che governi le situazioni che poniamo sotto la Sua responsabilità.

Isaia 59:2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto.
Questo versetto del profeta Isaia dice chiaramente che l’iniquità genera separazione. Ma cos’è l’iniquità? Che differenza c’è tra il peccato e l’iniquità?
La differenza è che, mentre il peccato consiste nell’azione, l’iniquità consiste nella motivazione che produce quell’azione. Il peccato avviene perché l’uomo nasce con una natura di peccato che lo costringe a peccare e lo separa da Dio. Tale separazione non avviene per quello che si fa, ma a causa della natura di peccato con cui si nasce. A tale condizione umana c’è un solo rimedio, una sola speranza: nascere di nuovo e tornare a Dio.
La parola iniquità vuol dire stortura e nasce nel cuore umano quando si cessa di essere d’accordo con la volontà dell’autorità, perché si vuole fare a modo proprio. L’iniquità è un germe spirituale che si trasmette di generazione in generazione, ma sulla croce Gesù risolse sia il problema del peccato che quello dell’iniquità (Isaia 53:5).

Qual è il proposito finale di Dio?
Efesini 1:10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.

Quando avverrà il compimento dei tempi, Dio raccoglierà sotto di Sé tutte le cose, sia quelle del cielo sia quelle che sono sulla terra. Questo potrà farlo perché ha mandato sulla terra Suo Figlio per riportare l’uomo a Dio e nel cielo e sulla terra ci sarà uno stesso Capo.

Romani 14:7 Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e neppure muore per se stesso, 8 perché, se pure viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore, dunque sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. 9 Poiché a questo fine Cristo è morto, è risuscitato ed è tornato in vita: per signoreggiare sui morti e sui vivi.
Se Gesù non fosse morto e risuscitato, non potrebbe signoreggiare sui vivi e sui morti, tale ruolo sarebbe rimasto a satana, ma quando morì e andò nell’Ades, Gesù gli strappò le chiavi della morte e dell’Ades, lo privò di ogni diritto legale sugli uomini e divenne così il Signore dei vivi e dei morti.

L’apostolo Paolo ricordò ai Corinzi che l’Evangelo che aveva loro predicato li aveva salvati, a meno che non avevano creduto invano, cioè solo a livello mentale, visto che per essere salvati bisogna credere con il cuore e fare confessione di fede con la bocca.
I versetti 3 e 4 racchiudono la legge dell’identificazione del nuovo credente in Cristo, infatti parlano della Sua morte, del Suo seppellimento e della Sua resurrezione.

1Corinzi 15:1 Ora, fratelli, vi dichiaro l’evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, 2 e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano. 3 Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4 che fu sepolto e risuscitò a il terzo giorno secondo le Scritture.

Paolo era sicuro del Vangelo che predicava, perché lo aveva appreso per rivelazione direttamente dal Signore.
Galati 1:11 Ora, fratelli, vi faccio sapere che l’evangelo, che è stato da me annunziato, non è secondo l’uomo, 12 poiché io non l’ho ricevuto né imparato da nessun uomo, ma l’ho ricevuto per una rivelazione di Gesù Cristo.

Afferma inoltre che la sua predicazione non era frutto di sapienza umana, ma di sapienza divina.

1Corinzi 2:4 La mia parola e la mia predicazione non consistettero in parole persuasive di umana sapienza, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, 5 affinché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio.

Nell’epistola ai Romani Paolo parla nella nostra identificazione con Cristo. Dice che siamo morti, siamo stati sepolti, siamo risuscitati con Lui e come Lui camminiamo in novità di vita. In altri termini afferma che a noi avviene spiritualmente quanto a Cristo avvenne fisicamente.

Romani 6:4 Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. 5 Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione,

Nella mente di Dio, quando Adamo peccò noi eravamo con lui; allo stesso modo eravamo con Cristo quando morì e risuscitò. Il primo Adamo fu inchiodato sulla croce per sempre, adesso c’è solo l’ultimo Adamo, e chi oggi si trova in esso si è liberato del primo, mentre chi si trova nel primo ha bisogno di conoscere l’ultimo.
Per questo dobbiamo predicare l’Evangelo, ma senza alterarlo o annacquarlo, come vuole suggerirci l’avversario. Solo l’Evangelo originale ci salva e ci dà la certezza della salvezza, mentre un vangelo annacquato non produce risultati e non dà certezze.
Compito della Chiesa è collaborare con lo Spirito Santo, ma in che modo avviene questa collaborazione? Avviene così: chi predica il Vangelo porta un messaggio, ma a convincere i cuori e a fare nascere di nuovo è lo Spirito Santo

Giovanni 16:7 Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 Di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Lo Spirito Santo convince di peccato, cioè del fatto che il peccato più grave è l’incredulità, il rifiuto di accettare quello che Gesù ha fatto per noi.
Convince di giustizia, cioè del fatto che Gesù è giusto, è seduto alla destra del Padre perché ha compiuto un’opera perfetta e ha donato a noi la Sua giustizia.
Convince di giudizio, cioè del fatto che satana è stato giudicato e trascorrerà l’eternità all’inferno. Appartenere a lui significa fare la sua stessa fine.

Ricordiamo che quando Pietro iniziò a predicare l’Evangelo nella casa di Cornelio, a un certo punto tutti iniziarono a parlare in altre lingue (Atti 10:40:44). Era il segno che tutti avevano creduto, erano nati di nuovo e avevano ricevuto lo Spirito Santo.
Pietro aveva semplicemente dichiarato la verità e lo Spirito Santo la confermò.
Ugualmente noi dobbiamo proclamare con franchezza la verità per dare allo Spirito Santo la possibilità di convincere le persone, cosa che non può avvenire se predichiamo un vangelo annacquato, perché Egli è lo Spirito della Verità e conferma solo la Verità.

Tutti sanno che Cristo è morto, ma pochi sanno il perché. Egli è morto per la nostra salvezza, ma la salvezza, per quanto sia molto importante, non è lo scopo finale, è solo un mezzo per riportarci al Padre. Se si è in Cristo si è nuove creature, si è passati dal primo al secondo Adamo, si è cambiata famiglia, si è stati riconciliati al Padre in virtù del sangue versato da Gesù e si è ricevuto il ministero della riconciliazione.

2Corinzi 5:15 e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. 16 Perciò d’ora in avanti noi non conosciamo nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. 17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. 18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio.

Noi siamo ambasciatori del cielo e in quanto tali abbiamo il dovere di riferire fedelmente quello che ha detto il governo del cielo. Il Vangelo che predichiamo deve essere quello che predicava Gesù e che predicarono gli apostoli.

L’apostolo Paolo non si fece mai intimidire e tappare la bocca dall’avversario. Persino l’arresto e la prigione costituirono per lui un’opportunità per parlare di Cristo.
Filippesi 1:12 Ora, fratelli, voglio che sappiate che le cose che mi sono accadute sono risultate ad un più grande avanzamento dell’evangelo, 13 tanto che è noto a tutto il pretorio e a tutti gli altri che io sono in catene per Cristo; 14 e la maggior parte dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno preso maggiore ardire nel proclamare la parola di Dio senza paura.

Molti evangelizzano presentando Dio più come Giudice che come Padre, ma Gesù fece conoscere il cuore del Padre attraverso tre parabole: quella della dramma perduta, quella della pecorella smarrita e quella del figlio prodigo.
La dramma perduta aveva un grande valore perché faceva parte di una collezione che senza di essa rimaneva incompleta, in pratica rovinata.
Il pastore dava valore alla pecorella che si era smarrita, anche se gliene rimanevano altre novantanove.
Il padre del prodigo dava un grande valore al figlio che se n’era andato portando con sé e dissipando tutta l’eredità, tanto che lo riaccolse con grande amore e gli restituì la posizione di figlio nonostante la disapprovazione del fratello maggiore, che era legalista e non vedeva di buon occhio l’amore manifestato dal padre verso quel fratello che era tornato a casa.

Quando presentiamo il Vangelo, facciamo conoscere il cuore del Padre, che per amor nostro ha dato il meglio che aveva!
Dio ci ha dato un nuovo punto di vista: apprezzare le persone quando sono ancora peccatrici e vedere come Egli può trasformarle.
Ci ha dato una nuova relazione: sapere che tutte le cose appartengono a Lui.
Ci ha dato una nuova occupazione: essere ambasciatori di Cristo.
Ci ha dato un nuovo metro di paragone riconciliandoci a Sé e dandoci il ministero di riconciliare altri a Lui.

Noi abbiamo bisogno di comprendere tre cose:
· La provvidenza della riconciliazione è il sangue di Gesù. Il prezzo della salvezza delle persone è stato già pagato, perché con il Suo sangue Gesù ha comprato tutti gli uomini per Dio.
· Il metodo di riconciliazione è la croce, dove Dio ha fatto morire per sempre la natura adamica. L’uomo decaduto non aveva speranza, doveva rinascere a una nuova vita.
· Il risultato della riconciliazione è la vita di Gesù che è stata data a noi.
Alla vita si arriva solo attraverso il sangue e la croce. Chi pensa di arrivarci con le opere crede in un vangelo alterato, s’illude e annulla il sacrificio della croce.
Il messaggio del Vangelo del Regno è tutto fondato sul sacrificio della croce!
L’unico Vangelo è quello predicato da Gesù e dagli apostoli.

Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine».