GESU’ CON I DISCEPOLI SULLA VIA DI EMMAUS

Culto del 05 Set 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. Mt 28:9

Redazione a cura di Gandolfa Brucato.

La predicazione odierna tratta di un incontro speciale, che ha dato il titolo al messaggio e precisamente “GESU’ CON I DISCEPOLI SULLA VIA DI EMMAUS”. I 40 giorni di Gesù con i discepoli, dopo la Sua risurrezione, sono stati entusiasmanti.

Atti 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Occorrevano prove convincenti per dimostrare con chiarezza la resurrezione di Gesù, perchè la tomba vuota aveva convinto sia le donne che i discepoli che si trattasse di profanazione. Nella Bibbia vengono riportate 13 Sue apparizioni dopo la resurrezione, alcune prima dell’ascensione e dopo l’ascensione appare a Paolo sulla via di Damasco. Citiamo le 4 più importanti in ordine cronologico:
1. Apparve a Maria Maddalena (Marco 16:9-11; Giovanni 20:11-18). Ci si chiede perchè a Maria di Magdala e non a Sua madre o ai discepoli? La risposta si trova nel fatto che essendo ella stata liberata da Gesù da sette demoni, il suo livello di gratitudine era abbastanza alto.

Luca 7:47 Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama».

Mentre Gesù si trovava a casa di Simone il fariseo entrò una donna che aveva una cattiva nomea e quest’uomo criticò Gesù per averla ricevuta, ma Lui enfatizzò sul fatto che “ama di più” chi è stato perdonato da un maggior numero di peccati. Infatti l’intimità tra due o più persone è correlata al livello di stima e gratitudine che intercorre tra loro. Risulta però importante comprendere pienamente da cosa si è stati perdonati e non sempre ciò avviene con obiettività. Ricordiamo l’episodio della guarigione da parte di Gesù di 10 lebbrosi, dei quali solo uno tornò per ringraziare Gesù (eppure tutti e 10 erano stati guariti dal medesimo problema). Però colui che è tornato ha ricevuto la salvezza e la parola, alcuni cercano solo il favore e non la relazione.

Giovanni 20:17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

Maria di Magdala avrebbe voluto prendere il corpo di Gesù, guidata dal grande amore per Lui ha agito priva di razionalità, non si rendeva conto di non essere in grado di prendere da sola il corpo di Gesù, ma sappiamo che la passione non conosce ostacoli. Non lo ha riconosciuto (lo scambiò per l’ortolano), quando però lo ha sentito parlare ha riconosciuto la Sua voce. Gesù non poteva essere toccato, poichè non aveva ancora portato il Suo sangue in cielo. Infatti c’è stato un vuoto temporale in cui non c’era un patto valido in quanto, il patto mosaico era scaduto quando la cortina del tempio, che separava il luogo santo dal luogo santissimo si era squarciata e tutto era compiuto e da quel momento Dio non accettava più il sangue di animali ed anche se i sacerdoti continuavano ad offrire sacrifici Lui non li accettava più, perchè il sangue di Gesù era già stato versato e il nuovo patto della santa ed eterna alleanza non era ancora entrato in vigore. Quest’ultimo è iniziato quando Gesù ha portato il suo sangue alla presenza della Corte Suprema dell’universo ed è stato accettato. Il Sangue di Gesù perdona i peccati, rimuove la natura di peccato, lava, purifica. Gesù disse a Maria che stava andando al Padre Nostro. Certo anche prima della Sua morte e resurrezione Egli aveva insegnato il “Padre nostro”, ma in quel caso si trattava di una preghiera profetica, perchè non erano nati di nuovo, ma quando lo disse a Maria era reale e vale anche per noi, che con la nuova nascita possiamo chiamare Dio “Padre”, Lui è soltanto il Padre di coloro che ha generato.

Efesini 1:7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia,

Quel sangue mise il Sigillo alla Nuova Alleanza, ha pagato il prezzo del nostro riscatto, siamo stati redenti, non con oro e argento come si compravano gli schiavi, ma col prezioso sangue di Gesù, abbiamo cambiato padrone, apparteniamo a Gesù, che ha acquistato l’intero nostro essere, spirito anima e corpo, il nemico non ha più alcun diritto legale su di noi.
2. Apparve alle altre due donne che erano con Maria Maddalena: Salome e Maria madre di Giacomo.

Matteo 28:9 E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. 10 Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno».

All’inizio tutte e tre le donne erano insieme, ma Maria Maddalena, forse perchè più giovane e quindi più veloce nei movimenti si staccò dalle altre due. E mentre queste due donne stavano per dire ai discepoli che il corpo di Gesù era scomparso, Lui apparve loro improvvisamente e le salutò. L’apparizione comunque avvenne in un breve lasso di tempo, ma a differenza di Maria Maddalena, queste ultime Lo riconobbero subito. Gesù disse: «Rallegratevi!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e Lo adorarono. Gesù apparve prima alle donne, per ridare loro dignità, in quanto nell’A.T. esse non avevano potere legale di poter essere considerate testimoni, infatti la testimonianza di due o tre risultava valida solo se riferita agli uomini, quindi il fatto che è apparso prima alle donne è servito a riscattarle e a riabilitarle, Gesù non segue la tradizione, bensì la cultura del regno.
3.Apparve a Pietro (Luca 24:34). Non conosciamo i dettagli di questa apparizione, sappiamo però che quando i due sulla via di Emmaus tornarono a Gerusalemme, i discepoli diedero loro la notizia che Gesù era apparso a Pietro. Quindi sembra che Pietro sia stato il terzo sulla lista a vederlo.
4.Apparve a due uomini sulla via di Emmaus.

Luca 24:13 In quello stesso giorno, due di loro se ne andavano verso un villaggio, di nome Emmaus, distante sessanta stadi da Gerusalemme. 14 Ed essi parlavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15 Or avvenne che, mentre parlavano e discorrevano insieme, Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo. 17 Egli disse loro: «Che discorsi sono questi che vi scambiate l’un l’altro, cammin facendo? E perché siete mesti?».18 E uno di loro, di nome Cleopa, (gloria del Padre) rispondendo, gli disse: «Sei tu l’unico forestiero in Gerusalemme, che non conosca le cose che vi sono accadute in questi giorni?». 19 Ed egli disse loro: «Quali?». Essi gli dissero: «Le cose di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e parole davanti a Dio e davanti a tutto il popolo. 20 E come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno consegnato per essere condannato a morte e l’hanno crocifisso 21 Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto questo, siamo già al terzo giorno da quando sono avvenute queste cose. 22 Ma anche alcune donne tra di noi ci hanno fatto stupire perché, essendo andate di buon mattino al sepolcro, 23 e non avendo trovato il suo corpo, sono tornate dicendo di aver avuto una visione di angeli, i quali dicono che egli vive. 24 E alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato le cose come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25 Allora egli disse loro: «O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 28 Come si avvicinavano al villaggio dove erano diretti, egli finse di andare oltre. 29 Ma essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato». Egli dunque entrò per rimanere con loro. 30 E, come si trovava a tavola con loro prese il pane, lo benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?». 33 In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme. 34 Costoro dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone».35 Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane.

Gesù apparve a due uomini in viaggio verso est, verso il villaggio di Emmaus. Si introdusse tra loro che stavano parlando e si unì alla loro conversazione, ma loro non Lo riconobbero. Non sappiamo perchè, anche se si può forse dare una spiegazione spirituale: se i discepoli l’avessero riconosciuto, non avrebbe avuto modo di insegnare loro. Stavano parlando di quanto fossero delusi dalla morte di Gesù e di come pensavano che fosse il Messia Liberatore, mentre la realtà del momento dimostrava l’esatto contrario. E così Gesù dopo averli rimproverati, asserendo che non erano tristi per la morte di Gesù, ma perchè non credevano alle scritture che l’avevano preannunciata, spiegò loro, iniziando dagli scritti di Mosè e dai profeti, tutte le profezie su Gesù. A questo punto viene proiettato un breve video, oltremodo commovente, sul dialogo tra i due discepoli, sulla loro evidente sofferenza e sull’insegnamento di Gesù. Da notare che, anche se sembra che il loro tragitto sia avvenuto in un lasso di tempo breve, in realtà detto percorso era lungo, corrispondeva a 60 stadi che equivalgono a 11,200 chilometri, che per essere percorsi a piedi richiedevano abbastanza tempo; infatti Gesù potè loro spiegare bene le scritture. L’incontro avvenne nel tardo pomeriggio della domenica in cui Gesù era risorto, infatti loro Gli chiesero di rimanere con loro perchè si era fatta sera e solo quando Gesù spezzò il pane Lo riconobbero, ma proprio in quell’istante Lui scomparve dai loro occhi; la parola vivente (Gesù) spiegò la parola scritta e mentre ciò avveniva, il cuore dei discepoli cominciò ad ardere e quando la parola scritta fu creduta i loro occhi si aprirono e le scaglie caddero. Il loro umore cambiò improvvisamente e col buio nel giro di un’ora tornarono a Gerusalemme e furono felicemente salutati con il racconto che Gesù era risorto ed era apparso a Pietro. Ma anche loro avevano notizie simili da raccontare! Da notare che i due discepoli inizialmente erano mesti, delusi, senza speranza, erano vicini alla depressione, che viene pressappoco diagnosticata quando la mestizia dura oltre un mese. La tristezza è passeggera, ma la delusione è l’anticamera del precipizio della depressione, infatti Pietro che era stato fatto da Gesù “pescatore di uomini” tornò a pescare pesci, i due discepoli da Gerusalemme stavano tornando ad Emmaus, tutti tornavano alla vita di prima, la delusione infatti fa tornare indietro. L’intervento di Gesù che andò loro incontro ha ribaltato le circostanze, li ha fatti sfogare, li ha rimproverati, li ha aiutati a reinterpretare i fatti, spiegando loro come la morte di Gesù non andava considerata un fallimento, in quanto era stata seguita dalla Sua resurrezione, che risultava oltremodo necessaria per poter realizzare la resurrezione, la salvezza e la redenzione e per far riacquistare la gloria a Gesù. Infatti Egli, come sappiamo, durante la sua permanenza sulla terra aveva rinunciato alla gloria, si muoveva soltanto con l’unzione, si spostava a piedi, invece dopo la resurrezione si riappropriò della gloria: durante i 40 giorni entrava a porte chiuse, poteva apparire in posti tra loro distanti pressocchè contemporaneamente, etcc.
Tornando all’episodio di Emmaus notiamo che Gesù andò loro incontro e li trovò col cuore rotto (versetto 21) – “Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele” – ma tutte le loro speranze sono state deluse! .Forse questo descrive la condizione in cui si può trovare chiunque e cioè essere convinti di trovarsi in una situazione senza speranza, ma Gesù è venuto per guarire i cuori rotti, per ridare futuro e speranza. L’apostolo Lirio a questo punto spiega alcuni concetti che secondo la giusta o errata interpretazione possono portare alla depressione o possono far uscire da essa. Intanto dobbiamo sapere che siamo spirito, abbiamo un’anima e abitiamo in un corpo, anche se anima e spirito non sono visibili. Ogni essere spirituale è in grado di parlare a se stesso e interpretare ciò che vede.
SPIEGHIAMO L’ABC SULLE EMOZIONI:
A = EVENTO B = INTERPRETAZIONE DELL’EVENTO (cosa dici a te stesso) C = REAZIONI EMOTIVE COSCIENTI. Ricordiamo che non è molto importante a livello emotivo quello che avviene, ma come noi lo percepiamo, lo interpretiamo e cosa confessiamo a noi stessi.

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI GUARIGIONE DELL’ANIMA IN CINQUE STADI: 1.L’evento precipitante (ciò che ha manifestato il problema) 2. Il sistema di credo (come la persona percepisce o interpreta l’evento) 3. La reazione emotiva alla percezione (cioè le reazioni emotive che seguono la percezione); 4. La domanda che tende ad aggiustare la sbagliata percezione (aggiusta le vedute e le percezioni distorte) 5. La risposta alla precedente domanda ( reinterpretarne l’evento).
Questo modello è ricavato dall’episodio dei discepoli sulla Via di Emmaus e come Gesù ha trattato con questi due cuori rotti, mesti e delusi. 1. EVENTO precipitante che ha evidenziato il problema (la morte di Gesù) 2. SISTEMA DI CREDO: credono che tutto sia finito, non c’è speranza in Israele. Ha evidenziato il problema (La morte di Gesù) 3. REAZIONE EMOTIVA: Sono delusi e mesti. 4. Domanda per aggiustare le percezioni distorte. Come mai siete così mesti? Che discorsi fate lungo la via? 5. Risposta alla precedente domanda: Spiega le Scritture, li rimprovera e si rivela e i loro occhi vengono aperti. Gli eventi non erano cambiati, ma Gesù li aveva portati alla giusta interpretazione degli stessi. L’esame di questi episodi può risultare utile a chi potesse trovarsi in una situazione complicata, che potrebbe sfociare in una depressione. Avremo tribolazioni, che sono lunghe spine velenose che si conficcano dentro di noi, saremo scossi da situazioni e circostanze di grande sofferenza, che tendono ad allontanarci dalla realizzazione del proposito, che Dio ha per ciascuno di noi. Ma non permettiamo che ciò avvenga, il percorso può rivelarsi ripido e difficile, ma Dio vuole realizzare il proposito e se conosciamo la fine delle cose possiamo rimanere fermi, anche quando tutto sembra ostacolarci. Ricordiamo la storia di Giuseppe, che aveva chiaro ciò che Dio gli aveva promesso e non si lasciò mai fermare dalle situazioni avverse e Dio all’improvviso cambiò le situazioni e realizzò la sua promessa.
L’apostolo Lirio mostra la sua tristezza nel notare che la chiesa in generale attualmente non sta interpretando bene gli ultimi tempi, in cui ci troviamo, è evidente un calo di zelo e di entusiasmo; molti preferiscono seguire il culto on line senza spostarsi da casa, senza offrire a Dio l’esclusività del tempo necessario per poterlo seguire di presenza, donano a Dio soltanto le briciole. Il rapimento è alle porte non lasciamoci distrarre, se non verremo rapiti, ahimè dovremo vivere il tempo della tribolazione. Lasciamo da parte le delusioni, le opinioni, non lasciamoci attrarre dai social che generano soltanto confusione, apriamo la nostra mente e torniamo alla scrittura, alla parola di Dio che rimane in eterno. E non dimentichiamo che ci è stato mandato il Consolatore (lo Spirito Santo), che ci spiega e ci ricorda ogni cosa. Ritorniamo nel proposito, chiediamo a Dio di trasformarci, siamo in un processo, ma l’Eterno si è impegnato a far comparire la Sposa gloriosa.
Luca 4:18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore».
Geremia 30:17 Sì, io ti ridarò salute e ti guarirò dalle tue ferite», dice l’Eterno, «perché ti chiamano “la scacciata”, dicendo: “Questa è Sion di cui nessuno si prende cura”».
Gesù è stato mandato per guarire i cuori rotti, va loro incontro e li consola, li ristora e li guarisce. Il nostro Grande Dio ci ha promesso salute e guarigione dalle ferite dell’anima. E’ nostro Padre, che ci ama incondizionatamente, non ci abbandona mai e si prende continuamente cura di noi.