IL MANTELLO E L’UNZIONE DI SALOMONE

Culto del 27 Dic 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Giobbe 29:14 Avevo indossato la giustizia ed essa mi rivestiva; la mia equità mi faceva da mantello e turbante.

Luca 24:49 Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate RIVESTITI di potenza dall’alto
In questo versetto del Vangelo di Luca, quando Gesù dice che manda sui Suoi discepoli la promessa, si riferisce al dono dello Spirito Santo, che non arriva da solo, ma porta con sé tutte le altre promesse che il Padre ci ha fatto nella Sua Parola, promesse che hanno in Lui il sì e l’amen e che quindi certamente si compiranno nella nostra vita. La parola “rivestiti” si riferisce all’unzione che il Signore manda su tutti coloro che credono, ma nell’Antico Testamento vi erano solo tre categorie di persone che potevano essere unte: i re, i sacerdoti e i profeti. Oggi noi in Gesù siamo stati fatti re e sacerdoti del Signore, abbiamo autorità e siamo rivestiti di potenza dall’alto, allo stesso modo un sacerdote dell’Antico Testamento non poteva esercitare il suo servizio, senza essere rivestito con gli abiti sacerdotali e un re non poteva esercitare il suo ruolo senza essere rivestito del mantello regale. Re, profeti e sacerdoti, avevano una linea di successione diversa, ad esempio nessuno poteva aspirare a diventare sacerdote se non apparteneva alla discendenza di Aronne, o Levita se non apparteneva alla tribù di Levi. Il successore del re normalmente apparteneva alla famiglia reale ed era uno dei suoi figli, ma ciò non avveniva nel caso in cui il re o i figli si macchiavano di disubbidienza e ribellione verso Dio, proprio come avvenne nella casa del re Saul. Il mantello reale di Davide fu, infatti, un mantello di sostituzione che egli non avrebbe ricevuto se Saul fosse rimasto fedele al Signore; in questo caso sarebbe stato uno dei suoi figli a diventare re. Dio scelse dunque un ragazzo di un’altra famiglia, un pastore, uno dei figli di Isai, lo benedisse insieme alla sua generazione e gli promise che sul suo trono non sarebbe mai mancata una discendenza. Per quanto riguarda i profeti, invece, dipendevano direttamente dal Signore ed era Lui a sceglierli; alcuni di essi erano sacerdoti, come Samuele o Ezechiele, altri semplici pastori, come Amos. I profeti quindi, venivano chiamati direttamente dalla Sovranità di Dio. Secondo la linea di successione dei re, uno dei figli di Davide doveva salire al trono dopo di lui. Egli aveva tanti figli, ma Dio scelse il figlio che ebbe con Bath-Sceba, la donna con cui aveva commesso adulterio, proprio per dimostrare a Davide che lo aveva perdonato. Questo ci fa comprendere che il Signore non si limita a perdonare i nostri peccati, Egli fa molto di più, li dimentica. Un principio molto importante da comprendere è che Dio non fa nulla senza prima averlo rivelato ai suoi servi: i profeti.
Amos 3:7 Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.
Dio non coglie mai di sorpresa il Suo popolo, al contrario gli fa sempre sapere quello che sta per fare attraverso i profeti, e quello che essi annunciano avviene certamente, ciò distingue chi è un vero profeta e riceve dal terzo cielo, direttamente dal Signore, da chi invece è un profeta che si lascia influenzare dal secondo cielo.
Daniele 2:20 Daniele prese a dire: «Sia benedetto il nome di Dio per sempre, eternamente, perché a lui appartengono la sapienza e la forza. 21 Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li Innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento.
Il Padre dà sapienza ai savi e accresce l’intendimento a chi lo chiede. L’apostolo Paolo nella lettera agli Efesi fa una preghiera con la quale chiede proprio spirito di intelligenza e di rivelazione. Dio dunque usa i profeti, e i profeti ci rivelano i Suoi piani e i Suoi modi di fare. Davide aveva nel cuore di costruire un tempio per il Signore, e Dio apprezzò questo suo desiderio ma non gli permise di costruirlo. Davide però non si offese con il Signore, né smise di servirlo, al contrario fino all’ultimo dei suoi giorni raccolse tutte le risorse necessarie per costruire il tempio.
1Cronache 22:6 Poi chiamò suo figlio Salomone e gli ordinò di costruire una casa all’Eterno, il DIO d’Israele. 7 Davide disse a Salomone: «Figlio mio, lo stesso avevo in cuore di costruire una casa, al nome dell’Eterno, il mio DIO; 8 ma la parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: “Tu hai versato molto sangue e hai fatto molte guerre; perciò non costruirai una casa al mio nome, perché hai versato molto sangue sulla terra davanti a me. 9 Ma ecco, ti nascerà un figlio, che sarà uomo pacifico e io gli darò riposo da parte di tutti i suoi nemici tutt’intorno. Egli si chiamerà Salomone e nei suoi giorni darò pace e tranquillità a Israele.
La radice del nome Salomone viene da Shalom, che significa pace, benessere. Il regno di Davide profeticamente rappresenta il tempo della Chiesa, che combatte per conquistare territori per Dio, invece il regno di Salomone rappresenta il millennio, in cui non ci sarà nessuna guerra, ma tutti godranno della benedizione attraverso la sapienza di Cristo. Dio dunque sceglie Salomone come successore di Davide, nonostante altri suoi figli, come Adonì, volevano diventare re, ma il Signore non asseconda l’ambizione, Egli asseconda l’unzione, la chiamata e il mantello. Le motivazioni di Adonì non erano giuste, poiché era spinto solo dal desiderio di potere, mentre Salomone desiderava un cuore savio e intelligente per amministrare rettamente la giustizia sul popolo d’Israele.
1Re 1:28 Il re Davide, rispondendo, disse: «Chiamatemi Bath-Sceba». Ella entrò alla presenza del re e rimase in piedi davanti a lui. 29 Il re giurò e disse: «Com’è vero che vive l’Eterno che ha liberato la mia vita da ogni avversità, 30 io farò oggi esattamente ciò che ti ho giurato per l’Eterno, il DIO d’Israele, dicendo: “Tuo figlio Salomone regnerà dopo me e siederà sul mio trono al mio posto”». 31 Bath-Sceba s’inchinò con la faccia a terra, si prostrò davanti al re e disse: «Possa il re Davide mio signore vivere in perpetuo!». 32 Poi il re Davide disse: «Chiamatemi il sacerdote Tsadok, il profeta Nathan e Benaiah, figlio di Jehoiada». Essi vennero alla presenza del re. 33 Il re disse loro: «Prendete con voi i servi del vostro signore, fate montare mio figlio Salomone sulla mia mula e fatelo scendere a Ghihon. 34 Lì il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan lo ungano re d’Israele. Poi suonate la tromba e dite: “Viva il re Salomone!” 35 Risalirete quindi dietro di lui, ed egli verrà a sedersi sul mio trono e regnerà al mio posto, poiché ho costituito lui come principe su Israele e Giuda».

Davanti al profeta, al sacerdote e al capo dell’esercito, Davide dichiarò a Bath-Sceba che suo figlio Salomone sarebbe diventato re. Egli fece portare il ragazzo a Ghihon che era il luogo in cui c’era la sorgente che forniva acqua a tutta la città di Gerusalemme. Questo fu un segno profetico, in quanto la sapienza di Salomone avrebbe alimentato tutto il regno d’Israele. Salomone fu unto re dal profeta e dal sacerdote e ciò parla di legalità, Davide in questo modo fece adempiere la parola che il Signore gli aveva detto. Questo ci insegna che quando Dio ci dà una parola profetica, non dobbiamo dimenticarla. Il nemico farà di tutto affinché non si realizzi, ma noi dobbiamo restare fermi, affinché ciò che Il Signore ci ha detto si compia nella nostra vita. Salomone, una volta diventato re, non si è mai lodato, come hanno fatto altri. Dobbiamo fare attenzione alle persone che quando parlano dicono sempre “Io”, questo significa che sono concentrate solo su sé stesse, ma quando una persona è veramente unta non ha neanche bisogno di dirlo, è l’unzione stessa a dare testimonianza di Lui.
Re 10:6 Disse quindi al re: «Era dunque vero ciò che avevo sentito nel mio paese circa le tue parole e la tua sapienza. 7 Ma non ho creduto a queste cose finché non sono venuta io stessa e non ho visto con i miei occhi; ebbene, non mi era stato riferito neppure la metà. La tua sapienza e la tua prosperità sorpassano la fama di cui avevo sentito parlare. 8 Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua sapienza! 9 Sia benedetto l’Eterno, il tuo DIO che si è compiaciuto di te, mettendoti sul trono d’Israele! A motivo del suo eterno amore per Israele, l’Eterno ti ha stabilito re per esercitare giudizio e giustizia».
La regina di Sceba venne da lontano per conoscere Salomone, e avendo visto con i suoi occhi la sapienza e la ricchezza che c’era nel regno d’Israele, pur essendo pagana, lodò Salomone e lodò Dio per averlo costituito come re. Egli quindi con la sua vita dava testimonianza della grandezza di Dio. Il Mantello di Salomone era intrecciato con un’unzione regale e aveva delle caratteristiche molto importanti:
Sapienza, cioè capacità di mettere in pratica la conoscenza. Conoscere soltanto non ci aiuta, è importante che sappiamo applicare al momento giusto ciò che abbiamo appreso. Salomone sapeva rispondere a tutto ciò che gli veniva chiesto e scrisse anche i libri sapienziali di Ecclesiaste e i Proverbi.
Ricchezza. Per ottenere ricchezza dobbiamo usare la sapienza, infatti è molto semplice sperperare il denaro, mentre è più difficile saperlo amministrare. Salomone non ereditò tutta la sua ricchezza da Davide, poiché suo padre lasciò tutte le ricchezze per la costruzione del tempio. Quello che Salomone riuscì ad accumulare fu per merito suo, grazie all’unzione e alla sapienza che ricevette da Dio e la gente andava da ogni parte del mondo in Israele per conoscerlo e vedere ciò che aveva costruito nel suo regno.
1Re 10:24 E tutto il mondo cercava la presenza di Salomone per ascoltare la sapienza che DIO aveva messo nel suo cuore.
Umiltà. Salomone era umile e riconobbe fin dall’inizio che, anche se indossava il mantello del re, non sarebbe mai stato in grado di costruire il tempio del Signore senza il Suo l’aiuto e la sapienza che gli aveva data (1Re 3:7-9).
Le persone offrivano senza che Salomone chiedesse nulla. Il popolo dava al re soldi, strumenti, risorse e tempo spontaneamente. Questo è un frutto dell’unzione del mantello regale. Davide, attraverso la sua unzione, attirava le persone deboli, emarginate, facendole diventare eroi forti e fieri, Salomone invece spingeva le persone a donare anche se non domandava nulla, era come un magnete che attirava ricchezze attraverso la sua sapienza. Dio non vede nessuno dei suoi figli poveri, perché la povertà non Lo rappresenta, egli non ci ha chiamati alla povertà bensì alla prosperità.
Facilità nello svolgere gli incarichi. Salomone aveva l’unzione per fare tutti i lavori con grande facilità, e fu lui a costruire il tempio al Signore.
1Cronache 22:10 Egli costruirà una casa al mio nome; egli sarà per me un figlio e io sarò per lui un padre; e renderò stabile il trono del suo regno su Israele per sempre”.
Dio disse che il trono di Salomone sarebbe durato per sempre, perché Salomone rappresentava il principe della pace: Gesù, il cui regno non avrà mai fine. Durante il millennio Egli garantirà una grande pace e gli uomini vivranno a lungo, non ci saranno malattie, infermità né demoni, ci sarà soltanto prosperità.
1Cronache 22:5 Davide diceva: «Salomone, mio figlio, è giovane e inesperto e la casa che si deve costruire all’Eterno sarà estremamente magnifica e acquisterà fama e gloria in tutti i paesi; farò quindi i preparativi per essa». Così Davide, prima di morire, fece ingenti preparativi.
Davide ricevette il progetto del tempio direttamente da Dio e da quel momento mise da parte tutte le sue ricchezze per finanziarne la costruzione.
Profondo livello di intimità con il Signore. Salomone inizialmente aveva una relazione profondamente intima con Dio, come suo padre Davide che aveva voluto trasmettergli questa meravigliosa eredità.
1Cronache 28:9 Tu, Salomone figlio mio, riconosci il DIO di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso, perché l’Eterno investiga tutti i cuori e comprende tutti gli intenti dei pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma se lo abbandoni, egli ti rigetterà per sempre. 10 Ora considera che l’Eterno ti ha scelto per costruire una casa come santuario, sii forte e mettiti al lavoro!».
Davide spinse suo figlio Salomone a cercare sempre Dio, poiché Egli si fa trovare da chi lo cerca.
1Cronache 28:19 «Tutto questo», disse Davide, «mi è stato dato per iscritto dalla mano dell’Eterno, che mi ha fatto comprendere tutti i lavori di questo progetto».
Davide fece il progetto del tempio esattamente come glielo aveva rivelato Dio, questo fu possibile grazie alla profonda relazione che egli aveva con il Signore, ma fu suo figlio a costruirlo. Ci sono delle differenze tra il tempio di Erode e quello di Salomone, il tempio di Salomone fu fatto esattamente secondo le misure date da Dio, il tempio di Erode fu fatto con misure umane; il tempio di Salomone rappresenta la Chiesa, che non è un progetto umano ma divino; il tempio di Erode rappresenta il suo desiderio di grandezza e la sua ambizione; in esso mancavano delle cose che invece erano presenti nel tempio di Salomone. Nel tempio di Erode, ad esempio, mancava l’arca; nel tempio di Salomone il fuoco che si accese venne dal cielo.
2Cronache 1:1 Salomone, figlio di Davide, si stabilì saldamente nel suo regno, e l’Eterno, il suo DIO, fu con lui e lo rese estremamente grande. 2 Salomone parlò a tutto Israele, ai capi delle migliaia e delle centinaia, ai giudici, a tutti i principi di tutto Israele, capi delle case paterne.
Quando Dio è con noi, ci rende grandi, Egli infatti innalza chi si abbassa. Salomone stabilì buoni rapporti con tante nazioni e questo garantì pace sul suo regno.
1Re 3Re 3:16 Poi vennero dal re due prostitute e si presentarono davanti a lui.17 Una delle due donne disse: «O mio signore, questa donna ed io abitiamo nella stessa casa; io partorii quando essa era in casa. 18 Tre giorni dopo che io avevo partorito, partorì anche questa donna; e non c’era alcun altro in casa all’infuori di noi due. 19 Il figlio di questa donna morì durante la notte, perché ella gli si era coricata sopra. 20 Ella allora si alzò nel cuore della notte, prese mio figlio dal mio fianco, mentre la tua serva dormiva, e se lo pose in seno, e sul mio seno pose il suo figlio morto. 21 Quando al mattino mi alzai per allattare mio figlio, trovai che era morto; quando però lo esaminai attentamente al mattino, vidi che non era il figlio che io avevo partorito». 22 Allora l’altra donna disse: «Non è vero; mio figlio è quello vivo, e il tuo è quello morto». Ma la prima insistette: «Non è vero; tuo figlio è quello morto e il mio quello vivo». Così bisticciavano davanti al re. 23 Allora il re disse: «Una dice: “Quello vivo è mio figlio e quello morto è il tuo”. E l’altra dice: “Non è vero, quello morto è tuo figlio e quello vivo è il mio”». 24 Il re allora comandò: «Portatemi una spada!». Così portarono una spada davanti al re. 25 Il re quindi ordinò: «Dividete il bambino vivo in due parti e datene metà all’una e metà all’altra». 26 Allora la donna del bambino vivo che amava teneramente suo figlio, disse al re: «Deh! Signor mio, date a lei il bambino vivo, ma non uccidetelo!» L’altra invece diceva: «Non sia né mio né tuo ma dividetelo!». 27 Allora il re, rispondendo disse: «Date alla prima il bambino vivo e non uccidetelo, perché è lei la madre del bambino». 28 Tutto Israele seppe della sentenza pronunciata dal re e temette il re perché vedevano che la sapienza di DIO era in lui per amministrare la giustizia”.
Dio dimostra la grandezza di Salomone dandogli la sapienza per risolvere un caso difficile e facendo venire fuori la verità davanti a tutto Israele. Quando le persone vedono che Dio ci parla, ci usa, e attraverso di noi rende possibili le cose difficili, hanno un timore che non è dettato dalla paura, ma è mosso dall’apprezzamento e dal desiderio di onorare le persone da cui si sentono amate. Il popolo amava il re e lo apprezzava, perché sapeva che la sapienza divina era con lui.
Lo stesso Dio di Salomone è il nostro Dio e poiché non possiamo svolgere un servizio divino con le nostre forze, abbiamo bisogno del mantello e dell’unzione nella legalità, affinché Lo serviamo con amore, sapendo che Gesù, la Sapienza divina, vive in noi, e Colui che vive in noi è più forte di colui che è nel mondo.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo.