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Esodo 40:13 Rivestirai Aaronne delle vesti sacre, lo ungerai e lo consacrerai, perché mi serva come sacerdote.

La predicazione della Parola inizia riprendendo il verso di Esodo 40, in cui leggiamo che il Signore chiede a Mosè di ungere e rivestire Aronne per il servizio a cui era chiamato. Ciò ci fa comprendere come Dio ha un’unzione specifica per ogni chiamata che rivolge all’uomo, quindi l’unzione che il Signore dà dipende dalla chiamata che Egli fa. Molte persone ricevono una chiamata, ma non entrano nell’unzione per fare ciò a cui sono state chiamate.
Matteo 6:10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo
Gesù ha insegnato che la prima richiesta da fare al Padre, e dunque la più importante, è che il Suo Regno venga sulla Terra, solo dopo aver cercato il Regno, infatti, noi avremo tutto il resto delle benedizioni che Dio ha preparato, comprendiamo allora che dove il Signore regna c’è sempre provvidenza. Possiamo chiederci se c’è mai stato un tempo dove la volontà di Dio è stata fatta sulla terra esattamente come in cielo, e la risposta è sì: prima della caduta dell’uomo. A quel tempo cielo e Terra erano connessi e la volontà del Padre era fatta allo stesso modo in entrambe le realtà. Dopo il peccato di Adamo, cielo e terra furono disconnessi e desincronizzati. All’inizio Adamo non aveva bisogno di fede, perché vedeva Dio faccia a faccia, né di unzione perché era già nel proposito, ma quando egli cadde non poté più scorrere nel soprannaturale se non attraverso la fede e l’unzione. Senza questi due elementi, quindi, non possiamo né accedere né avere legalità nel soprannaturale.
Luca 24:44 Poi disse loro: «Queste sono le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano adempiere tutte le cose scritte a mio riguardo nella legge di Mosè, nei profeti e nei salmi». 45 Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture, 46 e disse loro: «Così sta scritto, e così era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno 47 e che nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. 48 Or voi siete testimoni di queste cose. 49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto.
Dio è interessato ad aprire la nostra mente per farci comprendere le Scritture. I discepoli di Gesù erano testimoni di tutto ciò che Egli aveva fatto, ma non furono legalizzati a rendere testimonianza di Lui fra le genti, finché non ricevettero l’unzione; non possiamo infatti, essere testimoni legali fino a che il vero testimone, lo Spirito Santo, non abita dentro di noi.
Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».
Senza l’unzione siamo nel naturale, ma con l’unzione dataci dallo Spirito Santo riceviamo potenza e possiamo operare nel soprannaturale, poiché tutto ciò che dichiareremo verrà confermato dallo Spirito. Ognuno di noi deve fare ciò per cui è stato unto, così se siamo stati unti per essere evangelisti non dobbiamo fare i dottori della Parola, i pastori o i profeti. William Branham era un uomo di Dio unto come profeta ed evangelista e, fino a quando ha operato secondo la chiamata che aveva ricevuto, ha fatto grandi cose: c’erano guarigioni, liberazioni, potenti parole profetiche. Un giorno però, egli decise di uscire fuori dalla sua chiamata e diventare un dottore della Parola, iniziò così ad insegnare che la Trinità non esiste e fondò il movimento “Only Jesus”, solo Gesù, facendo grandi disastri, perché si era messo a fare qualcosa per cui Dio non l’aveva chiamato. Quando il Padre ci unge, dobbiamo restare nell’ambito dell’unzione per cui siamo stati unti e non andare fuori di essa; se non siamo nell’unzione non stiamo mostrando lo Spirito Santo ma noi stessi.
1Corinzi 12:4 Or vi sono diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito, 5 Vi sono anche diversità di ministeri ma non vi è che un medesimo Signore. 6 Vi sono parimenti diversità di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. 7 Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune.
Se ci mettiamo da noi stessi in un ambito in cui Dio non ci ha messo ci sentiremo frustrati, in colpa, e non porteremo frutto. Quando la Parola parla di operazioni si riferisce ad azioni pratiche che dobbiamo svolgere nella vita quotidiana e per cui il Padre ci unge, affinché le facciamo con eccellenza. Non tutti siamo chiamati al ministero, ma tutti siamo chiamati a portare frutto nell’ambito dell’unzione che abbiamo ricevuto, lì infatti c’è la benedizione per la nostra vita.
1Samuele 10:6 Allora lo Spirito dell’Eterno ti investirà e profetizzerai con loro, e sarai cambiato in un altro uomo. 7 Quando questi segni ti saranno avvenuti, fa’ ciò che l’occasione richiede perché DIO è con te.
Quando siamo sotto l’unzione non è la nostra personalità ad agire, bensì quella dello Spirito Santo, ecco perché anche se siamo timidi diventiamo autorevoli. Dobbiamo diventare sensibili e dipendenti dallo Spirito Santo per capire ciò che Lui vuole fare con noi in un dato momento. Dobbiamo dunque imparare a restare fermi finché Dio non ci dice cosa fare. Il cielo è legalmente obbligato a rilasciare sulla Terra tutto ciò che viene chiesto sotto l’unzione. Quando la Bibbia dice in Matteo 16:19: <<Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli», parla della manifestazione dell’armonia di entrambi i regni dell’esistenza, quindi il processo di legare e sciogliere passa attraverso l’unzione. Le chiavi del regno sono la fede e l’unzione che viene dall’iniziativa di Dio. Elia sapeva cosa richiedeva l’occasione in cui si trovava e come agire secondo l’unzione che il Signore gli aveva dato, poiché l’aveva letto nelle scritture.
Deuteronomio 11:16 State in guardia affinché il vostro cuore non sia sedotto e non vi sviate, servendo altri dei e prostrandovi davanti a loro; 17 poiché allora si accenderebbe contro di voi l’ira dell’Eterno e chiuderebbe i cieli e non vi sarebbe più pioggia, e la terra non darebbe più i suoi prodotti e voi presto perireste nel buon paese che l’Eterno vi dà.
1Re 17:1 e 2Cronache 7:13 Quando chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, quando ordinerò alle locuste di divorare il paese quando manderò la peste al mio popolo,
Elia credette alla parola del Signore e chiese esattamente secondo essa, così il cielo fu obbligato a rispondere a ciò che era stato detto con l’unzione. Ciò ebbe come risultato che il popolo lasciò l’idolatria e tornò a Dio. A volte noi non riceviamo perché facciamo le cose senza un’istruzione divina, ma tutto ciò che non nasce dalla fede e dall’unzione viene rigettato dal mondo dello spirito. Saul, che era stato unto solo come re, fu rigettato da Dio quando offrì l’olocausto, perché non era stato unto come sacerdote.
1Samuele 13:5 Anche i Filistei si radunarono per combattere contro Israele, con trentamila carri, seimila cavalieri e gente numerosa come la sabbia che è sul lido del mare. Salirono dunque e si accamparono a Mikmash, a est di Beth-Aven. 6 Quando gli Israeliti si accorsero di essere in pericolo, (perché il popolo era messo alle strette), si nascosero nelle caverne, nelle macchie, tra le rocce, nelle buche e nelle cisterne. 7 Alcuni Ebrei passarono il Giordano, per andare nel paese di Gad e di Galaad. Quanto a Saul, egli era ancora a Ghilgal e tutto il popolo lo seguiva, tremando. 8 Egli aspettò sette giorni secondo il tempo fissato da Samuele; ma Samuele non giungeva a Ghilgal e il popolo cominciava a disperdersi lontano da lui. 9 Allora Saul disse: «Portatemi l’olocausto e i sacrifici di ringraziamento». Quindi offerse l’olocausto. 10 Aveva appena finito di offrire l’olocausto, quando arrivò Samuele; e Saul gli uscì incontro per salutarlo. 11 Ma Samuele gli disse: «Che cosa hai fatto?». Saul rispose: «Quando ho visto che il popolo si disperdeva lontano da me, che tu non eri giunto nel giorno stabilito e che i Filistei si radunavano a Mikmash, mi son detto: 12 “Ora i Filistei mi piomberanno addosso a Ghilgal e io non ho ancora supplicato l’Eterno”. Perciò mi sono fatto forza e ho offerto l’olocausto». 13 Allora Samuele disse a Saul: «Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l’Eterno, il tuo DIO, ti aveva prescritto. L’Eterno infatti avrebbe stabilito il tuo regno su Israele in perpetuo. 14 Ora invece il tuo regno non durerà. L’Eterno si è cercato un uomo secondo il suo cuore, e l’Eterno lo ha stabilito principe del suo popolo, perché tu non hai osservato ciò che l’Eterno ti aveva comandato».
Saul non camminava più nell’unzione di Dio perché era un insicuro, non aveva la certezza della fede perché non ascoltava più il Signore, non pregava e agiva su quello che pensava, per questo Dio gli tolse il regno e lo diede a Davide, che agiva secondo il cuore del Padre. Anche il re Uzziah cercò di agire da sacerdote, così il giudizio cadde su di lui perché non aveva l’unzione sacerdotale e non poteva entrare nel luogo Santo. Egli profanò il tempio e per questo fu colpito dalla lebbra.
2Cronache 26:16 Ma, divenuto potente, il suo cuore si inorgoglì fino a corrompersi e peccò contro l’Eterno, il suo DIO, entrando nel tempio dell’Eterno per bruciare incenso, sull’altare dell’incenso. 17 Dopo di lui entrò il sacerdote Azariah con ottanta sacerdoti dell’Eterno, uomini coraggiosi. 18 Essi si opposero al re Uzziah e gli dissero: «Non tocca a te, o Uzziah, offrire incenso all’Eterno, ma ai sacerdoti, figli di Aaronne, che sono consacrati per offrire l’incenso. Esci dal santuario, perché hai peccato! Questo non ti procurerà alcun onore da parte dell’Eterno DIO». 19 Allora Uzziah, che aveva in mano un turibolo per offrire l’incenso, si adirò; ma mentre si adirava contro i sacerdoti, sulla sua fronte scoppiò la lebbra, davanti ai sacerdoti, nella casa dell’Eterno, presso l’altare dell’incenso. 20 Il sommo sacerdote Azariah e tutti gli altri sacerdoti si voltarono verso di lui, ed ecco, sulla sua fronte era lebbroso. Così lo fecero uscire in fretta ed egli stesso si affrettò ad uscire perché l’Eterno lo aveva colpito. 21 Il re Uzziah fu lebbroso fino al giorno della sua morte e visse in una casa Isolata, perché era lebbroso, poiché era escluso dalla casa dell’Eterno, e suo figlio Jotham era sovrintendente del palazzo reale e rendeva giustizia al popolo del paese. 22 Il resto delle gesta di Uzziah, dalle prime alle ultime, sono state scritte dal profeta Isaia, figlio di Amots. 23 Così Uzziah si addormentò con i suoi padri e fu sepolto con i suoi padri nel campo delle sepolture che apparteneva ai re, perché si diceva: «È lebbroso». Al suo posto regnò suo figlio Jotham.
Quando siamo in accordo con Dio e ci muoviamo nell’unzione produciamo vita, ma quando agiamo in disaccordo con Lui e camminiamo nella carne produciamo morte. L’unico che ha saputo unire esattamente cielo e Terra, annullando gli effetti della caduta di Adamo, è stato Gesù.
Giovanni 3:13 Or nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo, cioè il Figlio dell’uomo che è nel cielo.
Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazareth, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.
Giovanni 3:34 Infatti colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio, perché Dio non gli dà lo Spirito con misura
Giovanni Battista, parlando di Gesù dice che aveva lo Spirito Santo senza misura (mentre noi lo abbiamo ricevuto con misura) e lo Spirito Santo poteva agire in Lui senza limiti ma, nonostante ciò, Egli si muoveva solo nell’ambito del Suo Mandato. Gesù non fu mandato per giudicare ma per salvare ciò che era perduto e quindi non agiva come giudice.
Luca 12:13 Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». 14 Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?»
Giovanni 12:47 E se uno ode le mie parole e non crede, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.
Un giorno però Gesù tornerà come giudice e allora avrà l’autorità per giudicare ogni uomo che non fa parte della Sua Chiesa.
Giovanni 5:27 e gli ha anche dato l’autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.
Matteo 25:32 E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. 33 E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.