LA GLORIA DELLA RISURREZIONE

Culto del 30 Mag 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo, nostro Signore, Romani 1:4

 

                                                                                       Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Ancora sul tema della gloria, la predicazione di oggi verte in particolare sulla gloria della risurrezione.

L’apostolo Lirio fa notare che nei Vangeli talvolta Gesù viene chiamato “Figlio dell’uomo”, ma nell’episodio che narra la risurrezione di Lazzaro viene chiamato “Figlio di Dio”. In seguito ne chiarisce il motivo, ma preannuncia che come Figlio dell’uomo Egli usò la fede e l’unzione, come Figlio di Dio attinse alla gloria.

Viene data lettura del su citato versetto di Romani 1:4, da cui si evince che Gesù è venuto sulla terra come Figlio dell’uomo, ma che dopo la risurrezione Egli stesso rese pubblico di essere Figlio di Dio. Il Padre poté risuscitarLo dai morti perché non aveva mai commesso peccato, così Egli vinse la morte per sempre, mentre se avesse commesso peccato non avrebbe potuto risuscitarLo.

È stato più volte spiegato che la gloria è l’atmosfera di perfezione in cui vive Dio e oggi viene precisato che il terzo cielo è il luogo in cui c’è la Gloria della Risurrezione, la più alta concentrazione della potenza di Dio, la potenza che risuscita i morti.

 

Noi possiamo attingere al mondo del soprannaturale:

  • mediante la fede, che ci permette di vedere ciò che è nell’invisibile;

  • attraverso l’unzione, che ci permette di fare cose per mezzo di un’abilità soprannaturale che non è nostra, ma dello Spirito Santo;

  • per mezzo della gloria, a cui nulla è impossibile.

Poiché Dio creò l’uomo nella gloria, cioè nella perfezione, e gli diede la natura divina, nella Sua intenzione originale doveva essere esente da malattie, invecchiamento, morte.

Di fatto, quando Gesù riportò in vita Lazzaro, attinse alla gloria che aveva in quanto Figlio di Dio. Erano trascorsi quattro giorni dalla morte e Lazzaro era già in stato di decomposizione, ma appena fu toccato dalla gloria tornò indietro, alla condizione in cui si trovava prima di morire. La gloria, quindi, cambia le leggi naturali che entrarono in vigore con la caduta e demolisce tutti i suoi effetti.

Giovanni 11:4 E Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è a morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato».

In questo versetto Gesù stesso si definisce Figlio di Dio e in pratica dichiara di avere il diritto di attingere alla gloria. Entrando nel Regno della Gloria, Gesù interruppe le leggi conseguenti alla caduta e grazie alle leggi della perfezione della gloria risuscitò un morto e dimostrò di essere il Figlio di Dio.

Giovanni 11:38 Perciò Gesù, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro; or questo era una grotta davanti alla quale era stata posta una pietra. 39 Gesù disse: «Togliete via la pietra!». Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, poiché è morto da quattro giorni». 40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?». 41 Essi dunque tolsero la pietra dal luogo dove giaceva il morto. Gesù allora alzati in alto gli occhi, disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre, ma ho detto ciò per la folla che sta attorno, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Allora il morto uscì, con le mani e i piedi legati con fasce e con la faccia avvolta in un asciugatoio. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». 45 Allora molti dei Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto tutto quello che Gesù aveva fatto, credettero in lui.

Gesù ordinò di togliere la pietra che ostruiva la tomba e Marta obiettò: “ Mio fratello è morto da quattro giorni … e puzza!”. Marta si basava sulle leggi naturali e Gesù le rispose che, se avesse creduto, avrebbe visto la gloria di Dio. Gesù si basava sulle leggi soprannaturali e, dopo avere ringraziato il Padre perché Lo aveva esaudito, gridò: “Lazzaro, vieni fuori”! La risurrezione di Lazzaro fu una manifestazione della gloria di Dio, che si rivelò utile per fare sapere che nulla è impossibile con Dio, infatti molti dei presenti credettero in Lui. Da notare che Gesù chiamò Lazzaro per nome, probabilmente perché se non lo avesse fatto sarebbero risuscitati tutti i morti.

E Lazzaro venne fuori in modo soprannaturale in virtù della gloria che lo aveva toccato, visto che aveva mani e piedi legati e il capo avvolto in un asciugatoio. Quelle fasce e quei legami sono simbolo di ciò che avviene oggi a chi nasce di nuovo e si porta dietro i legami della vecchia natura, che la Chiesa ha il compito di sciogliere e quindi insegnare a camminare per fede.

Questo è l’ultimo dei segni di cui Giovanni parla nel suo Vangelo, come per avvertirci che il segno finale sarà il rapimento della Chiesa, che avverrà alla seconda venuta di Gesù, allorché tutti i morti in Cristo risusciteranno.

Con la fede noi possiamo cacciare i demoni, con l’unzione possiamo compiere le opere di Dio, ma per la risurrezione ci vuole la gloria. All’atto del rapimento, la gloria agirà come una calamita e attirerà chi ha dentro di sé Cristo e la Sua gloria, ragion per cui soltanto chi è nato di nuovo ed è in Cristo sarà rapito e andrà col Signore nel Regno della Gloria.

Per potere andare in cielo, il peccatore deve acquisire la natura divina ed entrare a far parte del corpo di Cristo, altrimenti non può, a causa della sua natura di peccato che lo priva della gloria di Dio.

 Matteo 25:31 «Ora, quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli, allora si siederà sul trono della sua gloria.

Questo versetto contiene la promessa della seconda venuta di Gesù che verrà a rapire la Sua Chiesa per portarla nel Suo Regno di Gloria.

2Tessalonicesi 2:13 Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità; 14 a questo egli vi ha chiamati per mezzo del nostro evangelo, affinché giungiate ad ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo.

 Nel libro dei Numeri troviamo la promessa che tutta la terra sarà piena della gloria di Dio.

 Numeri 14:21 ma, come è vero che io vivo, tutta la terra sarà ripiena della gloria dell’Eterno,

Anche nel libro del profeta Abacuc troviamo una promessa analoga, e questo vuol dire che sulla terra non ci sarà più malattia né decadimento né morte.

Oggi la più alta concentrazione di gloria si trova nel terzo cielo e per riversarla sulla terra Dio si serve di portali.

Abacuc 2:14 Poiché la terra sarà ripiena della conoscenza a della gloria dell’Eterno, come le acque riempiono il mare.

 

2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.

 

Quando Dio creò lo spirito dell’uomo, gli diede la Sua immagine, quindi anche la Sua gloria, ma poiché la Sua intenzione originale era quella di dargli un corpo visibile, quando questo avviene è necessario che attraversi un processo di trasformazione che gli faccia realizzare la somiglianza con Dio e farlo andare di gloria in gloria.

Dio voleva che i figli degli uomini avessero giorni numerosi come quelli dei cieli.

Deuteronomio 11:21 affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che l’Eterno giurò ai vostri padri di dar loro, siano numerosi come i giorni dei cieli sopra la terra.

 

L’apostolo Lirio riprende il tema dei portali precedentemente accennato.

Giovanni 1:51 Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico che da ora in poi vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Questo versetto ci ricorda la scala che collegava la terra al cielo, che Giacobbe vide in sogno e che fa pensare ai portali del cielo che permettono di entrare e di uscire.

Genesi 28:10 Or Giacobbe partì da Beer-Sceba e se ne andò verso Haran. 11 Giunse in un certo luogo e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Allora prese una delle pietre del luogo, la pose sotto la sua testa e in quel luogo si coricò. 12 E sognò di vedere una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo; ed ecco, gli angeli di DIO salivano e scendevano su di essa.

Giacobbe vide gli angeli che dalla terra raggiungevano il terzo cielo attraversando il secondo, che però non opponeva alcuna resistenza, grazie alla presenza di un portale, senza il quale avrebbe incontrato opposizione. Dallo studio della Bibbia emerge che i portali si aprono durante le feste.

Ricapitolando: la fede è importante perché ci connette con ciò che non si vede; l’unzione è importante perché ci consente di fare cose che non potremmo mai fare con le risorse naturali, ma la dimensione a cui dobbiamo aspirare è quella della gloria, perché quello è il nostro destino finale.

Ebrei 2:9 ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. 10 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza.

 

A Gesù è stato possibile morire perché aveva rinunciato alla Sua gloria ed è diventato peccato per noi, altrimenti la morte non avrebbe potuto toccarLo. Il Re di gloria si spogliò della gloria per portare noi nella gloria; divenne quello che eravamo noi per farci diventare quello che Egli è. Colui che era perfetto, facendosi uomo divenne imperfetto e subì un processo di perfezionamento attraverso l’obbedienza, che giunse fino alla morte, e alla morte della croce. Tanto si è abbassato nostro Signore e ha sofferto per poterci innalzare fino al cielo!

 

Luca 20:37 E che i morti risuscitino, lo ha dichiarato Mosè stesso nel passo del roveto, quando chiama Signore, il Dio di Abrahamo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe. 38 Or egli non è il Dio dei morti ma dei viventi, poiché tutti vivono per lui».

 

L’evangelista Luca afferma che della risurrezione dei morti parlò anche Mosé nel passo del roveto, e se noi non ci abbiamo fatto caso, Gesù, che è la Parola,  dice che quando Mosé chiamò il Signore il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, parlava di un Dio dei vivi, lasciando intendere che i morti risuscitano. Questo ce lo spieghiamo perché, come nella gloria sono illegali la malattia, la povertà e il peccato, così è illegale la morte. E poiché Dio non può portare nella gloria qualcosa d’illegale, si è impegnato a risuscitarci dai morti. La risurrezione, uno dei pilastri fondamentali del cristianesimo, è il modo stabilito da Dio per migliorarci eternamente e portarci nella gloria.

La Chiesa è il corpo di Cristo, ha la natura di Dio e tutte le sue cellule hanno lo stesso dna; solo chi ce l’ha può entrare in cielo.

Efesini 5:27 per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa e irreprensibile.

Tutti  ci troviamo in un processo di perfezionamento, che si realizza mediante l’obbedienza e che è necessario, perché solo quando la Chiesa è santa e irreprensibile manifesta la natura di Dio.

 

 Giuda 24 Or a colui che può salvaguardarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia, 25 all’unico Dio sapiente, il nostro Salvatore, sia gloria, grandezza, dominio e potestà, da ora e per tutte le età. Amen.