IL MANTELLO REGALE DI DAVIDE

Culto del 20 Dic 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Allora Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno in poi lo Spirito dell’Eterno investì Davide. 1Samuele 16:13

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Prima di introdurre il tema del mantello regale di Davide, a proposito del rivestimento dei re e dei sacerdoti l’apostolo Lirio ricorda che tutti i nati di nuovo, essendo stati costituiti da Dio re e sacerdoti, sono stati “rivestiti” di potenza dall’alto.

Luca 24:49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate RIVESTITI di potenza dall’alto.

Nell’A.T. tutti i re e i sacerdoti, per potere svolgere il loro ministero, erano tenuti a indossare abiti particolari; nel N.T. i re e i sacerdoti hanno un rivestimento di tipo spirituale che viene dato loro in modo soprannaturale. Gesù in persona, dopo la resurrezione preannunciò ai discepoli che avrebbe mandato loro la promessa del Padre, non una promessa qualunque, ma “La promessa”, cioè lo Spirito Santo, che li avrebbe rivestiti di potenza. Egli aveva già adempiuto il piano di redenzione e quindi i discepoli erano nati di nuovo, la Chiesa di Cristo era nata, eppure non disse loro di andare a predicare, bensì di attendere a Gerusalemme l’adempimento della promessa. Perché? Perché non avevano ancora il necessario equipaggiamento, la dùnamis, cioè la potenza, la forza violenta che infrange ogni opposizione e crea brecce, che avrebbero ricevuto con il battesimo nello Spirito Santo.

Quando, ancora adolescente, fu eletto futuro re dal profeta Samuele, Davide fu investito da qualcosa di molto forte, e poiché Dio non fa nulla senza averlo prima rivelato ai Suoi servi, i profeti, per lui tutto ebbe inizio quando Dio parlò al profeta.

Amos 3:7 Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.

Studiando attentamente la cronologia della vita di Davide, gli studiosi credono che probabilmente, quando fu unto re da Samuele, non aveva diciassette anni, come generalmente si crede, ma che ne aveva tra i dieci e i tredici.
Nella mentalità ebraica si raggiunge la maturità e si è considerati uomini dopo la cerimonia del Bar-Mitzvah, cioè tra i dodici e i tredici anni. Questo vuol dire che quando fu ricevuto alla corte di re Saul come cantore, Davide doveva avere già superato il Bar-Mitzvah.
Si presume che a diciassette anni avesse già ucciso un leone, un orso, e affrontato il gigante Golia, proprio in virtù della potenza dell’unzione che aveva ricevuto.
Inizialmente il re Saul aveva sia il mantello che l’unzione, ma a causa della sua ribellione, a un certo punto perse l’unzione. Continuò a regnare, ma senza unzione, perché era uscito fuori dal proposito di Dio e di conseguenza era stato da Lui rigettato.

Quando l’Eterno comandò a Samuele di ungere come re d’Israele uno dei figli di Isai e di utilizzare a tal fine un corno pieno d’olio, non un vasetto come aveva fatto con Saul, il profeta gli manifestò il timore che il re lo avrebbe fatto uccidere. Il Signore però lo tranquillizzò dicendogli che avrebbe dovuto dire a Isai che era andato per fare un sacrificio e che poi Egli stesso gli avrebbe suggerito come comportarsi.

1Samuele 16:1 L’Eterno disse a Samuele: «Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni sopra Israele? Riempi il tuo corno di olio e va’; ti mando da Isai il Betlemita, perché mi sono scelto un re tra i suoi figli». 2 Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». L’Eterno disse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per offrire un sacrificio all’Eterno”. 3 Inviterai Isai al sacrificio, io ti indicherò ciò che dovrai fare, e tu mi ungerai colui che ti dirò».

Dal momento in cui Davide fu unto re nella sua casa e alla presenza dei suoi familiari, lo Spirito Santo lo “investì” (parola che dall’ebraico Tsawlakh significa: scoppiare, spingere in avanti, manifestarsi con potenza) e iniziò ad agire dentro di lui. Così ebbe inizio il suo processo di preparazione.
Dopo aver portato a compimento la missione, Samuele portò andò a Ramah (1Samuele 16:13); Saul continuò a regnare con il mantello, ma senza unzione, perché Dio lo aveva rigettato; Davide continuò a fare il pastorello, perché non era ancora giunto il tempo di Dio per sostituire Saul.
A proposito di Saul, l’apostolo Lirio spiega che è possibile ricevere l’unzione e poi perderla, perché Dio la dà, ma può anche rimuoverla, mentre non si pente mai dei doni e delle chiamate che rivolge; di conseguenza Egli non può rimuovere il mantello, ma può rimuovere l’unzione, che però è necessaria per adempiere il mandato ricevuto.

Romani 11:29 perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento.

Anche oggi nella Chiesa di Cristo alcuni, pur avendo perduto l’unzione perché sono usciti dal proposito e dalla volontà di Dio, mantengono la posizione.

Nel Vangelo di Giovanni è scritto che quando lo Spirito Santo scese su Gesù si fermò su di Lui, non andò più via perché fu sempre obbediente al Padre, questo perché l’unzione è sempre legata all’obbedienza, e chi cessa di esserGli obbediente perde l’unzione.

Giovanni 1:32 E Giovanni testimoniò, dicendo: «Io ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui.

In definitiva, anche se per espletare la funzione di re bisognerebbe avere sia il mantello che l’unzione, Saul aveva il mantello ma non l’unzione, Davide aveva l’unzione, ma non il mantello.
Saul non aveva compreso qual è il valore dell’unzione, non aveva capito che è la cosa più preziosa e che bisogna proteggerla con la consacrazione e con l’obbedienza; rigettò la Parola dell’Eterno, fece a modo suo e Dio lo rigettò come re.

Dopo l’unzione regale ricevuta da Dio per mezzo di Samuele, Davide fu unto re altre due volte: dapprima come re della sola tribù di Giuda, in seguito come re di tutta la nazione di Israele. Non sarebbe stato possibile che ci fossero contemporaneamente due re, poiché sarebbe stato indice di disordine, come fu segno di disordine il fatto che al tempo di Gesù c’erano due sommi sacerdoti e che oggi ci sono due papi.

2Samuele 2:4 Poi vennero gli uomini di Giuda e là unsero Davide re sulla casa di Giuda. Fu quindi riferito a Davide che erano stati gli uomini di Jabesh di Galaad a seppellire Saul.

Davide si trovava a Hebron, nel territorio di Giuda, dove fu raggiunto da tutto Israele. Gli anziani riconobbero quello che Dio aveva detto per mezzo di Samuele e fecero con lui un patto, a seguito del quale lo elessero re di tutta la nazione.

1Cronache 11:1 Allora tutto Israele si radunò presso Davide a Hebron e gli disse: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne; 2 Già in passato quando era re Saul, eri tu quel che guidavi e riconducevi Israele; e l’Eterno, il tuo DIO, ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai principe sopra il mio popolo Israele”». 3 Così tutti gli anziani d’Israele vennero dal re a Hebron, e Davide fece alleanza con loro a Hebron davanti all’Eterno; quindi essi unsero Davide re sopra Israele, secondo la parola dell’Eterno pronunciata per mezzo di Samuele.

Davide aveva ricevuto la chiamata quando era ragazzino, ma poiché non aveva la competenza per adempierla, dovette sottoporsi a un processo, e con il passare del tempo la sua unzione andava crescendo.
Questo ci dice che quando in chiesa ci viene dato un incarico, per adempierlo abbiamo bisogno dell’unzione, del rivestimento che ci viene dall’alto e che non è facoltativo, ma necessario.

Viene fatto notare che nella vita di Davide ci furono falsi profeti, i quali, anche senza averne l’intenzione, tendevano a portarlo fuori dalla volontà di Dio. I falsi profeti generalmente non dicono quello che Dio vuole che sappiamo, ma quello che a noi piace sapere. Davide però non cadde nell’inganno, perché sapeva di essere stato unto re, ma sapeva anche che non avrebbe mai fatto nulla per raggiungere quel traguardo e che sarebbe stato Dio a metterlo sul trono.

Egli aveva grande rispetto per Saul, l’unto dell’Eterno, e quando per soddisfare un bisogno naturale costui entrò proprio nella caverna in cui si nascondeva Davide con i suoi soldati, costoro gli suggerirono di farlo fuori, visto che Dio stesso glielo dava nelle mani. Spinto dalla loro istigazione, Davide tagliò un lembo del mantello del re, ma se ne pentì subito, provò un forte batticuore e non diede ascolto ai loro suggerimenti.

1Samuele 24:3 Arrivato ai recinti di pecore lungo la strada, dove c’era una caverna, Saul vi entrò per fare un bisogno naturale. (Or Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna). 4 Gli uomini di Davide gli dissero: «Questo è il giorno in cui l’Eterno ti dice: “Ecco, io ti consegno nelle mani il tuo nemico; fa’ di lui quello che ti piace”». Allora Davide si alzò e, senza farsi notare, tagliò il lembo del mantello di Saul. 5 Ma dopo ciò a Davide batté il cuore, perché aveva tagliato il lembo del mantello di Saul. 6 Così disse ai suoi uomini: «Mi guardi l’Eterno dal fare questa cosa al mio signore, all’unto dell’Eterno, dallo stendere la mia mano contro di lui, perché è l’unto dell’Eterno». 7 Con queste parole Davide trattenne i suoi uomini e non permise loro di scagliarsi contro Saul. Quindi Saul si levò, uscì dalla caverna e continuò il suo cammino. 8 Dopo ciò anche Davide si levò, uscì dalla caverna e gridò a Saul, dicendo: «O re, mio signore!». Allora Saul si voltò indietro, e Davide si abbassò con la faccia a terra e si prostrò. 9 Davide disse a Saul: «Perché dai ascolto alle parole della gente che dice “Davide cerca di farti del male”? 10 Ecco, quest’oggi i tuoi occhi hanno visto che oggi l’Eterno ti aveva consegnato nelle mie mani in quella caverna; qualcuno mi disse di ucciderti, ma io ti ho risparmiato e ho detto: “Non stenderò la mia mano contro il mio signore perché è l’unto dell’Eterno”.11 Inoltre, padre mio, guarda; sì, guarda nella mia mano il lembo del tuo mantello. Se ho tagliato il lembo del tuo mantello e non ti ho ucciso, puoi capire e renderti conto che non vi è nelle mie azioni né malvagità né ribellione e non ho peccato contro di te; ma tu mi tendi insidie per togliermi la vita!

Davide aveva un grande rispetto per l’autorità, e quando Saul uscì dalla caverna lo seguì per testimoniargli il suo rispetto. Chiamandolo “O re, mio signore” e anche “Padre mio”, gli fece sapere che non aveva mai avuto l’intenzione di agire contro di lui, mentre da parte sua Saul cercava di ucciderlo. Davide non prese il mantello di Saul anche se ne avrebbe avuto la possibilità, fu Dio a darglielo dopo la morte di quest’ultimo.

Tutto quello che di straordinario avvenne nell’A.T. fu dovuto all’unzione.
Ad esempio, Dio aveva mostrato a Mosé il modello del tabernacolo, ma di fatto furono Betsaleel e Oholiab a costruirlo. Per realizzarlo avevano ricevuto abilità soprannaturali nella lavorazione dei metalli, nella gioielleria e nel ricamo (Esodo 31:1-6). Allo stesso modo altri ricevettero abilità speciali per svolgere il mandato ricevuto dal Signore: Giosué, dopo che Mosé gli impose le mani (Deuteronomio 34:9), ricevette da Dio una sapienza speciale per portare il popolo nella terra promessa; Davide ricevette una potente abilità come soldato (2 Samuele 22:33-35);
Elia ed Eliseo ricevettero l’unzione per fare miracoli (2 Re 2:9,14); Gesù svolse tutto il Suo ministero facendo miracoli (Atti 10:38).

Davide aveva ricevuto il primo mantello dal suo amico Gionathan. Agiva sempre su mandato e riusciva in ogni impresa, suscitando così la gelosia nel re, che iniziò a odiarlo e a perseguitarlo, ma su di lui c’era la protezione divina, che gli permise di raggiungere il suo destino.

1Samuele 18:4 Poi Gionathan si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide, e vi aggiunse pure le sue vesti, la sua spada, il suo arco e la sua cintura. 5 Davide andava ovunque Saul lo mandava e riusciva bene. Così Saul lo mise a capo degli uomini di guerra, ed era gradito a tutto il popolo e anche ai servi di Saul. 6 Al loro rientro, quando Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d’Israele incontro al re Saul, cantando e danzando con tamburelli, con grida di gioia e con strumenti musicali. 7 Così le donne si rispondevano a vicenda cantando, e dicevano: «Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila» 8 La cosa irritò grandemente Saul e quelle parole gli dispiacquero, e disse: «A Davide ne hanno attribuito diecimila e a me ne hanno attribuito solo mille. Ora non gli manca altro che il regno!». 9 Così Saul da quel giorno in poi guardò Davide con gelosia. Chi è unto dimostra il potere di Dio attraverso miracoli, segni e prodigi in modo tale che il mondo sia in grado di vedere l’uomo di Dio, ma colui che porta un mantello trasuda il carattere e la qualità di Gesù.

La vita di Davide fu caratterizzata da cinque attitudini che gli permisero di raggiungere il suo destino.
Innanzitutto era un adoratore, cioè uno che prende la cose dal cielo e le porta sulla terra. Percepiva cosa c’è nel cuore di Dio e lo faceva conoscere sulla terra.
Era un uomo di preghiera e consultava sempre Dio prima di andare in battaglia (1Samuele 30:8). Con il suo esempio ci insegna che si ottiene vittoria quando non si confida nelle proprie abilità, ma sulla volontà di Dio.
Aveva un cuore di servo, era sempre pronto a obbedire e a servire sin da quando era piccolo.
Aveva spirito di sacrificio. Per obbedire a suo padre era pronto a sacrificarsi e a manifestare grande disponibilità (1 Samuele 17:34). Senza sacrificio non si adempie il proprio destino.
Manifestava rispetto e obbedienza per chi era più anziano e per le autorità, anche se imperfette e nonostante i loro errori.

Oltre a quello che serve per svolgere il ministero, Dio può dare un altro mantello speciale per svolgere compiti particolari, e Davide ne ricevette uno per la lode.
Non si vantò mai di essere stato re e del potere che aveva avuto; si gloriò del fatto di avere potuto cantare le lodi a Dio e di avere innalzato Colui che ha tutto il potere nei cieli e sulla terra, infatti si definì “Il dolce cantore di Israele”.
Si vantò di essere stato un profeta dalla cui bocca erano uscite le parole dell’Eterno, condensate nei Salmi che ancor oggi noi leggiamo e che ci edificano.

2Samuele 23:1 Queste sono le ultime parole di Davide. Così dice Davide, figlio di Isai, così dice l’uomo che fu elevato in alto, l’unto del DIO di Giacobbe il dolce cantore d’Israele