GESU’ CRISTO NOSTRO AVVOCATO

Culto del 26 Dic 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Rosanna Garofalo.

Giovanni 15:26 Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me.
Gesù Cristo è il nostro Avvocato presso il Padre. La parola avvocato in latino significa “chiamato vicino” e nei vangeli viene usato solo dall’apostolo Giovanni con il termine “Paraklètos”, cioè chiamato accanto per difendere. La figura del paraklètos era usata anche dai greci e indicava una persona che si imbarcava insieme ai soldati che partivano per la guerra, con lo scopo di incoraggiarli e, in questo modo, tenere alto il loro morale anche durante la battaglia.
1Giovanni 2:1 Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il giusto.
Giovanni nella sua lettera ci dice che noi abbiamo un Avvocato presso il Padre. Egli usa il tempo presente e non il passato per fare questa affermazione, per farci comprendere che, poiché Dio sa che anche se siamo nati di nuovo siamo imperfetti e quindi ci capiterà di cadere in peccato, ci ha provveduto un Avvocato pronto a difenderci davanti al Giudice nel Tribunale dei cieli. Prima che Gesù resuscitasse e ascendesse al cielo, sedendosi alla destra del Padre, gli uomini non avevano nessun avvocato e nessun mediatore, ma dopo che il Cristo ha compiuto tutto ciò per cui è stato mandato ed è salito al cielo, noi tutti che crediamo in Lui abbiamo un Avvocato nel tempo presente, quello in cui viviamo sulla Terra. Il nostro Avvocato è giusto e credibile, poiché prima ancora di difenderci ha pagato con il Suo sangue per ognuno di noi. In Genesi 18 leggiamo che Abrahamo si rivolse a Dio come a un Giudice presso cui intercedere per salvare gli abitanti di Sodoma e Gomorra.
Genesi 18:22 Poi quegli uomini si allontanarono di là e si avviarono verso Sodoma; ma Abrahamo rimase ancora davanti all’Eterno. 23 Allora Abrahamo si avvicinò e disse: «Farai perire il giusto insieme con l’empio? 24 Ammesso che ci siano cinquanta giusti nella città, distruggeresti tu il luogo e non lo risparmieresti per amore dei cinquanta giusti che si trovano nel suo mezzo? 25 Lungi da te il fare tale cosa: far morire il giusto con l’empio, cosicché il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?».
Abrahamo riconosce che Dio è il Giudice di tutta la terra, ciò significa che ogni volta che presentiamo al Padre una causa, Egli interviene per risolverla, ma il Padre è un giusto giudice, Egli giudica nella verità e quindi non farà mai giustizia se vede nel nostro agire ingiustizia, al contrario se non ci nascondiamo davanti a Lui, ma confessiamo i nostri errori, Egli è pronto a donarci misericordia grazie all’intercessione del nostro Avvocato Gesù che ha già pagato per i nostri peccati.
Isaia 43:25 Io, proprio io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati. 26 Fammi ricordare, discutiamo il caso insieme, parla tu stesso per giustificarti. La realtà dell’aula del tribunale celeste è rivelata da Gesù che dichiarò che se qualcuno odia suo fratello, sarà sottoposto al giudizio dinanzi ai tribunali.
In questi versi di Isaia, il Padre ci mostra la Sua volontà di perdonare e di non ricordare più i nostri peccati, cosicché quando noi ci presentiamo davanti a Lui per chiedere perdono, Egli non solo ce lo concede, ma in più dimentica ciò che abbiamo fatto e non parlerà più con noi degli errori che abbiamo commesso. Il Padre inoltre ci invita a discutere con Lui di ciò che è successo, a parlare per giustificarci delle nostre azioni sbagliate, affinché il nostro peccato o il nostro dolore non ci portino a chiuderci e quindi allontanarci da Lui, impedendo che il cambiamento avvenga nella nostra vita. Il Padre vuole che discutiamo con Lui perché, parlando di ciò che ci affligge, possiamo confrontarci con la Verità che cambia la nostra visione e la nostra vita; inoltre quando ci fermiamo a discutere e a riflettere su ciò che è accaduto, possiamo anche arrivare a un’assunzione di responsabilità in cui chiediamo perdono all’altro anziché accusarlo. In Matteo 5 Gesù ci parla del tribunale dei cieli.
Matteo 5:21 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere” e: “Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio”; 22 ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: “Raca”, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Stolto”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. 23 Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta. 25 Fa’ presto un accordo amichevole con il tuo avversario, mentre sei sulla via con lui, che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice e il giudice ti consegni alla guardia e tu sia messo prigione.
Per Dio la relazione che abbiamo con i fratelli è più importante delle offerte che possiamo fare a Lui. Egli ci invita a stare in pace gli uni con gli altri e risolvere tra di noi le nostre controversie, poiché, nel momento in cui una causa irrisolta viene presentata davanti a Dio, sarà il Padre a dover intervenire come Giudice. Le nostre richieste fatte nella stanza della preghiera, infatti, vengono sempre ascoltate dal Signore, e attivano il tribunale dei cieli.
Matteo 16:19 Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli»,
Ogni volta che noi presentiamo una causa al cielo, il Giudice emette una sentenza che avrà effetti sulla terra. Dio però non farà quello che vogliamo noi, ma farà solo ciò che ritiene giusto, Egli infatti emetterà una sentenza di giustizia e gli angeli si muoveranno per fare adempiere ciò che il Giudice ha stabilito.
Giovanni 14:26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.
Il termine parakletos in greco si utilizza anche col significato di Consolatore, con cui Giovanni chiama lo Spirito Santo. Egli ci ricorda tutto ciò che Gesù ci ha insegnato e ci ricorda anche che abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo il Giusto. Lui è lì per difenderci e per assicurare a Dio che la Sua volontà viene fatta da coloro che sono stati lavati con il Suo sangue. Noi dunque abbiamo due Parakletos: uno in cielo, Gesù, e l’altro in Terra, lo Spirito Santo; uno che dimora dentro di noi e l’altro che si trova alla destra del Padre. La redenzione non si esaurisce con la nuova nascita, ma implica il camminare in modo nuovo, facendo ciò che piace al Padre e allontanandoci dal male, se questo non avviene in noi, è come se stessimo negando la nuova nascita e il perdono dei peccati operato da Gesù.
1Giovanni 1:3 quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo, 4 E vi scriviamo queste cose affinché la vostra gioia sia completa. 5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Se camminiamo nelle tenebre, cioè se nascondiamo i nostri peccati, non mettiamo in pratica ciò che il Padre ci dice di fare e così mentiamo e inganniamo gli altri. Quando siamo nella luce, però, vediamo le cose come sono veramente, e ciò ci dà la giusta percezione di chi è Dio, di chi siamo noi e di chi sono gli altri. Camminare nella luce non significa non peccare, ma ammettere di aver sbagliato e desiderare di cambiare, significa essere trasparenti e mostrare le proprie debolezze per chiedere aiuto a Dio e lasciarci trasformare da Lui. Le relazioni che abbiamo con le persone dipendono dal modo in cui camminiamo; a volte non si va d’accordo e si litiga in famiglia, con gli amici, con chi ci sta accanto perché stiamo camminando nelle tenebre. Sapere che qualcuno mente, non dice la verità, porta a una perdita di fiducia che rompe i rapporti, le relazioni infatti funzionano solo dove c’è trasparenza. In Dio non c’è nessuna tenebra, Egli è verità e allo stesso modo noi siamo chiamati a parlare nella verità. Il sangue di Gesù piò purificarci da ogni contaminazione con l’inganno e l’iniquità, se solo noi siamo pronti a non chiuderci e a confessare i nostri peccati camminando nella trasparenza e in comunione con Dio.
1Giovanni 2:1 Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se pure qualcuno ha peccato, abbiamo un AVVOCATO presso il Padre: Gesù Cristo il giusto. 2 Egli è l’espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Essendo nati di nuovo noi non desideriamo più vivere nel peccato, ma poiché siamo in un processo di crescita, ci capiterà di fare degli errori dovuti alle nostre abitudini sbagliate. Questo però non deve scoraggiarci, perché abbiamo presso Dio un avvocato: Cristo Gesù il Giusto che ci riabilita nella comunione con il Padre, grazie al prezzo che Lui ha già pagato versando il Suo sangue per noi. Egli è l’espiazione per i peccati di tutta l’umanità ed è Mediatore per tutto il mondo. Vi è una differenza tra il Tribunale del cielo e il Trono della Grazia: il Trono della Grazia è il luogo in cui andare per ottenere misericordia, il Tribunale dei cieli è invece il luogo in cui andare per ottenere giustizia sul nostro avversario; il Trono della Grazia inoltre è gestito dal Sommo Sacerdote Gesù, mentre il Tribunale è gestito dal Giudice, Dio Padre.
Luca 18:3 Or in quella stessa città c’era una vedova che andava da lui, dicendo: “Fammi giustizia del mio avversario”.
Nella parabola della vedova e il giudice, Gesù ci parla di una donna vedova che andava a chiedere giustizia a un giudice iniquo. Egli inizialmente non voleva ascoltarla, ma in seguito, per la sua insistenza, le fece giustizia. Il nostro Dio però è un giudice giusto che non ritarda le Sue sentenze.. ma ci risponde subito e ha compassione per noi.
Ebrei 4:14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.
Davanti al Trono della Grazia noi troviamo misericordia, il nostro Sommo Sacerdote Gesù infatti ci conosce, comprende le nostre debolezze e i nostri dolori e anziché punirci per i nostri peccati ci dà grazia e misericordia per ricevere aiuto.
Ebrei 10:19 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, 20 che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, 21 e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Da quando Gesù è morto sulla croce e il velo del tempio si è squarciato, i credenti in Lui hanno il diritto di entrare in un nuovo santuario, dobbiamo però presentarci con un cuore sincero, trasparente, e con piena certezza di fede, poiché Gesù, il nostro Avvocato, attraverso il Suo sangue può purificarci dalla cattiva coscienza e donarci pace. La Sua Parola inoltre ha il potere di eliminare dal nostro corpo da ogni malattia. Ciò che rende nostro Signore Gesù Cristo un difensore così adatto per noi quando commettiamo peccato, è che Egli è la propiziazione o il “sacrificio espiatorio” per ogni uomo e ogni donna che vanno a Lui.
Giovanni 8:6 Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi, scriveva col dito in terra. 7 E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 Poi, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Quelli allora, udito ciò e convinti dalla coscienza, se ne andarono ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; così Gesù fu lasciato solo con la donna, che stava là in mezzo. 10 Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù allora le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più».
Nel Vangelo di Giovanni leggiamo che quando presentarono a Gesù la donna adultera, Egli non la condannò come prescritto dalla legge, ma chiese agli uomini che Gliel’avevano portata di lanciarle la pietra solo nel caso in cui non avessero mai peccato durante la loro vita, così accusati dalla loro coscienza andarono tutti via e la donna rimase sola con Gesù. Quel giorno la miseria e la misericordia s’incontrarono, il peccato incontrò l’espiazione e la donna andò via giustificata. Questo episodio ci insegna come la misericordia e la grazia sono sempre disponibili per noi quando infrangiamo la legge di Dio, tutto ciò che dobbiamo fare è invocare Cristo nostro Avvocato ed affidarci pienamente a Lui.