L’ECONOMIA DEL REGNO NEL PRESENTE

Culto del 14 Ago 2016
Predicatore: Ap.Lirio Porrello
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E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”». Esodo 19:6

In apertura di predicazione l’apostolo Lirio chiarisce che esistono due tipi di economia: una naturale gestita da mammona, che produce super ricchi e super poveri, e una soprannaturale gestita dal Re Gesù, che produce giustizia, pace, gioia nello Spirito Santo e dà risposte e tutti i nostri bisogni.

Il Padre soffre nel vedere tanti Suoi figli oppressi dai debiti, per questo vuole rivelarci come accedere all’economia soprannaturale del Suo Regno. L’apostolo ricorda alla chiesa che la condizione economica in cui ci troviamo è il risultato della nostra obbedienza o della nostra disobbedienza, ma tutto può cambiare per i disobbedienti se diventano obbedienti.

1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce

Noi siamo sacerdoti dell’Iddio Altissimo, chiamati a proclamare le Sue meraviglie, e tra queste è da ricordare ciò che ha fatto per il Suo popolo nei quarant’anni in cui visse nel deserto.
Ma noi, chiediamo a Dio di provvedere alla nostra vita o pensiamo di dover dipendere da noi stessi? Abbiamo bisogno di ricevere la rivelazione che ricevette Abrahamo per vedere la nostra vita cambiata.

Matteo 6:33 Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.
Questo versetto parla di un’economia soprannaturale, esprime il pensiero e la volontà di Dio e ciascuno di noi può applicarla a se stesso.
Dio vuole che abbiamo sempre il sufficiente in ogni cosa, in modo da poter abbondare in buone opere. Questo vuol dire che se non abbiamo risorse sufficienti non possiamo compiere le buone opere che Dio ci comanda di fare e aiutare gli altri.
2Corinzi 9:8 Ora Dio è potente di fare abbondare in voi ogni grazia affinché, avendo sempre il sufficiente in ogni cosa, voi abbondiate per ogni buona opera.

Nell’Antico Testamento i Leviti vivevano delle decime delle altre undici tribù, perché Levi non aveva ricevuto in eredità la terra e Dio si era impegnato a provvedere alla sua tribù in modo soprannaturale. I sacerdoti, invece, vivevano delle offerte, delle primizie e delle decime delle decime che ricevevano i Leviti.

Numeri 18:24 Poiché io do come eredità ai Leviti le decime che i figli d’Israele presenteranno all’Eterno come offerta elevata; per questo ho detto loro: “Non avranno alcuna eredità tra i figli d’Israele”». … 26 «Parla ai Leviti e di’ loro: Quando prenderete dai figli d’Israele le decime che io vi do da parte loro come vostra eredità, ne farete un’offerta elevata all’Eterno, una decima della decima.

Il verso 24 chiarisce che gli Israeliti davano la decima all’Eterno e l’Eterno la dava ai Leviti. Questo vale anche per noi. La decima che diamo non è per la chiesa o per il pastore, in tal caso dovremmo aspettarci di essere benedetti da loro; la decima è per Dio e da Lui ci aspettiamo la benedizione.
Al comando del Signore, oggi come allora si può rispondere in due modi: obbedendo e così facendo proprie le Sue promesse o disobbedendo e non ricevendo nulla. Allora il popolo di Dio si conformò al mondo e pagò la sua ribellione con settant’anni di schiavitù. Quella parte del popolo che da Babilonia fece ritorno in Israele trovò desolazione e distruzione. Dopo la cattività babilonese, Neemia ripristinò l’ordine divino e guidò il popolo a rispettare la volontà di Dio.

Neemia 10:37 Inoltre ci impegnammo a portare ai sacerdoti nelle camere della casa del nostro DIO le primizie della nostra pasta, le nostre offerte, i frutti di ogni albero, del mosto e dell’olio, e ai Leviti la decima del nostro suolo; i Leviti stessi preleveranno le decime in tutte le città dove noi lavoriamo.
Neemia 12:44 In quel tempo alcuni uomini furono preposti alle stanze che servivano da magazzini per le offerte, per le primizie e per le decime, per raccogliervi dalle campagne delle città le parti fissate dalla legge per i sacerdoti e i Leviti, perché i Giudei gioivano nel vedere i sacerdoti e i Leviti che prestavano servizio.

Anche nella nostra vita il restauro inizia con la decisione di essere obbedienti e può esserci un Neemia che ci aiuta a mettere ordine.
Se noi abbiamo il dna di Abrahamo e la sua stessa fede, abbiamo il diritto di essere come lui benedetti in ogni cosa.
Genesi 13:2 Abramo era molto ricco di bestiame, di argento e di oro.
Genesi 24:1 Abrahamo era ormai vecchio e di età avanzata; e l’Eterno aveva benedetto Abrahamo in ogni cosa.
Chi è in Cristo è stato già benedetto di ogni benedizione naturale e spirituale (2Pietro 1:3) e può appropriarsene non per mezzo delle proprie forze o dei propri meriti, ma mediante la rivelazione e la fede. Soltanto ricevendo la rivelazione, infatti, si può passare dall’economia naturale a quella soprannaturale.

La benedizione si attiva con l’obbedienza, ma occorre sapere che, mentre l’offerta è qualcosa di volontario, la decima non è volontaria, deve essere portata a Dio, perché è Sua.
In Luca 6:38 è scritto: “Date e vi sarà dato…”, ma molti interpretano a modo loro questo versetto e pensano che si debba dare dopo avere ricevuto da Dio, non prima.
Viene ricordato l’episodio della vedova che fece una focaccia per il profeta Elia con l’ultima manciata di farina e il po’ d’olio che le rimanevano. Il profeta non assecondò l’iniziale rifiuto della donna a dargli da mangiare e insisté nella richiesta, perché sapeva che l’obbedienza le avrebbe fruttato una grande benedizione.

Viene ricordato anche che non è il denaro, ma l’amore per il denaro la radice di ogni male, e che si può essere avidi pur non avendo denaro, come di può essere distaccati dal denaro pur essendo ricchi, perché se il proprio cuore è legato a Dio, non si legherà a nessun’altra cosa.

Matteo 6:24 Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.

È in atto una guerra spirituale sulla nostra economia: da una parte c’è mammona, il dio delle ricchezze e del denaro che veniva adorato dai pagani, il demone che vuole tenerci nella schiavitù dei debiti; dall’altra c’è Gesù, che vuole farci vivere nella libertà. Chi serve mammona non può servire Dio. Ce lo dimostra l’episodio del giovane ricco che ricevette da Gesù la chiamata a seguirLo.

Luca 18:22 Udito ciò, Gesù gli disse: «Ti manca ancora una cosa: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi». 23 Ma egli, udite queste cose, si rattristò grandemente, perché era molto ricco.24 Allora Gesù, visto che si era molto rattristato, disse: «Quanto è difficile per coloro che hanno delle ricchezze entrare nel regno di Dio!

Il cuore del giovane era legato al denaro e questo gli impedì di credere alle parole di Gesù: “ avrai un tesoro nel cielo”. Nel suo cuore non c’era spazio per Dio e per la Sua Parola. Credeva che il suo tesoro fosse quello terreno e da esso si aspettava sicurezza.

1Timoteo 6:10 L’avidità del denaro, infatti, è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.

Purtroppo anche alcuni credenti servono mammona e sfruttano gli altri. Costoro devono ravvedersi, come Zaccheo, che quando conobbe Gesù subì un’immediata trasformazione, lasciò mammona e seguì Lui.
I cristiani devono lasciare il sistema economico del mondo, entrare in quello del Regno di Dio e onorare il Signore con la decima, cioè con il 10% delle proprie entrate.

Proverbi 3:9: Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita 10 i tuoi granai saranno strapieni e i tuoi tini traboccheranno di mosto.

In quanto figli di Abrahamo, dobbiamo sapere che questi diede la decima a Melchisedek.

Genesi 14: 18 Allora Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo. 19 E benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra! 20 E benedetto sia il Dio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!». E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.

Melchisedek benedisse Abrahamo, il quale era stato già benedetto da Dio, e dopo avere ricevuto quella benedizione, Abrahamo gli diede la decima. Lo fece per rivelazione e per fede, dato che la legge della decima fu data da Dio quattrocentotrent’anni dopo. Lo stesso è per noi: la diamo con tutto il cuore, per onorare Dio, se riceviamo la rivelazione di ciò che Lui è per noi; se invece la diamo per dovere o come rituale o per avere una posizione in chiesa, non riceveremo alcuna benedizione.

Quando Abrahamo diede la decima a Melchisedek, era presente il re di Sodoma, che raffigura mammona, il quale udì la benedizione di Melchisedek e vide che Abrahamo gli diede la decima di ogni cosa.
Genesi 14:21 Poi il re di Sodoma disse ad Abramo: «Dammi le persone, e prendi i beni per te». 22 Ma Abramo rispose al re di Sodoma: (mammona) «Ho alzato la mia mano all’Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra, 23 che non avrei preso niente di ciò che ti appartiene, neppure un filo o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: “Io ho arricchito Abramo”. 24 Non prenderò nulla per me ad eccezione di ciò che hanno mangiato i giovani e la parte che spetta agli uomini che sono venuti con me: Aner, Eshkol e Mamre; lascia che essi prendano la loro parte».

Come sappiamo che il re di Sodoma rappresenta mammona? Perché pur di averci e di avere il controllo della nostra vita è pronto ad arricchirci (v. 21), ma Gesù dice che non possiamo servire due padroni.
Abrahamo aveva da una parte Melchisedek, che rappresenta Cristo e il Suo sacerdozio, dall’altra il re di Sodoma che rappresenta mammona. Cosa rispose Abrahamo alle parole di costui? Rispose: «Ho alzato la mia mano all’Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra, che non avrei preso niente di ciò che ti appartiene, neppure un filo o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: “Io ho arricchito Abramo”.
In altri termini gli disse che da lui non voleva nulla, perché avrebbe dato sempre la gloria a Dio! Noi che siamo in Cristo e figli di Abrahamo dobbiamo agire allo stesso modo.
Tutti noi abbiamo un combattimento interiore: “Con chi stiamo? Con mammona o con Melchisedek?”. Abrahamo vinse quel combattimento. Molti anni dopo Gesù trovò un figlio di Abrahamo, Zaccheo, che era schiavo di mammona e lo serviva, ma quando conobbe Gesù, riconobbe chi era il vero Dio, il vero Re, e per seguirLo lasciò mammona.

Molti sostengono che la decima riguarda l’Antico Testamento, ma se il sacerdozio di Melchisedek è eterno, è quello di Gesù, il quale ancor oggi continua a prendere la decima da noi che siamo figli di Abrahamo.

Ebrei 7:1 Infatti questo Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio Altissimo andò incontro ad Abrahamo, mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; 2 a lui Abrahamo diede anche la decima di ogni cosa. Il suo nome significa innanzitutto “re di giustizia”, e poi anche “re di Salem”, cioè “re di pace”. 8 Inoltre quelli che qui ricevono le decime sono uomini mortali, là invece le riceve colui di cui è testimoniato che vive.
In questi versetti si afferma che, mentre il sacerdozio levitico era transitorio, perché i leviti erano uomini mortali, il sacerdozio di Melchisedek era eterno, perché rappresentava quello di Cristo.
Il verbo ‘riceve’(v. 8) è un presente continuato, cioè un presente la cui azione non termina. Gesù continua a ricevere le nostre decime e da Lui dobbiamo aspettarci la benedizione. La chiesa a cui la portiamo semplicemente la amministra.
La Bibbia afferma che se non diamo la decima, in pratica derubiamo Dio.

Malachia 3:8 Un uomo deruberà DIO? Eppure voi mi derubate e poi dite: “In che cosa ti abbiamo derubato?”. Nelle decime e nelle offerte. … 10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo», dice l’Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione, che non avrete spazio sufficiente ove riporla. 11 Inoltre sgriderò per voi il divoratore, perché non distrugga più il frutto del vostro suolo, e la vostra vite non mancherà di portar frutto per voi nella campagna», dice l’Eterno degli eserciti.

Per toccare il cuore di quelli che servono mammona, Dio usa un’espressione che si trova una sola volta nella Bibbia: “Mettetemi alla prova!”.
Sembra strano che in un contesto nel quale si parla di economia, invece di definirsi l’Iddio che provvede, Egli si definisca ‘l’Eterno degli eserciti’ (v. 11). Questo perché è in atto una battaglia spirituale sulle nostre finanze e quando noi onoriamo Dio, Lui scende in battaglia in nostro favore: sgrida per noi il divoratore, ossia i demoni che vogliono distruggere la nostra economia, apre le cateratte del cielo per fare scendere sulla terra quello che ci ha promesso e ci benedice così tanto da poter estendere la benedizione ad altri.
Molti sono schiavi dei debiti perché sono indebitati con Dio e il divoratore ha acquisito il diritto legale di agire contro di loro. Ci sono demoni che vogliono distruggerci finanziariamente e portarci a servire mammona, ma se noi onoriamo Dio, Egli li sgrida per noi.
Se obbediamo a Dio, noi saremo ricchi e i nostri figli saranno più ricchi di noi, come Isacco fu più ricco del padre Abrahamo, come suo figlio Giacobbe lo fu più di lui e le sue ricchezze fecero ricche le dodici tribù che da lui discesero. Se in eredità lasciamo ricchezza, i nostri figli ne godranno e saranno più ricchi di noi, ma se lasciamo loro debiti ne saranno danneggiati.

Deuteronomio 16:15 Celebrerai una festa per sette giorni in onore dell’Eterno, il tuo DIO, nel luogo che l’Eterno ha scelto, perché l’Eterno, il tuo DIO, ti benedirà in tutto il tuo raccolto e in tutto il lavoro delle tue mani e tu sarai grandemente contento. 16 Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti all’Eterno, il tuo DIO, nel luogo che egli ha scelto: nella festa dei pani azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne; nessuno di essi si presenterà davanti all’Eterno a mani vuote. 17 Ma ognuno darà da parte sua secondo la benedizione che l’Eterno, il tuo DIO, ti ha dato.

Dio ci vuole contenti, felici, ma chiede che nessuno si presenti a Lui a mani vuote (v.16). Questa era la legge delle feste, nel corso delle quali Lui rilasciava sette benedizioni, prima fra tutte un’attività angelica che determinava un’atmosfera soprannaturale.

Ai credenti della chiesa di Tessalonica che avevano provveduto ai suoi bisogni, l’apostolo Paolo disse che ciò che avevano fatto a lui era salito a Dio come un sacrificio gradito e un profumo di odore soave e che, grazie al loro sacrificio Egli avrebbe supplito a tutti i loro bisogni (Filippesi 4:16). Se non avessero fatto un sacrificio non avrebbero ricevuto la benedizione.
Se si va a Dio a mani vuote, si torna a mani vuote!

Le cateratte del cielo citate in Malachia sono portali, cioè porte di accesso al cielo attraverso le quali Dio fa scendere le Sue benedizioni su di noi, ma che possono rimanere chiuse se non c’è fede e non c’è sacrificio.

Dobbiamo imparare la legge del sacrificio. L’apostolo spiega che Dio ci dà molte cose per grazia, cioè in dono, ma che sta a noi mantenere quel dono e curarlo attraverso sacrifici. Ad esempio: un figlio è un dono di Dio, ma chi lo riceve deve prendersene cura facendo molti sacrifici.

Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.

Tutte le benedizioni che abbiamo ricevuto, comprese la prosperità, la salute e ogni altra cosa naturale o spirituale di cui possiamo avere bisogno, sono accumulate nei luoghi celesti e Dio ci sta preparando a ricevere la benedizione di una redenzione perfetta.

Salmi 78:23 Tuttavia egli comandò alle nuvole di sopra e aperse le porte (portali) del cielo (luoghi celesti) 24 e fece piovere su di loro la manna da mangiare e diede loro il frumento del cielo. 25 L’uomo mangiò il pane degli angeli; egli mandò loro del cibo a sazietà.
È da notare che nel verso 23 si parla delle nuvole ‘di sopra’. Il che lascia intendere che esistano quelle di sotto, cioè quelle naturali, mentre quelle di sopra sono soprannaturali. Da queste ultime ogni mattina scese la manna, cibo soprannaturale che sfamò gli Israeliti per quarant’anni. Ogni giorno Dio apriva i portali del cielo e nel deserto scendeva la manna, i vestiti non si logoravano e le scarpe crescevano con il crescere dei piedi. Tutte le benedizioni di cui abbiamo bisogno devono scendere dai portali del cielo, ma se non le attiviamo con il sacrificio, i portali rimangono chiusi.

Cosa scegliamo per la nostra vita? Vogliamo entrare nell’economia di Dio o decidiamo di vivere nell’economia umana?
Se vogliamo permettere a Dio di essere Colui che provvede ad ogni nostro bisogno, dobbiamo essere fedeli nelle decime, nelle offerte e nelle primizie. Allora Dio ci introdurrà nell’economia soprannaturale del cielo e vedremo le cateratte del cielo aprirsi su di noi. La responsabilità di mettere in pratica la rivelazione che oggi ci è stata data è soltanto nostra.

 

Redazione a cura di Caterina Di Miceli