LA CENA DEL SIGNORE

Culto del 31 Gen 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. Salmi 16:11

 

Redazione a cura di Gandolfa Brucato.

 

La predicazione odierna inizia con una breve trattazione sulla cena del Signore e continua su un argomento nuovo e precisamente la “PRESENZA DI DIO”. L’apostolo Lirio annuncia che Dio ci chiama ad amare la sua presenza e a non dimenticare che siamo stati pagati con prezzo di sangue, il sangue prezioso di Gesù.  La Mensa del Signore è per dare onore al Signore della Mensa.  Celebriamo il corpo e il sangue di Cristo, che sono stati offerti per noi e partecipiamo al corpo e al sangue di Cristo.

1Corinzi 11:23 Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». 25  Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo caliceè il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me».26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice,29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.1Corinzi 11:32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.

Il ricordo dell’istituzione della cena  del Signore ci viene trasmesso da uno che non era presente quando fu istituita, ma che ne ricevette perfetta rivelazione, e precisamente l’apostolo Paolo. Siamo chiamati ad esaminare noi stessi, non gli altri, in relazione al Signore.

Se non discerniamo il corpo del Signore, saremo giudicati per essere corretti e non condannati con il mondo.

L’apostolo Lirio ci rammenta che nella precedente cena del Signore, celebrata il 29 novembre dello scorso anno, siamo stati invitati a far sì che il nostro cuore non fosse turbato dai tempi difficili che si stavano vivendo. Il rhema di quest’anno ha confermato che stiamo vivendo nel buio, ma in attesa dell’alba di un nuovo giorno ed ancora oggi viviamo la medesima situazione, ma ci avviciniamo all’alba del nuovo giorno. Paolo scrisse in:

2Timoteo 3:1 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, Gesù disse che i cuori degli uomini verranno meno, affrontando ciò che sta arrivando sulla terra negli ultimi giorni. Giovanni 14:1 «Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. Il nostro cuore non è turbato, in quanto conosciamo la fine.2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto. 3 E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi.

Il desiderio del Padre non è solo averci salvati, ma averci con Lui per tutta l’eternità, questo è il desiderio dello sposo nei confronti della sposa ed ogni giorno che trascorre, ci avvicina al rapimento. Ricorda ancora l’apostolo Lirio che nel messaggio del 6 dicembre si è parlato del manto dell’integrità indossato da Giuseppe e viene richiamata la differenza tra Potenza (ciò che Egli fa) e Presenza (ciò che Egli è). A questo punto si passa alla disamina del tema della “Presenza”.

Il 6/12/2020 abbiamo anche parlato dell’incontro di Elia con Dio sul monte Horeb e c’è un chiaro ritratto della differenza tra potenza e presenza, che sono diverse manifestazioni di Dio. La Bibbia riporta in 1Re 19:11 DIO gli disse: «Esci e fermati sul monte davanti all’Eterno». Ed ecco, passava l’Eterno. Un vento forte e impetuoso squarciava i monti e spezzava le rocce davanti all’Eterno, ma l’Eterno non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma l’Eterno non era nel terremoto. 12 Dopo il terremoto un fuoco, ma l’Eterno non era nel fuoco. Dopo il fuoco una voce (Gowl), come un dolce sussurro. Dio parla nel silenzio, la potenza non ha fatto uscire Elia dalla caverna, la voce sì. Come udì questo, Elia si coperse la faccia col mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna; ed ecco una voce (Gowl) che gli diceva: «Che fai qui Elia?». In questo caso anche se tradotta con la parola voce, in realtà il giusto significato è suono, usato anche in  Gen. 3:10. Quando Adamo disse: Ho udito la tua voce e mi sono nascosto… La  caratteristica di questo evento è che queste manifestazioni della potenza divina erano comuni e abituali, ma Dio non era in nessuna di esse. Questa volta Egli, ha scelto di manifestare Se stesso nella forma armoniosa di una voce, come un dolce sussurro. Elia era abituato alla Presenza di Dio, infatti quando combatte con Achab e dichiara, che non pioverà sino a quando non sarà lui stesso a dirlo, spiega la sua certezza e determinazione citando il verso 1^ Re 18:15 Allora Elia rispose: «Com’è vero che vive l’Eterno degli eserciti alla cui presenza io sto…». Ciò implica che c’è una chiara e netta differenza tra la potenza, la presenza e la gloria di Dio. Il vento, il fuoco e il terremoto erano gli aspetti della manifestazione della potenza di Dio, ma non rappresentano la Sua vera natura e il Suo carattere. Infatti, nonostante Elia conoscesse la presenza di Dio, si era nascosto in una caverna, quindi doveva uscire da una condizione negativa. Ora Dio si manifesta con un dolce sussurro ed Elia esce. Ciò dimostra che le esperienze del passato non possono aiutare nel presente senza una fresca esperienza presente. È necessario udire la voce, entrare in una relazione di intimità con Lui, sentire la Sua presenza. In ebraico presenza si traduce panim = faccia. La voce permette di uscire fuori dalle situazioni difficili, ci riporta nel proposito per cui siamo stati creati e ci permette di adempierlo.

Dio si rivela in modo diverso, a seconda delle circostanze: quando c’è battaglia si rivela come Dio degli eserciti, se abbiamo bisogno di consolazione si rivela come Padre amorevole etc….

Esistono TRE LIVELLI DELLA PRESENZA DI DIO PER I NATI DI NUOVO.

Dio è onnipresente, l’onnipresenza è uno dei Suoi attributi, ma la Sua Presenza non è manifestata in ogni luogo.

 Salmi 139:7 Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito, o dove potrei fuggire lontano dalla tua presenza?

La caduta di Adamo ha fatto perdere all’uomo la Presenza di Dio  e  la consapevolezza della Sua onnipresenza.

Genesi 3:8 Poi udirono la voce dell’Eterno DIO (voce in questo caso corrisponde a suono), che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla (paniym= faccia) presenza) (tangibile) dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino.

Adamo, come avrebbe fatto a sentire la voce di Dio, che ha parlato soltanto dopo? In realtà, man mano che Dio si avvicinava, Adamo sentiva l’armonia dei Suoi passi,  e poiché, essendo caduto aveva perso l’armonia, non poteva resistere all’armonia di Dio e si è nascosto insieme ad Eva.  Quando infatti si ha qualcosa contro qualcuno si teme il confronto, mentre chi vive nella luce non ha motivo di nascondersi. Sappiamo che i demoni non vogliono mai essere confrontati, perchè sono perfettamente consapevoli di trovarsi  nel torto. La manifestazione della presenza è percepibile dai sensi naturali e quando ci si allontana da essa inizia un processo negativo di distruzione.

Genesi 4:16 Allora Caino si allontanò dalla presenza (paniym) dell’Eterno e dimorò nel paese di Nod, ad est di Eden.

Caino, oltre ad uccidere il fratello, non si pentì,  ma l’errore più grande lo compì allontanandosi dalla presenza di Dio e la sua fine non fu tra le migliori. Il peccato produce allontanamento, ma quando ci sviamo, sicuramente le cose andranno di male in peggio.

 

Esistono tre gradi della presenza di Dio per i Suoi Figli.

1) Presenza permanente, che è la presenza generale, che avvolge tutta la nuova creazione (tutti i nati di nuovo) e alla quale non hanno accesso quelli del mondo.

2) Presenza manifestata o rivelata che è una presenza tangibile, attribuita a tutti in nati di nuovo, che si realizza attraverso la fede, la preghiera, il digiuno, la lettura e lo studio della parola e l’esercizio a stare alla presenza. In tale situazione si è equipaggiati ad avere manifestazioni dello spirito (doni dello spirito), che si attivano tangibilmente per la potenza dello Spirito.

3)Presenza trasformatrice o di resurrezione.

Li esaminiamo più approfonditamente:

1)La presenza spirituale permanente e costante Questo è il primo livello della presenza di Dio. Matteo 28:20, in cui Gesù disse: Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

Efesini 1:13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14 il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.

La presenza permanente la riceviamo quando nasciamo di nuovo,  perchè siamo posti in Cristo. Quando nasciamo di nuovo sentiamo improvvisamente pace e gioia nel cuore,  che rimane sempre lì,  percepibile con i sensi spirituali e indipendente da come ci sentiamo dentro.

2Corinzi 5:17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.

Questa è solo la Sua presenza spirituale, percepibile con i sensi spirituali, non tangibile, ma generale e permanente (sarò con voi sino alla fine dell’età presente).

  1. La presenza manifestata o tangibile.

In Giovanni 14:21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò (emphanizō) a lui».

L’amore indicato in questo verso, si riferisce all’amore che noi abbiamo per Dio, in risposta al Suo amore; il manifestarsi di Dio (emphanizō) significa presentarsi alla vista di un altro, manifestarsi a qualcuno, rendersi visibile, tangibile.

Esodo 33:14 L’Eterno rispose: «La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo».

Dio aveva fatto costruire il tabernacolo per dimorare in mezzo al suo popolo. Mosè discute con Dio, il quale non si tira indietro dall’introdurre il popolo nella terra promessa, ma dice che manderà un angelo. Mosè era a conoscenza dell’onnipresenza di Dio e si sarebbe potuto accontentare dell’angelo, ma in modo determinato risponde, che non si muoverà, se l’Eterno non andrà con lui, con la Sua potenza manifesta. Dio è felice della decisione determinata di Mosè, che tende a salire di livello e non solo si impegna ad andare con lui, ma gli promette riposo (lo rassicura che si prenderà cura di tutte le problematiche, che potranno presentarsi durante il cammino).

Efesini 3:17 “Perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede”.

L’apostolo Paolo prega per i credenti di Efeso, affinchè Cristo dimori in loro per mezzo della fede, comprendiamo, ovviamente, che si parla di potenza manifestata di livello superiore, riservata a tutti coloro, che si mostrano ubbidienti.

Giovanni 15:4 Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me.

Quando trascorriamo del tempo a pregare, forse nella nostra  cameretta, arriva un altro livello di presenza. È la Sua presenza manifestata, con la quale avvengono le manifestazioni tangibili dei doni dello Spirito Santo! Si può avere manifestazione senza dimorare, infatti la manifestazione può essere casuale, temporanea, mentre la dimora è stabile ed equivale ad “abitare sempre insieme, risiedere”. Se dimoriamo in Lui e c’è la condizione ideale in noi, cioè se siamo nati di nuovo, Lui può venire a dimorare in noi e da lì consegue il portare frutto visibile e buono (prodotto dalla comunione con Lui).Viceversa il frutto, prodotto senza dimorare, si riconosce. Si  possono avere manifestazioni ( talenti, carismi, capacità naturali), che chiaramente si differenziano dalle manifestazioni di spirito (doni).

Efesini 5:18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito. L’essere ripieni di spirito dipende da noi, è la condizione che permette la manifestazione dei doni dello spirito, che cade sotto i nostri sensi, è visibile e tangibile (se profetizzi senti con le orecchie , se c’è guarigione lo verifichi nel corpo).

3) La presenza trasformante o di risurrezione, una terza presenza ancora maggiore.

 In Giovanni 14:22 Giuda, non l’Iscariota, gli disse: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?». 23 Gesù rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Questo è il  più potente livello di presenza, che pochissime persone sperimentano pienamente. Occorre notare che mentre nella presenza di 2° livello Gesù dice “mi manifesterò a lui”, qui

(Presenza trasformante)  dice “e noi verremo a Lui e faremo dimora presso di Lui”.

Questo terzo livello della PRESENZA di Dio è la presenza trasformatrice.

Giovanni 14:10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.

La nostra relazione con Gesù dev’essere uguale a quella che Gesù ha con il Padre. “Dimorare” presuppone che Dio è in noi e che ha piena libertà di fare tutto ciò che vuole: richiede totale ubbidienza e completa arresa.

 Giovanni 14:11 Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me, se no, credetemi a motivo delle opere stesse. Gesù aggiunge che se non crediamo a ciò che Lui dice, dobbiamo comunque credere a motivo delle opere che Dio fa attraverso di Lui, che dimostrano pienamente che il Padre vive in Lui. A questo livello raggiungiamo un punto in cui siamo sempre ripieni di Spirito Santo.

In Numeri cap.16 e 17. troviamo che Gli israeliti stavano litigando, perchè non accettavano Aaronne come Sommo Sacerdote. E Dio interviene e chiarisce la giusta posizione.

Numeri 17:1 Poi l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: 2 «Parla ai figli d’Israele e fatti dare da loro delle verghe, una per ogni casa dei loro padri, cioè dodici verghe da parte di tutti i loro principi secondo le case dei loro padri; scriverai il nome di ognuno sulla sua verga; 3 e scriverai il nome di Aaronne sulla verga di Levi, poiché ci sarà una verga per ogni capo delle case dei loro padri. 4 Poi le metterai nella tenda di convegno, davanti alla testimonianza, dove io mi incontro con voi. 5 E avverrà che la verga dell’uomo che io scelgo, fiorirà e farò cessare davanti a me i mormorii che i figli d’Israele mormorano contro di voi». 8 Il giorno seguente, Mosè entrò nella tenda della testimonianza; ed ecco, la verga di Aaronne per la casa di Levi era fiorita: aveva messo fuori dei germogli, aveva fatto sbocciare dei fiori e prodotto delle mandorle.

La verga di Aaronne, un legno secco, senza vita da molto tempo, alla presenza di Dio fiorisce e porta frutto, a riprova che la presenza trasformante fa rivivere ciò che è morto e porta accelerazione.

Salmo 16:10 perché tu non lascerai l’anima mia nello Sceol e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.

Ciò che viene espresso in questo verso, si riferisce al seppellimento di Gesù, al quale fece seguito la Sua resurrezione.

11 Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno.

Abbiamo altri episodi che mostrano gli effetti della presenza trasformatrice di Dio.

Esodo 34:29 Or Mosè, quando scese dal monte Sinai (scendendo dal monte Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza), non sapeva che la pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l’Eterno. 33 Come Mosè ebbe finito di parlare con loro, mise un velo sul suo volto. 34 Quando però Mosè entrava davanti all’Eterno per parlare con lui, si toglieva il velo finché usciva fuori (alla presenza di Dio i veli cadono, la rivelazione arriva), uscendo fuori, diceva ai figli d’Israele ciò che gli era stato comandato. 35 I figli d’Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano che la pelle di Mosè era raggiante; poi Mosè rimetteva il velo sul suo volto, fino a quando entrava a parlare con l’Eterno.

Il volto di Mosè risplendette come il sole, la sua pelle era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l’Eterno, emetteva energia soprannaturale, radiazioni insoppportabili alla vista umana, ma lui non se ne accorgeva, erano gli altri ad accorgersene.

Esodo 25:8 Mi facciano un santuario (migdash), perché io abiti (shakan) in mezzo a loro.Abitare” equivale a stabilirsi per rimanere, dimorare, abitare, risiedere. 8 Invitali a costruire un santuario per me, affinché io possa dimorare in mezzo a loro.

 Il tabernacolo di Mosè era composto da 3 ambienti, che possiamo paragonare ai 3 tipi di presenza:

  1. Cortile =                  Presenza costante:    Tutti potevano accedere all’altare dei sacrifici per offrire sacrifici, il cortile rappresenta la presenza   di Dio nella nuova       creazione, che è sorta tramite il sacrificio.

  1. Luogo Santo =        Presenza manifesta: potevano accedere soltanto i sacerdoti consacrati,  per avere relazione di intimità con Dio.

  2. Luogo Santissimo=   Presenta trasformatrice: poteva accedere solo il sommo sacerdote   una volta l’anno, era il luogo dove furono  poste le verghe, che hanno ripreso  vitalità.

Filippesi 3;10-11 per conoscere lui, Cristo, e la potenza della sua resurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, se in qualche modo possa giungere alla resurrezione dei morti.

L’apostolo Paolo aveva la presenza di Dio, in qualità di figlio, indossava il manto come apostolo, ha scritto più della metà del Nuovo Testamento, Gesù si è manifestato a lui sulla via di Damasco, ma tutto ciò non gli bastava. Desiderava crescere nell’intimità col Padre, voleva vivere ad un livello più alto, desiderava conoscere Cristo, avere comunione con le Sue sofferenze, voleva sperimentare la presenza di resurrezione, essendo totalmente ubbidiente e arreso.

Un altro esempio, in cui si evidenzia la presenza trasformatrice, lo troviamo allorquando Gesù un giorno si trovò sul monte e fu trasfigurato davanti ai discepoli. Infatti viene evidenziato che il suo viso splendeva come il sole e i suoi vestiti divennero bianchi come la luce.

Siamo negli ultimi tempi, tempi di accelerazione, Dio sta cercando persone che sappiano ascoltare la Sua voce, sappiano ubbidire,  possano arrendersi totalmente, permettendoGli di operare attraverso di loro, per  poter cambiare il destino di molti. Cresciamo nell’intimità col Padre, sperimentiamo la Sua presenza trasformatrice, incoraggiamo gli altri a farlo, esortiamo, muoviamoci nel soprannaturale, saliamo di livello, certi che Dio ci sostiene, ci guida, ci equipaggia,  predichiamo la Parola senza stancarci, trasmettiamo l’amore incondizionato  del Padre, parliamo il linguaggio della fede, parliamo di futuro e speranza al mondo, che vive nella paura e nella disperazione.