I DUE ALBERI, IL SANGUE E LA CROCE

Culto del 12 Lug 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Nel giardino dell’Eden Dio pose due alberi: l’albero della conoscenza del bene e del male e l’albero della vita, e ordinò ad Adamo di non mangiare il frutto del primo albero, come è scritto in Genesi 2:16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai (tu muori e tu morrai)».

Ma come ben sappiamo Eva e Adamo furono sedotti dal diavolo, mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, e una volta mangiato il frutto Adamo morì istantaneamente spiritualmente. A causa della sua disubbidienza il peccato entrò nel mondo. Dio perciò dovette allontanare l’uomo dal giardino dell’Eden e difendere l’albero della vita perché se Adamo avesse mangiato il frutto di quell’albero la condizione si sarebbe perpetuata in eterno.

Così, dalla caduta di Adamo abbiamo due famiglie: una di Adamo radicato nell’Albero della conoscenza del Bene e del male e una di Gesù, l’Albero della Vita (poiché Lui disse: “Io sono la via, la verità e la VITA”).

Gesù è l’ultimo Adamo, quindi l’ultimo della famiglia adamica, perciò quando morì sulla croce tutta la famiglia di Adamo morì con Lui e rimase solo l’albero della vita!

2Corinzi 5:14 Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti;

Tutti siamo morti perché Gesù è morto sulla croce come ultimo Adamo, ma è risorto come Secondo Uomo: l’albero genealogico dell’uomo adamico è morto sulla croce ed è stato sostituito dall’albero della vita! Ma affinché noi potessimo mangiare dall’albero della vita è stato necessario un altro albero: il legno della croce!

Già nell’Antico Testamento troviamo un episodio in cui un legno fu simbolo di salvezza, in Esodo 15:23 Quando giunsero a Mara non poterono bere le acque di Mara perché erano amare; perciò quel luogo fu chiamato Mara.24 Allora il popolo mormorò contro Mosè, dicendo: «Che berremo?». 25 Così egli gridò all’Eterno; e l’Eterno gli mostrò un legno; egli lo gettò nelle acque, e le acque divennero dolci…

In questo episodio possiamo notare che Dio sia per il Suo popolo in quel tempo, che per noi Suoi figli, non ha progettato una vita senza difficoltà, ma ha già preparato le soluzioni per ogni difficoltà che incontriamo: in quel caso attraverso un legno l’acqua amara divenne dolce. Quel legno simboleggia la croce dove Dio inchiodò la natura adamica caratterizzata da amarezza ed egoismo! Infatti quando Gesù fu messo sulla croce divenne maledizione per noi! Così: attraverso l’albero della conoscenza del bene e del male il peccato entrò nel mondo, ma attraverso un altro albero, la croce, Gesù ci ha riscattati dalla maledizione, diventando Lui stesso maledizione per noi, come è scritto in Galati 3:13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»). E come è scritto in 1Pietro 2:24 Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti.

Dunque, Gesù è risorto come secondo uomo, il primogenito di una nuova razza e capo della nuova famiglia di Dio; per questo motivo quando nasciamo di nuovo entriamo a far parte di questa nuova famiglia divina lasciando quella adamica.

1Corinzi 15:47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. 48 Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste.

In Cristo Gesù facciamo parte del Secondo Uomo, perciò abbiamo la Sua stessa natura caratterizzata da altruismo e da amore! Infatti Egli ha dato Se stesso per noi! Per questa ragione, dobbiamo avere la stessa mentalità di Gesù e consapevolizzare che non apparteniamo più alla famiglia di Adamo!

Ma da che cosa è caratterizzata la famiglia adamica? È caratterizzata da egoismo e da egocentrismo! Difatti Lucifero era un cherubino insoddisfatto della sua posizione e per egoismo si separò da Dio, volle essere come Dio, ma ciò lo portò alla caduta! E quando tentò Eva le propose di “essere come Dio” (o meglio di “diventare dio di loro stessi”); Adamo non fermò la moglie, mangiò anch’egli del frutto e il peccato entrò: perciò l’uomo scelse di innalzarsi e di separarsi da Dio, ma cadde  e diventò egoista! Questo però non è ciò che Dio voleva per l’uomo e per noi oggi! Infatti Gesù  ha fatto tutto il contrario: ha ubbidito al Padre, ha abbassato Se stesso ed è venuto per servire! Gesù non si è legato alla posizione, ma ha compreso il proposito del Padre e lo ha adempiuto! Filippesi 2:5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.

La Bibbia dice che dobbiamo avere la stesa mentalità di Cristo, che considera la vera grandezza non nella posizione, ma nel servizio, poiché ciò che davanti a Dio conta di più è quanto stai servendo gli altri portandoli nello scopo divino.

Abbiamo imparato che esistono tre aspetti della croce:

1) Principio in Dio da Eternità a Eternità

Dio, prima ancora che Adamo peccasse, aveva già pronta la soluzione per salvare la Sua creatura: Gesù, l’Agnello immolato avanti la fondazione del mondo.

2) Evento storico

Luogo = Golgota; durante la festa di Pasqua.

3) Potenza di Dio per noi che crediamo

1Corinzi 1:18 Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio.

Se leggiamo attentamente questo verso possiamo notare come la Bibbia sia chiara sul concetto che la predicazione della croce è la potenza di Dio per noi che siamo salvati! Mentre per coloro che periscono (i perduti) è follia, poiché ridono di essa.

Allora, quale è la potenza di Dio per i perduti? Il Vangelo! Leggiamo a tal proposito Romani 1:16 Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.

Dunque, il messaggio di salvezza è per tutti, il Vangelo è per tutti ed è la potenza della salvezza, perché i perduti hanno bisogno di sapere che Gesù è venuto, è morto (versò il Suo sangue per l’espiazione), è stato sepolto, è risorto ed è ora il Signore di tutti!

Perché è la Croce il potere di Dio per noi che siamo salvati? Perché, il potere per essere trasformati alla somiglianza di Cristo si trova nella Croce, dunque abbiamo la vittoria nel nostro cammino quotidiano solo grazie alla Croce e non per mezzo del Sangue.

Ma allora, a cosa serve il Sangue?

Per mezzo del Sangue noi siamo giustificati davanti a Dio! Il sangue toglie ogni peccato e ci purifica da ogni iniquità! Perché è importante che le nostre iniquità siano tolte? Perché ci separano da Dio, come è scritto in Isaia 59:2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto. Dunque, le nostre iniquità ci separano da Dio, mentre i nostri peccati ci impediscono di avere una relazione Padre-figlio/a.

Nell’Antico Testamento troviamo scritto cosa doveva fare il sommo sacerdote nel giorno dell’espiazione dei peccati: prendeva due capri, uno lo uccideva e spargeva il sangue per l’espiazione, mentre sull’altro imponeva le mani e confessava i peccati, come è scritto in Levitico 16:21 Aaronne poserà entrambe le sue mani sulla testa del capro vivo e confesserà su di esso tutte le iniquità dei figli d’Israele tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati, e li metterà sulla testa del capro; lo manderà poi nel deserto per mezzo di un uomo appositamente scelto.

In questo verso leggiamo che il sommo sacerdote doveva confessare tre cose:

1) Iniquità (in ebraico Awon)

Iniquità significa: torsione intenzionale di un determinato standard. L’iniquità si riferisce maggiormente al carattere interiore ed è ciò che ha prodotto l’azione del peccato, dunque ciò che porta una persona a peccare.

Quando commettiamo un’iniquità significa che torciamo la Verità, che siamo contaminati e scegliamo di schierarci con il nemico mettendoci contro la Verità.

3) Trasgressioni (in ebraico Pesha)

É una ribellione volontaria allo standard divino: sappiamo la Verità e qual è la Volontà di Dio, ma scegliamo lo stesso di fare di testa nostra!

2) Peccati (in ebraico Chattah)

Questa parola significa mancare il bersaglio: quando pecchiamo non portiamo avanti il proposito di Dio per noi! Il peccato implica un’azione.

Il Sangue è l’unico strumento che può giustificarci e purificarci davanti a Dio da ogni nostra iniquità, trasgressione e peccato, come è scritto in 1Giovanni 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

Dobbiamo avere ben chiaro che il concetto d’iniquità non è legato a un’azione, ma alla motivazione che induce a compiere quell’azione, per questa ragione la Bibbia lo distingue dal concetto di peccato, ovvero dall’azione. Infatti il salmista Davide parla di “iniquità del mio peccato” in Salmi 32:5 Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Sela) Davide scrive questo Salmo dopo aver peccato con Bat-Sheba: egli riconosce che non ha coperto la sua iniquità, ma ha distorto la Verità divina, e ha volutamente peccato.

Per questa ragione l’iniquità può essere descritta come l’essenza della trasgressione o del male, mentre il peccato è l’azione stessa! La Bibbia però aggiunge che ci può essere iniquità senza azione, lo leggiamo in Matteo 5:28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

In questo verso vediamo che non c’è l’azione, ma c’è l’iniquità, e davanti a Dio è sempre qualcosa di sbagliato, perché il peccato è stato concepito e dunque la persona rinuncia alla Verità.

Se siamo credenti, figli di Dio, abbiamo cambiato famiglia, lasciando quella adamica per la famiglia divina, perciò dobbiamo identificarci con questa nuova famiglia e con la mentalità di Cristo, e rinunciare al peccato.

Leggiamo 1Giovanni 5:17 Ogni iniquità è peccato, ma c’è un peccato che non è a morte. Ogni distorsione della Verità è peccato perché non ci fa vedere più la giustizia di Dio! Il peccato sempre porta a delle conseguenze: ci porta ad avere problemi sia con Dio, perché ci allontana dalla Sua presenza; sia con la nostra coscienza (il senso di colpa); sia col nemico, al quale abbiamo dato la possibilità di accusarci. Ma il Sangue ha pagato per noi, esso ci purifica e restaura la comunione con Dio Padre! Dunque, il Sangue è utile per Dio per vederci puri, ed è utile a noi per vincere l’accusatore; poiché il Sangue è un’arma spirituale da usare contro il nemico: ci purifica la coscienza e ci mette sotto la protezione di Dio, nonostante il diavolo voglia accusarci; infatti possiamo dichiarare “è vero, ho sbagliato, ma dichiaro il sangue di Cristo sulla mia vita che mi lava e mi purifica!”

A differenza del Sangue, la croce è un’arma contro la nostra carne, poiché è lo strumento per la distruzione della nostra vecchia natura! Ma qual è il principio della croce? Il principio lo vediamo nella vita di Gesù, il quale sceglie ogni giorno di fare la volontà del Padre, infatti noi, figli di Dio, siamo chiamati ogni giorno “a prendere la nostra croce”, ovvero siamo chiamati ogni giorno a ubbidire alla volontà di Dio e adempiere il Suo proposito! Ogni giorno dobbiamo decidere di arrenderci alla volontà del Padre, dunque di morire a noi stessi, e ricordarci che Gesù vive in noi, ed essere come Lui.

Inoltre, dobbiamo ricordarci che se siamo stati crocifissi con Lui (come dice l’apostolo Paolo) non possiamo vivere in Adamo, perché vivremmo in maniera illegale! Se viviamo delle circostanze che ci fanno arrabbiare o urlare, ricordiamoci che Gesù non ha mai reagito, ma ha solo agito! Se reagiamo tendiamo ad autodifenderci, ma impariamo a lasciarci difendere da Dio!

L’esempio più grande che abbiamo per vivere secondo la volontà del Padre è la vita del Figlio: Gesù infatti si dedicò a rivelare, glorificare, e soddisfare il Padre, infatti Egli diede la Sua vita per lo scopo del Padre.

L’apostolo Paolo afferma che anche noi dovremmo avere lo stesso stile di vita di Gesù, ovvero vivere per lo scopo del Padre e non per noi stessi. Leggiamo a tal proposito 2Corinzi 5:13 Infatti se siamo fuori di senno, lo siamo per Dio, e se siamo di buon senno lo siamo per voi.14 Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; 15 e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro.

Il principio della croce consiste nel morire a se stessi e questo deve diventare il nostro stile di vita! Se siamo realmente morti a noi stessi, se ci umiliamo e scegliamo di adempiere la volontà del Padre, la vita di resurrezione di Gesù si potrà manifestare in noi!

Dobbiamo ricordarci che la nostra vecchia natura è stata inchiodata sulla croce con Gesù, affinché Cristo viva in noi! Satana non ha più il potere di dominarci, poiché la croce gli ha tolto il diritto legale di dominarci e il sangue ha tolto il peccato!

Per questa ragione dobbiamo consapevolizzare di appartenere a Cristo e di vivere per Lui adempiendo il proposito divino!

 

 

Redazione a cura di Gioia Machì