LA FESTA DELLA PENTECOSTE E L’UNZIONE

Culto del 08 Nov 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Con esse rivestirai quindi tuo fratello Aaronne e i suoi figli con lui; tu li ungerai, li consacrerai e li santificherai, perché mi servano come sacerdoti. Esodo 28:41

Redazione a cura di Gandolfa Brucato

La predicazione odierna verte sulla festa di Pentecoste, che corrisponde alla seconda dimensione chiave del soprannaturale e cioè l’unzione. L’apostolo Lirio inizia leggendo Esodo 28, nel quale Dio ordina a Mosè di rivestire Aronne e pone enfasi su” rivestirai”, che in seguito collegherà con un altro verso pressoché simile, e continua riepilogando concetti già esaminati precedentemente. Nella Parola di Dio, infatti, sono rivelate tre dimensioni chiave del soprannaturale, dove niente è impossibile, cioè la fede, l’unzione e la gloria, alle quali corrispondono 3 feste che le rappresentano, e precisamente: la festa di Pasqua, la festa di Pentecoste e la festa dei Tabernacoli.
Deuteronomio 16:16 Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti all’Eterno, il tuo DIO, nel luogo che egli ha scelto: nella festa dei pani azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne; nessuno di essi si presenterà davanti all’Eterno a mani vuote.
Dio raccomanda al Suo popolo che nelle 3 feste indicate era obbligatorio per ogni maschio presentarsi nel tempio di Gerusalemme portando con sé un sacrificio. La Pasqua simboleggia la fede, la Pentecoste l’unzione e la festa dei Tabernacoli simboleggia la gloria. Per gli Ebrei la Pasqua rappresenta l’uscita dall’Egitto, mentre per noi coincide con il sacrificio di Gesù (l’Agnello che è stato immolato e ha versato il Suo sangue). La Pentecoste fu la prima festa che gli Ebrei celebrarono dopo l’uscita dall’Egitto e coincide con il giorno in cui Dio consegnò a Mosè le Tavole della legge sul Monte Sinai. Solo da quel momento il popolo, che non aveva identità (in quanto prima dell’uscita era schiavo), inizia ad esistere come popolo d’Israele. Però con la consegna della legge, che è perfetta, si evidenzia una marcata discrepanza tra le prescrizioni in essa contenute e la condizione del popolo: in realtà mancava lo spirito della vita e circa tremila persone perirono. Ciò evidentemente si contrappone alla Pentecoste del NT, dove con la discesa dello Spirito Santo sui “120” e la successiva predicazione di Pietro tremila persone si salvarono. Sappiamo che dopo la resurrezione Gesù tornò in cielo e lasciò lo Spirito Santo, che ha sostituito temporaneamente il Re atteso. Ma ai Tabernacoli ritorna il Re di Gloria. Oggi noi ci troviamo in un tempo di transizione tra la Pentecoste e i Tabernacoli: chiaramente noi credenti attendiamo il rapimento, ma alla festa dei Tabernacoli il mondo assisterà al ritorno del Re di Gloria (Gesù), che verrà insieme alla Sua Chiesa per regnare. Attualmente stiamo assistendo a degli eventi che ci fanno pensare, che ci troviamo negli ultimi tempi: l’elezione a presidente degli Stati Uniti di Biden, di dichiarata mentalità abortista, ci riconduce ai tempi di Erode e risulta chiaro che l’obiettivo del nemico è sicuramente quello di uccidere la nuova generazione.
E se osserviamo i rappresentanti del governo italiano, notiamo che sono o di matrice umanistica o addirittura anticristiana. Così ciò che vediamo si contrappone totalmente alla definizione del “Regno di Dio”, riportata nella Bibbia, che è “giustizia, pace e gioia”. Ma sappiamo che attualmente il Regno di Dio è soltanto spirituale e possiamo viverlo sulla terra soltanto attraverso la fede (l’unica chiave), che è al presente, richiede la conoscenza dell’ora e ci permette di portare nel mondo visibile ciò che è invisibile.
Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono. 2Pietro 1:5 Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù (eccellenza morale) la conoscenza… occorre aggiungere alla fede, e così parliamo dell’unzione attraverso la festa di Pentecoste.
Levitico 23:15 Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno che avete portato il covone dell’offerta agitata, conterete sette sabati interi. 16 Conterete cinquanta giorni fino al giorno dopo il settimo sabato, quindi offrirete all’Eterno una nuova oblazione di cibo. 17 Porterete dalle vostre abitazioni due pani per un’offerta agitata di due decimi di efa di fior di farina; essi saranno cotti con del lievito, quali primizie offerte all’Eterno. 18 Assieme a quei pani offrirete sette agnelli dell’anno senza difetto, un torello e due montoni; essi saranno un olocausto all’Eterno assieme alla loro oblazione di cibo e alle loro libazioni; sarà un sacrificio di odore soave fatto col fuoco all’Eterno. 19 Poi offrirete un capro come sacrificio per il peccato e due agnelli dell’anno, come sacrificio di ringraziamento. 20 Il sacerdote li agiterà assieme al pane delle primizie e ai due agnelli, come offerta agitata davanti all’Eterno; essi saranno consacrati all’Eterno e apparterranno al sacerdote. 21 In quel medesimo giorno proclamerete una santa convocazione. Non farete in esso alcun lavoro servile. È una legge perpetua per tutte le vostre generazioni, in tutti i luoghi dove abiterete. 22 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterai fino ai margini il tuo campo e non raccoglierai le spighe lasciate indietro del tuo raccolto; le lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l’Eterno, il vostro DIO».

Le feste sono chiamate feste dell’Eterno e rappresentano un appuntamento divino: Dio le ha affidate al popolo d’Israele che doveva celebrarle, attenendosi scrupolosamente a quanto ordinato (Io sono l’Eterno). Notiamo al versetto 17 che dovevano portare 2 pani lievitati, a differenza di quelli azzimi, consumati prima dell’uscita dall’Egitto. Ma nulla è casuale nei comandi divini: infatti, stante che il lievito corrisponde a contaminazione, a Pasqua si poteva mangiare pane azzimo, perché la Pasqua rappresenta l’agnello immolato (senza peccato), mentre alla festa di Pentecoste ebraica, i pani dovevano essere lievitati, in quanto erano presenti Ebrei e proseliti (gentili), che necessitavano di opera di purificazione. L’opera purificatrice viene compiuta dallo Spirito Santo.
Deuteronomio 16:9 Conterai sette settimane; inizia a contare sette settimane dal tempo che cominci a mietere il grano; 10 poi celebrerai la festa delle Settimane in onore dell’Eterno, il tuo DIO, mediante offerte volontarie da parte tua, che porterai nella misura che l’Eterno, il tuo DIO, ti benedice. 11 E gioirai davanti all’Eterno, il tuo DIO, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo servo e la tua serva, il Levita che è entro le tue porte, e lo straniero, l’orfano e la vedova che sono in mezzo a te, nel luogo che l’Eterno, il tuo DIO, ha scelto per farvi dimorare il suo nome.
Dio vuole che siamo gioiosi (Egli è il Dio della gioia), festa infatti significa “danza”. La chiesa è profetica, sperimenta tale gioia, in quanto conosce chi è Dio, che dà futuro e speranza, a differenza del mondo che è confuso, perchè non conosce il futuro..
Deuteronomio 16:12 Ti ricorderai che fosti schiavo in Egitto e avrai cura di mettere in pratica questi statuti. Quando Dio creò i cieli e la terra, poi stabilì tempi e stagioni. Il proposito è uno, ma i tempi e le stagioni sono tante.
Dio crea il cielo e la terra, stabilisce tempi e stagioni, che sono tanti. La festa cade sempre in un tempo stabilito, che non cambia mai, infatti la Pasqua cade sempre il 14 del mese di Nisan, la Pentecoste 49 giorni dopo la Pasqua. Cadono sempre nello stesso giorno, può soltanto cambiare il giorno della settimana in cui cadono.
Colossesi 2:16 Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati; 17 queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo.
L’apostolo Paolo ci dice che la realtà è Cristo, la Pasqua si è adempiuta col Suo sacrificio. Delle altre feste profetiche, alcune si sono adempiute, mentre altre si devono adempiere. Le feste sono state date agli Ebrei per celebrarle, e la chiesa deve osservare le date delle feste, perché rappresentano il calendario di Dio. Succede però, che la Chiesa ha cambiato le date delle feste con le dispensazioni. Ma c’è differenza tra di esse e precisamente: riguardo alle feste si conosce sia l’inizio che la fine, mentre delle dispensazioni si conosce l’inizio, ma non la fine, che sarà nota soltanto dopo il loro adempimento. La pentecoste è la 4^ festa e si posiziona al centro, tra le 3 feste di primavera (Pasqua, Azzimi, Offerta Agitata) e le 3 autunnali (Trombe, Yom Kippur e Tabernacoli). Il numero 4 corrisponde ai vangeli che sono 4 , ai 4 amici che portarono il paralitico (che rappresenta la condizione dell’uomo naturale, che non è in grado di arrivare a Dio da solo senza i 4 testimoni) a Gesù. Il compimento profetico della Pentecoste avviene dopo la resurrezione e l’ascensione di Gesù Cristo. Questo giorno rappresenta l’inizio della Missione della Chiesa e la venuta e la dimora in essa dello Spirito Santo. Gesù aveva incaricato i Suoi discepoli di rimanere a Gerusalemme e di attendere il Consolatore, il potere dall’alto. E qui l’apostolo Lirio collega al “rivestirai” citato in apertura, il “rivestiti” citato nel verso che segue:
Luca 24:49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto.
Gesù disse ai discepoli di aspettare, di dimorare, in quanto non avrebbero potuto adempiere la missione della Chiesa (predicare l’evangelo a tutte le genti e fare discepoli), senza il potere dello Spirito Santo.
Atti 2:1 Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. 2 E all’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. 3 E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. 4 Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.
Gesù aveva tanti discepoli: i 12, i 70, i 500, però il giorno stabilito erano presenti solo in 120 e lo Spirito scese su tutti coloro che erano presenti. Non dipese da quanto fossero santificati, non fu richiesto loro di pentirsi, ma la discriminante fu costituita dalla presenza nel luogo stabilito e dall’ubbidienza. Furono colti all’improvviso, quello che hanno ricevuto lo hanno compreso successivamente. Ma tutto è avvenuto ( quando giunse il tempo), tutto era stato preparato e pianificato alla perfezione: l’opera sostitutiva di Cristo si era adempiuta, i santi dell’antico testamento erano stati portati dal seno di Abramo in cielo (Gesù prima della resurrezione, era andato a predicare nell’Ades), il sangue dell’agnello era stato accettato, Gesù era seduto nei luoghi celesti. Nella festa di Pentecoste non è stata richiesta alcuna fede, in quanto le feste sono un appuntamento divino ed in quanto tali dipendono esclusivamente dalla sovranità e dall’iniziativa di Dio, che apre i portali del cielo; era necessario soltanto presentarsi all’appuntamento per ricevere benedizioni.
Quanto detto, dimostra che si può fare esperienza (salvezza, battesimo dello Spirito Santo), senza comprendere il significato, dopo però occorre rivelazione e ammaestramento. I 120 vedevano soltanto lingue di fuoco poggiarsi, non sapevano che la vecchia alleanza era stata sostituita dalla nuova, non sapevano che la circoncisione fisica era stata sostituita da quella del cuore, non sapevano che il sacerdozio Levitico era stato sostituito da quello di Melchisedek, ignoravano che Dio non accettava più sacrifici umani, non sapevano che il popolo di Dio era stato sostituito da loro, che rappresentavano la famiglia di Dio, che per loro non era più soltanto Dio, ma anche Padre etcc… Non sapevano in realtà cosa fosse successo nei 3 giorni che erano intercorsi tra la morte di Gesù e la Sua Resurrezione; ma anche se non avevano capito, erano ripieni di gioia e pace. Solo lo Spirito Santo ha potuto rivelare loro ogni cosa. Notiamo che, mentre lo Spirito Santo era sceso nel giorno del battesimo di Gesù in forma di colomba, nel giorno di Pentecoste si poggiò sotto forma di lingue di fuoco: la differenza sta nel fatto che Gesù non aveva mai peccato, mentre i discepoli necessitavano di purificazione (il fuoco purifica).
Nel giorno di Pentecoste sono avvenute 4 cose:
1) Erano riempiti di Spirito Santo;
2) Lingue di fuoco si poggiarono su di loro;
3) Lo Spirito Santo entrò dentro di loro e divennero il tempio di Dio (tende dove Dio dimora, luogo dove cielo e terra si incontrano);
4) Parlarono in lingue, che loro non comprendevano, mentre gli altri sì (xenoglossia)!
1^ Corinzi 3:16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
Anche noi, in quanto chiesa, in quanto figli di Dio, dobbiamo realizzare personalmente la Pentecoste, imparando a fare affidamento sull’opera dello Spirito Santo per poter vivere una vita cristiana vittoriosa, muovendoci nel soprannaturale. Se facciamo le cose come strumenti dello Spirito Santo, siamo diversi dal mondo. Dovremmo evitare a tutti i costi l’errore in cui cadde la chiesa dei Galati, che aveva iniziato ad agire secondo lo spirito e poi era scivolata in opere carnali. Galati 3:2 Questo solo desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? 3:3 Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?
La Pentecoste rappresenta l’unzione. Dio unge solo ciò che è santo (tagliato e separato per il suo scopo).
Geremia 1:5 «Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Il proposito divino per noi è stabilito prima della nascita e la nostra nascita ha lo scopo di adempierlo. Dio non può ungerci fino a che non sappiamo per che cosa siamo stati separati. Dio ci vede dalla posizione di Colui che ci ha creati e separati con uno scopo, non ci vede come ci vedono gli altri.
Esodo 28:41 Con esse rivestirai quindi tuo fratello Aaronne e i suoi figli con lui; tu li ungerai, li consacrerai e li santificherai, perché mi servano come sacerdoti.
Aaronne fu creato per un proposito, unitamente ai suoi figli: dovevano servire Dio come sacerdoti. Dio ci chiama a servirlo, non a servirci di Lui.
Esodo 40:9 Poi prenderai l’olio dell’unzione e ungerai il tabernacolo e tutto quello che vi si trova, e lo consacrerai con tutti i suoi utensili; e sarà santo. 10 Ungerai pure l’altare degli olocausti e tutti i suoi utensili; consacrerai così l’altare e l’altare sarà santissimo.
Anche gli arredi e gli utensili del tempio erano stati creati per uno scopo e non potevano servire ad altri scopi.
Esodo 19:3 Poi Mosè salì verso DIO; e l’Eterno lo chiamò dal monte, dicendo: «Così dirai alla casa di Giacobbe e questo annuncerai ai figli d’Israele: 4 “Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d’aquila e vi ho condotto da me. 5 Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. 6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”».
Dio aveva uno scopo per la nazione d’Israele (re e sacerdoti), ma poiché Israele aveva rifiutato Dio, Dio rese la Chiesa un popolo di re e sacerdoti. Dio differenzia Giacobbe da Israele, anche se è la stessa persona: nasce Giacobbe, ma Dio dopo un processo di santificazione, gli cambia il nome in Israele. La promessa era per la casa di Giacobbe, ma si realizzò per i figli d’Israele, per coloro che furono trovati pronti.
Esodo 40:15 e li ungerai come avrai unto il loro padre, perché mi servino come sacerdoti; la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perpetuo, di generazione in generazione».
L’apostolo Lirio ricorda alla chiesa, che Dio è un Dio di generazioni e la chiamata generazionale si riferisce a tutti i nati in casa (figli, nipoti, pronipoti dei credenti).
1Samuele 16:3 Inviterai Isai al sacrificio, io ti indicherò ciò che dovrai fare, e tu mi ungerai colui che ti dirò».
Dio manda Samuele ad ungere Davide quando era un giovinetto; sappiamo che la chiamata avviene nell’immaturità, ma si realizza nella maturità, in seguito a un processo di santificazione. Tra la chiamata e l’adempimento ci sono tempi e stagioni che ci portano ad essere pronti per ubbidire al proposito di Dio.
1Re 19:16 Ungerai pure Jehu, figlio di Nimsci, come re d’Israele; ungerai quindi Eliseo, figlio di Shafat di Abel-Meholah, come profeta al tuo posto.
Elia fu inviato ad ungere il re Jehu, che uccise Jezebel, la quale avrebbe dovuto uccidere Elia; ma fu inviato anche ad ungere Eliseo come profeta al suo posto. Notiamo però che egli ubbidì parzialmente, infatti non aiutò Eliseo a raggiungere il proposito, non gli diede mai una manifestazione pubblica della sua chiamata, comunque Eliseo raggiunse il proposito per fede, perché quando Dio ha un proposito per qualcuno, fa cadere il mantello sopra di lui e lo equipaggia per poter adempiere il proposito stabilito. Nel NT la benedizione generazionale non si è fermata. Predichiamo ai nostri figli e a coloro che sono chiamati, che Dio vuole benedire tutte le generazioni (sino alla millesima). In questo tempo di accelerazione cresciamo nella fede, nella franchezza, nello zelo, sperimentiamo l’unzione, lasciamoci riempire, muoviamoci nel soprannaturale, predichiamo la Parola, certi che il Padre la confermerà, con i segni che l’accompagnano.