IL CRISTO NEI 40 GIORNI DOPO LA RESURREZIONE | Prima parte

Culto del 26 Set 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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1Corinzi 15:14 Ma se Cristo non è risuscitato, è dunque vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.
Il messaggio di questa domenica è la prima parte di uno studio che ha un duplice scopo: quello di farci comprendere le grandi possibilità che abbiamo oggi di vivere la nostra vita, rispetto al periodo che precede la resurrezione e quello di prepararci al millennio, avendo il corpo glorificato di Gesù come modello. La Chiesa infatti, proprio come il nostro Signore, avrà un corpo incorruttibile e immortale che riceverà nel tempo del suo rapimento e con cui tornerà sulla Terra per regnare con Gesù.
Atti 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.
Gesù dopo la resurrezione si è mostrato ai Suoi discepoli, Egli non ha scelto di farsi vedere dal Sinedrio perché la rivelazione è per i poveri di spirito, per chi Lo ama, non per chi è gonfio di conoscenza e superbia. Il nostro Dio dà le prove della fede assoluta a chi le vuole avere, e non le dà a chi non le vuole avere.
Marco 16:6 Ed egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; è risuscitato, non è qui, ecco il luogo dove l’avevano posto.
La Resurrezione è l’evento più potente sia nel mondo dei sensi naturali che in quello dello spirito, perché da quel momento possiamo avere la certezza che è avvenuto un cambio radicale nell’eternità. Gesù infatti ha preso le chiavi della morte e dell’Ades, che Adamo aveva perse, e ha liberato tutti coloro che avevano avuto fede in Dio, ed erano morti prima della Sua venuta, per portarli al Padre. Attraverso la Resurrezione il Signore ha vinto la morte e ha una transizione dal Gesù unto come Messia, il figlio dell’uomo,al Gesù glorificato che non agisce più sotto l’unzione, ma agisce nella gloria del Figlio di Dio. Ecco perché Lui è potuto uscire dalla tomba con la pietra ancora posta a chiusura della porta del sepolcro ed è potuto entrare a porte chiuse nel luogo in cui si trovavano i discepoli.
Atti 10:38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.
In questo verso del libro degli Atti, Pietro parla della potenza del Cristo citando la Trinità, infatti Dio Padre è colui che unge, lo Spirito Santo è l’unzione e Gesù è l’unto. Nell’unzione il Padre si manifesta attraverso la Chiesa, nella fede siamo noi che ci accordiamo con Dio, nella gloria invece il Padre manifesta tutta la Sua sovranità, senza le limitazioni degli uomini. Gesù nell’unzione poteva essere soltanto in un luogo, ma nella gloria dopo la Resurrezione, può terminare di parlare con la Maddalena in un posto, per poi subito dopo apparire in un altro e parlare con le altre donne.
Luca 24:25 Allora egli disse loro: «O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?».
Le Scritture avevano già annunciato la sofferenza del Messia, Egli doveva morire con sofferenza ed essere sepolto, perché tutto ciò avrebbe portato alla Sua Resurrezione e alla Sua entrata nella Gloria.
1Corinzi 15:45 Così sta anche scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; ma l’ultimo Adamo è Spirito che dà la vita. 46 Ma lo spirituale non è prima, bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. 48 Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste.
L’apostolo Paolo ci parla delle differenze che ci sono tra Gesù e Adamo, il primo uomo fu tratto dalla terra e dunque è terrestre, Gesù invece venne dal cielo e prese un corpo di carne per far sì che tutti i terrestri che credono in Lui possano divenire uomini celesti. Vediamo quindi alcune delle principali differenza tra Adamo e Gesù:
Adamo viene fatto a somiglianza di Dio, mentre Gesù è Dio;
Adamo ha l’immagine di Dio, Gesù è l’immagine del Dio invisibile;
tutta la creazione poteva vedere in Adamo colui che rappresentava Dio in terra, mentre in Gesù tutti coloro che avevano gli occhi e il cuore aperto, vedevano la gloria dell’Unigenito Figlio di Dio;
Adamo non ha fatto conoscere perfettamente il Padre, Gesù ce lo ha fatto conoscere perfettamente, infatti Egli ha detto che chi ha visto Lui ha visto il Padre;
Adamo è stato creato da Dio, Cristo era preesistente e poi la Parola è divenuta carne;
Adamo è stato posto in un ambiente accogliente, un luogo di delizia, l’Eden, mentre Gesù è venuto in un mondo ostile, in cui molti Lo hanno respinto.
Colossesi 3:1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita (di Risurrezione) è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, (phanero = resa visibile ai sensi naturali) allora anche voi apparirete con lui in gloria.
Nella lettera ai Colossesi, Paolo ci dice che la certezza che siamo resuscitati con Cristo ci viene data dal fatto che abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, noi infatti non possiamo avere lo spirito senza essere prima rinati e dunque resuscitati con il Signore. Se dunque noi siamo resuscitati, la nostra mente deve essere rivolta alle cose del cielo, poiché siamo legalmente morti al mondo sulla croce con Gesù. Non possiamo continuare a vivere in Adamo, come persone senza speranza, dobbiamo vivere in Cristo, che è in noi speranza di gloria, nell’attesa che arrivi il giorno in cui appariremo con Lui in gloria.
1Pietro 3:4 ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio.
Per Dio il vero uomo e la vera donna stanno nel loro spirito, quando riceviamo la natura divina diventiamo dolci e desiderosi di pace, in modo che quando il Padre ci guarda vede Lui stesso in noi, e ciò ha un grande valore. Noi abbiamo un valore grande ed eterno davanti agli occhi Suoi.
L’apostolo Lirio a questo punto approfondisce in tre punti ciò che è avvenuto in Gesù nei quaranta giorni dopo la Resurrezione:
Egli diventa un Cristo vivente nei secoli dei secoli. Il Suo futuro è eterno, ciò significa che non può morire mai più. Il Cristo del vero cristianesimo non è l’”Ecce Homo” sanguinante e coronato di spine di Giov.19:5, ma un volto lieto e radioso, luminoso come il mattino di primavera e raggiante di vita immortale. Il Suo messaggio ora è: “Io fui morto” ma “Ecco sono vivente per i secoli dei secoli”. Egli si è fatto come noi, umiliato e privato di tutto, per donare ad ogni uomo che crede la Sua gloria e la Sua eternità.
Apocalisse 1:17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 18 e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades.
L’apostolo Giovanni, che aveva una grande intimità con Gesù, tanto da sapere per primo chi Lo avrebbe tradito, che fu testimone della Sua sofferenza e lo vide morire sulla croce, testimoniò in seguito nel libro dell’Apocalisse di aver visto Gesù glorificato e vivente, con in mano la chiave dell’Ades con cui ha aperto la porta della morte e ci ha ridato la vita.
Romani 5:8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue (portato al Santuario celeste), saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Cristo è morto per noi mentre eravamo nemici, peccatori, quindi tutto ciò che ci ha donato non è per i nostri meriti, ma è solamente per la Sua grazia. Egli ci ha giustificati davanti al Padre, attraverso il Suo sangue versato e portato nel santuario del cielo. Ciò ha permesso al Nuovo Patto di entrare in vigore e attraverso questo noi siamo stati perdonati e cambiati dalla natura adamica a quella di Cristo, e da allora in poi siamo giusti davanti a Dio e siamo salvati dall’ira che si manifesterà durante la tribolazione. Gesù è il Dio vivente che intercede per noi continuamente. Oggi grazie alla Sua Resurrezione che ci ha donato la vita, noi possiamo presentarci al Trono della Grazia in ogni momento e in ogni circostanza o bisogno che viviamo, certi che il Padre ci risponde perché ci ama e ci ha pagati a caro prezzo per farci diventare Suoi figli.
Il Cristo, nei quaranta giorni è vittorioso. Nessuno può sconfiggere Gesù, e noi siamo altrettanto vincitori in Lui, per questo non dobbiamo preoccuparci o temere davanti ai problemi e alle difficoltà, il Re vittorioso e potente, infatti, ci farà uscire sempre trionfanti da ogni circostanza. Nella dimensione della gloria, il Signore ha potuto fare cose impossibili umanamente, come uscire fuori da un sepolcro sigillato, e prima che le guardie comprendessero ciò che era accaduto, Lui se ne stava già tranquillo in giardino parlando con Maria come se nulla fosse. Vediamo poi lo stesso potere vittorioso espresso nell’atteggiamento dell’angelo che lo seguì e che, con un solo tocco, rotolò via la pietra dal sepolcro, vi si sedette sopra, e poi guardò in faccia i custodi finché non impallidirono e terrorizzati fuggirono con orrore e sgomento, senza lottare. Possiamo comprendere quindi come nella gloria non ci siano né ostacoli né gioghi. Gesù ha già vinto Satana, lo ha sconfitto una volta per sempre e ci ha riscattati eternamente dalla sua schiavitù.
Ebrei 10:12 egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio, 13 aspettando ormai soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi.
Il Signore è il vincitore, non deve più combattere, Egli sta solo aspettando che i Suoi nemici diventino lo sgabello sei Suoi piedi, e dice ad ognuno di noi: “Ho vinto io per te”. Dobbiamo vedere Gesù come lo vide Giosuè, davanti a Lui cadranno le mura di ogni Gerico e le legioni di ogni forza avversa si dissolveranno.
Giosuè 5:13 Or avvenne che, mentre Giosuè era presso Gerico, alzò gli occhi e guardò, ed ecco un uomo gli stava davanti, con in mano la sua spada sguainata. Giosuè gli andò incontro e gli disse: «Sei tu per noi o per i nostri nemici?». 14 Egli rispose: «No, io sono il capo dell’esercito dell’Eterno; arrivo in questo momento». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?». 15 Il capo dell’esercito dell’Eterno disse a Giosuè: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è santo». E Giosuè fece così.
Quando siamo davanti ad una battaglia dobbiamo ricordare che non c’è nulla di impossibile per Dio, Egli arriva sempre nel momento giusto e ci dà la vittoria. Dobbiamo ricordare però che le mura di Gerico non caddero per una battaglia, ma per la fede di Giosuè e del suo esercito in ciò che Dio aveva detto. Allo stesso modo anche noi dobbiamo avere fede in ciò che il Signore ci dice, anche se ci sembra irrazionale, se non comprendiamo, dobbiamo accordarci con ciò che il Padre ci dice e Gerico cadrà.
Il Cristo dei quaranta giorni è genuino e naturale. Dopo la Resurrezione Gesù si presentò a Maria non come un re glorioso e splendente, ma vestito come un ortolano, un uomo normale, ed ebbe con lei una conversazione naturale, facendole esprimere il suo dolore in modo da guarire il suo cuore afflitto e darle gioia. In seguito si presenta ai discepoli di Emmaus in modo così semplice da non essere riconosciuto, se non solo dopo che spezzò il pane e sparì. Durante il cammino Gesù si preoccupò di consolare i loro cuori, spiegando loro le scritture e il piano di Dio per l’umanità. Infine si presentò in modo semplice e naturale ai Suoi discepoli per fare un ultimo miracolo, un’ultima pesca miracolosa. Anche qui Egli si presentò in vesti così umili e normali da non essere subito riconosciuto, in queste vesti preparò la colazione per i discepoli e guarì il cuore ferito di Pietro, che aveva bisogno di essere riabilitato dopo aver rinnegato tre volte il Signore. Gesù ancora oggi ci viene incontro per guarire il nostro cuore rotto, incontrandoci come Maria nelle nostre ore di dolore, per camminare con noi, come con i Suoi discepoli, o per salutarci nei freddi e tristi mattini che a volte viviamo, dopo le nostre lunghe ore di attesa, fatica e fallimento, con la Sua meravigliosa liberazione e con le Sue parole gentili di amore e istruzione che ci portano on gioia verso il Suo proposito e verso la vittoria.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo