MINISTERO DI CRISTO DOPO L’ASCENSIONE | Terza parte

Culto del 28 Nov 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Gandolfa Brucato.

Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro». Giovanni 20:17

Nella predicazione odierna l’apostolo Lirio continua la trattazione del tema del “ MINISTERO DI CRISTO DOPO L’ASCENSIONE” e in particolare la 3^parte. inizia riepilogando quanto esposto nelle prime due parti. Dobbiamo ricordare che c’è stata un’ascensione transitoria dopo la resurrezione, nella quale Gesù salì al cielo per portare il Suo sangue al santuario celeste ed è subito ridisceso sulla terra, rimanendo per 40 giorni con i discepoli, ma successivamente, allo scadere dei 40 giorni, è nuovamente salito al cielo definitamente. Ha attraversato il primo e il secondo cielo ed è arrivato al terzo cielo dove si è seduto alla destra del Padre e ivi rimarrà sino a quando verrà a rapire la Sua Chiesa sulle nuvole. In Giovanni 17, in alto citato, notiamo che c’è una transizione in quanto, mentre nell’Antico Testamento i discepoli venivano chiamati servi e nella preghiera sacerdotale Gesù li chiamò amici, nell’incontro con Maria di Magdala li definì fratelli, perchè tramite il sacrificio di Gesù e la Sua resurrezione siamo divenuti figli di Dio e fratelli di Gesù, che è morto come unigenito ed è risorto come primogenito di molti fratelli. Ma dobbiamo renderci conto che LA GRANDE OPERA SOSTITUTIVA DI CRISTO e la Sua opera nella Nuova Creazione non avrebbero avuto un reale seguito nei secoli, se Egli non si fosse preso cura e non avesse protetto questa Nuova Creazione mediante il Suo presente ministero alla destra del Padre. Gesù morì come un Agnello e resuscitò come il Signore e Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek .
Salmi 110:4 L’Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek».
Dio proferisce sempre la verità e non avrebbe avuto bisogno di giurare, anche perchè non c’è nessuno al disopra di Lui, ma lo ha fatto per parlare il linguaggio degli uomini che giurano per attribuire a “qualcosa” grande e immutabile valore. Melchisedek lo troviamo per la prima volta in Genesi 14 che va incontro ad Abramo. Sempre nel Salmo 104 si parla di sacerdozio eterno per differenziarlo dal sacerdozio aronico levitico che si è concluso quando Gesù è morto sulla Croce e la cortina del tempio, che separava il luogo santo dal luogo santissimo, si è squarciata. Da quel momento Dio non accettò più sacrifici di animali, ma soltanto il sangue di Suo figlio. La Redenzione e il ministero Sommo Sacerdotale di Gesù Cristo soddisfano ogni esigenza dei figli di Dio qui ed ora, cioè dal giorno in cui i credenti ricevono Cristo come Signore fino al momento in cui si conclude la loro vita sulla terra. Con la morte di Cristo sulla croce, Dio ha messo fine alla natura adamica caduta e con la resurrezione ha prodotto la nuova creazione nella quale abbiamo ricevuto l’immagine di Dio, ma ora con la santificazione progressiva siamo in un processo per acquisire la somiglianza di Dio, divenendo partecipi della natura divina ed è per questo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Gesù alla destra del Padre e dello Spirito Santo per ottenere vittoria e trionfare in ogni cosa. La differenza tra l’opera di Redenzione compiuta da Cristo con la morte e risurrezione e il suo ministero odierno è che la prima è stata compiuta, l’altro è ancora in corso, inoltre l’una è stata sostitutiva, l’altro produce la mediazione per il mondo e la grazia, la misericordia, l’intercessione e l’aiuto per i credenti. GESU’, ESSENDO SEDUTO ATTUALMENTE ALLA DESTRA DI DIO, STA SVOLGENDO MOLTEPLICI FUNZIONI e precisamente: serve ora in cielo come nostro Sommo Sacerdote, riceve i nostri sacrifici spirituali, le nostre decime e le offerte, ci protegge e ci benedice.
Ebrei 7:8 Inoltre quelli che qui ricevono le decime sono uomini mortali, là invece le riceve colui di cui è testimoniato che vive.
Dobbiamo avere rivelazione nel consapevolizzare che non diamo la decima alla chiesa ma al sommo sacerdote Gesù, che la dà alla chiesa per amministrarla. Lui è la sorgente, noi siamo mezzi, offriamo sacrifici spirituali (lode e adorazione) e il sommo sacerdote li porta a Dio.
Ebrei 3:1 Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate l’apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra confessione (omologheo) di fede, Gesù Cristo,
La Sua parola è una spada a due tagli, anzi a due bocche, quando esce dalla bocca di Dio è vivente, quando la confessiamo noi diventa efficace per la nostra vita.
Ebrei 10:23 Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse.
Mentre la confessione di fede vale al presente, c’è anche una confessione di speranza che vale per il tempo futuro. Se conosciamo il futuro useremo saggezza per vivere bene il presente.
Romani 10:8 «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; 9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,
Non veniamo salvati confessando i peccati, bensì confessando la signoria di Cristo. La nuova nascita rimuove la natura di peccato, infatti il peccato dopo la nuova nascita può rappresentare soltanto un incidente. La salvezza è il prodotto della fede del cuore e della confessione con la bocca e va fatta preferibilmente in pubblico.
1Timoteo 6:12 Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per cui hai fatto la buona confessione di fede davanti a molti testimoni.
Timoteo, figlio di padre greco e di madre ebrea, aveva riconosciuto Gesù pubblicamente e Paolo, che lo aveva portato alla conversione, lo invitava a rimanere fermo nella sua confessione di fede. Non basta infatti avere la vita eterna ma è necessario afferrarla per vivere partecipi della natura divina.
2Corinzi 9:13 perché, a causa della prova di questa sovvenzione, essi glorificano Dio per l’ubbidienza all’evangelo di Cristo, che voi confessate, e per la liberalità con cui ne fate parte a loro e a tutti.
Paolo lodò i Corinzi che avevano confessato i peccati e la signoria di Cristo e avevano portato anche altri alla conversione nel nome di Cristo.
Ebrei 4:14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato.
Vivere sulla terra è alquanto difficile, perchè il principe di questo mondo è Satana, che ci tenta continuamente, ma la tentazione non è sinonimo di peccato, diviene peccato allorquando cediamo ad essa. Anche Gesù è stato tentato senza mai cadere, quindi chiediamo a Lui la forza per poter resistere, e sicuramente ci insegnerà come superare la tentazione, perchè Lui lo ha fatto. La tentazione ha lo scopo di abbatterci, mentre la prova ha l’obiettivo di promuoverci.
16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.
Gesù distribuisce misericordia aiuto e incoraggiamento. Comprende i nostri sbalzi di umore a seconda che viviamo situazioni positive o negative; anche Lui ha vissuto le stesse cose che noi viviamo e ci comprende, siamo amati e considerati da Lui, il Suo ministero è rivolto ai deboli. Accostiamoci con piena fiducia.
LUI È IL SOMMO SACERDOTE DELLA NOSTRA CONFESSIONE DI FEDE.
È molto importante che dopo aver confessato la Parola di Dio non torniamo mai indietro, come alcuni fanno, confessando o accettando dubbi nella loro coscienza.
Isaia 55:11 così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata.
La Parola di Dio, non torna mai a vuoto, Lui la conferma pienamente, è nostro Padre e provvede in maniera soprannaturale, con la parola ha creato l’intero universo. Quando ascoltiamo la Parola del Regno inizia un combattimento spirituale, il nemico vuole strapparcela, cercando di distrarci con varie difficoltà, ma quando Dio dà una parola tutte le circostanze avverse sono sottomesse alla nostra autorità.
Matteo 13:3 Ed egli espose loro molte cose in parabole, dicendo: «Ecco, un seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. 5 Un’altra cadde in luoghi rocciosi, dove non c’era molta terra, e subito germogliò perché il terreno non era profondo 6 ma, levatosi il sole, fu riarso e, perché non aveva radice, si seccò. 7 Un’altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 8 E un’altra cadde in buona terra e portò frutto dando il cento, il sessanta, ed il trenta per uno.
Matteo 13:18 Voi dunque intendete la parabola del seminatore. 19 Quando qualcuno ode la parola del regno e non la comprende, il maligno viene e porta via ciò che era stato seminato nel suo cuore. Questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada.
Il maligno rappresenta gli uccelli rapaci e teme che possiamo comprendere la Parola del Regno, perchè se comprendiamo il regno sappiamo che le altre cose ci verranno sopraggiunte. 20 E quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia 21 ma non ha radice in sé, ed è di corta durata; e quando sopraggiunge la tribolazione o persecuzione, a causa della parola, ne è subito scandalizzato.
La persecuzione evidenzia la paura del diavolo che si possa realizzare il proposito di Dio nella nostra vita e quindi egli cerca di scoraggiarci prima che la Parola possa radicarsi in noi. 22 E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa.
Il nemico, tramite le preoccupazioni, l’ansia, l’inganno delle ricchezze vuole farci venire meno nell’ubbidienza alla Parola impedendoci così di realizzarla. Ma se non ci sentiamo orfani e abbiamo consapevolizzato di essere figli sicuramente riporremo la nostra fiducia in Dio, che rappresenta la sorgente.
23 Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il trenta per uno».
GESÙ È IL SOMMO SACERDOTE DELLE NOSTRE CONFESSIONI BASATE SULLE PROMESSE DIVINE.
2Pietro 1:3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, 4 attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza.
Quando la Parola di Dio viene confessata per una persona o una situazione, è potente! Quando Dio stabilisce un proposito eroga anche le risorse per realizzarlo. In Eden c’era tutto ciò che occorreva e questo vale anche per ciascuno di noi. Ci ha donato tutte le cose necessarie per la vita naturale e per quella spirituale. Dobbiamo avere rivelazione per vivere tramite la santificazione progressiva secondo gli standard della natura divina. Asteniamoci dalla concupiscenza, con la quale il nemico vuole portarci al degrado della vita divina, convincendoci che soddisfacendo i sensi si ottiene la felicità, ma ciò è un inganno poiché la soddisfazione totale si può ottenere soltanto vivendo nel Suo amore. Gesù ci ha dato l’autorità di usare la Parola come se fosse Lui stesso a pronunciarla!
Giovanni 1:1-3 dice: “In principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che è stato fatto.
Quando la Pasqua fu celebrata in Esodo 12, agli Israeliti fu detto di mettere il sangue di un agnello innocente sulle loro porte e l’angelo della morte (demone) sarebbe “passato” e non li avrebbe toccati. Gesù è l’Agnello di Dio e noi possiamo mettere il Suo sangue sulle nostre porte e sulle porte dei nostri cari e di quelli per cui preghiamo. Ma non è stato il rametto di issopo a proteggere gli Ebrei, bensì la Parola uscita dalla bocca di Dio e confermata per la fede e l’ubbidienza su ciò che Dio aveva detto. E finché il sangue dell’agnello è rimasto nel catino non è servito a nulla, ma quando presero l’issopo, lo intinsero nel sangue e lo applicarono alla loro porta, allora Dio e il diavolo poterono vederlo. Il Sommo Sacerdote Eli quando l’arca era a Shiloh diede certezza ad Anna, poi madre del profeta Samuele.
1Samuele 1:17 Allora Eli le rispose: «Va’ in pace, e il DIO d’Israele ti conceda ciò che gli hai richiesto». 18 Ella rispose: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Così la donna se ne andò per la sua via, prese cibo e il suo aspetto non fu più triste. 20 A suo tempo, Anna concepì e partorì un figlio, a cui pose nome Samuele, dicendo: «Perché l’ho chiesto all’Eterno».
Anna era sterile ma pregò l’Eterno di darle un figlio che avrebbe dedicato a Lui e Dio apprezzò la sua richiesta; ella ottenne ciò che aveva chiesto, tramite il ministero del sommo sacerdote che ha interceduto per lei. Da quest’episodio possiamo capire il ministero del Nostro grande Sommo Sacerdote Gesù. Parlare la Parola è come applicare il sangue e i demoni fuggono. Gesù prende la nostra confessione e la rende potente.
Ebrei 3:1 Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate l’apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra confessione (omologheo) di fede, Gesù Cristo,
Siamo chiamati santi (appartati per Dio per un proposito divino ), siamo figli, non siamo sconosciuti, non abbiamo bisogno di mediazione, abbiamo il diritto di andare al Padre e Gesù agisce da Sommo Sacerdote tutte le volte che confessiamo la Parola e la conferma.
Giovanni 14:12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se chiedete qualche cosa nel nome mio, io la farò».
Quando confessiamo la Parola, possiamo fare le cose che ha fatto Gesù, perché Egli stesso la conferma per glorificare il Padre.
Ebrei 4:1 Perciò, poiché rimane ancora una promessa di entrare nel suo riposo, abbiamo timore perché qualcuno di voi non ne resti escluso.
Se confidiamo nelle promesse di Dio non veniamo presi dall’ansia ed entriamo nel riposo, se invece vogliamo sbrigarcela da soli ci affaticheremo inutilmente.
Ebrei 4:12 La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. La Parola farà il lavoro!
Salmi 103:20 Benedite l’Eterno, voi suoi angeli potenti e forti, che fate ciò che egli dice, ubbidendo alla voce della sua parola.
Gli angeli operano quando ascoltano la Parola di Dio. I demoni fuggono!
Salmi 149:5 Esultino i santi nella gloria, cantino di gioia sui loro letti. 6 Abbiano nella loro bocca le lodi di DIO e nella loro mano una spada a due tagli, 7 per far vendetta sulle nazioni e infliggere castighi sui popoli, (i nemici spirituali) 8 per legare i loro re con catene e i loro nobili con ceppi di ferro, 9 per eseguire su di loro il giudizio scritto. Questo è l’onore riservato a tutti i suoi santi. Alleluia.
Abbiamo un Sommo Sacerdote che può esaudire contemporaneamente le richieste di ciascuno di noi; si è posto a sedere alla destra di Dio, per ministrare grazia, misericordia, aiuto, per portarci alla vittoria e farci trionfare; a noi viene riservato l’onore di legare le azioni del nemico, che è condannato per sempre.
La nostra sicurezza è posta nel fatto che abbiamo un Sommo Sacerdote così GRANDE, che si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà nei cieli. Riponiamo in Lui totale fiducia, confessando la Parola e collaborando con Lui per l’avanzamento del Regno.(Ebrei 8:1).