IL PATTO ABRAMITICO | Terza Parte

Culto del 24 Lug 2022
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. Efesi 2:12

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

Nel corso della predicazione di domenica scorsa è stato spiegato il modo, insolito per la cultura caldea a cui Abramo apparteneva, con il quale Dio stipulò con lui un patto di sangue. Mentre i Caldei, infatti, per stipulare tale tipo di patto si servivano di un solo animale, ad Abrahamo Dio ne richiese cinque, che è il numero della grazia.

Quando l’apostolo Paolo scrisse agli Efesini, di fatto scriveva a persone di derivazione gentile e di religione pagana, trovandosi la città di Efeso in Asia Minore, nel territorio corrispondente all’attuale Turchia. Paolo ricordò loro che erano stati senza Messia, senza Cristo, estranei alla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, ma spiegò che tutto era cambiato grazie alla morte e risurrezione di Cristo Gesù.

 Usando il termine “patti”, al plurale, l’apostolo si riferiva sia al patto abramico che a quello mosaico, che però era stato adempiuto in Cristo, per cui rimaneva in vigore solo il patto abramico, patto eterno che Gesù migliorò, estese ai gentili e definì: “La Nuova ed Eterna Alleanza”.

In origine, il patto stipulato con Abrahamo era valido per lui e per la sua discendenza naturale, cioè per il popolo ebraico, ma potevano accedervi anche gli stranieri, infatti, se un Ebreo  acquistava uno schiavo di altra nazionalità, questi doveva essere circonciso e automaticamente accedeva ai diritti del patto. Nonostante fosse riservato ai figli d’Israele, quindi, di fatto sin dall’inizio il patto abramico offriva un’apertura ai gentili.

L’apostolo Lirio ricorda ancora che Dio si relaziona con l’uomo solo attraverso patti e promesse, e questo è accaduto in particolare dopo la caduta di Adamo nel peccato.

2Corinzi 5:19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione.  

Queste parole contengono il lascito testamentario che noi abbiamo ricevuto dal Signore: la parola della riconciliazione, cioè l’obbligo di far conoscere al mondo che in Cristo Dio ha riconciliato a Sé l’umanità perduta, ma purtroppo molti ignorano questa buona novella.

L’apostolo Lirio chiarisce che la riconciliazione non consiste nel perdono, pur essendo esso alla base, ma nella realizzazione di una relazione col Signore che ristabilisca l’armonia perduta a causa del peccato.

In Ur dei Caldei, Dio irruppe nella vita di Abrahano, gli si rivelò e gli fece delle promesse.

Genesi 12:1 Or l’Eterno disse ad Abramo: «Vattene dal tuo paese, dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. 2 Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu  sarai una benedizione. 3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra». 4 Allora Abramo partì come l’Eterno gli aveva detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Haran. 5 E Abramo prese Sarai sua moglie e Lot, figlio di suo fratello e tutti i beni che avevano accumulato e le persone che avevano acquistate in Haran, e partirono per andarsene nel paese di Canaan. Così essi giunsero nel paese di Canaan. 6 Abramo attraversò il paese fino alla località di Sichem, fino alla quercia di Moreh. A quel tempo si trovavano nel paese i Cananei. 7 Allora l’Eterno apparve ad Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Allora Abramo vi costruì un altare all’Eterno che gli era apparso.

Con Abramo Dio fu perentorio: doveva lasciare la sua terra, la casa di suo padre e il suo parentado, perché solo coì avrebbe potuto ricevere ciò che Lui voleva dargli. Quando Dio ci chiede di lasciare qualcosa, infatti, è perché ha intenzione di darci molto di più. Tutto iniziò con un comando, a cui seguì la dichiarazione di ciò che aveva in serbo per lui. Gli promise che avrebbe fatto di lui una grande nazione, nonostante fosse una coppia sterile; gli promise che avrebbe fatto grande il suo nome e che in lui sarebbero state benedette tutte le famiglie della terra. Tutte cose difficili da recepire razionalmente, e la grandezza della loro fede sta nel fatto che Dio prospettò loro cose umanamente impossibili ed essi Gli credettero.

Abrahamo obbedì senza discutere e partì portandosi dietro,  probabilmente per buonismo, suo padre e il nipote Lot, nonostante il Signore gli avesse raccomandato di lasciare il parentado. La Scrittura non dice quanti anni aveva quando partì da Ur dei Caldei, dice solo che aveva settantacinque anni quando partì da Haran, zona intermedia tra il luogo di partenza a quello di destinazione.

Solo quando Abrahamo giunse nella terra di Canaan, la meta indicatagli dal Signore, l’Eterno gli apparve e gli disse che avrebbe dato quel territorio a lui e alla sua discendenza.  E Abrahamo vi costruì un altare.

Viene ribadito che il patto che Dio stipulò con lui fu un patto incondizionato, infatti soltanto il Signore passò tra gli animali divisi a metà, perché Abrahamo dormiva;  solo in seguito gli chiese di circoncidersi come segno del patto.

Genesi 15:17 Ora come il sole si fu coricato e scesero le tenebre, ecco una fornace fumante ed una torcia di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. 18 In quel giorno l’Eterno fece un patto con Abramo

Mentre era notte, sotto forma di fornace fumante e di una torcia di fuoco Dio passò tra gli animali divisi. In quel giorno il patto fu stipulato e Dio non indicò solo la terra che gli avrebbe dato, ma anche i suoi confini, cosa che Israele tuttora non possiede del tutto, per cui quel patto non si è ancora adempiuto completamente.

 L’apostolo Paolo ci insegna che il patto Abramico non è stato mai abolito e che è rimasto in vigore anche dopo la stipulazione del patto mosaico.  

 

Galati 3:15 Fratelli, io parlo alla maniera degli uomini: se un patto è ratificato, benché sia patto d’uomo, nessuno l’annulla o vi aggiunge qualche cosa. 16 Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: «E alle discendenze» come se si trattasse di molte, ma come di una sola: «E alla tua discendenza», cioè Cristo.


In definitiva, il patto mosaico è stato aggiunto al precedente, che è giunto fino a noi che siamo in Cristo e che, quanto alla fede, siamo progenie di Abrahamo. La Nuova ed Eterna Alleanza è l’adempimento del patto eterno che il Signore aveva stipulato con Abrahamo.

In una precedente predicazione è stato detto che nel patto abramico si possono individuare quattordici disposizioni; ne sono state esaminate cinque, che oggi vengono riproposte assieme alle rimanenti. Dio promise ad Abrahamo che:

  1. avrebbe fatto di Israele una grande nazione;

  2. gli avrebbe dato la terra di Canaan;

  3. lo avrebbe benedetto in ogni cosa (Genesi 12:2b);

  4. avrebbe reso grande il suo nome (infatti tutti, anche gli atei lo conoscono) (Gen. 12:2c);

  5. sarebbe stato una benedizione per altri (Genesi 12 :2d);

  6. chi lo avrebbe benedetto sarebbe stato a sua volta benedetto (Genesi 12:3a);

  7. chi lo avrebbe maledetto sarebbe stato maledetto (Genesi 12:3b);

  8. in lui sarebbero state benedette tutte le famiglie della terra (Genesi 12:3c; 22:18);

    Genesi 22:18 E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce».

  1. Avrebbe avuto un figlio dalla moglie Sara (Genesi 15:1-4; 17:16:21)

Genesi 17:16 E io la benedirò e da lei ti darò pure un figlio; sì, io la benedirò ed ella diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei». 17 Allora Abrahamo si prostrò con la faccia a terra e rise; e disse in cuor suo: «Nascerà forse un figlio a un uomo di cento anni? E partorirà Sara che ha novant’anni?». 18 Quindi Abrahamo disse a DIO: «Deh, possa Ismaele vivere davanti a te!». 19 Ma DIO rispose: «No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Isacco; e io stabilirò il mio patto con lui, come un patto eterno con la sua discendenza dopo di lui. 20 Quanto a Ismaele, io ti ho esaudito. Ecco io lo benedirò, lo renderò fruttifero e lo moltiplicherò grandemente. Egli diventerà padre di dodici principi, e io farò di lui una grande nazione. 21 Ma il mio patto lo stabilirò con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l’anno prossimo

 

Quando l’Eterno chiese ad Abrahamo di sacrificargli Isacco, vedendo che era disponibile ad obbedirGli  e che il suo cuore amava più il Donatore che il dono, fermò la sua mano che già brandiva il pugnale

Abrahamo aveva avuto un figlio, Ismaele, dalla schiava Agar, e poiché aveva novantanove anni, quando il Signore gli disse che avrebbe benedetto sua moglie Sara e che da lei avrebbe avuto figlio, rise e forse in cuor suo pensò che alludesse a Ismaele. Evidentemente considerò tale cosa sul piano razionale, ma il Signore ribadì che da Sara avrebbe avuto un figlio che si sarebbe chiamato Isacco, che vuol dire risata. Gli disse anche che avrebbe benedetto Ismaele, il quale avrebbe avuto dodici figli e che sarebbe divenuto una grande nazione.

  1. I suoi discendenti sarebbero stati sottoposti alla schiavitù egiziana (Gen.15:13-14).

Genesi 15:13 Allora l’Eterno disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. 14 Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi; dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze.

In realtà gli Ebrei rimasero in Egitto per quattrocentotrent’anni, ma divennero schiavi solo dopo la morte di Giuseppe. Quando, dopo quattrocento anni di schiavitù divennero liberi, per prima cosa Dio provvide loro molte ricchezze. Allo stesso modo oggi, quando dalla schiavitù del peccato si passa alla signoria di Cristo, Dio benedice anche nell’economia e dà prosperità.

  1. Da Abramo sarebbero uscite anche altre nazioni discendenti da Ismaele, tra queste quelle del mondo arabo (Gen.17:3-4,6

     Genesi. 17:6 –  Ti renderò grandemente fruttifero. Quindi ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei  re.

  1. Da “padre eccelso “, Abrahamo sarebbe divenuto “padre di moltitudini”; il suo  nome doveva essere cambiato e Dio aggiunse un’h del Suo nome a quello di Abramo, che divenne così Abrahamo, e nel pronunciarlo Egli stesso per primo, gli impartì parte della Sua natura divina. È quello che continua a fare con noi tramite Cristo Gesù. Dio lo fece padre prima nello spirito e èoi nel naturale, come fa in tute le cose

     Genesi 17:5 E non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abrahamo, poiché io ti faccio padre di una moltitudine di nazioni.

  1. Avrebbe chiamato sua moglie non più Sarai, che vuol dire “Principessa” e anche” litigiosa”, ma Sarah, con l’h finale, che vuol dire “La Principessa, la Signora”, come dire che lei era la vera signora da cui sarebbero discesi molti re, come lui era il vero padre di moltitudini.

Genesi 17:15 Poi DIO disse ad Abrahamo: «Quanto a Sarai tua moglie non la chiamare più Sarai, ma il suo nome, sarà Sarah.

  1. Per gli Ebrei la circoncisione sarebbe stato il segno del patto.

 Genesi 17:9 Poi DIO disse ad Abrahamo: «Da parte tua, tu osserverai il mio patto, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione. 10 Questo è il mio patto che voi osserverete, fra me e voi, e la tua discendenza dopo di te: ogni maschio fra voi sarà circonciso. 11 E sarete circoncisi nella carne del vostro prepuzio; e questo sarà un segno del patto fra me e voi. 12 All’età di otto giorni, ogni maschio fra voi sarà circonciso, di generazione in generazione, tanto quello nato in casa, come quello comprato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua discendenza. 13 Sì, tanto chi è nato in casa tua come chi è comprato con denaro dovrà essere circonciso; e il mio patto nella vostra carne sarà un patto eterno. 14 E il maschio incirconciso, che non è stato circonciso nella carne del suo prepuzio, sarà tagliato fuori dal suo popolo, perché ha violato il mio patto».

Dio prescrisse che la circoncisione doveva avvenire all’ottavo giorno dalla nascita. A questo punto l’apostolo Lirio spiega con terminologia medica che nei primi cinque giorni dopo la nascita, se un bimbo subisce una ferita rischia un’emorragia, perché in lui non si è ancora formata la vitamina k, ma solo nell’ottavo giorno, in tutta la vita, il valore della protrombina raggiunge il 110%della sua capacità di coagulazione, per cui in quel giorno la possibilità che a causa della circoncisione avvenga un’emorragia è pari quasi a zero.

Anche Gesù fu circonciso.

Luca 2:21 E quando furono trascorsi gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu posto nome Gesù, il nome dato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

È da notare che a Gesù non venne dato il nome indicato dall’angelo al momento della nascita, ma all’atto della circoncisione, allorché entrò nel patto abramico. Ancor oggi nel popolo d’Israele la circoncisione viene praticata, ma nel Nuovo Testamento viene introdotto un nuovo tipo di circoncisione, quella del cuore, A parlarne non è solo l’apostolo Paolo, infatti ne parlano anche Dio nel libro del Deuteronomio e il profeta Geremia.

Deuteronomio 30:6 L’Eterno, il tuo DIO, circonciderà il tuo cuore e il cuore dei tuoi discendenti, affinché tu ami l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, e così tu viva.
Geremia 4:4 Circoncidetevi per l’Eterno e rimuovete il prepuzio dei vostri cuori, o uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non prorompa come fuoco e non arda senza che alcuno possa spegnerlo, a motivo della malvagità delle vostre azioni!».

Paolo osserva che la circoncisione naturale può contenere una contraddizione, perché non è detto che  circoncidersi e appartenere a un patto coinvolga ul cuore. Occorre un cambiamento totale del cuore, quella che Egli definisce “la circoncisione del cuore”, grazie alla quale si riceve una nuova natura che ci permette di appartenere totalmente a Dio: con lo spirito, con l’anima e con il corpo.

Romani 2:29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.

 Il salmista Davide gridò a Dio:  O DIO crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo (Salmi 51:10) profetizzando quello che il Signore avrebbe fatto in seguito.

   La circoncisione fisica non fa diventare figli di Dio; la Scrittura afferma che si diventa figli di Dio per mezzo della fede. Paolo, apostolo degli incirconcisi, dice che la vera circoncisione è una questione di cuore e viene operata dallo Spirito di Dio. Egli fa notare che ad Abramo la fede fu imputata come giustizia quando era incirconciso, per cui non fu in virtù della circoncisione che Dio lo dichiarò giusto. Poi ricevette la circoncisione come sigillo della giustizia della fede che aveva ricevuto mentre era incirconciso, affinché  fosse padre sia dei circoncisi che di quelli che credono anche se incirconcisi. In definitiva Abrahamo rappresenta i gentili in quanto incirconciso e rappresenta gli Ebrei avendo ricevuto la circoncisione. Egli è quindi il padre della fede sia degli Ebrei che dei gentili.

Romani 4:8 Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato».9 Ora dunque questa beatitudine vale solo per i circoncisi, o anche per gli incirconcisi? Perché noi diciamo che la fede fu imputata ad Abrahamo come giustizia.10 In che modo dunque gli fu imputata? Mentre egli era circonciso o incirconciso? Non mentre era circonciso, ma quando era incirconciso. 11 Poi ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede che aveva avuto mentre era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono anche se incirconcisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia, 12 e fosse il padre dei veri circoncisi, di quelli cioè che non solo sono circoncisi ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo, che egli ebbe mentre era incirconciso.

Sempre nell’epistola ai Romani, Paolo afferma che chi è in Cristo è erede del mondo …
Romani 4:13 Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo e alla sua progenie mediante la legge, ma attraverso la giustizia della fede.

… e nell’epistola ai Colossesi afferma che i credenti hanno ricevuto la circoncisione di Cristo, non fatta da mani d’uomo.   Con la prima circoncisione fatta nella carne, solo una piccola parte di essa è stata eliminata, la seconda circoncisione è avvenuta sulla croce, dove abbiamo crocifisso l’intero nostro corpo, che è morto con Cristo e con Lui è risuscitato.
Colossesi 2:10 E voi avete ricevuto la pienezza in lui, essendo egli il capo di ogni principato e potestà, 11 nel quale siete anche stati circoncisi di una circoncisione fatta senza mano d’uomo, ma della circoncisione di Cristo, mediante lo spogliamento del corpo dei peccati della carne.

Risuscitando con Cristo si riceve un cuore nuovo, come aveva chiesto Davide.

Nell’A.T. per  fare parte del patto di Abramo bisognava circoncidersi, nel N.T. bisogna nascere di nuovo. Per concludere viene citato un versetto dell’apostolo Paolo tratto dall’epistola ai Galati in cui si afferma che per Dio non le cose esteriori, ma quelle interiori hanno valore.
Galati 5:6 poiché in Cristo Gesù né la circoncisione né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l’amore.