LA RIVOLUZIONE DEL REGNO DI DIO

Culto del 16 Dic 2018
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Oggi viene posto all’attenzione della chiesa il tema del Regno di Dio, tanto caro a Gesù, che ne ha fatto l’oggetto principale della Sua predicazione. Gli Ebrei di quel tempo credevano che il Regno di Dio riguardasse solo la nazione d’Israele e attendevano che si manifestasse visibilmente con finalità politiche, ma non è quello che del Regno diceva Gesù.

La venuta del Regno e la restaurazione delle intenzioni originali di Dio – Ge. 1:28

Deve esserci chiaro che, come Dio creò prima lo spirito dell’uomo e dopo formò il suo corpo con la polvere della terra, così fa per tutte le cose: prima le porta all’esistenza nel regno dello spirito, in seguito le manifesta visibilmente. Noi esseri umani, abituati a vivere nel visibile, abbiamo bisogno di conoscere il Suo modo di pensare e di adattarci al Suo modo di operare.

All’atto della nuova nascita, ricevendo Gesù come personale Signore, abbiamo cambiato regno: da quello delle tenebre siamo passati al Regno di Dio. Allora per noi è iniziato un processo finalizzato a portare tutto sotto la signoria di Cristo e ad adoperarci per ripristinare le intenzioni originali di Dio, ma tutto questo può realizzarsi attraverso una rivoluzione.

Per “Rivoluzione” s’intende il rovesciamento radicale di un ordine politico-istituzionale costituito, il radicale mutamento di una mentalità e di una morale, la completa rimozione di un preesistente sistema al fine di edificarne uno totalmente nuovo.
In genere l’idea di rivoluzione richiama l’immagine di un processo violento, anche se non necessariamente armato. Nella nostra società assistiamo a massicce rivoluzioni che interessano vari ambiti: da quello sessuale all’istruzione, dalla musica alla bioetica, alla moda, alle tendenze comportamentali, ecc..
Anche per ripristinare l’intenzione originale di Dio e impadronirsi del Regno i credenti devono mettere in atto una sorta di violenza spirituale (Matteo 11:12).

Nell’intenzione originale di Dio, la terra doveva essere il riflesso del cielo. Egli creò l’uomo in cielo e lo formò sulla terra affinché la dominasse e vi portasse la cultura del cielo. Con la caduta nel peccato, però, questo Suo proposito non si poté realizzare, ma con l’avvenuta redenzione acquistata da Gesù sulla croce, ogni cosa può e deve essere restaurata. Gesù aveva tanto parlato del Regno, ma neppure i discepoli avevano compreso molto della Sua predicazione, tanto che si ostinavano a credere che il Regno riguardasse soltanto gli Ebrei e non il mondo intero.

Atti 1:6 Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?».

Israele era la primogenita tra le nazioni, ma invece di distinguersi ed essere luce per le altre, scelse di adeguarsi ad esse e chiese di avere un re, come lo avevano le altre nazioni. In tal modo di fatto rigettava Dio come proprio Re e rifiutava anche il profeta Samuele, il cui ruolo era quello di fare conoscere sulla terra la Sua volontà.

1Samuele 8:5 e gli dissero: «Ecco, tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non seguono le tue orme; or dunque stabilisci su di noi un re che ci governi come avviene per tutte le nazioni». 6 Ma la cosa dispiacque a Samuele perché avevano detto: «Dacci un re che ci governi». Perciò Samuele pregò l’Eterno. 7 E l’Eterno disse a Samuele: «Ascolta la voce del popolo in tutto ciò che ti dice, poiché essi non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni su di loro.8 Si comportano con te, come hanno sempre fatto dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi: mi hanno abbandonato per servire altri dei. 9 Ora dunque ascolta la loro richiesta, ma avvertili solennemente e dichiara loro i diritti del re che regnerà su di loro».

Israele si conformò al mondo e scelse come re Saul, un uomo carnale a cui in seguito Dio tolse il regno per darlo a Davide, un uomo secondo il Suo cuore, dalla cui discendenza sarebbe venuto il Messia.

Isaia 9:5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno. Principe della pace. 6 Non ci sarà fine all’incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti

Questa profezia messianica contiene la promessa del Regno di Dio e preannuncia che sarebbe stato un Regno di giustizia e di pace.

Il tempo del Messia
Giovanni Battista, precursore del Messia, per prima cosa predicò il Regno di Dio.
Matteo 3:1 Or in quei giorni venne Giovanni Battista, che predicava nel deserto della Giudea, 2 e diceva: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!»

Gesù stesso iniziò il Suo ministero predicando sul Regno.
Matteo 4:17 Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Matteo 4:23 E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.
Matteo 9:35 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.

Leggendo questi versetti possiamo notare che la predicazione del Regno è sempre accompagnata dalle guarigioni. Perché? Perché l’Evangelo del Regno viene predicato per la gloria del Re, ed è per la Sua gloria che Egli vuole guarire chi sta male.
L’Evangelo del Principe della pace annuncia che Dio vuole guarire, affinché anche chi è malato abbia pace.

Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine».

In questo versetto viene precisato che quello che bisogna predicare non è un Vangelo qualsiasi, un vangelo sociale o di solidarietà, come oggi avviene in tante chiese, ma “Questo Evangelo del Regno” , dice Gesù, cioè quello che Egli stesso predicava. Chi separa il Vangelo dal Regno, lo priva del soprannaturale, della dimostrazione della potenza di Dio. La Chiesa ha bisogno di ravvedersi e di recuperare il soprannaturale, di tornare alla predicazione di Gesù e degli apostoli.
Guarendo gli ammalati, Gesù dimostrava che il Suo potere era superiore a quello degli spiriti d’infermità e delle malattie. Ancor oggi la guarigione divina dimostra che gli spiriti d’infermità sono stati sconfitti. Le chiese che non predicano l’Evangelo del Regno sono fuori dal proposito di Dio. Molte chiese sono nate con un risveglio, ma oggi sono morte. Dio le ha abbandonate e non vi manifesta più la Sua presenza. Egli è il Re, la Sua non è una repubblica democratica, ma una teocrazia e la Sua Parola non va discussa, quindi dobbiamo passare tutti da una mente repubblicana e democratica a una mente monarchica.

Transizione dalla legge e dai profeti alla manifestazione del Regno di Dio
Di Giovanni Battista, Gesù disse che fu il più grande dei profeti dell’Antico Testamento, perché, mentre gli altri profetizzarono del Messia, egli Lo indicò in modo chiaro e visibile. Fu l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e segna la transizione dall’Antico al Nuovo.

Matteo 11:11 In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno dei cieli è più grande di lui. 12 E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti lo rapiscono. 13 Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni.

Con queste parole, in pratica Gesù dice che Giovanni Battista non fa parte del Regno di Dio. Era stato un profeta fedele dell’Antico Testamento, ma nel Regno entra chi è nato di nuovo, e lui non lo era, essendo morto prima che la redenzione avesse compimento. Per questo motivo Gesù dice che il più piccolo del Regno di Dio è più grande di lui. Il Battista parlava del Regno, ma non era nel Regno.

Ai farisei che Gli rivolsero domande sul Regno Gesù rispose:
Luca 17:20 … «Il regno di Dio non viene in maniera che si possa osservare 21 né si dirà: “Eccolo qui” o: “Eccolo là”; poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi (la traduzione corretta è: il regno di Dio è in mezzo a voi) ».

Gli Ebrei attendevano un Regno di Dio che li liberasse dai Romani, ma Gesù rispose loro che il Regno di Dio non è visibile. Il Re era tra loro e dov’era presente manifestava il Regno, non poteva manifestarlo dove non era presente, poiché mentre era sulla terra era limitato dal corpo fisico e non poteva trovarsi contemporaneamente in più luoghi. Per tale motivo disse che dopo la Sua morte avrebbe mandato lo Spirito Santo, così avrebbe potuto essere contemporaneamente in ogni luogo.

Nel Vangelo di Marco, Gesù preannuncia che alcuni avrebbero visto il Regno prima di morire. Questo lascia intendere che ci sarebbe stata una manifestazione tangibile del Regno. Attualmente il Regno c’è, ma è di tipo spirituale; verrà il momento in cui sarà visibile.
Marco 9:1 Poi disse loro: «In verità vi dico che vi sono alcuni qui presenti che non gusteranno la morte, senza aver visto il regno di Dio venire con potenza».

L’apostolo Paolo afferma che il Regno di Dio è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

Romani 14:17 poiché il regno di Dio non è mangiare e bere, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.
Viviamo in un tempo di transizione tra il Regno spirituale, che è già presente, e la sua piena manifestazione. Attualmente c’è la fase spirituale e, mentre attendiamo che il Re venga per regnare sulla terra, noi cittadini del Regno, che siamo seduti con Cristo nei luoghi celesti, sul piano spirituale abbiamo autorità.

Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».
In questo versetto Gesù si riferisce alla Pentecoste, alla discesa dello Spirito Santo che rese straordinarie persone normali.

Atti 8:12 Quando però credettero a Filippo, che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare.

Da questo versetto risulta chiaro che per essere battezzati bisogna avere creduto.
Atti 14:21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne ritornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio.

L’apostolo Lirio precisa che mediante una confessione di fede si viene battezzati in Cristo e si entra a far parte della Sua Chiesa, ma è attraverso molte afflizione che si entra nel Regno.

A Roma Paolo parlava del Regno di Dio e del Re.
Atti 20:25 Ecco, ora so che voi tutti, fra i quali sono andato e venuto predicando il regno di Dio, non vedrete più la mia faccia.
Atti 28:23 Avendogli fissato un giorno, vennero in gran numero da lui nel suo alloggio; ed egli, da mattina a sera, esponeva e testimoniava loro del regno di Dio e, tramite la legge di Mosè e i profeti, cercava di persuaderli sulle cose che riguardano Gesù

La prima Chiesa era una Chiesa apostolica e aveva le idee chiare sul Regno e sul Re, per questo si espandeva rapidamente. Oggi la Chiesa si è sganciata dal Vangelo del Regno, non lo comprende e non ha più l’unzione per manifestare la potenza di Dio, il quale conferma solo la Sua Parola e non si manifesta dove essa viene ignorata.
Dove il Vangelo del Regno viene predicato guarisce i malati, risuscita i morti, compie miracoli straordinari. Il Regno già c’è, esiste, sta a noi vederlo, entrarci e manifestarlo, visto che il potere ci è stato dato.

Rivoluzione è passare dalla mentalità denominazionale a quella del Regno di Dio.
Abbiamo bisogno di modificare il nostro modo di pensare e la nostra dottrina.
Nell’epistola agli Efesini, l’apostolo Paolo dice che siamo concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio.

Efesini 2:19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio

Essere cittadini è un fatto politico, non religioso, e se siamo cittadini del Regno è perché nel Regno siamo nati.
Quando dice che siamo membri della famiglia di Dio, Paolo parla del Padre. Siamo membri della Sua famiglia perché vi siamo nati e siamo concittadini dei santi perché siamo nati nel Regno di Dio.
Se però abbiamo solo la mentalità della Chiesa e non quella del Regno, crediamo che siamo membri della famiglia di Dio, ma non abbiamo la consapevolezza di essere anche cittadini del Regno.
Essere membri della famiglia ci dà appartenenza, essere cittadini significa dover essere produttivi. Come membri della famiglia siamo consumatori, come cittadini siamo chiamati a produrre.
Nella famiglia acquisiamo identità, ma il nostro ruolo non finisce lì, perché rimanendo in famiglia non cresciamo e non impariamo ad assumerci responsabilità.
Paolo prega che la Chiesa non dimentichi le sue origini e la sua funzione.

Il cambio di mentalità consiste nel non vedere la chiesa come l’unica realtà in cui si vive. Non è sbagliato considerarsi parte di una comunità locale, ma non dobbiamo dimenticare che essa fa parte di un Regno. Non è neppure sbagliato fare parte di una famiglia, ma non dobbiamo dimenticare che non siamo solo parte della famiglia, siamo anche concittadini dei santi.
La Chiesa non riesce ad essere unita perché ha perso la mentalità del Regno e deve recuperarla, perché questo ci chiede il Signore.
C’è un solo Regno e un solo Re, c’è una sola volontà: quella di Dio, e tutto quello che non ne fa parte è abusivo.
Ecco perché dobbiamo cambiare mentalità e acquisire la mente di Cristo, la mente del Messia, il nostro Re.