IL REGNO DELL’UNZIONE

Culto del 14 Feb 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Rivestirai Aaronne delle vesti sacre, lo ungerai e lo consacrerai, perché mi serva come sacerdote. Esodo 40:13

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

La serie di predicazioni che ha avuto avvio con la trattazione del tema della fede e che prosegue con il tema dell’unzione, si concluderà con quello della gloria.
Nel su citato versetto di Esodo 40:13, il Signore dà a Mosé istruzioni riguardo alle vesti sacre che avrebbe dovuto fare indossare ad Aaronne, oltre che riguardo all’unzione e alla consacrazione che lo avrebbero contraddistinto nel ruolo di sommo sacerdote.
Il versetto in questione contiene un importante principio che Gesù riprende nel Vangelo di Luca (24:49) “ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto”, con cui mette in evidente risalto che nessuno può adempiere un mandato divino senza prima essere stato unto. Aaronne non avrebbe potuto assolvere il compito di sacerdote senza prima avere ricevuto da Mosé le vesti sacerdotali, l’unzione e la consacrazione.

L’unzione può essere definita in vari modi, a seconda del punto di vista da cui si guarda.
Essa consiste nella trasmissione della capacità divina su un vaso umano, per mezzo dello Spirito Santo che gli consente di svolgere l’opera di Dio in modo efficiente ed efficace.
È la quantità di energia divina che scorre in un luogo o in un vaso umano.

Nell’A.T. venivano unti anche oggetti, come quelli del tabernacolo, che in tal modo venivano appartati, consacrati per il servizio a Dio, e non potevano essere usati per altri scopi. In altri termini, attraverso l’unzione arriva fino a noi un fiume di grazia proveniente dal trono di Dio.
Quando oggi Dio deve ungere qualcuno s’identifica con lui, ma la cosa deve essere reciproca, infatti anche la persona deve a sua volta identificarsi con Dio. Questo può avvenire mediante una preparazione, fatta di prove e processi che mettono in luce in che misura si è morti a se stessi. Dio, infatti, nel credente trova una resistenza che è proporzionale alla misura in cui è morto a se stesso. Più i credenti muoiono a se stessi, più Dio può dare una maggiore quantità di unzione e servirsi di loro dando compiti da svolgere sempre maggiori.

Dio trasferisce la Sua unzione su vasi umani attraverso cinque canali.
Per impartizione divina diretta.

Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.

Da questo versetto si evince che Dio Padre è Colui che Unge, Gesù è l’Unto, lo Spirito Santo è l’Unzione, e che scopo dell’Unzione è fare del bene e sanare tutti quelli che sono oppressi dal diavolo, perché l’unzione distrugge ogni giogo del nemico. Oltre a Gesù, anche l’apostolo Paolo ricevette una chiamata e un’impartizione direttamente dal Signore.

1Timoteo 2:7 di cui io sono stato costituito banditore e apostolo (dico la verità in Cristo e non mento), dottore dei gentili nella fede e nella verità.

Per imposizione delle mani. Troviamo un esempio in Deuteronomio, quando Dio ordinò a Mosé di imporre le mani a Gosué per trasferirgli il mantello e l’unzione, affinché potesse introdurre il popolo nella terra promessa.

Deuteronomio 34:9 Allora Giosuè, figlio di Nun, fu ripieno dello spirito di sapienza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; così i figli d’Israele gli ubbidirono e fecero come l’Eterno aveva comandato a Mosè.

Si trattò di un’impartizione divina indiretta: in quell’occasione infatti, per trasferire la Sua unzione Dio si servì di un canale umano. Giosué ricevette il mandato attraverso Mosé, l’autorità costituita da Dio sopra di lui, e ricevette dal popolo il riconoscimento della missione ricevuta.

Per trasporto divino: l’unzione viene rilasciata dal cielo e arriva sulla terra attraverso portali aperti. Per quanto ci riguarda possiamo considerare il nostro ritiro di Partinico un portale del cielo, visto che in quel luogo si respira un’atmosfera soprannaturale e c’è una tale unzione che vi si verifica una straordinaria quantità di fenomeni miracolosi. Questo perché la preghiera d’intercessione ha il potere di paralizzare le forze delle tenebre che si trovano nel secondo cielo e permette alle benedizioni di scendere con facilità dal terzo cielo fino a noi.

Per orchestrazione divina: in qualsiasi luogo può avvenire che durante le sessioni di lode, di preghiera, d’intercessione e di adorazione, si determini un’atmosfera soprannaturale che permette a Dio di manifestarsi con la Sua unzione e mettere ordine dove c’è disordine.

Come una pioggia divina: avviene quando l’unzione dello Spirito Santo precipita come una pioggia dal cielo sulla terra.

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù ci istruisce su qualcosa che non era conosciuto nell’A. T., quando l’unzione era “sopra” il credente, non “dentro” come nel N.T..

Giovanni 7:37 Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva». 39 Or egli disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui; lo Spirito Santo infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato.

In questi versetti Gesù annuncia qualcosa di sconosciuto al Suo tempo: afferma infatti che fiumi di acqua viva sarebbero sgorgati dall’interiore di quelli che avrebbero creduto in Lui. Parla di fiumi, al plurale, mentre alla Samaritana aveva parlato di una fonte che avrebbe spento per sempre la sua sete. In quell’occasione, però, parlava dell’acqua della nuova nascita, dono di Dio per ogni persona che crede, qui parla dello Spirito Santo, che non solo determina la nuova nascita, ma prende dimora in quelli che sono nati di nuovo e quindi sono in Cristo.

Il concetto che nel Nuovo Testamento lo Spirito dimora “dentro” i credenti viene ribadito nel Vangelo di Giovanni.

Giovanni 14:17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.

In definitiva, mentre nell’A.T. lo Spirito andava “sopra” credenti per permettere loro compiere un’opera e poi andava via, nel N.T. rimane dentro il credente anche dopo che questi ha portato a termine l’opera affidatagli. La differenza tri i due tipi di unzione sta nel fatto che, mentre quella che giunge sopra preme dall’alto verso il basso, quella che agisce da dentro spinge dal basso verso l’alto, con il risultato che, se le due unzioni non sono equilibrate, si può rischiare di rimanere schiacciati dall’unzione che è sopra.

1Giovanni 2:20 Ma voi avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa.

Questo versetto parla dell’unzione che è dentro di noi, che ci insegna a discernere ciò che viene da Dio da ciò che viene dal nemico e ci protegge così dalle sue seduzioni. Questo perché si possono compiere grandi opere per Dio e poi venire sedotti dalle tentazioni del maligno, come avvenne sia a Sansone che a Saul.

1Giovanni 2:26 Vi ho scritto queste cose riguardo a coloro che cercano di sedurvi. 27 Ma quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui dimora in voi e non avete bisogno che alcuno v’insegni; ma, come la sua unzione v’insegna ogni cosa ed è verace e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato.

L’unzione che è sopra di noi ci permette di compiere le opere per Dio, ma deve essere proporzionata alla nostra crescita interiore, perché la vera forza di una persona non dipende dai miracoli che compie per mezzo dell’unzione che è sopra, ma dalla forza con cui affronta le difficoltà, che dipende dall’unzione che è dentro. L’unzione che è dentro, infatti, ci insegna come proteggerci dall’inganno e ci dà la forza di affrontare le battaglie e le difficoltà della vita.

Romani 1:9 Perché Dio, a cui io servo nel mio spirito mediante l’evangelo di suo Figlio, mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi,
Atti 19:11 E Dio faceva prodigi straordinari per le mani di Paolo

Da questi versetti, emerge che l’unzione che era dentro l’apostolo Paolo era bilanciata con quella che era su di lui.

I teologi sono concordi nell’affermare che la chiesa di Efeso si trovava a un livello spirituale superiore rispetto a tutte le altre chiese, tanto che l’apostolo Paolo non rivolse a nessun’altra chiesa parole di alta spiritualità come a quella di Efeso.

Efesini 3:14 Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, 15 dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, 16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio.

Nella sua epistola, Paolo prega affinché gli Efesini fossero fortificati nell’uomo interiore e Cristo abitasse nei loro cuori per mezzo della fede; prega affinché potessero conoscere l’amore di Cristo, perché averne consapevolezza rende i credenti stabili; prega affinché fossero ripieni di tutta la pienezza di Dio, pienezza che si può realizzare essendo fortificati nell’uomo interiore per mezzo dell’unzione.

Rivelazioni divine nel Regno dell’Unzione

A Saul, il profeta Samuele preannunciò che sarebbe stato investito dallo Spirito dell’Eterno, che avrebbe profetizzato e che sarebbe stato cambiato in un altro uomo, anche se non conosceva nulla della Parola dell’Eterno. Questo perché, quando si è unti non è la propria personalità a manifestarsi, ma quella dello Spirito attraverso di noi. La persona unta, quindi, può assumere caratteristiche di comportamento diverse da quelle che sono proprie della sua personalità Ad esempio una persona profondamente timida può assumere modi di fare autorevoli e decisi che non le appartengono, questo perché diventa solo un canale attraverso cui si manifesta la personalità dello Spirito Santo.

1Samuele 10:6 Allora lo Spirito dell’Eterno ti investirà e profetizzerai con loro, e sarai cambiato in un altro uomo.7 Quando questi segni ti saranno avvenuti, fa’ ciò che l’occasione richiede perché DIO è con te.

Cosa vuol dire “fa’ ciò che l’occasione richiede”? Come dobbiamo comportarci quando Dio ci chiede di fare qualcosa? Se ci chiede una cosa specifica con un’indicazione chiara, dobbiamo solo obbedirGli; se invece ci chiede qualcosa di generico, per essere istruiti sul da farsi dobbiamo imparare a dipendere dallo Spirito Santo e ricevere da Lui istruzioni. Nelle varie circostanze, se dipendiamo da Dio possiamo ricevere ispirazioni riguardo al comportamento da tenere; ad esempio possiamo dire la parola giusta al momento giusto, mentre se agiamo sulla base del nostro razionalismo potremmo anche dire qualcosa di giusto, ma in un momento sbagliato.

Quando per la prima volta Samuele sentì Dio che lo chiamava, non sapeva come rispondere, perché non aveva un’adeguata preparazione ed ebbe bisogno delle istruzioni del sacerdote Eli. Per noi è importante percepire la Sua presenza, ma anche sentire la Sua voce, per ricevere sapienza dall’alto e permettere a Dio di manifestarsi attraverso di noi.

In conclusione, l’apostolo Lirio cita Kathryn Kuhlman, grande donna di Dio che nelle sue riunioni e nelle campagne evangelistiche guariva quasi tutti. Di lei si dice che talvolta tardava a presentarsi sul pulpito e nessuno comprendeva il perché, finché non si scoprì che prima di iniziare le predicazioni pregava lo Spirito Santo e Gli diceva che non avrebbe predicato fino a quando non avrebbe sentito la Sua unzione e se non fosse stata certa di essere accompagnata dalla Sua presenza. Questo perché non teneva in alcun conto la propria persona, ma teneva al fatto che attraverso di lei i presenti avrebbero dovuto vedere lo Spirito Santo in azione!