LA DONNA AL POZZO

Culto del 12 Gen 2020
Predicatore: Past. Joe Porrello
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Il pastore Joe Porrello comincia il culto di oggi con la lettura di Giovanni 21:25 Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù fece, che se fossero scritte ad una ad una, io penso che non basterebbe il mondo intero a contenere i libri che si potrebbero scrivere. Amen. L’apostolo Giovanni in questo verso afferma che ciò che ha scritto nel suo vangelo è solo la minima parte di quello che Gesù ha fatto durante la Sua vita terrena. Difatti, nella Bibbia i quattro vangeli danno quattro prospettive diverse su vari episodi della vita di Gesù, e inoltre alcuni di questi vengono scritti in tutti e quattro i vangeli come per esempio l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci; ma solo nel vangelo di Giovanni troviamo l’episodio della donna al pozzo, esattamente in Giovanni 4:4 Or egli doveva passare per la Samaria. 5 Arrivò dunque in una città della Samaria, detta Sichar, vicino al podere che Giacobbe aveva dato a Giuseppe, suo figlio. 6 Or qui c’era il pozzo di Giacobbe. E Gesù, affaticato dal cammino, sedeva così presso il pozzo; era circa l’ora sesta.
Dobbiamo sapere che ai tempi di Gesù Israele era divisa in tre regioni: al Nord c’era la Galilea, al sud la Giudea, e nel territorio intermedio c’era la Samaria. Sia nella Galilea che nella Giudea vivevano gli Ebrei, mentre nella Samaria vi abitavano i Samaritani, un popolo di razza mista che possedeva una strana religione, infatti i Samaritani credevano solo ai primi cinque libri della Bibbia rifiutando i libri dei Salmi, dei Profeti e quelli storici, e per tale ragione erano disprezzati dagli Ebrei che non li consideravano parte del popolo di Dio.
La città citata nei versi di Giovanni è Sichar, riportata anche nell’Antico Testamento sia in Genesi 12:6 Abramo attraversò il paese fino alla località di Sichem(Sichar), fino alla quercia di Moreh. A quel tempo si trovavano nel paese i Cananei. Sia in Genesi 33:18 Poi Giacobbe, tornando da Paddan-Aram, arrivò sano e salvo alla città di Sichem(Sichar), nel paese di Canaan, e piantò le tende di fronte alla città. Perciò la città di Sichem ha una grande importanza sia per i Samaritani che per gli Ebrei, perché lì Abramo stabilisce il suo primo altare all’Eterno; in seguito Giacobbe vi scava un pozzo per la sua famiglia; e infine le ossa di Giuseppe, vengono portate nei pressi di questa piccola città che si trovava ai piedi del monte Gherizim, in cui il popolo veniva ad adorare Dio.
Gesù quel giorno scelse di proposito di passare per la Samaria per raggiungere la Galilea, perché sapeva che doveva incontrare la donna samaritana, non una folla, bensì una sola persona! E questo ci dimostra che Gesù è venuto singolarmente per ognuno di noi e ancora oggi desidera un incontro personale con noi!
v.6 […] era circa l’ora sesta… ovvero era circa mezzogiorno, un orario insolito per prendere l’acqua, ma la donna sicuramente scellse quest’orario scomodo per non incontrare nessuno, ma Gesù era lì per cambiarle la vita. Quindi anche quando non vogliamo essere disturbati (proprio come quella donna) dobbiamo sapere che Gesù viene per incontrarci e cambiare le nostre vite!
Continuiamo a leggere Giovanni 4:7 Una donna di Samaria venne per attingere l’acqua. E Gesù le disse: «Dammi da bere», 8 perché i suoi discepoli erano andati in città a comperare del cibo.
Gesù non a caso mandò via i suoi discepoli, Egli sapeva che se loro fossero rimasti lì con Lui non avrebbe potuto parlare con la donna samaritana, perché secondo la cultura ebraica era sbagliato che un uomo parlasse con una donna, per di più se era samaritana. D’altro canto sicuramente la donna si sarà meravigliata nel vedere un uomo ebreo a quell’ora al pozzo; così è Gesù che rompe il ghiaccio domandandole di darGli da bere: Giovanni 4:9 Ma la donna samaritana gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» (Infatti i Giudei non hanno rapporti con i Samaritani). 10 Gesù rispose e le disse: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell’acqua viva» 11 La donna gli disse: «Signore, tu non hai neppure un secchio per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? 12 Sei tu forse più grande di Giacobbe nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso, i suoi figli e il suo bestiame?». 13 Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest’acqua, avrà ancora sete, 14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna». 15 La donna gli disse: «Signore, dammi quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più qui ad attingere».
La donna comprende che si trova di fronte a un uomo diverso che le sta offrendo un’acqua di cui non ha mai sentito parlare, perciò chiede a Gesù di darle quell’acqua così non avrebbe fatto più tanta fatica per procurarsela e non avrebbe più dovuto affrontare la sua vergogna. Gesù però cambia argomento e le dice in Giovanni 4:16 Gesù le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e torna qui». 17 La donna rispose e gli disse: «Io non ho marito». Gesù le disse: «Hai detto bene: “Non ho marito”. 18 perché tu hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto la verità». 19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta.
La donna rispose dicendo una mezza verità a Gesù, perché era vero che in quel momento non aveva un marito, ma ne aveva avuti ben cinque e Gesù lo sapeva. Spesso anche noi diciamo a Dio una verità parziale cercando di giustificarci (“Signore è vero, ho peccato, però….” ) ma Gesù sa tutto su di noi. Così Gesù porta la donna a comprendere la sua condizione di peccato ad affrontarla per toglierla affinché la rivelazione di chi Lui era potesse essere completa!
Gesù ancora oggi vuole farci comprendere che se non intendiamo il nostro peccato e non lo togliamo, la rivelazione di Chi Lui è non può avvenire totalmente nella nostra vita!
La donna vede che Gesù le legge l’anima e la rivelazione in lei continua a crescere: inizialmente vedeva un uomo, un ebreo, poi un rabbino, adesso comprende che è un profeta. Ma Gesù nonostante lo abbia riconosciuto come profeta cambia un’altra volta argomento, come leggiamo in Giovanni 4:20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove si deve adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei.
Gesù parla ispirato dallo Spirito Santo e dice alla donna che la salvezza sarebbe venuta attraverso i Giudei (non solo per loro), perché Egli,Giudeo, era la Salvezza che tutti aspettavano! Ma la donna non comprende subito di avere di fronte a sé la Salvezza in carne e ossa! Così Gesù continua a dire in Giovanni 4:23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Gesù sta facendo salire di rivelazione la donna, e le dice che sarà Lui a cambiare la storia dell’adorazione.
Per noi oggi in effetti è normale affermare che Gesù è la Via, la Verità e la Vita, ma proviamo a pensare come pensavano gli Ebrei e i Samaritani: per loro la Verità era un concetto astratto relazionato alla Parola di Dio e ciò che affermava Gesù, ovvero che Lui in persona era la Verità, non era ammissibile, anzi era un fatto scandaloso, perché per loro un uomo non poteva essere la Verità! Ma Gesù stava dicendo a quella donna che aveva la Verità davanti agli occhi! E Gesù dichiara di essere la Verità anche quando sceglie di morire sulla croce: viene picchiato, frustato, flagellato, schernito e disprezzato per quella donna e per ognuno di noi! Infatti Gesù sì, è venuto a salvare l’umanità, ma è venuto principalmente a salvare singolarmente ognuno di noi! Egli si è caricato di tutti i nostri peccati sulla croce nonostante non avesse mai peccato, per farci essere la giustizia di Dio, come è scritto in 2 Corinzi 5:21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.
Dunque noi siamo la giustizia di Dio grazie al sacrificio di Cristo, l’Unico che in realtà non aveva conosciuto peccato!
Torniamo a leggere Giovanni 4:25 La donna gli disse: «Io so che il Messia, che è chiamato Cristo, deve venire quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Io sono, colui che ti parla». La donna adesso comincia a vedere Gesù come il Messia; e Gesù in modo diretto si presenta a lei non solo come la Verità, ma proprio come il Messia!
Giovanni 4:27 In quel momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliarono che parlasse con una donna; nessuno però gli disse: «Che vuoi?» o: «Perché parli con lei?».
I discepoli arrivano proprio quando Gesù ha finito di parlare con la donna e questo non è un caso, perché Gesù sa discernere i tempi; Egli ha creato l’opportunità per parlare alla donna e ancora oggi crea l’opportunità per parlare alla nostra vita!
Quando i discepoli Lo vedono parlare con una samaritana si meravigliano, ma nessuno di loro chiede a Gesù cosa sta facendo, perché hanno timore di Lui. Ma allora, come mai nonostante nessuno dei discepoli abbia assistito all’incontro tra Cristo e la donna, troviamo scritto questo episodio nel vangelo di Giovanni? Perché Giovanni, affamato del potere che Gesù aveva di cambiare le persone, avrà chiesto a Gesù cosa fosse successo, ha ascoltato la storia e l’ha trascritta.
Giovanni 4:28 La donna allora, lasciato il suo secchio, se ne andò in città e disse alla gente: 29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che io ho fatto; non sarà forse lui il Cristo?». 30 Uscirono dunque dalla città e vennero da lui.
La donna è andata al pozzo con il suo secchio per prendere l’acqua, ovvero qualcosa che era fondamentale per la sua vita, ma quando ha conosciuto Cristo ha lasciato il secchio e non si è occupata più di ciò che era importante dal punto di vista umano, perché ha incontrato la vera Vita:Gesù! Come credenti spesso portiamo con noi un secchio troppo pieno di preoccupazioni, ma proprio come ha fatto la donna samaritana dobbiamo riconoscere Gesù Cristo come unica fonte essenziale per la nostra vita e abbandonare il secchio alla croce.
Inoltre possiamo notare che la donna comincia a evangelizzare le persone con dubbio, v.29 …non sarà forse lui il Cristo?»… ma allora cosa ha colpito la gente che l’ascoltava? Probabilmente il suo volto cambiato: spesso un volto cambiato parla più di mille parole, perché chi fa una vera esperienza con Cristo si vede e porta le persone a Lui! Perché dobbiamo portare le persone a Cristo e non a noi o comunque a una religione o a un insieme di regole? Perché noi siamo fallibili, ma il Maestro, il Re dei re è perfetto e renderà le persone salde nella fede!

Il pastore Joe infine ci incoraggia ad aprire la nostra bocca e a gridare in questo nuovo anno per far conoscere chi Gesù è realmente! Nella Bibbia troviamo scritto, in Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni…
Dio ci chiama a essere testimoni, ma se non vediamo o ascoltiamo ciò che Egli fa non possiamo essere testimoni! L’apostolo Giovanni scrive nel suo vangelo della donna samaritana perché l’ha vista con Gesù e dal suo Maestro ha ascoltato ciò che era accaduto.
In realtà, però, nel verso di Atti 1:8 la parola greca utilizzata non è testimoni, bensì martiri …ma voi mi sarete martiri..dunque Dio ci chiama a essere pronti a qualsiasi cosa, perché desidera una chiesa viva, sveglia, che non ha paura ed è pronta a tutto per l’evangelo, perché un vero martire è pronto soprattutto a morire a se stesso per fare la volontà di Colui in cui crede! Un’altra traduzione del termine greco “testimone” e/o “martire”, è il termine “record”, cosa vuol dire questo per noi? Significa che un vero martire è pronto a battere i propri records, perché Dio ci ha scelto ed equipaggiato per farlo, proprio come faceva Gesù, il quale continuamente batteva i propri records perché ogni giorno chiedeva a Dio Padre la guida per adempiere la Sua perfetta volontà!
Dobbiamo dunque desiderare il cuore di Gesù per battere i nostri record e vincere la quotidianità.
Gesù ancora oggi desidera avere un incontro personale con ognuno di noi, per far crescere la rivelazione che abbiamo di Lui come Cristo nella nostra vita e battere record su record, lasciando tutto ciò che ci impedisce di fare la Sua volontà!

Redazione a cura di Gioia Machì