LA CENA DEL SIGNORE

Culto del 30 Giu 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

1Corinzi 11:23 Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me».25 parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.31Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.

           

In questo giorno dedicato alla Cena del Signore, che viene celebrata per rendere onore al Signore della Mensa, dopo avere dato lettura del testo base della Santa Cena, l’apostolo Lirio evidenzia il comando di esaminarci (v. 28) datoci dal Signore al fine di verificare che la nostra vita sia in accordo alla Sua Parola.

Il cambiamento del nostro carattere, delle nostre abitudini, della nostra condotta, infatti, per quanto possa costarci sofferenza, è necessario perché, più noi cambiamo, più in noi gli altri vedono Cristo.

La predicazione si pone come obiettivo quello di approfondire ciò che dice la Scrittura riguardo all’“ora”, al presente, al tempo in cui viviamo, e prende inizio dal rhema di quest’anno.

1Pietro 4:10 ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.

 

Questo versetto afferma che noi siamo amministratori della multiforme grazia di Dio, ma cosa si chiede a un amministratore? Come prima cosa gli si chiede fedeltà, e per essere fedele un amministratore deve attuare le intenzioni originali di Dio, eseguire esattamente i Suoi modelli e non agire a modo proprio, rinnegando di fatto quello che Egli dice.

Ad esempio, non rispecchia il modello originale di Dio una chiesa che vive nel torpore, visto che la prima chiesa è nata nel risveglio, nel fuoco dello Spirito. I capitoli 1 e 2 del libro degli Atti, nell’illustrare la vita della prima Chiesa, affermano che in essa si manifestavano segni, prodigi e miracoli. Una chiesa senza fuoco è una chiesa senza vita, ma il fuoco va alimentato, altrimenti tende a spegnersi. Anche la famiglia, come la Chiesa, deve essere riportata nel proposito originale di Dio, e noi dobbiamo desiderare, cercare e scoprire quali sono i Suoi modelli originali, che sono eterni e non passibili di cambiamento. In definitiva, un amministratore non cambia le cose, le amministra rispettando la volontà di Colui che lo ha delegato.

 1Corinzi 4:1 Così l’uomo ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. 2 Ma del resto dagli amministratori si richiede che ciascuno sia trovato fedele

Noi siamo chiamati ad amministrare i misteri di Dio, cioè quelle cose che la nostra mente naturale non può comprendere se non le vengono rivelate, e per poterli amministrare i ministri di Cristo hanno assoluto bisogno di ricevere rivelazione, perché un mistero deve essere rivelato per essere compreso.

Romani 16:25 Or a colui che vi può raffermare secondo il mio evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero celato per molti secoli addietro,26 e ora manifestato e rivelato fra tutte le genti mediante le Scritture profetiche, secondo il comandamento dell’eterno Dio, per indurli all’ubbidienza della fede.

 

 Per rivelare i Suoi segreti, spesso Dio si serve dei profeti, cioè di coloro che riportano al popolo le Sue parole e che oggi sono perseguitati e diffamati dallo spirito di Jezebel esattamente come avveniva al tempo del profeta Elia.

Il nemico perseguita in modo particolare chi vuole restaurare le intenzioni originali di Dio e come fu perseguitato e disprezzato il profeta Neemia perché voleva restaurare le mura di Gerusalemme, così ogni volta che noi vogliamo restaurare le intenzioni originali di Dio il mondo delle tenebre ci si scatena contro e si serve di quelli che si prestano a disprezzare la voce del Signore e seminano menzogne. Chi crede alle loro bugie ne paga le conseguenze.

Senza profeti non c’è discernimento dei tempi in cui si vive, perché sono loro gli interpreti dei tempi, ne ricevono la rivelazione e in particolare ricevono una parola per l’ora. Oggi, dopo tanto tempo di mancanza di profeti, nella chiesa evangelica pentecostale il ministero profetico si sta risvegliando.

Il libro degli Atti riporta le parole del profeta Gioele.

Atti 2:17 E avverrà negli ultimi giorni , dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni

 

 Nella versione italiana della Bibbia viene utilizzata una sola parola per indicare i profeti, mentre nel testo originale ebraico alla parola profeta corrispondono almeno tre termini: “nabi”, il nome con cui Dio chiamò Abramo, è colui che dichiara ciò che Egli dice, è un oratore; “ra’ah” e “roeh” sono chiamati veggenti perché vedono nel mondo dello spirito. Mentre il nabi riferisce quello che riceve direttamente da Dio, il ra’ah è uno che vede nel mondo dello spirito e poi parla, ma non vede solo visioni, vede anche cose misteriose, vede i segreti di Dio.

Amos 3:7 Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.

Dio non fa niente se non attraverso l’uomo, perché è a lui che ha dato autorità sulla terra. Anche per salvare la nostra famiglia ha bisogno di qualcuno che Lo collabori affinché si adempia la Sua volontà, ma rivela i Suoi segreti solo a chi è intimo con Lui e di cui si fida.

Luca 12:42     E il Signore disse: «Chi è dunque quell’amministratore fedele e saggio, che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo (kairòs) la porzione di viveri?

Usando un linguaggio spirituale, questo versetto afferma che l’amministratore deve essere fedele  e saggio, perché Dio possa dargli il cibo, cioè la Parola per l’ora. È responsabilità dei ministeri ricevere la Parola fresca da trasmettere alla Chiesa e che risponde al bisogno del tempo presente.

La parola “tempo”, in greco viene resa con la parola krònos quando indica il tempo cronologico, kairòs (citata ben 86 volte in 81 versi del NT), quando indica un appuntamento. Questo vuol dire che, se non se ne ha la rivelazione, non ci si presenta all’appuntamento.

Quando Gesù cominciò a predicare disse:

Marco 1:15 Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo

Giovanni Battista aveva preparato quel tempo, ma poi arrivò Gesù che diede la Parola profetica dell’ora, a cui le persone dovevano rispondere e ravvedersi.

Sta a noi presentarci agli appuntamenti divini che il Signore ci dà per farci riscattare il tempo perduto, ma se manchiamo perdiamo quelle opportunità.

Per tutti noi c’è un momento in cui dobbiamo prestare ascolto a una buona parola detta al tempo giusto, perché quella parola sarà fonte di benedizioni.

Proverbi 15:23Uno  prova gioia quando può dare una risposta, e quanto è buona una parola detta al tempo giusto!

Per noi Dio ha cibo ogni giorno, ma non tutti lo prendono. Ad esempio c’è chi si presenta in chiesa senza alcuna aspettativa, col risultato che non riceve niente, dato che si riceve in base a quello che ci si aspetta.

Salmi 104:27 Tutti si aspettano da te che tu dia loro il cibo a suo tempo, 28 Tu lo provvedi loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano e sono saziati di beni.

Chi è un amministratore? Dalla parola greca oikònomos, l’amministratore è un economo, un tesoriere che amministra i beni che altri gli hanno affidato.

Proverbi 25:13 Un messaggero fedele è per quelli che lo mandano, come il fresco della neve al tempo della mietitura, perché egli rinfresca l’anima del suo padrone.

 

L’amministratore deve essere fedele e fare le cose esattamente secondo gli ordini e le istruzioni ricevute dal proprio Signore. Purtroppo nella Chiesa di Cristo, come nella parabola dei cattivi  vignaioli che si sono comportati da padroni della vigna, alcuni agiscono da padroni della anime, non da delegati che devono rendere conto del loro operato, e invece di proporre il Vangelo, impongono la loro volontà. Dio è Fedele e premia la fedeltà; non possiamo rappresentarLo se Gli siamo infedeli.

Quando un servo non trova gratificazione nella relazione col suo Signore, deve sostituire la Sua presenza con qualche altra cosa.

Luca 12:43 Beato quel servo che il suo padrone, arrivando, troverà a far così. 44 In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni. 45 Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e comincia a battere i servi e le serve, e a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46 il padrone di quel servo verrà  nel giorno in cui non se l’aspetta e nell’ora che egli non sa; lo punirà severamente e gli assegnerà la sorte con gli infedeli.

 

Noi non siamo padroni e se ci aspettiamo che alla fine il Signore ci darà il premio dobbiamo vegliare per mantenere il cuore di buoni amministratori e non diventare dominatori.

Nel corso della storia la Chiesa ha fallito, perché si è conformata al mondo. Invece di servire si è servita, invece di predicare il Vangelo e di proporlo lo ha imposto con le crociate, combattendo e uccidendo. Ma poiché quella non era l’intenzione originale di Dio, la chiesa non Lo rappresentava più. Chi non vive in armonia e in relazione col Signore, si sorprende per tante cose, chi invece ha la rivelazione dei Suoi segreti non ha sorprese, perché conosce i tempi degli appuntamenti divini. Chi crede che siamo negli ultimissimi tempi e che Gesù stia tornando si prepara, se non lo fa è  perché in realtà non ci crede.

 

Efesini 1:9      facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, 10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.

 

Alla fine Gesù sarà il Capo di tutto ed è meglio per noi prepararci sin da ora e vivere nell’obbedienza e nella fedeltà a Lui, non a modo nostro, andando in una direzione che non è la Sua. In tal caso, come possiamo avere comunione con Lui? Per redimerci e acquistare la Chiesa, Gesù ha dovuto dare la vita e versare tutto il Suo sangue; è venuto a servirci, a cercarci, a perdonarci, e noi abbiamo un solo modo per manifestrGli la nostra gratitudine: mantenerci obbedienti e fedeli.