LA FESTA DELLE TROMBE

Culto del 29 Set 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
Download PDF

Il terzo giorno come fu mattino, ci furono tuoni e lampi; sul monte apparve una densa nuvola e si udì un fortissimo suon di tromba; e tutto il popolo che era nell’accampamento tremò. Esodo 19:16

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Oggi, alle ore diciotto, per gli Ebrei inizia l’anno 5780 del calendario civile, e il primo giorno, cioè il Capodanno, Rosh Hashanah, coincide con la Festa delle Trombe, che cade nel primo giorno del mese di Tishri, settimo mese del calendario sacro.

Nel capitolo 23 del libro del Levitico sono elencate tutte le feste ordinate dall’Eterno.
Levitico 23:1 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 2 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Ecco le feste dell’Eterno che voi proclamerete come sante convocazioni.

Le feste dell’Eterno sono sante convocazioni, incontri del popolo con Dio, che vengono annunciate dallo squillo degli shofars, corni di montone che, adeguatamente lavorati, gli Ebrei usavano e continuano a usare come strumenti musicali per annunciare l’arrivo delle feste.
Anche per noi ogni incontro che facciamo dovrebbe essere un incontro con Dio, e poiché in occasione delle feste l’Eterno parlava al popolo del presente e del futuro, anche a noi le feste danno chiarezza su dove siamo e dove stiamo andando.

Le feste dell’Eterno sono sette, numero che indica la perfezione divina, ma anche il nostro cammino verso la maturità.
Delle prime quattro, tre sono primaverili e una estiva.
Quelle primaverili sono: la Pasqua, la Festa degli Azzimi e la Festa delle Primizie, o dell’Offerta Agitata, che si celebravano a partire dal quattordici di Nisan, che cade tra marzo e aprile del nostro calendario. Dopo sette settimane c’era la Pentecoste, o Shavuot, che coincideva con la raccolta del grano.

Queste quattro feste si sono adempiute alla prima venuta di Gesù.
Pasqua si è adempiuta quando l’Agnello è stato immolato.
La festa degli Azzimi si è adempiuta all’atto della Sua sepoltura. Azzimo vuol dire senza lievito e poiché Gesù era senza peccato, il Suo corpo non conosceva la corruzione.
La festa delle primizie si è adempiuta con la Sua resurrezione.
La festa della Pentecoste si è adempiuta con la discesa dello Spirito Santo.
Ogni festa preannunciava ciò che sarebbe avvenuto, ma il popolo d’Israele non se n’è reso conto.

Seguono le feste dell’autunno, tra cui c’è la Festa delle Trombe
Levitico 23:23 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 24 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una celebrazione festiva annunciata a suon di tromba, una santa convocazione. 25 Non farete in essa alcun lavoro servile e offrirete all’Eterno dei sacrifici fatti col fuoco».

In tre feste, Pasqua, Pentecoste e Tabernacoli nessuno poteva presentarsi a Dio mani vuote; nella Festa delle Trombe quest’obbligo non c’era, e nel libro dei Numeri è spiegato come si doveva celebrare.

Numeri 29:1 Nel settimo mese, nel primo giorno del mese avrete una santa convocazione; non farete alcun lavoro servile; sarà per voi il giorno del suono delle trombe. 2 Offrirete come olocausto di odore soave all’Eterno, un torello, un montone e sette agnelli di un anno senza difetto, 3 con la loro oblazione di cibo di fior di farina, mescolata con olio: tre decimi per il torello, due decimi per il montone, 4 e un decimo per ciascuno dei sette agnelli; 5 e un capretto, come sacrificio per il peccato, per fare l’espiazione per voi, 6 oltre all’olocausto del mese con la sua oblazione di cibo, all’olocausto perpetuo con la sua oblazione di cibo, secondo le norme stabilite. Sarà un sacrificio fatto col fuoco, di odore soave all’Eterno.

Gli Ebrei hanno due calendari: uno sacro, che usano per determinare le date delle feste prescritte, e uno civile. Nisan è il primo mese del calendario sacro, Tishri è il primo mese del calendario civile e il settimo del calendario sacro. Il primo giorno di Tirshri, cioè il capodanno, coincide con la Festa delle Trombe, in occasione della quale i sacerdoti dovevano offrire sacrifici di animali e sacrifici di cibo. Dopo dieci giorni c’è il Giorno dell’Espiazione, o Yom Kippur.

Le feste furono date a Israele affinché, celebrandole, il popolo potesse scandire il tempo di Dio. Alla Sua prima venuta, Gesù adempì pienamente le feste di primavera, quindi non c’è alcun dubbio che adempirà anche quelle d’autunno con la precisione con cui sono state annunciate da Dio.
Per il Signore sulla terra esistono solo tre categorie di persone: gli Ebrei, la Chiesa, cioè l’insieme dei credenti, e i gentili, ma quando Dio parla bisogna saper discernere a chi parla, per avere chiarezza sui tempi della fine.
I discepoli chiesero a Gesù: “Quale sarà il segno della tua venuta?”, ma noi dobbiamo chiederci: “Chi riguarda la Sua venuta? Riguarda gli Ebrei, la Chiesa o il mondo?”. Nei versetti che seguono troviamo la risposta.

Matteo 24:27 Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Poiché dovunque sarà il carname, li si aduneranno le aquile». 29 «Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 30 E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. 31 Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba, ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra.

Gesù dice che la Sua venuta avverrà dopo la grande tribolazione e riguarderà il mondo, non la Chiesa, che in un batter d’occhio verrà rapita.
I segni che si manifesteranno sul piano naturale non serviranno ai credenti, ma al mondo, perché i credenti hanno dentro di sé la luce di Dio.
La parabola delle vergini ci fa conoscere la sorte delle cinque vergini stolte. Questo per noi vuol dire che molti, pur definendosi credenti e frequentando la chiesa, alla fine si sentiranno dire: “Non ti conosco”, e non saranno rapiti dal Signore, perché di fatto non sono parte della Sposa.

Ai credenti di Corinto e a quelli di Tessalonica l’apostolo Paolo svelò il mistero dell’apparizione del Signore Gesù e del rapimento della Chiesa.
1Corinzi 15:51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati,
1Tessalonicesi 4:16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore.

La Chiesa verrà rapita e rimarrà sempre con Lui, mentre il mondo verrà giudicato. Noi credenti non attendiamo la Sua venuta, ma la Sua apparizione! Tutte le profezie si adempiranno: quelle per la Chiesa, quelle per gli Ebrei e quelle per il mondo, ma in tempi e modi diversi.
Se non comprendiamo bene a chi si riferisce la Scrittura, cadiamo facilmente in errore

La prima volta Gesù è venuto per il mondo, non solo per Israele (Tito 2:11-13).
Tito 2:11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo,

l’apostolo Paolo esorta Timoteo (1Timoteo 6:14) ad essere fedele fino all’apparizione del Signore che verrà a rapirci. Ma noi, ci prepariamo a tale evento o ci adagiamo, nella convinzione che al suo verificarsi manchi ancora molto tempo? Nella Bibbia la Sposa viene definita “il rimanente”, proprio perché non si riferisce alla massa, costituita da quelli che credono sia sufficiente andare in chiesa, ma a quelli che sono innamorati di Gesù e amano la Sua apparizione.

Come dobbiamo prepararci all’incontro con lo Sposo? Dobbiamo prepararci con la stessa passione di una sposa innamorata: cercando in ogni modo di piacerGli, desiderando di stare il più possibile con Lui, non frequentando la chiesa solo per dovere!

Paolo insegnò alla chiesa di Tessalonica come prepararsi.
1Tessalonicesi 5:4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro. 5 Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Perciò non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. 7 Infatti coloro che dormono, dormono di notte, e coloro che s’inebriano, s’inebriano di notte. 8 Ma noi, poiché siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore, e preso per elmo la speranza della salvezza.

Non sappiamo quando avverrà il rapimento, ma sappiamo che avverrà durante una festa. Per orientarsi nel buio della notte, il mondo ha bisogno del chiarore della luna, ma noi, che siamo figli della luce, non ne abbiamo bisogno, siamo svegli, sobri, e abbiamo la percezione del tempo, che è rivelato da Dio nelle feste.
Dobbiamo prepararci anche incoraggiando gli altri, edificandoli nella fede, facendo conoscere i tempi di Dio e ricordando qual è il loro destino.

1Tessalonicesi 4:18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.

Israele ha ricevuto da Dio il comando di celebrare le feste, ma per gran parte della sua storia non lo ha fatto. Il re Giosia trovò il libro della legge e, resosi conto di quanto il popolo aveva disobbedito, restaurò la celebrazione della Pasqua il quattordicesimo giorno del mese di Nisan, lo stesso giorno in cui Gesù morì sulla croce.

Nel 621 a.C. Giosia iniziò a celebrare le feste, ma apportò una riforma: prima la Pasqua era una festa familiare e veniva gestita dal capofamiglia, che praticava i sacrifici, poi divenne una festa di pellegrinaggio, perché ogni animale veniva ucciso nel tempio dai sacerdoti levitici e consegnato al capo famiglia, che lo portava a casa, ma doveva essere consumato obbligatoriamente entro le mura di Gerusalemme.
Fino al tempo di Gesù la Pasqua fu celebrata secondo il rituale stabilito da Giosia.

2Cronache 35:1 Giosia celebrò in Gerusalemme la Pasqua in onore dell’Eterno; si immolò la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese,

Quali conseguenze produsse il fatto che per molto tempo le feste non furono celebrate? Il popolo si sviò e perdette la cognizione del tempo.
Anche oggi molti oggi sono sviati e hanno perduto la cognizione del tempo in cui viviamo.

Dio aveva ordinato di celebrare obbligatoriamente tre feste:
Esodo 23:14 Tre volte all’anno mi celebrerai una festa. 15 Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito, come ti ho ordinato al tempo stabilito nel mese di Abib (o Nisan), perché in quello tu uscisti dall’Egitto; e nessuno comparirà davanti a me a mani vuote. 16 Osserverai anche la festa della mietitura, delle primizie del tuo lavoro, di quello che hai seminato nei campi; e la festa della raccolta, alla fine dell’anno quando raccoglierai dai campi i frutti del tuo lavoro. 17 Tre volte all’anno tutti i tuoi maschi compariranno davanti al Signore, l’Eterno.

Gli Israeliti attraversarono il Giordano prima della Pasqua, uscirono dall’Egitto per Pasqua e dopo quarant’anni entrarono nella terra promessa quattro giorni prima di Pasqua, infatti fu proprio la Pasqua la prima festa che celebrarono nella terra di Canaan.
Dio aveva prescritto che nessuno si presentasse a Lui a mani vuote (v. 15) allo scopo di insegnare il principio dell’onore, ma anche quello del dare, visto che molti hanno la mano per prendere lunga e quella per dare secca.

Atti 1:14 Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui. 15 In quei giorni Pietro, alzatosi in mezzo ai discepoli (or il numero delle persone riunite era di circa centoventi)…

Nonostante ci fosse un preciso ordine di Dio, non tutti erano obbedienti, infatti nel giorno di Pentecoste solo una parte di discepoli si presentò all’appuntamento divino, con il risultato che gli assenti perdettero l’opportunità di essere riempiti di Spirito Santo. Così sarà all’apparizione del Signore: solo gli obbedienti saranno pronti e verranno rapiti, solo un rimanente!

Le feste furono date a Israele e la Chiesa non deve celebrarle, ma deve osservarle perché sono il calendario di Dio, sono appuntamenti divini da non perdere, perché Gesù verrà in quelle feste, le adempirà, e il corpo di Cristo, che è luce, non può prescindere dalla rivelazione dei tempi di Dio.

Colossesi 2:16 Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati; 17 queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo.

In Apocalisse 11 si parla dello squillo dell’ultima tromba, la settima, che precederà l’annuncio che Gesù regnerà per sempre.
Poiché per l’Antico Israele l’ultima tromba aveva il duplice scopo di santa convocazione o di guerra al nemico, la settima tromba radunerà il popolo e dichiarerà la guerra al nemico. Gesù stabilirà il Regno del Millennio con la Sua Chiesa e per mille anni il nemico verrà chiuso nello stagno di fuoco e di zolfo.
Nella mente di Dio ogni festa ha un significato perfetto!