IL PATTO MOSAICO | Seconda Parte

Culto del 21 Ago 2022
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge – Galati 4:4

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

L’apostolo Lirio inizia la predicazione ribadendo che Dio si relaziona sempre sulla base di patti chiari e precisi, e tutti i patti da Lui stabiliti, compreso quello matrimoniale, non si basano sui sentimenti, ma sulla fedeltà al patto stesso.
Il su citato versetto di Galati 4:4 afferma che nel compimento del tempo, Dio mandò Suo Figlio, sia per adempiere tutte le profezie che Lo riguardavano, che per adempiere il patto da Lui stipulato con Mosé. Gesù visse per tutta la Sua vita sotto il patto mosaico, quindi sotto la legge, ma noi che non siamo più sotto tale patto, avendolo Egli adempiuto, per quale motivo abbiamo bisogno di conoscerlo? Per noi è importante conoscerlo perché non possiamo comprendere come visse Gesù se non sappiamo cosa richiedeva la legge.
Una delle profezie che Egli doveva adempiere era quella di morire appeso a un legno, e questo è potuto avvenire perché in quel tempo la terra di Canaan era sotto il dominio dei Romani, unico popolo che praticava tale tipo di pena di morte. Per questo l’epistola ai Galati afferma che Dio ha mandato Suo Figlio quando è venuto il compimento del tempo. Inoltre Gesù doveva venire quando era in vigore il patto mosaico, per potere adempiere i 613 precetti che esso conteneva. E Lui li ha adempiuti tutti.

Il Patto Mosaico conteneva 613 precetti (che si trovano da Esodo 20:1 a Deuteronomio 28:68) ed è stato stipulato tra Dio e Mosé quale rappresentante del popolo. I gentili ne rimanevano esclusi, a meno che non volessero volontariamente entrarvi. Dei 613 precetti, 365 erano proibizioni, 248 erano cose che dovevano essere obbligatoriamente fatte e in pratica umanamente impossibili da adempiere.
Tale patto fu suggellato da Dio attraverso la nuvola della gloria, che è il sigillo della perfezione, infatti prima che le tavole della legge fossero date a Mosé, la gloria rimase in quel luogo per sei giorni e Dio chiamò Mosé solo il settimo giorno.
Esodo 24:15 Mosè dunque salì sul monte e la nuvola ricoperse il monte.16 Ora la gloria dell’Eterno rimase sul monte Sinai e la nuvola lo coperse per sei giorni; il settimo giorno l’Eterno chiamò Mosè di mezzo alla nuvola.
Il patto mosaico era condizionato, prevedeva infatti una diretta responsabilità dell’uomo, a cui era richiesto di fare una parte, mentre il patto abramico era incondizionato, in quanto Dio si assumeva tutta la responsabilità. Ne è prova il fatto che Abramo non fu mai punito per gli errori commessi, a lui vennero fatte solo promesse.
Questo patto prevedeva benedizioni per chi avesse obbedito e maledizioni per chi avesse disobbedito; ogni prescrizione era preceduta infatti da un “se”.
Esodo 15:26 e disse: «Se tu ascolti attentamente la voce dell’Eterno, il tuo DIO, e fai ciò che è giusto ai suoi occhi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani perché io sono l’Eterno che ti guarisco».
Nessun uomo avrebbe potuto adempiere tutte le leggi date da Dio, solo Gesù c’è riuscito. L’apostolo Lirio chiarisce che il popolo era già peccatore prima che fosse data la legge, ma non trasgressore, perché per essere trasgressori bisogna conoscere un divieto e non osservarlo. Il ruolo della legge è stato quello di far sapere a chi la trasgrediva di essere in peccato. In definitiva, la legge è stata data per rivelare all’uomo la sua condizione e fargli capire di avere bisogno di un Salvatore, ma non risolve il problema, si limita a fare la diagnosi e a punire il colpevole, ma non dà una terapia,
Nel patto mosaico fu stabilito l’ordine sacerdotale levitico – aronico, che prevedeva sacrifici di sangue: un animale innocente dava la vita al posto del peccatore colpevole. Così Dio insegnava al popolo che per la trasgressione della legge, qualcuno avrebbe pagato al posto del peccatore.
Con la morte di Gesù sulla croce, i cinque tipi di sacrifici che venivano fatti secondo la legge sono stati sostituiti dall’unico sacrificio compiuto sulla croce dall’Agnello di Dio. Da quel momento, Dio non ha più accettato sacrifici di animali.
Il patto mosaico prevedeva prescrizioni dietetiche.
Il popolo d’Israele aveva un sistema alimentare imposto da Dio. Sotto il patto mosaico gli Ebrei, che prima erano vegetariani, potevano mangiare la carne di animali che avessero lo zoccolo spaccato e ruminassero.
Levitico 11:3 potete mangiare di ogni animale che ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso e che rumina.
Dio diede istruzione anche riguardo ai pesci.
Levitico 11:9 Questi potete mangiare fra tutti gli animali che sono nell’acqua. Potete mangiare tutti quelli che nell’acqua hanno pinne e squame, tanto nei mari che nei fiumi.
Era consentito cibarsi di alcune specie di uccelli e di insetti. Gli animali vietati erano considerati impuri.
Levitico 11:22 Di questi potete mangiare: ogni specie di locuste, ogni specie di cavallette, ogni specie di grilli e ogni specie di acridi.
Le prescrizioni alimentari previste dal patto mosaico, però, non riguardano noi, dato che non siamo più sotto quel patto. Gesù stesso annullò tali prescrizioni dicendo che a contaminare l’uomo non è ciò che entra in bocca, ma ciò che esce dalla sua bocca.

La legge mosaica prevedeva la pena di morte, ad esempio per l’adulterio, per chi malediceva Dio o i genitori, per chi non rispettava il sabato, per la stregoneria e la magia.
Gesù visse sotto tale legge, per cui veniva contestato quando Lui o i discepoli facevano qualcosa nel giorno di sabato e doveva spiegare che il sabato era fatto per l’uomo e non viceversa.

Il segno del patto mosaico era l’osservanza del sabato.
Mentre il patto abramico era contraddistinto dal segno della circoncisione, sotto il patto mosaico tale pratica acquistò un diverso significato: costituiva l’impegno ad osservare tutte le prescrizioni della legge.
Levitico 12:3 L’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino.
Il segno del patto mosaico era lo shabat, cioè l’osservanza del sabato, ma tale prescrizione non riguarda noi, essendo il patto mosaico decaduto.
In Galati 5:3 l’apostolo Paolo scrive: E daccapo attesto ad ogni uomo che si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta la legge.
Nel patto mosaico il sabato era un segno tra Dio e Israele, era il segno che Israele era stato messo a parte per Dio.
Esodo 31:12 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 13 «Parla anche ai figli d’Israele, dicendo: Badate bene di osservare i miei sabati, perché è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono
l’Eterno che vi santifica. 14 Osserverete dunque il sabato, perché è per voi un giorno santo; chi lo profana sarà messo a morte; chiunque fa in esso qualche lavoro sarà sterminato da mezzo del suo popolo. 15 Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è sabato di riposo, sacro all’Eterno; chiunque farà qualche lavoro nel giorno di sabato sarà messo a morte. 16 I figli d’Israele perciò osserveranno il sabato, celebrando il sabato di generazione in generazione, come un patto perpetuo. 17 Esso è un segno perpetuo fra me e i figli d’Israele, poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli e la terra, e il settimo giorno si riposò e fu ristorato». 18 Quando l’Eterno ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della testimonianza, tavole di pietra, scritte col dito di DIO.

Chi non rispettava lo shabat si metteva fuori dal patto, perdeva ogni protezione ed era messo a morte.
Nel verso 16 è scritto che il patto mosaico era un patto perpetuo, non un patto eterno, quindi avrebbe avuto una fine. Il verso 17 afferma che Dio si riposò, non perché fosse stanco, perché Egli non è mai stanco, ma per darci l’esempio dell’importanza del riposo. Dopo avere parlato, diede a Mosé le tavole della legge che aveva scritte col Suo dito.

Il Sabato era il segno che l’IO SONO era Dio di Israele.
Nel giorno di sabato non era consentito lavorare, tutti dovevano dedicarsi alla conoscenza di Dio, provenendo la benedizione solo da Lui e non dal proprio lavoro.
Ezechiele 20:20 santificate i miei sabati e siano un segno fra me e voi, affinché conosciate che io sono l’Eterno il vostro DIO”.

L’osservanza del riposo nel giorno di sabato iniziò col patto mosaico, prima non c’era, e quando in Genesi viene affermato che al settimo giorno Dio si riposò, non lo chiamò sabato, ma per l’appunto: settimo giorno.
Genesi 2:1 Così furono terminati i cieli e la terra e tutto il loro esercito. 2 Pertanto il settimo giorno, DIO terminò l’opera che aveva fatto, e nel settimo giorno si riposò da tutta l’opera che aveva fatto. 3 E DIO benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso DIO si riposò da tutta l’opera che aveva creato e fatto.
Da tali parole molti desumono che anche noi abbiamo l’obbligo di osservare il sabato, ma in questi versetti c’è solo il racconto di quello che Dio ha fatto, non è contenuta alcuna prescrizione.

Il sabato era un giorno di riposo, non un giorno di culto.
In quel giorno il popolo si recava nella sinagoga, che però non era un’istituzione divina, infatti le sinagoghe furono fatte durante la deportazione in Babilonia, dove non avevano il tempio, ma Dio non le aveva mai ordinate . Nel giorno di sabato si poteva partecipare al culto solo se si svolgeva a non più di 890 metri da casa (un cammin di sabato), in caso contrario si sarebbe trasgredita la legge, con le conseguenze che ne derivavano. Di fatto non si poteva uscire da casa.
Quando il libro del Levitico afferma che il sabato era giorno di riposo e di santa convocazione, non si riferisce al popolo, ma ai sacerdoti, che anche in quel giorno potevano compiere sacrifici nel tempio.
Levitico 23:3 Si lavorerà per sei giorni, ma il settimo giorno è un sabato di riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è il sabato consacrato all’Eterno in tutti i luoghi dove abiterete.

Tutte le volte che la Bibbia parla di Santa Convocazione, si riferisce ai leviti e ai sacerdoti, mentre il popolo doveva stare a casa con la famiglia. Oggi la disgregazione della famiglia è dovuta al fatto che non si sta più insieme, ognuno fa la propria vita, con la conseguenza che il nucleo familiare si sfascia.
Esodo 16:29 Ricordate che l’Eterno vi ha dato il sabato; per questo nel sesto giorno egli vi dà del pane per due giorni. Rimanga ognuno al suo posto; nessuno esca dalla sua tenda il settimo giorno».

Nel giorno di sabato si poteva uscire da casa solo in occasione delle feste comandate: nel giorno di Pasqua o festa degli Azzimi, nella Pentecoste e nella festa dei Tabernacoli. In tali occasioni la legge comandava di andare al Tabernacolo o al tempio a Shiloh o a Gerusalemme, ma negli altri sabati la famiglia doveva stare riunita, pregare e stare alla presenza di Dio. Così le famiglie erano unite e non si disgregavano.
L’osservanza del sabato era prevista solo per Israele, non per i gentili e per la Chiesa, infatti il riposo comandato nel giorno di sabato era solo figura e ombra di Colui che dà veramente riposo.

Il patto mosaico ebbe un inizio e una fine: iniziò nel Sinai e si concluse sul Golgota; da quel momento quel patto non ebbe più motivo di esistere, come non ebbero più motivo di esistere il sacerdozio levitico e l’osservanza del sabato. Oggi siamo sotto un sacerdozio eterno, quello secondo l’ordine di Melchisedek,
Per gli Ebrei il sabato è un giorno di festa e di riposo, mentre per noi è solo un giorno della settimana, infatti il nostro riposo non si limita a un solo giorno della settimana e non è un riposo fisico, ma dell’anima, e possiamo entrarvi grazie a Colui che ha adempiuto i 613 precetti delle legge e che per tale motivo è stato dichiarato giusto. È grazie alla Sua giustizia che noi possiamo entrare nel riposo, non per opere né per osservanza di precetti, ma per mezzo della fede in ciò che Lui ha compiuto.
Ebrei 4:9 Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio. 10 Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch’egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue. 11 Diamoci da fare dunque per entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza,
Il rischio che corriamo è che, mentre Dio ha fatto decadere quel patto, noi ci ostiniamo a vivere in qualcosa di scaduto che non funziona più e cerchiamo di guadagnarci il Suo favore attraverso le nostre opere e i nostri sforzi, mentre il Signore ci dice che il giusto vive e vivrà per fede! Paolo afferma che nessuno viene giustificato per le opere della legge. Per noi c’è un nuovo riposo dovuto al sacrificio della croce, mentre gli Ebrei, che hanno visto il Messia, i Suoi segni, prodigi e miracoli, continuano a vivere in un patto che è scaduto da oltre duemila anni.

Ebrei 4:3 Noi infatti, che abbiamo creduto, entriamo nel riposo come egli disse: «Così giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo». E così disse, sebbene le sue opere fossero terminate fin dalla fondazione del mondo.

Noi crediamo che Gesù è morto al nostro posto e che si è posto come nostro sostituto. Egli è l’Unico che è stato giustificato per le opere prescritte dalla legge, affinché noi che abbiamo creduto in Lui potessimo entrare nel Suo riposo. Gesù è il Capo e il Compitore della nostra fede ed è l’Unico che può dare riposo alle anime nostre.