DIO RICHIEDE ADORATORI

Culto del 26 Gen 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Caterina Di Miceli

La predicazione viene introdotta da una precisazione: Dio non richiede adorazione, ma adoratori, cioè persone che entrino con Lui in una intimità tale da consentirGli di trasmettere loro la Sua natura e il Suo carattere.

Il rhema che abbiamo ricevuto per la nuova decade iniziata quest’anno ci preannuncia che Dio aprirà la bocca degli adoratori e degli intercessori, e per chiarire chi sono gli adoratori, l’apostolo Lirio ripercorre la storia del sacerdozio a partire dall’inizio.

Il desiderio di Dio era che il Suo popolo fosse un regno di sacerdoti e rese nota questa Sua volontà attraverso Mosé.

 Esodo 19:6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele”».

 

Il sacerdozio a cui si riferiva non era quello levitico, che non era costituito da re e sacerdoti, ma quello secondo l’ordine di Melchisedek.Il sacerdozio levitico, infatti, aveva avuto un inizio e avrebbe avuto una fine, che avvenne automaticamente quando fu compiuto il sacrificio della croce. Per un po’ di tempo gli Ebrei continuarono a offrire sacrifici, ma cessarono di offrirli dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C., tuttavia non si sono mai resi conto che quel sacerdozio non esiste più.

 

Perché Dio voleva un popolo di sacerdoti? Per fare scendere le Sue benedizioni sulla terra, che il peccato aveva reso maledetta, mise a parte una tribù, quella di Levi, con il compito di portare l’arca del Patto, cioè la Sua presenza, stare davanti a Lui e servirLo.

 

Deuteronomio 10:8 In quel tempo l’Eterno separò la tribù di Levi per portare l’arca del patto dell’Eterno, per stare davanti all’Eterno e servirlo, e per benedire nel suo nome fino al giorno d’oggi. 9 Perciò Levi non ha parte né eredità con i suoi fratelli; l’Eterno è la sua eredità, come l’Eterno, il tuo DIO, gli aveva promesso.

 

Ancor prima di offrire sacrifici, il sacerdote doveva stare in costante intimità e comunione col Signore. Più che “fare”, suo principale compito era “stare”. Anche noi dobbiamo ogni giorno esercitarci a stare nella Sua presenza. Stare concentrati su di Lui vuol dire vivere alla luce della Sua presenza che infonde gioia e gratitudine; distrarsene equivale a vivere basandosi sulla propria mente naturale e gratificarsi in quello che si fa.

La tribù di Levi esercitava il ministero sacerdotale. Fu l’unica tribù che non ricevette un territorio e che viveva delle decime di tutto Israele. I Leviti e i sacerdoti appartenevano alla tribù di Levi, solo che i sacerdoti erano discendenti diretti di Aaronne, il fratello di Mosé che Dio aveva scelto per essere Sommo Sacerdote e rappresentare l’intera nazione davanti a Lui. Per questo venne chiamato: “Principe del popolo”. Più alta era l’offerta che il Sommo Sacerdote innalzava a Dio, maggiore era la benedizione che scendeva dal cielo. Questo principio vale anche per noi, con la conseguenza che se noi cessiamo di offrire a Dio, cesseranno di scendere le Sue benedizioni. Nelle famiglie e nelle chiese in cui non c’è offerta, non c’è neppure benedizione. Quando il sacerdozio è corrotto, la benedizione s’interrompe, quando funziona, il risultato finale è la gloria.

Vediamo quali furono le benedizioni che Dio riservò ad Abramo quando Gli offrì suo figlio.

 Genesi 22:2 E DIO disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va’ nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò»….17 io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici. 18 E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce».

Levitico 9:22 Poi Aaronne alzò le sue mani verso il popolo e lo benedisse; dopo aver fatto il sacrificio per il peccato, l’olocausto e i sacrifici di ringraziamento discese dall’altare. 23 Quindi Mosè ed Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo. Allora la gloria dell’Eterno apparve a tutto il popolo. 24 Quindi un fuoco uscì dalla presenza dell’Eterno e consumò sull’altare l’olocausto e il grasso; tutto il popolo lo vide, proruppe in grida di gioia e si prostrò con la faccia a terra.

Viene ricordato che i figli di Aaronne morirono perché avevano offerto un fuoco estraneo che li divorò. L’Eterno esigeva il fuoco che era sceso dal cielo e aveva ordinato che non si estinguesse mai, affinché potesse continuare l’opera di purificazione nel popolo.

Quando viene pronunciata, la benedizione mette su di noi il nome di Dio, e quando Egli vede il Suo nome su di noi, fa scendere la Sua benedizione.

Numeri 6:22 L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 23 «parla ad Aaronne e ai suoi figli, dicendo: Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: 24 “L’Eterno ti benedica e ti custodisca! 25 L’Eterno faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! 26 L’Eterno rivolga il suo volto su di te e ti dia la pace!”. 27 Così metteranno il mio nome sui figli d’Israele e io li benedirò».

 

Poiché quanto avveniva nell’A.T era figura e ombra di realtà future, qual è oggi il compito della Chiesa?

Oggi Dio vuole aprire la bocca degli intercessori e degli adoratori.

1Pietro 2:4 Accostandovi a lui, come a pietra vivente, rigettata dagli uomini ma eletta e preziosa davanti a Dio, 5 anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

 

Oggi il tempio di Dio è fatto di pietre viventi. È una casa spirituale, l’unica che Egli riconosce. È un sacerdozio santo istituito per offrirGli sacrifici spirituali.

1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce

Siamo noi, sacerdoti del Nuovo Patto, che decidiamo l’entità delle benedizioni che riceveremo, infatti più grande è il sacrificio, maggiore sarà la benedizione. Dobbiamo risvegliare il nostro sacerdozio, perché tutti i nostri familiari, parenti e amici, dipendono dalla nostra intercessione.

1Timoteo 2:1 Ti esorto dunque prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono e accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, 4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.

Come mai Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati, ma di fatto questo non accade? Il testo greco, più che la volontà, esprime il desiderio di Dio che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Dio non può imporre la salvezza, perché ci ha creato liberi di scegliere, ma nessuno può scegliere se non c’è chi predica la verità che rende liberi.

Alla donna Samaritana Gesù fece una lezione di alta teologia.

Giovanni 4:19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove si deve adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 25 La donna gli disse: «Io so che il Messia, che è chiamato Cristo, deve venire quando sarà venuto lui ci annunzierà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Io sono, colui che ti parla».

 

Al tempo di Gesù si discuteva su “dove” bisognava adorare. I Samaritani erano convinti che si dovesse adorare sul monte Gherizim, i Giudei pensavano si dovesse adorare a Gerusalemme. Gesù preannunciò che la salvezza sarebbe venuta dai Giudei e profeticamente disse alla donna Samaritana che in futuro si sarebbe passati da una condizione naturale a una soprannaturale. Le disse che non era importante il luogo in cui si adorava, ma che era importante adorare in spirito e verità.

Considerando che in quel tempo Dio aveva un solo Figlio, quando Gesù parlò al plurale e disse che i veri adoratori avrebbero adorato il Padre, evidentemente parlava profeticamente.

L’adorazione esisteva anche prima della venuta di Gesù, ma era un’adorazione di servi, non di figli. Il primo che adorò Dio come Padre fu Gesù e dopo di Lui quelli che sono in Cristo.

Gesù diede questa grande rivelazione a una donna che attingeva l’acqua al pozzo. Non aveva cultura, ma aveva fame di conoscere Dio, e la fame rende idonei a ricevere rivelazione al fine di capire il cuore di Dio e obbedirGli.

Dio vuole riedificare l’altare, il luogo del sacrificio dove opera il sacerdote, e se noi lo riedifichiamo nella casa, in essa cominceranno a scendere le Sue benedizioni.

Isaia 56:6 I figli degli stranieri che si sono uniti all’Eterno per servirlo, per amare il nome dell’Eterno e per essere suoi servi, tutti quelli che osservano il sabato senza profanarlo e si attengono fermamente al mio patto, 7 li condurrò sul mio monte santo e li riempirò di gioia nella mia casa d’orazione, i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi SUL MIO ALTARE, perché la mia casa sarà chiamata una casa di orazione per tutti i popoli».

La preghiera non è un dovere né una penitenza, ma un tempo in cui Dio ci riempie di gioia e di gratitudine. La parola “orazione” (v. 7) indica una preghiera fatta con la bocca, non mentalmente.

In cielo c’era Lucifero, portatore di luce, che aveva l’incarico di guidare l’orazione, ma poiché voleva essere simile all’Altissimo e mirava ad essere adorato egli stesso, si rifiutò di essere adoratore. Non riuscì nel suo intento e fu geloso quando Dio diede all’uomo un proposito, con la conseguenza che da allora fino a oggi fa di tutto per impedire agli uomini di adempiere il proposito di Dio.

 Isaia 14:12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? 13 Tu dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; 14 salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo”.

 

 Per fare cadere l’uomo nel peccato, adottò come prima strategia quella di insinuare dubbi sulla Parola di Dio.

 Genesi 3:1 Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: «Ha DIO veramente detto: “Non mangiate di tutti gli alberi del giardino”?». 2 E la donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete». 4 Allora il serpente disse alla donna: «voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male».

A un’attenta analisi di questi versetti emerge subito la strategia del nemico di alterare ciò che Dio aveva detto. Egli infatti non aveva detto: “di tutti gli alberi” (v. 1). L’esagerazione del maligno contagiò la donna, che pure alterò quello che aveva detto Dio, infatti alle Sue parole aggiunse: “non lo toccate” (v. 3). A quel punto il maligno, che aveva iniziato infondendo il dubbio, incalzò negando quello che aveva detto il Signore: «voi non morrete affatto; ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male». Quindi li portò a far perdere di vista la loro identità quando disse: “Sarete come Dio”, dato che già lo erano, essendo stati creati a Sua immagine e somiglianza.

La stessa strategia il nemico adotta oggi con i credenti: vuole fare loro dimenticare chi sono. Dio dice che noi “siamo”, non “saremo” una generazione santa, ma se ne dubitiamo non lo saremo.

La bugia modificò il loro modo di vedere la realtà. L’albero prima era visto come un pericolo e divenne buono da mangiare. Eva ne prese il frutto, ne mangiò e ne diede a suo marito, il quale dimenticò di avere ricevuto autorità e ne mangiò anch’egli. Il nemico furbescamente aveva compreso che, se avesse attaccato Adamo per primo, questi avrebbe reagito, mentre era più vulnerabile davanti all’invito rivoltogli dalla donna.

Genesi 3:6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.

A entrambi si aprirono gli occhi naturali e si videro nudi, ma in realtà erano nudi anche prima, per cui la nudità di cui si accorsero era quella della gloria di Dio che li aveva abbandonati a causa del peccato. Il nemico aveva raggiunto il suo obiettivo: distaccarli dalla dipendenza da Dio e farli dipendere da lui, perché il suo scopo era quello di farsi adorare. Ci provò anche con Gesù, il quale però nel dialogo con lui ebbe l’ultima parola.

Matteo 4:8 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9 e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori». 10 Allora Gesù gli disse: «Vattene Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”».

Mentre il nemico s’innalza per farsi adorare, dove sta andando il mondo?

Apocalisse 13:4 E adorarono il dragone che aveva dato l’autorità alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia, e chi può combattere con lei?»…. 8 E l’adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello, che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo.

Ma Dio ci dice chi dobbiamo adorare.

Salmi 95:6 Venite, adoriamo e inchiniamoci; inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti. 7 Poiché egli è il nostro DIO, e noi siamo il popolo del suo pascolo e il gregge di cui egli si prende cura. Oggi, se udite la sua voce, 8 «non indurite il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto,

Questa prima predicazione sull’adorazione mette in chiaro che satana cadde a motivo del suo l’orgoglio e ci fa capire perché molti cadono.

A questo punto l’apostolo Lirio afferma che il primo principio spirituale sull’adorazione è svuotare se stessi. Un vero adoratore inizia con lo svuotare se stesso, perché Dio può riempire solo ciò che è vuoto.

Esodo 33:12 Poi Mosè disse all’Eterno: «Vedi, tu mi dici: “Fa’ salire questo popolo”. Ma tu non mi hai fatto sapere chi manderai con me. Eppure hai detto: “Io ti conosco personalmente e hai pure trovato grazia ai miei occhi”. 13 Perciò ora, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, deh, fammi conoscere le tue vie, perché ti conosca e possa trovare grazia ai tuoi occhi. Considera inoltre che questa nazione è tuo popolo». 14 L’Eterno rispose: «La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo». 15 Mosè allora gli disse: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui.16 Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi? Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra». 17 L’Eterno disse a Mosè: «Farò anche questo che hai chiesto, poiché tu hai trovato grazia ai miei occhi e ti conosco personalmente».

Un vero adoratore ama la presenza di Dio e la cerca. Chi non la cerca dimostra di essere arrogante e orgoglioso. In piena umiltà, Mosé disse a Dio che non avrebbe fatto nulla di sua iniziativa, perché amava la Sua presenza e voleva essere guidato da Lui.

Come facciamo a vedere se siamo il popolo di Dio? Nel mondo ci sono molte  religioni e tutte credono di essere depositarie della verità, come possiamo quindi sapere se siamo il popolo di Dio? Possiamo saperlo se amiamo la Sua presenza, la cerchiamo, entriamo in intimità con Lui e Lo conosciamo personalmente. Noi possiamo adorare ciò che conosciamo, con il risultato che la nostra adorazione cambia progressivamente nella misura in cui conosciamo Dio. Più Lo conosciamo, più sale il nostro livello di adorazione.

 L’adorazione è cosa diversa dalla lode, perché, mentre quest’ultima prende le cose della terra e le offre al cielo, l’adorazione prende le cose del cielo e le porta sulla terra. Dio richiede adoratori perché soltanto loro prendono le cose del cielo e le portano sulla terra.