L’ESSENZA DELLA FEDE

Culto del 20 Set 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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La scorsa domenica abbiamo intrapreso un viaggio spirituale trattando le tre dimensioni che possono permetterci di vivere in maniera soprannaturale, dove niente è impossibile!
La prima dimensione è la Fede (l’impossibile diventa possibile); la seconda dimensione è l’Unzione (Dio permette a persone ordinarie di fare cose straordinarie); la terza e ultima dimensione è la Gloria (in cui la perfezione di Dio entra nell’imperfezione degli uomini e stabilisce l’ordine; la Gloria è l’atmosfera in cui Dio stesso vive!).
Per quanto riguarda la prima dimensione, la Fede, abbiamo compreso che per avere una vera fede dobbiamo rinnovare la nostra mente e avere la mente di Cristo, perché solo in questo modo possiamo vedere, parlare come fa il nostro Signore! Leggiamo a tal proposito Romani 12:2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.
In questo verso vediamo la chiave per acquisire la mente di Cristo: essere trasformati tramite il rinnovamento della mente!
Perché è così importante rinnovare la nostra mente e allinearla a quella di Cristo? Perché la Fede inizia dove la volontà di Dio è conosciuta! Perciò se non rinnoviamo la nostra mente, non potremo conoscere la volontà di Dio e di conseguenza non avremo fede!
1Corinzi 2:16 Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo.
Marco 9:23 E Gesù gli disse: «Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede».
Dobbiamo essere consapevoli che la nostra percezione della realtà è incompleta e distorta, infatti i nostri sensi naturali imperfetti (soggettivi e limitati) non danno una visione completa dei fatti perché non percepiscono il mondo sovrannaturale. Ma sappiamo che esiste un mondo invisibile, un Dio eterno che non è limitato e ha la completa percezione della realtà naturale e spirituale! Perciò coloro che sono figli di Dio sono chiamati a camminare per fede nell’invisibile e ad avere una continua rivelazione sul mondo spirituale, seguendo le istruzioni della Bibbia: fonte di informazione sicura della volontà divina, poiché essa rappresenta il linguaggio stesso di Dio!
Dunque, è impossibile camminare per fede senza una mente rinnovata nella Parola di Dio.

Sicuramente una delle domande più frequenti che possiamo porci è: perché alcune persone dichiarano di aver pregato, digiunato e fatto tutto ciò che sanno, ma le loro situazioni e circostanze non sono cambiate? La risposta è semplice: questo tipo di persone, seppur credenti, non hanno rinnovato la mente e non hanno raggiunto un buon livello di qualità della fede. La fede pone una base incrollabile su cui sono poste ed operano altre leggi e principi spirituali; essa rende legale qualsiasi movimento, trasferimento o rilascio di benedizioni tra il cielo e la terra, quindi nessun uomo può ricevere nulla dal cielo senza fede, come è scritto in Giovanni 3:27 Giovanni rispose e disse: «L’uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo. E anche in Marco 10:27 Ma Gesù, fissando lo sguardo su di loro, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma non a Dio, perché ogni cosa è possibile a Dio».
Nella mente di Cristo niente è impossibile e nel vocabolario di Dio non esiste la parola “impossibile”! Soltanto la nostra fede permette a Dio di agire o Lo limita, per questa ragione nella Bibbia troviamo scritto che ci sarà fatto secondo la misura della nostra fede…

La vera Fede biblica non è la semplice “approvazione mentale”, non consiste nel “credere qualcosa”, ma essa è azione, ed è composta da tre elementi: Conoscenza, Decisione e Coerenza.
Il primo elemento riguarda la nostra Conoscenza della volontà di Dio rivelata nella Sua Parola scritta o data attraverso una parola rhema; difatti la Fede inizia dall’udire la Parola di Dio e dove la Sua volontà è conosciuta. Il secondo elemento, la Decisione, comprende un atto della nostra volontà. Scegliamo di accettare che ciò che Dio dice è vero, indipendentemente dalle circostanze intorno a noi, e allineiamo la nostra mente alla Sua Parola. Successivamente, attraverso la Coerenza, dobbiamo esprimere tale Decisione con i fatti e con le parole. Cosa significa? Significa che dobbiamo parlare e agire coerentemente con ciò che abbiamo deciso di credere!

La Bibbia afferma che senza fede è impossibile piacere a Dio! Perciò se vogliamo piacerGli dobbiamo imparare a parlare, a vedere e ad agire come Lui! Il principio secondo il quale senza la fede è impossibile piacere a Dio fa dedurre che senza la fede e una totale ubbidienza a Lui non riceveremo nulla e non saremo graditi. Per comprendere meglio il concetto, possiamo guardare l’esempio di Abele in Ebrei 11:4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per essa egli ricevette la testimonianza che era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa benché morto, egli parla ancora.
Abele sapeva che Dio gradiva il meglio, perciò offrì i primogeniti del gregge, e il Signore gradì il suo sacrificio. Proprio come fece Abele, anche noi dobbiamo offrire il meglio al nostro Dio, perché la verità è che il livello di benedizione che una persona può ricevere dal Signore è direttamente proporzionale al livello di fede in cui sta operando.
Matteo 9:29 Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: «Vi sia fatto secondo la vostra fede».

Guardiamo adesso cosa la Bibbia intende per “Sostanza della fede”.
Nell’Antico Testamento la parola ebraica utilizzata per esprimere il concetto di fede è emuwn che indica avere fiducia, o avere fede; mentre nel Nuovo Testamento la parola greca è pistis, che significa avere fiducia, credere, avere fede o fare affidamento su.
La definizione biblica di fede si trova in Ebrei 11:1 Or la fede (pistis) è certezza (hypostasis = sostanza) di cose che si sperano, dimostrazione (prova, evidenza) di cose che non si vedono.
Da questo verso vediamo che la Fede si nutre di aspettativa! Se non crediamo che Dio è, se non abbiamo alcuna aspettativa, in realtà non abbiamo fede! La fede porta all’esistenza, o meglio all’evidenza, le cose che già erano pronte nel mondo spirituale; e quando tali cose vengono all’evidenza nel mondo naturale non possiamo più parlare di Fede, bensì di Testimonianza di fede.
Molti scambiano la fede con il credere, ma esiste un’enorme differenza tra i due concetti: il credere pone un fondamento alla fede, perché non possiamo agire in fede su qualcuno o qualcosa in cui non crediamo, in effetti se non crediamo, diventa praticamente impossibile esercitare la fede. Di conseguenza, credere è il prerequisito necessario per far agire la Fede. Potremmo rimanere fermi sul credere per sempre e non agire mai! Quindi è la Fede che si poggia su quello che crediamo e di conseguenza agisce su esso! Pertanto la verità è che credere non è fede e la fede non è solo credere.
Un esempio di unione tra i concetti credere e Fede lo vediamo nella storia di Naman il Siro: egli soffriva di lebbra, una serva gli parla di Eliseo e lo incoraggia ad andare dal profeta per ricevere la guarigione; così Naaman intraprende il viaggio perché decide di credere, ma viene guarito solamente quando ubbidisce alle parole del profeta e si bagna nel fiume sette volte, come leggiamo in 2Re 5:13 Ma i suoi servi gli si avvicinarono e gli parlarono, dicendo: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una grande cosa, non l’avresti fatta? Tanto più ora che ti ha detto: “Lavati e sarai mondato”». 14 Allora egli scese e si immerse sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di DIO; la sua carne tornò come la carne di un piccolo fanciullo e fu mondato.
Quando Naaman ubbidì totalmente alla parola del profeta fu guarito! Egli credette, ma anche agì, e così ottenne il suo miracolo. La sua storia deve essere un monito per le nostre vite perché soltanto quando la nostra ubbidienza diventa completa riceveremo per fede il miracolo!

Una parola greca che esprime il concetto di ricevere per fede è “lambano” che significa afferrare, e la troviamo in Marco 11:24 Perciò vi dico: Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle (lambano) e le otterrete. Perché viene usato questo termine? Perché quando crediamo dobbiamo agire con convinzione, dobbiamo afferrare ciò che attraverso la fede viene dal mondo spirituale a quello naturale.

Un altro esempio in cui un uomo agì per fede lo leggiamo in Marco 10:46 Giunsero così a Gerico. E come egli usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una grande folla, un certo figlio di Timeo, Bartimeo il cieco, sedeva lungo la strada mendicando. 47 Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 48 Molti lo sgridavano affinché tacesse ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49 E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: «Fatti animo, alzati, egli ti chiama!». 50 Allora egli, gettando via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù. 51 E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: «Che vuoi che io ti faccia?». Il cieco gli disse: «Rabboni (mio maestro), che io recuperi la vista (per guardare in alto!)». 52 E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha guarito». E in quell’istante recuperò la vista e si mise a seguire Gesù per la via.
Il nome del cieco mendicante che sostava nelle strade adiacenti alla città di Gerico era Bartimeo, questo nome ha radici aramaiche (bar = figlio) e greche (timaios = onorabile); il suo nome definiva una condizione completamente opposta a quella che stava vivendo, e soltanto Gesù poté riportarlo nel suo destino originale.
Dalla lettura dei versi vediamo che Bartimeo voleva entrare in relazione con Gesù, sapeva che lo avrebbe guarito perché ebbe la rivelazione che Egli era il Messia, perciò lo chiamò per nome attirando la Sua attenzione v.47 …cominciò a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!»….Invece di aiutarlo molti lo sgridarono, ma Gesù lo fece chiamare; così Bartimeo gettò il suo vestito da mendicante, dichiarando con tale gesto che stava rinunciando alle sue povere risorse per incontrare l’Autosufficiente! Nel v.51 vediamo Gesù che gli domanda: «Che vuoi che io ti faccia?»… Una persona religiosa avrebbe potuto dire: non era ovvio ciò che l’uomo voleva? Ma Gesù sapeva quello che faceva: Egli è venuto per servire, ma aveva bisogno della confessione di fede del cieco per fargli ricevere la guarigione. Così Bartimeo fa la sua confessione di fede… «Rabboni (mio maestro), che io recuperi la vista (per guardare in alto!)…ma non chiede soltanto una guarigione fisica, desidera recuperare la vista spirituale! E Gesù gli concede entrambe le cose!
La storia di Bartimeo deve farci riflettere sul fatto che non solo dobbiamo credere, ma dobbiamo agire per ottenere il nostro miracolo e anche se incontriamo opposizione e circostanze avverse dobbiamo imparare a lodare Dio e a dichiarare il Suo nome ancora più forte!
Un altro aspetto importante è che Bartimeo non cercò Gesù solo per interesse, ma per avere una relazione con Lui e questo attirò l’attenzione del Maestro! Vogliamo anche noi attirare l’attenzione di Gesù? Impariamo a cercarLo per chi Egli è, cerchiamo di avere una relazione con Lui, ed Egli stesso si fermerà ad ascoltarci! Il cieco Bartimeo dopo l’incontro con Gesù cambiò totalmente la sua vita e divenne un discepolo; allo stesso modo coloro che fanno un vero incontro con Gesù non possono essere più gli stessi!

Oltre al cieco Bartimeo altri esempi di persone nella Bibbia che credettero e agirono furono: la donna dal flusso di sangue, la quale stabilì il momento in cui sarebbe guarita dichiarandolo con la bocca e agendo su ciò che aveva detto; i dieci lebbrosi, che agirono su quello che Gesù aveva loro detto e ottennero il miracolo mentre andavano a mostrarsi al sacerdote; infine il cieco nato, il quale guarì ubbidendo al comando di Gesù di andare a lavarsi nella piscina di Siloe.

In conclusione, esiste una differenza tra il credere e la Fede, perciò chi pensa che tutto ciò di cui ha bisogno è credere, deve sapere che ciò non basta!
Se non agiamo su ciò che crediamo non avremo mai il nostro miracolo! Perciò cominciamo ad agire su ciò che crediamo e otterremo i miracoli che tanto aspettiamo!
Poiché la Verità ci rende liberi, saremo veramente liberi quando agiremo su di essa! Fede è agire!!!

Redazione a cura di Gioia Machì