LA FEDE E IL TEMPO

Culto del 04 Ott 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Or la fede (pistis) è certezza (sostanza) di cose che si sperano, dimostrazione (prova, evidenza) di cose che non si vedono; Ebrei 11:1

Redazione a cura di Gandolfa Brucato

Ancora oggi la predicazione è incentrata sulla fede e in particolare sulla “ LA RELAZIONE TRA LA FEDE E IL TEMPO”.
È la festa dei “Tabernacoli”, tempo in cui Dio ci mette a parte, per farci vedere il presente e preannunciarci il futuro. L’apostolo Lirio reputa importante ribadire e approfondire concetti, già più volte, oggetto di predicazioni. Già sappiamo che esistono tre dimensioni, che ci possono fare vivere in maniera soprannaturale, dove niente è impossibile. La prima è la fede, poi l’unzione e l’ultima la gloria. Spesso ciò che manca è la piena rivelazione di ciò
che è la fede, come opera, quali sono i principi e le leggi spirituali che regolano il suo
funzionamento. La semplice “approvazione mentale” non è la vera fede biblica, quest’ultima infatti è composta da tre elementi fondamentali. (C.d.c.):

(1) Conoscenza della volontà di Dio (rivelata nella Sua parola scritta). La fede inizia dove la volontà di Dio è conosciuta. Occorre basarsi sul “tutto è compiuto” della redenzione, ma non tutte le realtà pentecostali lo fanno.
Superando tutto l’excursus storico, possiamo dire che esistono due correnti: una è quella degli “ wuesleyani” basata sulle tre opere della grazia: la 1^ è l’opera della nuova nascita,
la 2^ quella della santificazione e la 3^ quella dello Spirito Santo; l’altra di “William Durham”, basata sul “tutto è compiuto”.
I “Wesleyani” credono che Dio può guarire, se vuole, quando vuole, chi vuole.
È facile comprendere come costoro mettono l’opera compiuta, sotto la sovranità piuttosto che sotto la grazia. Ma leggendo Galati 2:20, non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che la corrente che predica la verità è quella sul “Tutto è compiuto”.

Quanto esposto serve per farci comprendere ciò che leggiamo nel :
Salmo 130:7 O Israele, spera nell’Eterno, perché presso l’Eterno vi è misericordia e presso di lui vi è redenzione completa.
Se non abbiamo rivelazione del tutto è compiuto limitiamo la nostra fede, ma d’altronde è scontato che un Dio perfetto poteva creare soltanto una redenzione completa.
È indispensabile conoscere la volontà di Dio, perchè altrimenti, se la conoscenza è limitata anche la fede risulta limitata.
Il secondo elemento della fede è:
(2) Decisione: Un atto della tua volontà (decisione che prendi), in base al quale decidi di rinunciare alla tua opinione per aderire perfettamente alla volontà di Dio.
(3) Coerenza: parlare e agire allineandosi alla decisione presa di aderire alla volontà di Dio. Scegli di accettare che ciò che Dio dice è vero, indipendentemente da ciò che vedi o senti. Se manca uno solo di questi tre elementi non possiamo parlare di fede biblica, bensì soltanto di approvazione mentale.
La fede, poiché attinge a ciò che è invisibile ed eterno, infrange la legge del tempo e non è
influenzata da essa. Dio vive nel regno della fede, che si trova nell’eternità, al di fuori della dimensione temporale.
Prima della caduta c’era sincronizzazione tra cielo e terra. Dopo la caduta però tale sincronizzazione è venuta meno. Infatti per gli Ebrei l’unico posto dove cielo e terra si incontravano era il tempio e così andavano a pregare nel tempio e rivolti al tempio. Quindi ci si chiede: come si può sincronizzare ciò che è nel mondo spirituale, che è invisibile, con il mondo naturale mediante la fede? Ebbene, la risposta è che la fede per funzionare deve avere un tempo definito, in caso contrario è solo speranza. Pertanto, quando dichiariamo qualcosa per fede, che è ora, dobbiamo anche stabilire un tempo esatto per la sua manifestazione nel naturale.

2Re 4:16 Allora Eliseo le disse: «In questa stagione, l’anno prossimo, tu abbraccerai un figlio». Ella rispose: «No, mio signore; o uomo di DIO, non ingannare la tua serva!». 17 La donna concepì e partorì un figlio, l’anno seguente in quella stessa stagione, come Eliseo le aveva detto.
La shunamita costruì una stanza per il profeta, cioè fece un’offerta che risultò gradita, e poiché sappiamo che nel mondo spirituale se sale offerta scende benedizione, avviene che il profeta le promette che partorirà un figlio. Ella rimane incredula, poiché magari si era illusa e poi disillusa svariate volte, ma nonostante la sua incredulità, il miracolo avviene; non per la fede della donna, bensì per la fede del profeta e per l’offerta che ella aveva fatto. Dobbiamo però notare che la promessa stabilì un tempo preciso “in questa stessa stagione l’anno prossimo” e si realizzò proprio nel tempo dichiarato dal profeta
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Anche la donna dal flusso di sangue, stabilì il tempo esatto per ricevere il miracolo: “quando tocco”!
Matteo 9:22 Gesù, voltatosi e vedutala, le disse: «Fatti animo, figliola, la tua fede ti ha guarita».
Quando sentì parlare di Gesù la donna credette e definì il tempo. Ella, soffrendo di flusso di sangue, risultava impura e non poteva avvicinarsi a nessuno. Difatti tocca Gesù da dietro per non farsi vedere, ma poiché il suo tocco fa uscire da Gesù virtù, egli si gira e la vede: apprezza la sua fede, la chiama infatti figlia di Abramo (padre della fede) e la guarisce. Nell’istante in cui toccò, ( notiamo che non toccò il lembo della tunica, bensì i filamenti che rappresentavano il patto) proprio come aveva creduto, si ristabilì l’ordine divino ( malattia = disordine). La fede si sintonizza e si sincronizza col cielo, dove vi è totale armonia e la porta sulla terra.

Luca 8:44 Si avvicinò di dietro e toccò il lembo del suo vestito, e in quell’istante il suo flusso di sangue si arrestò.
Anche dall’episodio della Cananea emerge identico modo di agire; difatti ella attinse per fede alle benedizioni del Nuovo Patto, quando ancora non era stato compiuto nel tempo.

Matteo 15:21 Poi Gesù, partito di là, si diresse verso le parti di Tiro e di Sidone, 22 Ed ecco una donna Cananea, venuta da quei dintorni, si mise a gridare, dicendo: «Abbi pietà di me, Signore, Figlio di Davide! Mia figlia è terribilmente tormentata da un demone!». 23 Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: «Licenziala, perché ci grida dietro». 24 Ma egli, rispondendo, disse: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele». 25 Ella però venne e l’adorò,
dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Egli le rispose, dicendo: «Non è cosa buona prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». 27 Ma ella disse: «È vero, Signore, poiché anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le rispose, dicendo: «O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi». E in quel momento sua figlia fu guarita.
La Cananea non rientra nel patto degli Ebrei (era Libanese) e non può rientrare nel nuovo Patto, che non è ancora in vigore, perchè Gesù in quel tempo non è ancora morto (però l’Agnello è stato immolato, prima della fondazione del mondo); ella però riuscì a prendere i benefici di ciò che non era ancora compiuto nel mondo naturale, ma che lo era già nel mondo spirituale. In lei troviamo caratteristiche, che alla fine convincono Gesù: rivelazione (lo riconosce Signore e Messia), umiltà (chiede le briciole, riconosce di non meritare, ciò che chiede ), determinazione (Gesù non le risponde per tre volte), adorazione (cerca relazione), fede incrollabile (non desiste, sin quando non ottiene). A questo punto Gesù rilascia la parola e la figlia in quell’istante guarisce.

Romani 8:29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure
giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.

Dio vive nel regno dell’eternità; quindi, dal SUO punto di vista tutto è completo ed è compiuto. La nostra glorificazione è compiuta, anche se in realtà nel naturale ci troviamo in un processo di santificazione e glorificazione, ma Dio chiama le cose che non sono, come se fossero; quindi dobbiamo vederci già glorificati.

Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina.

Adamo esisteva prima di avere il corpo, poiché era stato creato in cielo. Ed è nel corso della creazione che si riceve l’identità sessuale. Sulla terra Dio forma il corpo, adattandolo all’identità già determinata. Poi Dio soffia nelle narici un alito di vita e Adamo diviene un’anima vivente, quindi prima del soffio Adamo era in Dio, nei polmoni di Dio. L’anima ha lo scopo di integrare lo spirito con il corpo e mantenere l’armonia tra essi. Adamo viveva per fede ed era immortale. È caduto perchè ha smesso di credere e ha dato ascolto alla seduzione del nemico.

Genesi 2:7
Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un  alito di vita, e l’uomo divenne un essere (anima) vivente.
La verità è che Dio ha creato il nostro spirito in cielo, nella gloria, nell’eternità, e il corpo è stato formato dalla terra e sulla terra. E così ogni volta che ti ritrovi a essere soggetto al tempo, ti conformi ad una realtà inferiore; scendi di livello, e invece dobbiamo salire di livello. Se l’anima vive nel peccato, si crea disordine in essa, che lo scarica poi sul corpo (da qui provengono le malattie psicosomatiche). Quando però viene ristabilito l’ordine di Dio torna la salute. La fede permette di credere le cose, indipendentemente da quello, che i sensi naturali ti dicono. Essa rappresenta la mente di Dio rivelata all’uomo, in modo che possa operare e avere il dominio nella dimensione del tempo, dello spazio e della materia.
La fede colma il divario tra il futuro e il presente, tra il regno dello spirito ed il regno naturale. Quando credi e ti sincronizzi col tutto è compiuto, ciò in cui credi è già realtà spirituale. Il perdono dei peccati, la salvezza, il proposito esistevano prima che fossimo formati.

Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; 2 infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza. 3 Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all’esistenza da cose apparenti.

La fede è una prova di cose che non sono state ancora sperimentate, ma sono ancora nel futuro della speranza. Le cose che si sperano sono nel futuro. E le cose che non si vedono sono le cose che sono nel regno dello spirito e sono eterne. Ciò implica che ci sono due regni in cui si trovano le cose per cui preghi o credi in Dio, cioè nel futuro e nello spirito. La fede le porta nel presente e nel mondo naturale.
Le cose visibili traggono origine dalle cose invisibili e non viceversa. Dio gradisce chi
agisce per fede (Abele). Noi crediamo nel tutto è compiuto, la Sua parola non può mentire (è stabile nei cieli).
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Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo
Siamo stati benedetti con ogni benedizione (nulla escluso). Dio ragiona secondo l’eternità, non ci deve benedire, ci ha già benedetti. Però la benedizione è posizionata nei luoghi celesti e solo la fede può andarla a prelevare. La caduta ha disincronizzato i luoghi celesti dai luoghi terrestri, la fede li risincronizza; però non è magica, occorre certezza e rivelazione; la fede è ciò che unisce il “sopra” al “naturale” per produrre il “soprannaturale!” Essa parte dall’interno e va verso l’esterno. Tutto è compiuto, però è necessario andarlo a prendere. Ciò che è compiuto non va chiesto, ma soltanto ricevuto. Lo Spirito Santo infatti è stato rilasciato 2000 anni fa, non dobbiamo chiederlo, ma riceverlo. La fede trasforma l’uomo interiore, prima di poter cambiare l’esterno delle nostre circostanze. La guarigione, la prosperità, i doni dello spirito, i ministeri, i piani cominciano nell’uomo interiore, prima di manifestarsi al di fuori.

1Giovanni 4:4 Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.

Dio non vede sconfitti tra i suoi figli. Dobbiamo consapevolizzare che la fede del Figlio di Dio che è in noi, è maggiore rispetto alle circostanze che sono nel mondo. Qualunque cosa riceviamo da Dio, la riceviamo prima con il nostro spirito, poi viene estesa al corpo e all’anima. Dio per benedirci si rapporta con lo spirito, perchè Lui è spirito.

Giovanni 4:24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
Anche se non Lo vediamo, sappiamo dentro di noi di averlo.
1Giovanni 5:14 Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 E se sappiamo che egli ci esaudisce  in qualunque cosa gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chiesto.

Sentiamoci al sicuro, ci penserà Dio! La fede viene dall’udire la Parola Rhema di Dio. Noi
“crediamo nel nostro cuore” e “confessiamo con la nostra bocca”, credendo che riceviamo quando preghiamo e la fede porta risultati! Chiaramente possiamo chiedere tutto ciò che rientra nel “tutto è compiuto”.

Romani 10:9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.

La salvezza avviene nello spirito, non si vede, poi l’anima e il corpo si adeguano.
Arriva lo Spirito Santo dentro di noi e attesta che siamo figli, salvati per grazia mediante la fede. In questo tempo di accelerazione cresciamo nella vera fede, impariamo i meccanismi con i quali essa funziona, per beneficiarne noi e trasmetterli anche ad altri, prendiamo piacere nell’offrire il meglio di noi per il Suo Regno, per predicare la parola,
per testimoniare al mondo che Dio guarisce ancora e che la Sua Parola non muta.