PARLA LA PAROLA AL TUO MONTE

Culto del 01 Set 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Esodo 6:10-11 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Va’, parla al Faraone, re d’Egitto, perché lasci uscire i figli d’Israele dal suo paese».
1Pietro 4:11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen
Dio ci vuole insegnare un nuovo modo di parlare: non più attraverso la percezione dei sensi naturali, ma usando la Sua Parola e i Suoi oracoli, infatti se il nostro linguaggio cambierà, anche la nostra vita avrà un cambiamento.
Numeri 12:7 Ma non così con il mio servo Mosè, che è fedele in tutta la mia casa.
Mosè è stato un uomo che ha parlato gli oracoli di Dio, e il Signore stesso ha dato testimonianza di questo. Egli ha ripetuto al popolo d’Israele quella che era l’intenzione originale di Dio, che non è mai cambiata, verso il Suo popolo.
Esodo 19:3 Poi Mosè salì verso DIO; e l’Eterno lo chiamò dal monte, dicendo: «Così dirai alla casa di Giacobbe e questo annuncerai ai figli d’Israele: 4 “Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d’aquila e vi ho condotto da me. 5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”». 7 Allora Mosè mandò a chiamare gli anziani del popolo, ed espose loro tutte queste parole che l’Eterno gli aveva ordinato di dire
La scrittura ci dice che Mosè sale sul monte per parlare con Dio, questo ci fa comprendere come il desiderio di incontrarLo deve partire dal nostro cuore, infatti se noi ci avviciniamo al Signore Egli si avvicinerà a noi, poiché Dio è rimuneratore di quelli che Lo cercano. Il Signore parla di casa di Giacobbe e di figli d’Israele perchè si riferisce a due livelli di crescita diversi: i figli di Giacobbe sono persone che sono state chiamate da Dio ma non Gli hanno permesso ancora di processarle, in modo da diventare figli di Israele; il nome Giacobbe infatti significa imbroglione, soppiantatore (Egli cercò di imbrogliare suo fratello inimicandosi con lui fino a temere per la propria vita) mentre il nome Israele significa principe con Dio. I figli di Giacobbe sono quindi coloro che ancora combattono con la propria carne, non essendo riusciti a sottometterla e come Giacobbe a Peniel fu rotto nel carattere, combattendo con l’angelo e uscendone indebolito nel corpo ma forte nello spirito, allo stesso modo il Signore ci porta in luoghi in cui le nostre risorse non sono sufficienti per vincere le circostanze; in questo modo infatti possiamo imparare a confidare in Dio e a comprendere come attraverso il Suo aiuto l’impossibile diventa possibile. Dio ha scelto Israele come principe e sacerdote delle nazioni, così tutta la benedizione che arriva sulla terra passa da Israele; il Signore dunque desidera che in ogni famiglia d’Israele il capo famiglia abbia la funzione di sacerdote, in modo che vi sia una benedizione continua che scende dal cielo e arriva in tutta la terra; quindi chi ha gli occhi dello spirito aperti prega per Israele e lo benedice, chi invece lo vede come un nemico e lo maledice ha lo spirito dell’anticristo.
Giovanni 3:34 Infatti colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio, perché Dio non gli dà lo Spirito con misura.
In questo verso è Giovanni Battista che parla e testimonia di Gesù, affermando che Egli è stato mandato dal Padre per proferire le Sue parole. Chi viene mandato infatti, non parla per proprio conto ma rappresenta colui che l’ha mandato e ripete ciò che gli è stato detto.
Giovanni 7:18 Chi parla da se stesso cerca la sua propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è verace, e in lui non vi è ingiustizia
Quando noi cristiani parliamo, a chi vogliamo dare la gloria? Se parliamo di noi stessi ed esprimiamo le nostre opinioni è perché vogliamo essere noi a ricevere la gloria dagli uomini, chi ha ricevuto un mandato, però, non esprime le proprie opinioni, ma riferisce le parole di chi l’ha mandato, perché desidera che la gloria sia data a Lui; da questa scelta dipende la posizione giusta o sbagliata in cui ci troviamo.
Atti 9:6 Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch’io faccia?». E il Signore: «Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare».
L’apostolo Paolo, quando incontra Gesù, perde le sue sicurezze e la sua spavalderia, riconosce la Sua signoria e comprende che aveva sbagliato tutto, così si mette subito a disposizione del Signore per adempiere il proposito a cui era stato chiamato. Paolo aveva perseguitato la chiesa con cui il Signore si identifica e proprio per questo, venne mandato alla chiesa per avere indicazioni su ciò che doveva fare. Gesù e la chiesa infatti sono uno e chi perseguita la chiesa perseguita Cristo.
Atti 11:14 Egli ti dirà parole, per mezzo delle quali sarai salvato tu e tutta la tua casa”.
Pietro viene mandato nella casa di Cornelio, un uomo gentile, per parlare gli oracoli di Dio ed in questo modo, egli e la sua famiglia vengono salvati. Il Signore ci chiama ad evangelizzare ogni persona che incontriamo e la Chiesa sta entrando in un tempo evangelistico, in cui tutte le bocche saranno aperte per annunciare il vangelo.
Tito 2:1 Ma tu parla di cose che siano conformi alla sana dottrina.
La sana dottrina sono gli oracoli di Dio.
L’apostolo Lirio ha raccontato come l’anno 1953 è stato un anno particolare, in cui qualcosa che era considerato impossibile diventò possibile; si tratta della scalata del monte Everest. In quel periodo esso era infatti considerato un monte inespugnabile. Nessun essere umano aveva mai messo piede sulla cima del Monte e molti scienziati e alpinisti esperti credevano che fosse impossibile farlo. Negli anni precedenti c’erano state 13 spedizioni documentate, grandi squadre ben finanziate composte dagli scalatori più abili del pianeta si spinsero verso l’unica parte del mondo su cui l’uomo non aveva ancora messo piede. Ogni tentativo però, era stato un fallimento epico. Molti uomini morirono, sepolti nei blocchi di ghiaccio e congelati sulla montagna, eppure un alpinista neozelandese fu determinato a raggiungere la vetta. Sir Edmund Hillary divenne così la prima persona a conquistare il Monte Everest, ma egli non arrivò in cima la prima volta che ci provò, anzi in quell’occasione la sua squadra incontrò una battuta d’arresto dopo l’altra e più della metà dei suoi uomini morì. Sir Hillary Aveva sperimentato quindi una delusione dopo l’altra ma, nonostante ciò, disse: <<Monte Everest, non puoi diventare più grande di come sei, ma io posso>>, egli affermava inoltre che “Non è la montagna che conquistiamo, ma noi stessi”. Questo atteggiamento fu un punto di svolta! La sua esperienza ci dà un grande insegnamento: il nemico ci dirà sempre che ci sono cose che non possiamo conquistare o luoghi dove non possiamo mai arrivare, ma c’è un’altra voce, che viene dallo Spirito di Dio, che ci dice che con Lui nulla è impossibile, ed è questa voce che dobbiamo ascoltare.
Anche Gesù ha dato ammaestramenti sulle montagne.
Marco 11:22 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio! 23 Perché in verità vi dico che se alcuno dirà a questo monte: “Spostati e gettati nel mare”, e non dubiterà in cuor suo ma crederà che quanto dice avverrà qualunque cosa dirà, gli sarà concesso. 24 Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete. 25 E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati.
Dio non ha posto limiti alle nostre richieste, possiamo chiedere ciò di cui abbiamo bisogno, ma a volte il monte si sposta con una semplice parola “Ti perdono”, essa è una parola difficile da dire ma potente perché mette fine ad ogni litigio e porta pace. Il perdono sposta le montagne. Ma cosa significa spostare i monti? Gesù in questi versi sta parlando in senso metaforico in quanto il monte rappresenta la difficoltà, la malattia e tutto ciò che blocca il nostro cammino nel Signore.
Isaia 40:4 Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi siano raddrizzati e i luoghi scabrosi appianati
La valle rappresenta lo scoraggiamento, la depressione, e Dio non vuole che noi viviamo in questa condizione. Quando noi ci inorgogliamo e pensiamo di vivere in modo indipendente dal Padre, ci ritroviamo in queste condizioni. Il Signore ci invita ad abbassarci, cioè ad umiliarci e a togliere da noi tutti i pensieri sbagliati per tornare alla verità del Vangelo.
Isaia 49:11 Trasformerò tutti i miei monti in strade, e le mie strade maestre saranno elevate.
Ogni volta che facciamo una conquista scopriamo la strada da seguire e così possiamo insegnare anche agli altri il modo per conquistare. Dio ci farà conoscere tutte le Sue vie ed i Suoi sentieri per vivere sempre nella vittoria e tenere il nemico sotto i nostri piedi.
Isaia 54:10 Anche se i monti si spostassero e i colli fossero rimossi, il mio amore non si allontanerà da te né il mio patto di pace sarà rimosso, dice l’Eterno, che ha compassione di te.
Ciò che Dio ci dice nel mondo dello spirito non potrà mai essere cambiato né rimosso da nessuno. Il Padre ci ha giurato amore eterno e qualsiasi cosa accada nella nostra vita non potrà mai separarci dall’amore che Dio ha per noi.
Matteo 21:21 E Gesù, rispondendo, disse loro: «In verità vi dico che se avete fede e non dubitate, non solo farete ciò che io ho fatto al fico, ma se anche diceste a questo monte: “Levati di lì e gettati nel mare”, ciò avverrà. 22 E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo fede, lo otterrete».
La fede è certezza, e se vogliamo ricevere da Dio dobbiamo rimanere fermi nel creder. Chi dubita infatti non può ricevere. Il Padre vuole darci tutto ciò che chiediamo, vuole insegnarci a superare i nostri limiti per conquistare ciò che ancora non abbiamo conquistato, gli ostacoli che possiamo incontrare servono solo a dimostrare che Colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo. Dio non ha nel suo vocabolario la parola “impossibile”. Egli disse ad Abrahamo, di quasi 100 anni, che lui e sua moglie Sarah, di 90 anni, avrebbero avuto un figlio.
Genesi 17:17 Allora Abrahamo si prostrò con la faccia a terra e rise; e disse in cuor suo: «Nascerà forse un figlio a un uomo di cento anni? E partorirà Sara che ha novant’anni?».
Abrahamo inizialmente non riusciva a credere che alla loro età lui e sua moglie potessero avere un figlio e insieme a Sara rise, ma quando Dio parla, quello che dice coincide sempre con la realtà.
Genesi 18:10 Ed egli disse: «Tornerò certamente da te l’anno prossimo a questo tempo; ed ecco, Sara tua moglie avrà un figlio». E Sara ascoltava all’ingresso della tenda, che era dietro di lui. 11 Ora Abrahamo e Sara erano vecchi, di età avanzata, e Sara non aveva più i ricorsi ordinari delle donne. 12 Perciò Sara rise dentro di sé, dicendo: «Vecchia come sono, avrei io tali piaceri, dato che il mio stesso signore è vecchio?». 13 E l’Eterno disse ad Abrahamo: «Perché mai ha riso Sara dicendo: “Partorirò io per davvero, vecchia come sono?”. 14 Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per l’Eterno? Al tempo fissato, fra un anno, ritornerò da te, e Sara avrà un figlio».
Dio può superare tutte le impossibilità della nostra vita perché non c’è niente di troppo difficile per Lui. Dobbiamo cambiare il nostro modo di parlare e dichiarare che il nostro Padre non ha limiti, non ha confini e non c’è niente d’impossibile per Lui. Mentre Abrahamo e Sara quando ebbero Isacco erano anziani, Maria era una giovane ragazza quando ricevette l’annuncio della nascita di Gesù.
Luca 1:26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,…Luca 1:37 poiché nulla è impossibile con Dio». 38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Maria non conosceva uomo e non capiva come poteva dare alla luce Gesù, ma l’angelo le disse che nulla è impossibile per Dio e lei si fidò. Maria infatti rispose piegandosi alla Parola e credendola, permettendo così alla Parola di venire a dimorare in lei. Allo stesso modo noi non dobbiamo porre ostacoli a ciò che il Signore ci dice, ma dobbiamo credere alle Sue Parole, affinché si manifestino in noi.
Marco 9:21 E Gesù domandò al padre di lui: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli disse: «Dalla sua fanciullezza. 22 E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo ma, se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». 23 E Gesù gli disse: «Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede».
In questo episodio Gesù risponde al padre del ragazzo epilettico che i limiti non dipendono da Dio, ma da ciò che noi crediamo, così se noi abbiamo una piena fiducia in Lui tutto è possibile. Ciò che serve alla nostra vita è fede e preghiera. Dobbiamo conoscere quindi le chiavi della vittoria in Cristo: Con Dio tutto è possibile” (Matteo 19:26); “Siamo più che conquistatori attraverso Colui che ci ha amato” (Romani 8:37); “Dio” è in grado di fare smisuratamente al di là di ciò che domandiamo o immaginiamo “(Efesini 3:20). Dobbiamo parlare al nostro monte.
Filippesi 4:13 Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.
Parlare alle montagne potrebbe sembrare folle, ma se la nostra fede non è abbastanza forte da muovere la nostra bocca, non è abbastanza forte per muovere la nostra montagna. Forse la nostra montagna è una crisi finanziaria o una sfida legata al lavoro. Forse è un problema di salute o una battaglia emotiva in corso nel nostro cuore; forse una montagna è venuta tra noi e il nostro coniuge o tra noi e i nostri figli; potrebbe essere anche un senso di vergogna per un fallimento che ci impedisce di rialzarci di nuovo. Una montagna può essere qualsiasi cosa che si frappone tra noi e la resa assoluta a Dio in ogni area della nostra vita. Qualunque montagna stiamo affrontando in questo momento, non dobbiamo aver paura di parlarle. Non dobbiamo essere intimiditi, perché il nostro Dio è più grande della montagna. Dobbiamo parlare al monte e non parlare del monte.
Luca 13:12 Or Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, tu sei liberata dalla tua infermità».
Il diavolo tormenta le persone con la malattia e fa tenere il loro sguardo verso il basso, ma Gesù vuole che guardiamo in alto, verso Lui, che abbiamo una relazione con Lui, e ciò ci porta guarigione e liberazione. Noi siamo nati non per avere uno spirito abbattuto ma per glorificare Dio.
Marco 5:28«Se solo tocco le sue vesti sarò guarita».
La donna dal flusso di sangue fu guarita da ciò che aveva detto con fede, non da ciò che aveva pensato. Noi dobbiamo parlare gli oracoli di Dio!
Atti 18:9 Una notte il Signore in visione disse a Paolo: «Non temere, ma parla e non tacere,
Paolo era stato intimidito dalle persecuzioni ricevute, ma Dio gli disse di non tacere, perché c’era un grande popolo preparato in quella città e che la Sua protezione lo avrebbe accompagnato nell’evangelizzazione. Lo stesso vale per noi, dobbiamo parlare gli oracoli di Dio, le ultime parole sulle circostanze negative non devono essere del monte che parla a noi di impossibilità ma devono essere le nostre per dichiarare la verità di Dio che porta vittoria!

Redazione a cura di Rosanna Garofalo