LA FEDE È LA BASE

Culto del 01 Nov 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Abacuc 2:4 Ecco, la sua anima si è inorgoglita in lui, non è retta, ma il giusto vivrà per la sua fede.

2Pietro 1:5 Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…
Nella nostra vita cristiana la base da cui bisogna partire è la fede, ad essa poi si aggiungono uno dietro l’altro ulteriori tasselli che ci porteranno a vivere l’amore di Dio, alla dimensione della gloria. L’apostolo Pietro ci dice di aggiungere alla fede la virtù, cioè l’eccellenza morale, che viene prima della conoscenza perché la conoscenza senza eccellenza morale ci fa gonfiare, ma se la conoscenza segue la nostra eccellenza morale, diventiamo una testimonianza vivente in questo mondo. Esaminando la verità della Parola di Dio, nelle scorse domeniche, abbiamo imparato che la fede è la prima dimensione del regno soprannaturale, l’unzione è la seconda e la gloria è la terza dimensione. Queste sono le tre dimensioni che ci portano a vedere l’impossibile diventare possibile, ma alla base di tutto c’è sempre la fede; possiamo dire dunque che la fede funziona per fede, l’unzione funziona per mezzo della fede e anche la gloria può manifestarsi solo se c’è fede.
Giovanni 11:40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?».
In questo episodio del Vangelo, Gesù riceve una triste notizia: il suo amico Lazzaro è molto malato, Egli così si reca con i Suoi discepoli a Betania ma, quando arriva, trova Lazzaro già morto da tre giorni. Le sorelle del Suo amico pensano così che Gesù sia giunto in ritardo, ma la verità è che il Signore non arriva mai in ritardo, Egli è sempre puntuale, non era andato prima da Lazzaro perché non voleva solo guarirlo, voleva resuscitarlo. Gesù voleva che tutti capissero che anche un fatto impossibile da cambiare, come la morte, può diventare possibile se si crede in Dio. Infatti dove gli uomini vedono impossibilità, il nostro Signore vede opportunità. Gesù dice a Marta, la sorella di Lazzaro, “Se credi vedrai”, il vedere dunque dipende dal credere, invece spesso noi vogliamo prima vedere e solo dopo diciamo di credere. Dobbiamo comprendere che la fede si basa su ciò che ancora non è visibile per renderlo visibile portandolo all’esistenza.
Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;
La fede ci permettere di vedere ciò che, pur non essendo ancora visibile, è reale, infatti è l’invisibile che ha generato il visibile ed è esso che ha autorità su ciò che vediamo, non viceversa. È importante per noi sapere se le cose in cui stiamo credendo e per cui stiamo pregando, si trovino già compiute nell’eternità o siano nel tempo, e quindi debbano ancora compiersi. Il verso della lettera agli Ebrei ci dice che la fede è ora, quindi noi non dobbiamo aspettare di ricevere le cose che sono già compiute, ad esempio noi non dobbiamo aspettare per ricevere la guarigione perché essa è stata già compiuta in Gesù, la nostra fede di conseguenza la prende dal mondo dello spirito e la porta in quello naturale. La legge della fede dunque è al di sopra della legge del tempo, essa riesce a prendere ciò che Dio ha già compiuto nell’eternità anche se ancora non è stato compiuto nel tempo. Ad esempio: alle nozze di Cana Gesù disse che la Sua ora non era ancora venuta. Ciò significa che non era ancora arrivato il tempo naturale in cui Lui doveva mostrarsi, ma nonostante avesse detto queste parole, Egli compì un miracolo per aiutare gli sposi, usando quindi una legge superiore a quella del tempo: la legge della fede, che è sempre “ora”. Allo stesso modo anche il centurione di Capernaum e la donna cananea, essendo fuori dal patto fra Dio e il Suo popolo, non avevano nessuna promessa su cui basarsi per ricevere la guarigione dei loro cari, ma Gesù ascoltò la loro preghiera perché essi avevano fede. La fede di queste due persone permise loro di ricevere, anche se non erano ancora nel tempo della promessa: “Per le sue lividure siamo stati guariti”, Gesù infatti non era ancora stato crocifisso, ma la fede ha fatto sì che quella promessa, già presente nell’eternità, si manifestasse in loro, infrangendo in questo modo la legge del tempo.
Ebrei 6:12 affinché non diventiate pigri, ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse
Leggendo questo verso in Ebrei 6: 12 viene da chiedersi perché, se la fede è ora, in esso leggiamo che le promesse si ereditano per fede e pazienza? L’apostolo Lirio ci spiega come le promesse che Dio ci dà sono di due tipi: promesse per cose già compiute e promesse che si devono ancora compiere. Le promesse riguardanti cose compiute hanno bisogno solo della fede per realizzarsi, mentre quelle riguardanti cose che si devono compiere hanno bisogno, oltre alla fede, anche di pazienza. Ogni volta che dobbiamo esercitare la fede, per sapere se dobbiamo aggiungere ad essa anche la pazienza, dobbiamo dunque chiederci se quello in cui stiamo credendo, si basa su una promessa già compiuta o su una che deve ancora compiersi. Quando Dio disse ad Abrahamo che l’avrebbe fatto diventare padre, usa un tempo al presente: “Io ti faccio Padre”, ma nonostante ciò, Abrahamo dovette aspettare un anno per vedere quella promessa realizzata. Isacco prima di essere concepito da Abrahamo e Sara era stato concepito nell’eternità, nella mente di Dio, attraverso la Sua Parola. Quando una cosa è già compiuta, non abbiamo bisogno di aspettare, ma quando si tratta qualcosa che si deve svolgere nel tempo, anche se nello spirito è già presente, siamo soggetti a dei processi naturali che richiedono pazienza.
Ebrei 2:6 ma qualcuno ha testimoniato in un certo luogo, dicendo: «Che cosa è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perché lo consideri? 7 Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani; 8 tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi». Infatti, nel sottoporgli tutte le cose non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto. Tuttavia al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte, 9 ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti.
Dio ha dato tutto nelle mani dell’uomo, Adamo doveva governare la terra e il Signore non ha mai cambiato la Sua intenzione originale per lui, infatti non ha mai cambiato il suo nome. Quando Dio cambia il nome a qualcuno è perché vuole riportarlo alla Sua intenzione originale, così il Signore cambiò il nome ad Abramo, che significa “padre eccelso” in Abrahamo, “padre di moltitudini”, o quello di Simone “canna” in Pietro “roccia” perché voleva riportarli alla Sua intenzione originale, ma non ha mai cambiato il nome ad Adamo perché i Suoi piani per l’uomo sono rimasti immutati. Allo stesso modo nel mondo dello spirito, il Padre ha già stabilito chi è il Suo Re: Gesù, il Re dei re e il Signore dei signori, e questa verità non potrà mai essere cambiata. Oggi però non vediamo ancora che tutto Gli è sottoposto, al contrario stiamo assistendo a dei processi di preparazione alla venuta dell’anticristo, ma noi sappiamo già che egli sarà sconfitto attraverso il soffio della bocca di Gesù. Oggi siamo quindi in un processo che porterà al ritorno di Gesù, e nel processo ci vuole pazienza. La fede è il ponte tra il tempo e l’eternità, essa ci fa vedere la fine fin dal principio, le cose compiute quando ancora non lo sono, e questo ci permette di non cadere nello scoraggiamento. La fede è la chiave che apre la porta che separa il tempo dall’eternità, senza la fede l’entrata nel regno sarebbe impossibile. Essa è l’unica realtà che ci dà il diritto legale di percepire le cose al di là dei sensi naturali, ecco perché senza la fede è impossibile piacere a Dio, perché senza di essa rimaniamo nel regno dei sensi naturali e ciò è in disaccordo con l’intenzione originale del Signore. Adamo non aveva bisogno di fede per camminare con Dio perché Lo vedeva nel mondo dello spirito, egli infatti era stato fatto per vivere in due mondi, in quello spirituale e in quello naturale, cosicché in lui i due mondi erano connessi.
Genesi 3:8 Poi udirono la voce (suono) dell’Eterno DIO che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino.
Adamo e sua moglie udirono il suono che faceva Dio mentre passeggiava, si tratta di una bellissima armonia, e questo, essendo loro già caduti nel peccato, li fece rendere conto della loro disarmonia e li portò a nascondersi dalla Sua faccia. Prima di peccare, anche Adamo ed Eva passeggiavano con Dio, muovendosi nella stessa Sua armonia, dopo però si nascosero da quella presenza che era la fonte della loro gioia. Così Adamo iniziò a usare la fede dopo la caduta, quando gli occhi dello spirito si chiusero e non poterono più vedere il Signore. In seguito alla caduta dell’uomo nel Giardino dell’Eden, Dio ha sempre avuto difficoltà a trattare con l’umanità, poiché comunicare dal regno eterno con un regno limitato dal tempo e dallo spazio non è semplice, in quanto l’uomo naturale non può comprendere le cose dello spirito. Per questo motivo noi non siamo in grado di relazionarci con l’eternità, all’interno del tempo, senza che i sensi spirituali siano aperti e attivati dalla fede.
Romani 1:17 Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede»
Non possiamo mai dire di essere arrivati al massimo della fede durante il nostro cammino su questa terra, il cristiano infatti va di fede in fede in un processo continuo, poiché la fede non è statica ma in movimento; se diventiamo statici significa che non stiamo più camminando per fede. Dio ha dovuto dare all’uomo la fede per elevarlo al di sopra dei limiti del tempo, dello spazio e della materia in modo che l’uomo potesse avere una relazione intelligente con il suo Creatore. La mente caduta dell’uomo non può comprendere il regno eterno, né comprendere il fatto che è stato creato per una dimensione superiore a quella che è limitata dal tempo, dallo spazio e dalla materia. La caduta ha fatto regredire la mente dell’uomo, ecco perché quando parliamo ad un uomo naturale delle cose di Dio egli non può capirci, la sua mente infatti comprende solo ciò che è nel mondo della materia, la fede invece ci fa andare oltre ogni limite naturale. Dio ci ha dato il dono della fede per aprire la porta della prigione del tempo e accedere liberamente al Suo Regno glorioso.
Marco 9:22 E spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua per distruggerlo ma, se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». 23 E Gesù gli disse: «Se tu puoi credere, OGNI COSA È POSSIBILE A CHI CREDE». 24 Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: «Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità». 25 Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, sgridò lo spirito immondo dicendogli: «Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da lui e non entrare mai più in lui». 26 E il demone, gridando e straziandolo grandemente, se ne uscì. E il fanciullo divenne come morto, sicché molti dicevano: «È morto». 27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò, ed egli si alzò in piedi.
In questo episodio Gesù cerca di portare il padre del fanciullo da una situazione di incredulità ad una in cui si crede che nulla è impossibile per Dio, infatti ciò che fa la differenza non è se il Signore può farlo, ma il credere che Egli può farlo. Dio vuole fare miracoli nella nostra vita, ma ha bisogno che noi crediamo che nulla è impossibile per Lui. Liberati dall’incredulità possiamo dunque entrare nella realtà del livello della Sua Unzione. Gli eventi della vita ci possono atterrare, ma non dobbiamo scoraggiarci, abbiamo infatti un Re che ci prende la mano e ci solleva di nuovo.
Giovanni 3:13 Or nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo, cioè il Figlio dell’uomo che è nel cielo.
Gesù ci ha mostrato il modo in cui viveva Adamo prima della caduta, i due mondi in cui si muoveva, avendo gli occhi dello spirito aperti nella realtà del cielo e gli occhi naturali aperti nella realtà del mondo terreno. Allo stesso modo Gesù, quando fa questa affermazione, viveva in due mondi: sulla terra con i sensi fisici e anche nel cielo con i sensi spirituali aperti. Gesù non vedeva nulla di impossibile perché vedeva le cose dalla prospettiva del cielo. Anche noi dobbiamo vedere la realtà con gli occhi dello spirito, e questo ci porterà a vedere opportunità laddove ci sono impossibilità.
Giovanni 2:11 Gesù fece questo inizio dei segni in Cana di Galilea e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
Il primo miracolo che Gesù fece a Cana di Galilea, lo fece non come Figlio di Dio, ma come Figlio dell’uomo, Egli dunque si è dovuto spogliare della gloria che aveva presso il Padre per poter prendere un corpo fisico e limitato sulla terra. Gesù ha quindi operato come Figlio dell’uomo e ha avuto gloria come tale, questo per farci comprendere l’autorità che Adamo aveva sulla materia prima della caduta. Anche noi in Gesù oggi abbiamo la stessa autorità.
Efesini 2:6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù.
Dopo la resurrezione di Gesù, chiunque crede in Lui è seduto nei luoghi celesti, ciò significa che mentre camminiamo e lavoriamo su questa terra, le nostre posizioni di autorità, governo e ufficio avvengono anche nel regno dello spirito e, mentre operiamo in quel regno, siamo in grado di influenzare le attività sia del cielo che della terra.
Matteo 16:19 Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli»,
Cristo ci ha ridato l’autorità di collegare cielo e terra, ci ha dato la chiave della fede per aprire le cose dal tempo all’eternità. Tutto ciò che legheremo sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglieremo sulla Terra sarà sciolto nei cieli, il Signore dunque ci ha dato il diritto di regnare su due mondi: il cielo e la terra. Questo ci permette di fare in modo che le cose sulla terra vengano fatte secondo la volontà del cielo, e le cose che si decidono sulla terra vengono registrate in cielo. Il soprannaturale ci fa vivere al di sopra dell’impossibilità del naturale. Ci sono tre feste in Israele che rappresentano i tre livelli del soprannaturale: la Pasqua, rappresenta la fede, la Pentecoste, rappresenta l’Unzione e la festa dei Tabernacoli, rappresenta la gloria. Nella Pasqua l’agnello viene immolato e il Sangue versato, nella Pentecoste il Re è sostituito temporaneamente dallo Spirito Santo, ma ai Tabernacoli il Re di gloria ritorna e allora non ci sarà più bisogno di fede perché Egli sarà visibile e regnerà in eterno. Quando Israele uscì dall’Egitto, non ebbe bisogno di pregare, perché durante la festa di Pasqua i portali del cielo sono aperti e cielo e terra sono collegati non per le preghiere degli uomini, ma per la sovranità di Dio. Tutte le feste sono sotto la sovranità di Dio e quando questo avviene, l’agire del Signore non dipende dalle nostre preghiere, ma dalla Sua sovranità, questo è il livello della gloria. Ci sono battaglie in cui il Padre combatte per te, ma ci sono anche battaglie in cui siamo noi chiamati a combattere, insieme ai fratelli, per ottenere vittoria. Ecco perché non dobbiamo rimanere soli, perché diventiamo preda del nemico, ma dobbiamo stare insieme ai fratelli per avere maggiore forza, impedire allo scoraggiamento di sopraffarci e vincere nella preghiera collegando il cielo alla terra.
2Pietro 1:5 Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù (eccellenza morale) la conoscenza…
2Pietro 1:3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù,
Dio ci ha scelto e ci ha chiamato mediante la Sua gloria e la Sua eccellenza morale, facendoci diventare figli Suoi e donandoci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere nella pienezza, possiamo attingere in ogni momento a queste ricchezze attraverso la nostra fede.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo.