IL PATTO MOSAICO | Terza Parte

Culto del 28 Ago 2022
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Galati 3:10 Ora tutti coloro che si fondano sulle opere della legge sono sotto la maledizione, perché sta scritto: «Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle».
In questa domenica l’apostolo Lirio condivide con la chiesa la terza parte del patto Mosaico. La predicazione inizia con la lettura di Galati 3:10, ma l’apostolo ci ricorda come la domenica precedente abbiamo letto il verso di Galati 4, in cui viene affermato che Gesù, essendo nato da una donna appartenente a Israele, era come tutti sottoposto alla legge. La legge contiene 613 precetti, questo rende impossibile la sua completa applicazione, per questo tutti coloro che vogliono piacere a Dio attraverso l’obbedienza alla legge, sono sotto maledizione; infatti solo Gesù è riuscito a praticare tutti i comandi contenuti in essa. Egli è stato obbediente in ogni cosa per tutti i giorni della Sua vita e, attraverso la croce, ha annullato ogni maledizione derivante dalla legge che condannava l’uomo alla separazione da Dio. E’ importante comprendere però che il patto Mosaico riguardava solo il popolo d’Israele, mentre i gentili e la chiesa ne erano esclusi. Le disposizioni contenute in esso sono in tutto 613, e di queste 365 stabilivano delle proibizioni e 248 le cose che al contrario si dovevano fare tutti i giorni e per tutta la vita. Questo patto era stato suggellato dalla nuvola della Gloria, la Shekhinah, che per sei giorni avvolse il monte Sinai, mentre il settimo giorno Dio chiamò Mosè affinché potesse stare alla Sua presenza e ricevesse le tavole della legge, scritte direttamente col Suo dito. Il patto Mosaico è un patto condizionato, esso poneva infatti una condizione al suo adempimento che possiamo leggere nel libro dell’Esodo.
Esodo 15:26 e disse: «Se tu ascolti attentamente la voce dell’Eterno, il tuo DIO, e fai ciò che è giusto ai suoi occhi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani perché io sono l’Eterno che ti guarisco».
Possiamo comprendere leggendo questi versi, come era impossibile per qualsiasi uomo rispettare in ogni suo aspetto questo patto, esso quindi era rivolto a Gesù, l’unico che ha potuto realizzarlo nella sua interezza. Poiché Dio sa che la legge è santa ma l’uomo è peccatore, e non sarebbe riuscito ad adempierla, istituì il sacerdozio aronico-levitico, in modo che ogni volta che gli uomini peccavano potessero tornare ad avere comunione con Lui offrendo dei sacrifici di sangue. Gli animali sacrificati si caricavano dei peccati del popolo che riceveva il perdono attraverso il sangue versato da quegli innocenti; questo era un segno di quello che il Padre avrebbe fatto un giorno per la salvezza dell’umanità, far morire un unico innocente, Gesù, per pagare il prezzo di riscatto dei molti peccatori. La legge dava anche delle restrizioni dietetiche e chi non ubbidiva veniva condannato a morte. Inoltre per gli Ebrei la pena di morte era consentita per l’idolatria, l’adulterio, il maledire Dio, il maledire i genitori, non rispettare lo Shabbat e praticare la stregoneria, insieme a tanti altri peccati.
Levitico 11:3 Potete mangiare di ogni animale che ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso e che rumina. Levitico 11:9 Questi potete mangiare fra tutti gli animali che sono nell’acqua. Potete mangiare tutti quelli che nell’acqua hanno pinne e squame, tanto nei mari che nei fiumi. Levitico 11:22 Di questi potete mangiare: ogni specie di locuste, ogni specie di cavallette, ogni specie di grilli e ogni specie di acridi.
Nel patto Mosaico veniva anche riaffermata la circoncisione, ma per motivi differenti rispetto al patto Abrahamico, essa infatti serviva a indicare l’impegno di osservanza della Torah. Il segno fondamentale di questo patto era lo Shabbat, cioè l’osservanza del sabato. La legge però non è stata data per produrre la salvezza, infatti se nella mente del Padre essa avesse avuto questa finalità, non ci sarebbe stato bisogno della venuta del Salvatore. Al contrario essa ha come scopo far comprendere agli uomini che hanno bisogno di qualcuno che li liberi dalla maledizione e dal peccato portati dalla conoscenza della legge. L’obiettivo è quindi di far nascere nel cuore dell’uomo il desiderio di essere salvati e liberati da Gesù, riconoscendoLo come Signore e Salvatore della propria vita.
Galati 3:11 Poiché è manifesto che nessuno è giustificato mediante la legge davanti a Dio, perché: «Il giusto vivrà per la fede». 12 Ora la legge non proviene dalla fede, ma «l’uomo che farà queste cose vivrà per mezzo di esse». 13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»),
La legge è stata progettata per essere adempiuta dall’Unico Vero Santo, Gesù. Egli fu reputato giusto dal Tribunale dei Cieli perché non ha mai trasgredito nessuno dei 613 precetti della legge, e pur essendo Benedetto divenne maledetto morendo sulla croce per caricarsi della nostra maledizione, facendo terminare in questo modo il potere della legge sugli uomini. Il termine della legge dunque è Cristo. Nel momento in cui Egli si offre in sacrificio, tutti gli altri sacrifici Mosaici non hanno più motivo di esistere, in quanto in Lui ogni cosa è stata compiuta. La salvezza nel cuore di Dio è sempre stata, e sempre sarà, per grazia attraverso la fede. Essa era già presente nell’Antico Testamento in cui le persone che credevano in Dio non andavano all’inferno, ma nel seno di Abrahamo e venivano giustificate non per l’obbedienza alla legge ma per mezzo della loro fede.
Romani 3:20 perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. 21 Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, 22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; La Legge fu data al popolo quando era già stato riscattato e già era uscito dall’Egitto e non servì per riscattarlo
Sia la legge che i profeti parlano della salvezza attraverso la fede, Abacuc ad esempio, dice che il giusto vivrà per fede e Mosè stesso chiede a Dio di fargli grazia. Quindi possiamo essere certi che tutti gli uomini possono ricevere salvezza, non per la loro obbedienza alle opere della legge ma per la loro fede in Cristo Gesù che ha pagato il nostro prezzo di riscatto con il Suo sangue. Il popolo d’Israele fu liberato dalla schiavitù in Egitto attraverso il sacrificio di un agnello, il cui sangue veniva posto sugli stipiti delle porte, che gli permise di essere risparmiato dalla morte che colpì invece i primogeniti egiziani, e questo convinse il Faraone a lasciarlo andare. La legge fu data solo dopo questo episodio perché nella mente di Dio essa non serviva per salvare gli uomini, ma per dare direzione a coloro che già erano stati riscattati.
Esodo 19:1 Nel primo giorno del terzo mese dall’uscita dal paese d’Egitto, in questo giorno, i figli d’Israele giunsero al deserto del Sinai.
Non c’è quindi nessuna legge che può riscattare l’uomo, ma solo il sangue dell’Agnello può fare questo. La Torà dice che Mosè salì sul monte Sinai per ricevere le Tavole il giorno di Pentecoste o Shavu‘ot (Sivan), ne ridiscese quaranta giorni più tardi, il 17 di Tammuz. Dopo aver trovato i suoi fratelli che danzavano intorno al vitello d’oro, ruppe le prime tavole della Legge e istituì il digiuno. Trascorse poi quaranta giorni in preghiera per implorare il perdono da Dio per il popolo, fino al primo Elul. Egli il primo di Elul salì di nuovo sul monte, da cui ridiscese con le seconde tavole quaranta giorni più tardi, il 10 di Tishri, cioè il giorno di Kippur. Per la tradizione ebraica quindi Yom Kippur, cioè il giorno dell’espiazione, è il giorno in cui Mosè discese dal monte con le seconde tavole della Torà. Questo ci fa comprendere come Dio diede la legge sapendo che non attraverso di essa, ma attraverso il Sangue di Gesù, ci sarebbe stata l’espiazione definitiva di tutti i peccati e la salvezza per chiunque crede. Studiando entrambi i Testamenti, possiamo vedere che ci sono almeno 9 scopi per cui è stata data la Legge di Mosè. Il primo scopo era quello di mostrare la Santità di Dio e i suoi alti standard di etica e di moralità. La legge ci fa conoscere infatti, un Dio Santo Santo Santo e quindi chiunque si accosta a Lui sa che si accosta al Signore tre volte Santo. Il secondo scopo era quello di dare al popolo d’Israele un’etica di condotta, cioè mostrare come ci si doveva comportare. Il terzo scopo era quello di fornire dei giorni di culto nazionali in cui le famiglie dovevano riunirsi per celebrare Dio. Le feste ebraiche erano sette, di cui tre obbligatorie in cui bisognava recarsi al tempio di Gerusalemme: Pasqua, Pentecoste e Tabernacoli. Attraverso le feste Dio ci ha rivelato il Suo calendario della Redenzione: dalla Pasqua in cui Gesù è stato crocifisso ed è risorto, ai Tabernacoli in cui tornerà per stabilire il Regno che non avrà mai fine. Il quarto scopo era fare degli Ebrei un popolo distinto dagli altri popoli della Terra. Israele è una nazione soprannaturale che non sarebbe mai potuta esistere senza l’intervento divino, infatti sia Sara che Rebecca e Rachele erano sterili ma partorirono dei figli ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe da cui si formò il popolo ebraico. Esso è un popolo speciale, il tesoro di Dio, da cui è nato il Salvatore.
Deuteronomio 7:6 Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, il tuo DIO; l’Eterno, il tuo DIO ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra.
Il quinto scopo è stato creare un muro di separazione tra Israele e le altre nazioni incirconcise che formavano i gentili.
Efesini 2:11 Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, 12 eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. 17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini,
I Gentili erano estranei alla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, la sola strada per godere delle benedizioni degli Ebrei era divenire proseliti e obbligarsi a osservare la Legge, farsi circoncidere e osservare il sabato come proseliti del patto Mosaico. Il sangue di Cristo però ci ha avvicinati al popolo d’Israele facendoci diventare un unico popolo e abbattendo il muro di separazione che c’era fra noi e loro, per darci pace e salvezza. Così gli Ebrei indipendentemente dalla legge, ricevendo Cristo sono salvati e allo stesso modo i gentili, che non hanno legge, sono salvati attraverso la fede in Gesù. Il Padre quindi ha creato l’uomo nuovo in Cristo Gesù che si ha per grazia mediante la fede. Ora siamo in un Nuovo Patto, un patto incondizionato che si differenzia molto dall’Antico Patto condizionato.
Ebrei 8:10 Questo dunque sarà il patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore, io porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Ebrei 8:12 perché io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti».
Ebrei 8:10-12 afferma che la benedizione della Nuova Alleanza è quattro volte meglio di quella Antica:
Nell’Antico Testamento i peccati venivano coperti ma non lavati e quindi ogni anno era necessario ripetere il sacrificio dell’espiazione; nel Nuovo Testamento invece i nostri peccati sono stati rimossi una volta per tutte dal sacrificio di Gesù e Dio non li ricorderà mai più. Luca 24:46,47; 8:12; 10:1,2
L’Antico Testamento benediceva l’uomo esteriore nella sua vita sulla Terra. Abrahamo venne abbondato in ogni cosa ma alla fine morendo lasciò tutte le sue ricchezze ai suoi eredi; il Nuovo Testamento invece, si occupa anche dell’uomo interiore benedicendolo per l’eternità. Ebrei 10:10; 14; 1Corinzi 1,30; Colossesi 1:22.
Nell’Antico Testamento Dio era con il popolo d’Israele ma non viveva in loro, essendo Santo infatti non poteva abitare in un cuore peccatore; nel Nuovo Testamento Dio abita in noi che siamo il Suo Tempio. Giovanni 14:17; 1Corinzi 6,19; Filippesi 2,13.
Sotto l’Antico Testamento Israele era servo di Dio; nella Nuova Alleanza noi non siamo più servi ma figli di Dio. Esodo 4:22,23; 1Giovanni 3:2.
1Giovanni 3:1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui,
Il Padre ci chiama Figli, noi siamo Suoi e siamo i Suoi rappresentanti in questo tempo sulla Terra, siamo chiamati a mostrare il Suo amore affinché ogni uomo possa ricevere Gesù e ottenere vita eterna .
Redazione a cura di Rosanna Garofalo