DUE BOCCHE EVANGELISTICHE

Culto del 08 Dic 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Il vangelo di Giovanni è stato scritto con un preciso scopo evangelistico, per far conoscere agli Ebrei e a tutto il mondo il Messia come il Figlio di Dio (vero uomo e vero Dio), perciò leggiamo in Giovanni 20:31Ma queste cose sono state scritte affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.
Sin dall’inizio del suo vangelo l’apostolo Giovanni pone enfasi su questo concetto presentando anche la figura di colui che ha preceduto il Cristo, ovvero Giovanni Battista.
Giovanni 1:29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 30 Questi è colui del quale dissi: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché era prima di me”. 31 Io non lo conoscevo, perciò sono venuto a battezzare con acqua, affinché egli fosse manifestato in Israele». 32 E Giovanni testimoniò, dicendo: «Io ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi mandò a battezzare con acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito e fermarsi su di lui, è quello che battezza con lo Spirito Santo”. 34 Ed io ho visto ed ho attestato che questi è il Figlio di Dio».
Giovanni Battista, una volta visto Gesù, afferma che Gesù è l’Agnello di Dio… questo concetto per gli Ebrei era facilmente comprensibile, infatti l’agnello nella loro cultura simboleggiava la Pasqua ebraica, ma il fatto che Giovanni Battista lo descriva come l’agnello che toglie il peccato del mondo è una novità, perché significa che la Pasqua non era più una prerogativa del popolo Ebraico, bensì di tutti, poiché il Cristo è venuto per riscattare dai peccati tutto il mondo! La seconda cosa che afferma il Battista è di avere conosciuto per rivelazione Gesù come il Messia! Infatti egli rappresentava la voce ufficiale di Israele, perché era il profeta della nazione, e il Signore gli disse che doveva accreditare e preparare la via al Cristo, per rendere assolutamente legale la Sua venuta, presentando Gesù al popolo come il vero Messia! Infine la terza cosa che afferma Giovanni Battista è che Dio gli aveva detto che uno dei segni per riconoscere il Cristo era che lo Spirito Santo avrebbe dimorato in Lui (v.33 Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito e fermarsi su di lui). Gli Ebrei sapevano che lo spirito di Dio andava e veniva sui profeti, ma su Gesù si è fermato perché lo Spirito Santo trova riposo nelle persone ubbidienti, e Gesù è stato ubbidiente fino alla morte in croce.
Giovanni Battista dunque è stato mandato da Dio come bocca profetica ed evangelistica affinché annunziasse il Messia agli Ebrei, come leggiamo in Giovanni 1:35 Il giorno seguente, Giovanni era nuovamente là con due dei suoi discepoli. 36 E, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’Agnello di Dio». 37 E i due discepoli, avendolo sentito parlare, seguirono Gesù. 38 Ma Gesù, voltatosi e vedendo che lo seguivano, disse loro: «Che cercate?» Essi gli dissero: «Rabbi (maestro), dove abiti?». 39 Egli disse loro: «Venite e vedete». Essi dunque andarono e videro dove egli abitava, e stettero con lui quel giorno. Era circa l’ora decima. 40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito questo da Giovanni e avevano seguito Gesù. 41 Costui trovò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia che, tradotto, vuol dire: “Il Cristo”».
In questi versi notiamo che Giovanni non divenne geloso quando i suoi discepoli scelsero di seguire Gesù, perché sapeva perfettamente qual era il suo ruolo: lui era il messaggero, mentre Gesù era il messaggio! Un’altra cosa che possiamo osservare è che in questa occasione non è Gesù che dice “seguitemi!”, ma sono i discepoli che volontariamente scelgono di seguirlo, perché hanno avuto rivelazione di chi Lui è. L’unica cosa che Gesù fa è che gli chiede il perché hanno scelto di seguirlo v.38 …Che cercate? Perché fa loro questa domanda? Perché li mette alla prova, vuole capire il reale motivo per cui hanno deciso di seguirlo: Egli, come il Cristo, o ciò che poteva fare per loro.
Questa è la stessa domanda che Gesù fa oggi a noi: volete qualcosa o volete seguire qualcuno? Se noi vogliamo solo qualcosa e non Lui come persona una volta ottenuto ciò che desideriamo saremo tentati di lasciarLo, ma se Lo cerchiamo per ciò che Egli è, non vorremo mai più lasciarLo! Questo è quello che accadde nella vita di Andrea: egli era discepolo di Giovanni Battista, ma quando il suo maestro gli indica chi era il Messia ha la rivelazione e sceglie di seguire Gesù, trascorre un solo giorno con Lui e la sua vita cambia, così decide di chiamare suo fratello Simone (poi chiamato Pietro) e insieme diventano discepoli di Gesù.
A differenza di Andrea però Giovanni Battista, nonostante abbia la rivelazione del Cristo, non Lo segue, come mai? Forse perché dopo che riceve la rivelazione ricomincia a guardare in modo naturale Gesù, ovvero come suo cugino, e ciò deve farci comprendere che nonostante possiamo avere grandi rivelazioni, possiamo tornare nel naturale e scegliere di non ubbidire alle nostre stesse rivelazioni!
Gesù in più occasioni dichiara l’importanza di Giovanni Battista, per esempio in Giovanni 5:31 Se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza non è verace. 32 Vi è un altro che rende testimonianza di me, e io so che la testimonianza che egli rende di me è verace. 33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. 34 Ora io non prendo testimonianza da alcun uomo, ma dico queste cose affinché siate salvati. 35 Egli era una lampada ardente e lucente; e voi avete voluto gioire per breve tempo alla sua luce.
Gesù afferma che Giovanni Battista è la luce ardente di Dio che viene nel mondo per indicare la via della verità e della salvezza, ovvero per indicare chi era il figlio di Dio.
Giovanni 5:36 Ma la testimonianza che io ho è maggiore di quella di Giovanni, poiché le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle opere che io faccio testimoniano di me, che il Padre mi ha mandato. 37 E il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, 38 e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato.
Gesù dunque dichiara di non essere illegale e che il Suo mandato è divino perché è stato confermato dalla voce profetica. Leggiamo ancora dell’importanza di Giovanni Battista in
Matteo 11:11 In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Perché, nonostante Giovanni Battista non abbia fatto nessun miracolo, Gesù lo definisce tra i nati di donna il più grande? Perché a differenza degli altri profeti che hanno profetizzato e che dovevano essere interpretati, egli ha avuto il ruolo fondamentale di indicare il Messia senza nessun margine di errore! Infatti il Battista ha testimoniato la Verità più grande di cui il mondo ha bisogno: la salvezza che avviene per mezzo dell’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Ma subito dopo Gesù afferma che tra i nati di nuovo Giovanni Battista è il minimo, perché? Perché egli ha vissuto come servo e non come figlio, infatti non aveva accesso né al trono né alla casa del Padre; poiché solo chi è nato di nuovo nel Regno dello Spirito è figlio e ha il privilegio di dimorare col Padre, dunque è maggiore di qualunque altro servo.
Comunque sia Gesù approva il ministero di Giovanni Battista, perché egli rappresenta in primo luogo la transizione dalla bocca profetica alla bocca evangelistica, e in secondo luogo perché prefigura la Chiesa, la quale deve essere luce (luce ardente) nel mondo e non conformarsi con esso per portare persone alla salvezza!

Trattiamo adesso dell’altra bocca evangelistica quella dell’apostolo Andrea il primo apostolo di Gesù e fratello di Pietro: il suo è un nome di origine greca (in greco: andròs, uomo virile). Insieme ad Andrea Gesù aveva un altro discepolo con un nome greco, ovvero Filippo (in greco amante dei cavalli). Andrea, Pietro e Filippo nacquero in Betsaida (casa della pesca) e i tre erano pescatori di mestiere, ma Gesù li chiama a essere pescatori di anime, come è scritto in Matteo 4:18 Or Gesù, camminando lungo il mare della Galilea, vide due fratelli: Simone detto Pietro e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete nel mare, poiché erano pescatori; 19 e disse loro: «Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini». 4:20 Or essi, lasciate prontamente le reti, lo seguirono.
Andrea e Pietro scelgono di adempiere il loro destino e di seguire Gesù.
Andrea era quindi uno dei quattro discepoli più vicini a Gesù, aveva un ruolo importante, ma non importante quanto quello di suo fratello Pietro, infatti, più volte, Pietro, Giacomo e Giovanni sembrano avere un accesso privilegiato a Gesù, mentre Andrea non è presente in varie occasioni, come per esempio: alla risurrezione della dodicenne in Marco 5:37 E non permise che alcuno lo seguisse, all’infuori di Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Non è presente alla trasfigurazione in Marco 9:2 Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte, essi soli, sopra un alto monte; e fu trasfigurato davanti a loro. Infine, Gesù non si rivolge a lui nel Getsemani: Marco 14:33 Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia.
Andrea ha saputo accettare il suo ruolo e il suo posto ed è quello che oggi dobbiamo imparare a fare come credenti affinchè possiamo adempiere la chiamata che Dio ci ha dato, qualunque essa sia.
Ma i Vangeli registrano tre episodi che coinvolgono l’apostolo Andrea:
1) Andrea chiede a Gesù di spiegare la profezia sulla distruzione del tempio di Gerusalemme
Marco 13:3 E, come egli era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte: 4 «Dicci, quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose dovranno compiersi?». 5 E Gesù, rispondendo loro, prese a dire: «Guardate che nessuno vi seduca.
Andrea vuole conoscere i tempi, e gli evangelisti come lui devono conoscere i tempi! Infatti negli ultimi tempi il nemico susciterà falsi cristi e falsi profeti perciò è importante saper discernere la Verità e Dio manda i Suoi servi per far sì che la luce originale risplenda ancora di più per illuminare le menti.
2) Andrea portò un ragazzo con cinque pani d’orzo e due pesci a Gesù, che li moltiplicò per nutrire cinquemila persone. Andrea percepisce nello spirito che il maestro farà qualcosa, leggiamo l’episodio in Giovanni 6:8 Andrea, fratello di Simon Pietro, uno dei suoi discepoli, gli disse: 9 «V’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due piccoli pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». 10 E Gesù disse: «Fate sedere la gente!». Or c’era molta erba in quel luogo. La gente dunque si sedette ed erano in numero di circa cinquemila. 11 Poi Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie li distribuì ai discepoli, e i discepoli alla gente seduta; lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. In questo episodio troviamo due elementi caratterizzanti della nostra vita: l’intuizione spirituale e subito dopo l’incredulità! Andrea sente dallo Spirito che Gesù può fare qualcosa, ma subito dopo dà ascolto alla voce della razionalità e si contraddice! E questo capita spesso anche a noi: Dio ci parla, abbiamo l’intuizione spirituale, ma subito dopo annulliamo la fede con il ragionamento! Per questa ragione Gesù non risponde ad Andrea, ma lo porta ad agire, perché fa questo? Perché quando abbiamo un’intuizione dello Spirito dobbiamo subito agire e non far prevalere la nostra razionalità.
3) Filippo e Andrea, durante la festa di Pasqua a Gerusalemme conducono alcuni greci (probabilmente proseliti o uomini timorati di Dio) a Gesù. Giovanni 12:20 Or tra quelli che erano saliti ad adorare a durante la festa c’erano alcuni Greci, 21 Costoro dunque, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, lo pregarono dicendo: «Signore, vorremmo vedere Gesù». 22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; a loro volta, Andrea e Filippo lo dissero a Gesù. Andrea e Filippo, i due apostoli con nomi greci, servirono da interpreti e mediatori di questo piccolo gruppo di greci con Gesù. Questo episodio ci mostra che Dio usa le persone che conoscono il linguaggio del mondo per predicare loro l’evangelo! Difatti, la tradizione dice che Andrea dopo aver ricevuto il battesimo dello spirito santo divenne l’apostolo dei greci e andò ad evangelizzare i greci. Dunque, cosa possiamo imparare dalla vita di Andrea? Egli è il primo che riconosce che Gesù è il Messia, è il primo che evangelizza, ha un cuore per le nazioni (i greci) ed è affamato della Verità, infatti con Giovanni Battista riceve la verità, ma appena vede la Verità fatta carne decide di seguirla. Perciò il suo punto di forza era che aveva fame della Verità, ma nonostante questo anche lui deve subire un processo di cambiamento perché abbandonò Gesù durante il Suo arresto, il Suo processo e la Sua crocifissione.
Ma rimane ubbidiente al Cristo anche dopo la Sua morte, come leggiamo in Atti 1:13 Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro (il primo che predica a pentecoste) e Giacomo (il primo martire), Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.
Andrea è nominato sempre al quarto posto, ma è fedele a Cristo aspettando la discesa dello Spirito Santo insieme agli altri discepoli, ed è fedele alla sua chiamata evangelistica: infatti, la chiamata di Andrea era portare persone a Gesù come fece con suo fratello Pietro e con i greci. Torniamo così a leggere l’episodio riguardante i greci in Giovanni 12:20 Or tra quelli che erano saliti ad adorare a durante la festa c’erano alcuni Greci, 21 Costoro dunque, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, lo pregarono dicendo: «Signore, vorremmo vedere Gesù». 22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; a loro volta, Andrea e Filippo lo dissero a Gesù. 23 Ma Gesù rispose loro, dicendo: «L’ora è venuta, in cui il Figlio dell’uomo deve essere glorificato. 24 In verità, in verità vi dico: Se il granel di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la sua vita (adamica, naturale) la perderà, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
In questi versi Gesù dichiarò che l’ora della Sua glorificazione sarebbe avvenuta con la Sua morte, e così paragona la Sua morte alla caduta nella terra dell’unico granel di frumento che Dio aveva, ovvero Dio ha dovuto rischiare l’unico granello che aveva perchè se questo granello falliva Egli non avrebbe più potuto avere progenie sulla terra, visto che Gesù era l’unico nato senza peccato!
Inoltre Gesù profetizza che la Sua morte sulla Croce avrebbe prodotto un grande frutto: la Chiesa! Egli è la nostra Pasqua, l’Agnello senza macchia immolato per il mondo, e noi siamo il risultato della sua ubbidienza, ci ha acquistato col Suo sangue e ci ha fatto diventare figli, dunque abbiamo un grandissimo privilegio!

Redazione a cura di Gioia Machì