I PRIMI ELEMENTI DEGLI ORACOLI DI DIO

Culto del 18 Ago 2019
Predicatore: Dott.Giuseppe Machì
Download PDF

Morte e vita sono in potere della lingua; quelli che l’amano ne mangeranno i frutti. Proverbi 18:21

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

1Pietro 4:10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.

Anche oggi la predicazione inizia con la lettura dei versetti rhema di quest’anno e viene ulteriormente evidenziato che il credente ha la facoltà di pronunciare gli oracoli di Dio, soprattutto nel tempo in cui viviamo, in cui ha rivelazione riguardo alla fede dell’“ora”.
Nelle predicazioni delle scorse domeniche è stato chiarito che sono oracoli tutte le parole che procedono dalla bocca di Dio, e poiché ogni oracolo porta da un livello spirituale a uno più alto, è necessario che impariamo a usare la nostra bocca nel modo giusto.
Nel libro dei Proverbi (18:21) è scritto che “Morte e vita sono in potere della lingua; quelli che l’amano ne mangeranno i frutti”, versetto da cui si evince che tutte le parole che pronunciamo sono determinanti ai fini del nostro futuro.

Nell’A.T. c’erano persone chiamate ad annunciare gli oracoli di Dio. Erano i profeti.
Nel N.T. Gesù dice di Se stesso qualcosa di simile.

Giovanni 7:14 Ma, verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e incominciò a insegnare. 15 E i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai costui sa di lettere, senza aver fatto studi?». 16 Gesù allora rispose loro e disse: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. 17 Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso.

Nel verso 17 si coglie il nesso esistente tra il parlare che viene da Dio, che indica la Sua volontà, e la dottrina. In altri termini, quando dichiariamo la Parola di Dio dichiariamo la Sua dottrina e mettiamo in noi le giuste fondamenta sulle quali iniziare a costruire.

Ebrei 5:11 nei riguardi del quale avremmo molte cose da dire, ma difficili da spiegare, perché voi siete diventati lenti a capire.12 Infatti, mentre a quest’ora dovreste essere maestri, avete di nuovo bisogno che vi s’insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio, e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido. 13 Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino; 14 il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male.

Per discernere il bene dal male, ciò che per Dio è giusto e quello che non lo è, bisogna essere spiritualmente maturi. L’epistola agli Ebrei mette in evidenza il fatto che, pur avendo recepito il giusto insegnamento del fondamento della dottrina di Cristo, il puro latte della Parola, alcuni Ebrei lo avevano rifiutato, con la conseguenza che dovevano essere istruiti di nuovo sui primi elementi degli oracoli di Dio, oltre che su tante altre verità che si devono comprendere e mettere in pratica se si vuole diventare fedeli discepoli di Gesù Cristo.
Tra l’altro alcuni fratelli non accettavano il fatto di dover passare dal sacerdozio di Aaronne a quello secondo l’ordine di Melchisedek, da cui discendeva quello di Cristo, anche se tale cambiamento di sacerdozio era stato profetizzato.

Salmi 110:4 L’Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek».

Sin dal libro della Genesi si parla del sacerdozio di Melchisedek, che non faceva parte della legge mosaica.

Genesi 14:17 Dopo il suo ritorno dalla sconfitta di Kedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Shaveh, (che è la Valle del re). 18 Allora Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo. 19 E benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra! 20 E benedetto sia il Dio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!». E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.

Gesù è Re e Sacerdote in eterno, e poiché anche noi lo siamo, nel Suo nome abbiamo l’autorità di pronunciare decreti e oracoli. Dobbiamo scoprire però cos’è il vero sacerdozio, quello per cui ancor oggi Gesù intercede per noi e in virtù del quale anche noi dobbiamo intercedere, come Egli desidera.

L’autore dell’epistola agli Ebrei riferisce che alcuni avevano smesso di ascoltare, d’imparare e quindi di crescere. Erano rimasti bambini spirituali, lenti a capire e privi di esperienza della Parola.
Anche se nel processo di crescita spirituale è giusto iniziare da neonati in Cristo, poi bisogna crescere, passare al cibo solido e diventare maturi, imparare a discernere ciò che secondo Dio è bene da ciò che è male. Purtroppo però alcuni, pur non essendo nuovi nella fede, non si comportavano come chi mangia cibo solido e necessitavano nuovamente del latte della Parola.

1Pietro 2:1 Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, 2 come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate,

L’apostolo Paolo rimprovera i Corinzi perché, proprio come avviene oggi nella Chiesa di Cristo, tra loro c’erano invidie, dispute, divisioni e povertà spirituale.

1Corinzi 3:1 Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho dato da bere del latte, e non vi ho dato del cibo solido, perché non eravate in grado di assimilarlo, anzi non lo siete neppure ora, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo? 4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali?

Paolo afferma che un discepolo deve crescere e diventare maturo, esercitato a discernere il bene dal male (1Tess. 5:21-22; Ro. 12:1-2; 1 Pt. 2:11; 4:1-4).

Efesini 4:11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo,13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo 14 affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

Dal verso 14 si evince che il desiderio di Dio è che non si rimanga bambini nella fede, instabili e sempre pronti a cambiare idea, ma che ci si elevi da tale stato a una condizione di stabilità.

Allora come oggi, nella Chiesa alcuni aspiravano ad avere ruoli di visibilità, altri accaparravano pretese di possesso su credenti per i quali avevano speso tempo ed energie. Ma per nessun motivo questo deve avvenire! Tutti siamo collaboratori di Dio e dobbiamo offrire il nostro contributo, affinché il corpo di Cristo sia curato e unito.
Verrà il giorno in cui, mediante il fuoco, verrà palesato se sul fondamento, cioè su Cristo, abbiamo costruito con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno o stoppia.

1Corinzi 3:9 Noi siamo infatti collaboratori di Dio; voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio. 10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto io ho posto il fondamento, ed altri vi costruisce sopra; ora ciascuno stia attento come vi costruisce sopra 11 perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo. 12 Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, 13 l’opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha edificato sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa, 15 ma se la sua opera è arsa, egli ne subirà la perdita, nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco. 16 Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo.

L’oro indica la rivelazione della natura divina; l’argento indica la rivelazione della redenzione e i suoi effetti nella nostra vita; le pietre preziose indicano l’unzione che si è ricevuta per volgere un compito. Tali cose resisteranno al fuoco, ma il legno, la stoppia e la paglia bruceranno, con il risultato che si perderà la ricompensa!
Come con il fuoco l’oro si raffina, diventa puro e brillante, così Dio vuole fare con ciascuno di noi, ma abbiamo bisogno di essere istruiti e da Lui trasformati.
Dobbiamo prepararci per superare la prova del fuoco!

La Parola di Dio scritta contiene i Suoi oracoli per sempre e ci fornisce tutte le istruzioni necessarie per prepararci.

Isaia 55:6 Cercate l’Eterno mentre lo si può trovare, invocatelo mentre è vicino. 7 Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente. 8 «Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie sono le mie vie», dice l’Eterno. 9 «Come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.10 Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, in modo da dare il seme al seminatore e pane da mangiare, 11 così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata.

Dio è sempre con noi, pronto ad aiutarci, edificarci e portarci alla vittoria, ma non può farlo se noi non siamo pronti.
Viene precisato che la Scrittura definisce “empio” (v. 7) chi conosce la verità e rifiuta di metterla in pratica. È interessante quanto scritto nel verso 11, in cui si afferma che la Parola di Dio ha l’efficacia di portare a compimento ciò che dice. Forse non ci rendiamo sufficientemente conto della potenza che c’è nelle parole che pronunciamo e del fatto che, se con fede pronunciamo parole che provengono da Dio, queste si realizzeranno. Quando noi proferiamo oracoli nel nome di Gesù, riceviamo ciò che dichiariamo.
In definitiva, Dio non vuole che rimaniamo bambini, vuole che annunciamo oracoli, affinché tutte le situazioni negative cambino sia per noi stessi che per gli altri. ma per farlo abbiamo bisogno di entrare nella maturità.