LA RESURREZIONE DI CRISTO

Culto del 22 Ago 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; Matteo 27:52

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

L’apostolo Lirio riprende il tema della resurrezione di Cristo per mettere a fuoco i suoi ulteriori effetti, rispetto a quelli presi in esame la scorsa domenica, e inizia col dire che l’origine di tutti i nati di nuovo non risiede nella morte di Gesù sulla croce, ma nella Sua resurrezione. Con la Sua morte in croce, infatti, Egli mise fine alla nostra vecchia natura, ma è con la Sua resurrezione che diede origine alla nostra nuova natura, e poiché Dio non fa nulla senza prima avvisare i Suoi servi, i profeti, già molto tempo prima che il Messia venisse sulla terra, Egli lo aveva annunciato.

Ma in che modo lo fece? Durante la festa della Pasqua, l’ultimo atto che gli Israeliti dovevano compiere era l’offerta agitata, che in pratica era un atto profetico della resurrezione, perché dove c’è movimento c’è vita, ma mentre la Pasqua cadeva il quattordici di Nisan e la festa degli Azzimi il quindici di Nisan, l’offerta agitata non aveva una data precisa, cadeva infatti nel giorno successivo allo Shabat, che poteva variare di anno in anno, per cui anche questa festa non aveva una data fissa.

Levitico 23:9 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 10 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Quando entrerete nel paese che io vi do e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone, come primizia del vostro raccolto; 11 egli agiterà il covone davanti all’Eterno per voi, perché sia gradito; il sacerdote lo agiterà il giorno dopo il sabato

Nel verso 10 si parla di un covone, e poiché il mese di Nisan coincide con il periodo che va dalla metà di marzo alla metà di aprile, evidentemente non si parla di un covone di grano, dato che il grano matura dopo, ma di orzo, che matura prima del grano e che viene definito la primizia del raccolto. Il sacerdote avrebbe dovuto agitare il covone per il popolo e l’apostolo Paolo spiega che questo era un atto profetico, poiché Cristo è stato la primizia di quelli che sono morti.

1Corinzi 15:20 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono. 21 Infatti, siccome per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.

La risurrezione di Gesù non fu di carattere spirituale, ma fisico, e poiché la morte non rientrava nel piano originale di Dio, ma è intervenuta a causa del peccato, tutti gli uomini risusciteranno, chi per la vita eterna, chi per ricevere un giudizio. Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti risorgono e tutti riceveranno un corpo, chi per la gloria eterna, chi per una sofferenza eterna.
Gesù stesso aveva predetto la Sua risurrezione, ma i discepoli non seppero riconoscere nella realtà ciò che avevano udito.

Matteo 12:39 Ma egli, rispondendo, disse loro: «Questa malvagia e adultera generazione chiede un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. 40 Infatti, come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del grosso pesce, così starà il Figlio dell’uomo tre giorni e tre notti nel cuore della terra.

Il segno di cui si parla nel verso 39 è qualcosa di diverso dal miracolo, infatti, pur essendo anch’esso una manifestazione soprannaturale, a differenza del miracolo il segno contiene un insegnamento. Non tutti i miracoli sono segni, ma tutti i segni sono miracoli.
Nel verso 40 è scritto che Gesù rimase nel cuore della terra tre giorni e tre notti, e siccome Dio non mente, evidentemente risulta scorretto quanto insegnato in alcune chiese, cioè che Gesù morì il venerdì e risuscitò la domenica mattina.
A noi, comunque, interessa sapere che Gesù profetizzò la Sua morte e la Sua resurrezione, come leggiamo anche nel Vangelo di Matteo.

Matteo 16:21 Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno. 22 Allora Pietro lo prese in disparte e cominciò a riprenderlo, dicendo: «Signore, Dio te ne liberi; questo non ti avverrà mai». 23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».

Pietro aveva ascoltato Gesù, era stato per molto tempo con Lui, ma non si era liberato della sua razionalità e Gesù lo redarguì aspramente. Persino quando vide la tomba vuota non pensò minimamente alla resurrezione, pensò che fosse stata profanata. Il fatto è che i discepoli non ricordavano più ciò che Gesù aveva loro preannunciato.

Sul piano sensoriale la resurrezione di Cristo fu un evento straordinario, ma lo fu ancora di più sul piano soprannaturale, perché in quel momento satana fu sconfitto per sempre ed ebbe inizio la nuova creazione; quelli che prima erano stati suoi schiavi divennero i suoi padroni. Di coloro i quali hanno creduto, Gesù dice infatti: “Cacceranno i demoni nel mio nome”.

Colossesi 2:14 Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l’ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui. Ha fatto uno spettacolo di loro in presenza di tutto l’inferno.

Gesù inchiodò sulla croce tutti documenti su cui erano annotate le nostre trasgressioni, si fece carico delle nostre colpe e pagò per noi, annullando così il nostro debito, con la conseguenza che il nemico non ha nulla di cui accusarci. È stato sconfitto e spogliato delle sue armi, mentre noi, figli di Dio, abbiamo armi potenti per vincere tutta la sua potenza. Gesù non ha solo vinto il nemico, Egli ha trionfato su di lui, lo ha sconfitto per sempre, lo ha spogliato delle sue armi, può usare solo quelle che gli diamo noi quando, ad esempio, seminiamo dicerie o quando mormoriamo.

Giovanni, l’apostolo che aveva maggiore intimità con Gesù, ebbe la rivelazione del Cristo che, risuscitato, aveva le chiavi della morte e dell’Ades.

Apocalisse 1:17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 18 e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades.

Quando le donne andarono con gli aromi per ungere il corpo del Signore e non Lo trovarono, un angelo le avvertì che non si trovava lì perché era risorto, come aveva detto.

Matteo 28:5 ma l’angelo, rivolgendosi alle donne, disse loro: «Non temete, perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. 6 Egli non è qui, perché è risorto, come aveva detto; venite, vedete il luogo dove giaceva il Signore.

Quando Maria di Magdala incontrò Gesù non Lo riconobbe, ma riconobbe la Sua voce nel momento in cui Egli parlò.

Giovanni 20:16 Gesù le disse: «Maria!». Ed ella allora, voltandosi, gli disse: «Rabboni!» che significa: Maestro. 17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

Nell’emozionante versetto 17 Gesù dice a Maria che Suo Padre è diventato anche nostro Padre, e che il Suo Dio è diventato il Nostro Dio, come dire che facciamo parte della stessa famiglia. Dal momento della resurrezione, allorché Gesù nella veste di Sommo Sacerdote portò il Suo sangue nel santuario del cielo, Dio non accetta più il sangue di animali, perché il sangue di Cristo ha pagato per tutti e per quelli che credono nel valore del Suo sacrificio ha acquistato una redenzione eterna.

Ebrei 9:11 Ma Cristo, essendo venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto non fatto da mano d’uomo, cioè non di questa creazione, 12 entrò una volta per sempre nel santuario, non con sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue, avendo acquistato una redenzione eterna.

Prima della resurrezione di Cristo, l’uomo conosceva solo l’amore che nasce dall’egoismo e che produce una cultura di morte, non conosceva il vero amore, l’amore incondizionato di Dio, che produce una cultura di vita.
Gesù si è offerto per noi, il Suo sacrificio ha rimosso le nostre offese, ma è stata la resurrezione che, grazie alla giustizia che Egli ci ha donato, ha prodotto in noi la nuova natura.

Romani 4:25 il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

Nel capitolo 13 dell’epistola ai Corinzi, l’apostolo Paolo dice che l’amore vince sempre, non fallisce mai, che le profezie saranno abolite perché saremo già nel futuro, e che la conoscenza sarà abolita, perché ci sarà una conoscenza dello spirito.

1Corinzi 13:4 L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6 non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7 tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L’amore non viene mai meno, ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita

In definitiva, il giorno della resurrezione di Cristo è stato un giorno unico, il giorno di nascita della nuova creazione. Il Suo sangue portato in cielo mise il sigillo alla nostra redenzione eterna e certamente gli angeli, vedendoLo mentre portava in cielo il Suo sangue, avranno pianto nell’ammirare la Sua gloria!
Il mattino della resurrezione, satana e tutti i demoni caddero in depressione, perché da padroni quali erano stati diventarono schiavi, costretti a obbedire ai credenti che conoscono ed esercitano l’autorità che hanno ricevuto in Cristo Gesù. La nuova creazione è destinata a vincere, fuori da essa per il mondo non c’è speranza. Per avere un futuro e una speranza le persone devono tornare a Dio.

1Giovanni 5:4 Poiché tutto quello che è nato da Dio (nuova creazione) vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 5 Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio?

Dopo la morte di Gesù i discepoli ebbero un problema: la tomba vuota non bastò loro per credere alla risurrezione, ebbero bisogno delle Sue apparizioni. Anche oggi Egli si manifesta con apparizioni nel mondo musulmano e sicuramente ci saranno apparizioni anche nella Chiesa prima della fine, perché nel piano di Dio l’inizio e la fine coincidono.

Dopo la resurrezione, Gesù si presentò ai discepoli vivente e parlò loro delle cose riguardanti il Regno.

Atti 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Quando morì, Gesù lasciò un lascito testamentario (doreà) per tutti quelli che credono.

Efesini 4:7 Ma a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.8 Per la qual cosa la Scrittura dice: «Essendo salito in alto, egli ha condotto prigioniera la prigionia e ha dato dei doni agli uomini». 9 Or questo: «È salito» che cosa vuol dire se non che prima era pure disceso nelle parti più basse della terra? 10 Colui che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli per riempire tutte le cose.

Ma cosa vuol dire che quando ascese al cielo condusse prigioniera la prigionia?
Considerato che i santi dell’A.T., che erano salvati ma non erano nati di nuovo, alla loro morte andavano nel seno di Abramo, la parte più alta dell’Ades (mentre la parte più bassa, gli inferi, era la destinazione di quelli che non erano salvati), dopo essere morto, prima di risuscitare, Gesù andò a predicare nel seno di Abramo, tutti nacquero di nuovo e andarono con Lui nel terzo cielo. In quel luogo c’era anche il ladrone che Gesù aveva salvato sulla croce per il solo fatto che aveva creduto in Lui e a cui aveva detto che sarebbe stato con Lui in Paradiso. Nel dire: «In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso», Gesù intese dire : “Te lo dico oggi, ma non è oggi che vieni in Paradiso con Me”.
Per questo la Bibbia afferma che condusse prigioniera la prigionia.

Gesù si recò anche all’inferno, poté farlo perché era divenuto peccato per noi, con somma soddisfazione di satana, che pensò di avere in pugno l’umanità, dimenticando però che in cielo Gesù fu dichiarato Giusto e che, in quanto tale, la morte non poteva trattenerLo, infatti la potenza divina Lo trasse fuori da quel luogo.

Gesù ci esorta ad ascoltare la voce dello Spirito, il quale a chi vince, cioè a chi cammina per fede, darà da mangiare dell’albero della vita che è nel Paradiso.

Apocalisse 2:7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: a chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che è in mezzo al paradiso di Dio».
Questo vuol dire che si torna alle intenzioni originali di Dio, che Adamo rifiutò preferendo mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, ma alla fine noi mangeremo dell’albero della vita che si trova nel mezzo del Paradiso e che garantisce lo stesso tipo di vita, la stessa natura, lo stesso carattere, la stessa gloria di Dio.