DIFFERENZE TRA LODE E ADORAZIONE

Culto del 08 Mar 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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La lode e l’adorazione sono due elementi molto importanti nella vita di un credente, ma non sono la stessa cosa, perciò dobbiamo comprendere meglio le loro caratteristiche attraverso la Parola di Dio. Così iniziamo leggendo Salmo 29:2 Date all’Eterno la gloria dovuta al suo nome; adorate l’Eterno nello splendore della sua santità. In questo verso il salmista ci incoraggia a lodare e adorare Dio per ciò che Lui è, l’Io Sono, ovvero l’Autoesistente e l’Autosufficiente che provvede a ogni nostro bisogno.

Nella Parola di Dio il termine lode (e i suoi derivati) lo incontriamo ben 263 volte e viene utilizzato con i seguenti significati: “lodare, esaltare, cantare lodi in onore a Dio, benedire con parole, canti e inni”, ed essa può essere espressa sia attraverso parole sia attraverso i gesti (come alzare le mani davanti a Dio). Mentre il termine adorazione è menzionato nella Bibbia 188 volte e ha diversi significati: nell’Antico Testamento significa “inchinarsi, prostrarsi, mostrare obbedienza, riverenza, timore”; nel Nuovo Testamento invece, significa “prostrarsi, baciare, avvicinarsi per baciare”.

Iniziamo col trattare l’argomento lode.

La lode esalta gli attribuiti immutabili di Dio! Per questa ragione, le circostanze che noi passiamo non cambiano Dio, perché Egli è l’Eterno che non muta! Dio è Amore, è Onnipotente, Colui che guarisce, è Santo (attributo di tutti gli attributi di Dio) al di là di quello che stiamo passando, perciò quando Lo lodiamo non facciamo altro che dichiarare ciò che Lui è nella sua immutabilità. Lodando Colui che non cambia mai, Lo autorizziamo a cambiare le nostre circostanze (per esempio: quando Lo lodiamo come l’Eterno che ci guarisce, Gli permettiamo di agire e di guarirci).

Un’altra caratteristica della lode è che è unidirezionale, dunque è un monologo, perché quando lodiamo Dio riconosciamo il Suo potere e la Sua santità.

Leggiamo a tal proposito 1Cronache 16:28 Date all’Eterno, o famiglie dei popoli, date all’Eterno gloria e forza. 29 Date all’Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite davanti a lui. Quando il popolo di Israele doveva partecipare a una festa doveva presentare un’offerta all’Eterno per lodarLo e onorarLo, infatti era illegale presentarsi davanti a Dio a mani vuote; per questa ragione questi versi ci incoraggiano a lodare Dio e a portarGli offerte.

Uno dei Salmi che ci incoraggia a entrare nella presenza è il Salmo 100:1 Mandate grida di gioia all’Eterno, o abitanti di tutta la terra! 2 Servite l’Eterno con letizia venite davanti a lui con canti di gioia. 3 Riconoscete che l’Eterno è DIO; è lui che ci ha fatti e non noi da noi stessi; noi siamo il suo popolo e il gregge del suo pascolo. 4 Entrate nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode, celebratelo, benedite il suo nome. 5 Poiché l’Eterno è buono; la sua benignità (hesed) dura in eterno e la sua fedeltà per ogni età.

 

I primi due versi ci incoraggiano ad avere gioia, la gioia che nasce dalla presenza di Dio, perché nella Sua presenza c’è gioia a sazietà. Mentre il v.3 ci esorta a comprendere che Dio è il Creatore di ogni cosa e che noi Gli apparteniamo perché siamo il Suo popolo, il Suo gregge: così, come le pecore dipendono interamente dal pastore anche noi (Suo gregge) dobbiamo imparare a dipendere totalmente da Dio, il quale si prende cura di noi sempre!

Nel v.4 Entrate nelle sue porte …il salmista parla delle tre porte che aveva il tabernacolo di Mosé: la prima porta introduceva nel cortile e si chiamava la Via; la seconda porta introduceva nel luogo Santo e si chiamava la Verità; la terza e ultima porta introduceva nel luogo santissimo e si chiamava la Vita. Per questa ragione il tabernacolo è figura di Cristo, il quale si è presentato al mondo come la Via, la Verità e la Vita.

Perché il salmista Davide invita a entrare nel luogo santissimo, dove in realtà poteva entrare solo il sommo sacerdote? Perché quando fece costruire la tenda tolse la divisione tra luogo santo e luogo santissimo, così tutti potevamo accedere alla presenza di Dio.

Nel v.5 possiamo vedere che c’è un motivo per cui dobbiamo benedire il nome di Dio, ovvero perché Lui è buono e la sua benignità dura in eterno. Il termine benignità in ebraico è hesed che significa passione di Dio per rispondere ai nostri bisogni indipendentemente da quanto Gli costa: Dio per rispondere ai nostri bisogni non bada a quanto sacrificio deve fare (per esempio ha mandato Suo Figlio sulla croce per morire al posto nostro).

A differenza della lode, l’adorazione è relazionale: noi entriamo alla presenza di Dio e possiamo avere un dialogo con Lui; per questo motivo il Signore richiede veri adoratori, perché desidera avere un tempo speciale con i Suoi figli.

Un’altra caratteristica dell’adorazione è che riguarda la parte più intima di noi, che è il nostro spirito. Leggiamo a tal proposito 1Pietro 3:4 ma l’essere(uomo)nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce. Il cuore rappresenta l’uomo interiore, e nel cuore c’è la parte più intima di noi ovvero il nostro Spirito. Il vero uomo per Dio è lo spirito, perché lì c’è la Sua immagine, e perciò Lo dobbiamo adorare in spirito e Verità.

L’apostolo Paolo afferma che noi figli di Dio siamo il tempio dello Spirito Santo in 1Corinzi 6:19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.

Il tempio era di Dio, perciò se siamo diventati il tempio di Dio, siamo divenuti proprietà di Dio!

Nel v.20 leggiamo dunque l’analogia tra il tempio antico di Salomone e noi oggi templi dello Spirito Santo, perché il ringraziamento e la lode si manifestano nel nostro corpo e nella nostra anima (entrambi rappresentano il cortile del tempio); mentre l’adorazione si manifesta nel nostro spirito (luogo santo e luogo santissimo). Dio è Spirito, per questa ragione dobbiamo adorarLo in spirito e Verità. Questo concetto deve farci riflettere sul fatto che Dio in realtà ha creato prima lo spirito dell’uomo e poi lo ha formato: infatti Adamo prima di avere un corpo fisico, era un adoratore di Dio in cielo, perché il Padre aveva creato il suo spirito, e solo in seguito, sulla terra, formò il suo corpo. Quindi quando Dio richiede adoratori desidera che noi possiamo ritornare alla Sua intenzione originaria per l’uomo. Leggiamo l’intenzione originaria di Dio per l’uomo in Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina.

L’uomo è stato creato con la capacità di avere comunione con il suo Creatore perché innanzitutto è spirito, e lo scopo di Dio era (ed è) che l’uomo avesse dominio sulla terra. Ma come poteva (e può) l’uomo avere dominio sulla terra? Attraverso l’adorazione, infatti essa è il mezzo che ci permette di diventare uno con Dio, di portare il cielo sulla terra e di governare su di essa.

Dobbiamo quindi capire che l’uomo prima di essere soffiato all’interno di un corpo si trovava in Dio, solo in seguito la Bibbia parla dell’anima e del corpo, esattamente in Genesi 2:7 Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere (anima) vivente.

Come possiamo vedere l’uomo è stato per prima cosa un adoratore, Dio ha creato il suo spirito per fargli conoscere la gloria del cielo e permettergli attraverso l’adorazione di portare questa gloria e il governo divino sulla terra.

Per comprendere ancora meglio il concetto di adorazione leggiamo un episodio riguardante il profeta Isaia, in Isaia 6:1 Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 3 L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria». 4 Gli stipiti della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempì di fumo(gloria).

Il profeta Isaia ha una visione dove la gloria di Dio (ovvero l’atmosfera di perfezione in cui Dio vive) si manifesta potentemente. Di fronte a tanta perfezione divina Isaia realizza la sua imperfezione e afferma così in Isaia 6:5 Allora io dissi: «Ahimé! Io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti».

Isaia si rende conto che nonostante sia stato chiamato da Dio per annunciare la Sua Parola, non sempre ciò che dichiarava era in accordo alla volontà di Dio.

Questo tutt’oggi succede anche a noi: nonostante in Cristo siamo re e sacerdoti, spesso non parliamo in accordo alla Parola di Dio. Per questa ragione dobbiamo stare attenti a ciò che dichiariam, perché solo se dichiariamo la Parola nella nostra vita avremo vittoria e protezione nelle circostanze che stiamo vivendo.

Ma continuiamo a leggere Isaia 6: 6 Allora uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, che aveva preso con le molle dall’altare. 7 Con esso mi toccò la bocca e disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, la tua iniquità è rimossa e il tuo peccato è espiato».

Quando Isaia comprende che deve cambiare e riconosce la grazia divina, Dio lo purifica, e una volta purificato è pronto ad ascoltare il Signore e a ricevere parole da parte Sua.

Ciò che accadde a Isaia deve essere un esempio per noi, perché finché non ci rendiamo conto che dobbiamo cambiare e togliamo ogni peccato che ci impedisce di essere puri davanti a Dio, il Signore non può parlarci! Dobbiamo ricordarci che siamo sulla terra per rappresentare il Padre e il Figlio, per mezzo dello Spirito Santo, e chi non è stato purificato non può rappresentarLo! Continuiamo la letturadi Isaia:8 Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». Io risposi: «Eccomi, manda me!».

Isaia riconosce le sue imperfezioni, permette a Dio di purificarlo, ascolta la Sua voce e Gli dà la sua disponibilità a fare la Sua volontà, così alla fine riceve un mandato legale. Stiamo attenti: Dio non richiede le nostre qualità, bensì la nostra disponibilità per adempiere la Sua volontà, desidera persone che conoscono il Suo cuore e si mettono a disposizione per portare avanti il Regno.

Solo il mandato ci rende legali a rappresentare Dio sulla terra, ma Dio rende legali solo coloro che si sono purificati e ascoltano la Sua voce!.

La lode offre del continuo a Dio qualcosa che procede dalla terra verso il cielo, leggiamo a tal proposito Ebrei 13:15 Per mezzo di lui dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

 Perché lo scrittore di Ebrei non parla di un sacrificio di adorazione? Perché noi non possiamo rendere un sacrificio di adorazione, visto che quando adoriamo Dio e stiamo alla Sua presenza, entriamo nel riposo e non dobbiamo fare nulla!

Perché dunque parla di frutto? Perché come un frutto per diventare tale deve passare attraverso un processo, anche noi dobbiamo crescere e sottoporci a un processo per conoscere chi è Dio veramente! Dio infatti si rivela solo a coloro che hanno fame di Lui, perciò se Lo cerchiamo Egli si rivelerà sicuramente.

Ma allora perché sacrificio di lode? Perché chi conosce l’Immutabile loderà l’Immutabile prima di essere esaudi, nonostante le circostanze avverse che sta vivendo. Perciò dobbiamo imparare a dichiarare chi è Dio nonostante le difficoltà, perché solo in questo modo Lo autorizziamo a intervenire nella situazione che stiamo vivendo; quindi scegliamo di non parlare delle circostanze attorno a noi, ma solo di Colui che può cambiarle! In effetti il sacrifico è qualcosa che ci costa, per esempio affermare che il Signore è Colui che ci guarisce quando siamo malati è un sacrificio di lode, ma nel frattempo Gli stiamo dando gloria e Lui può intervenire.

Perché Dio non cerca lodatori, bensì adoratori? Perché chi Lo loda prende le cose della terra e le offre al cielo, ma questa non è l’intenzione originale di Dio! La Sua intenzione originaria è l’adorazione, affinché chi Lo adora porti le cose del cielo sulla terra.

Andiamo a leggere un passo in cui Gesù loda il Padre in  Luca 10:21 In quella stessa ora Gesù giubilò nello spirito e disse: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto.

Da questo verso vediamo che Gesù giubila ed esulta nello spirito mentre nell’anima magnifica il Signore e dichiara la realtà eterna …Signore del cielo e della terra…non guardando la condizione attorno a sé. Inoltre Gesù afferma che solo coloro che come i bambini hanno voglia di imparare ricevono le rivelazioni da parte del Padre perché è così che Gli piace.

Altro esempio di offerta di lode la vediamo in Atti 10:2 egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. 3 Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!». 4 Ed egli, guardandolo fisso e tutto spaventato, disse: «Che c’è, Signore?». Allora l’angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza;

Il centurione pregava Dio e Gli offriva lode del continuo e Dio non dimenticò nessuna delle sue offerte, perché Dio sempre ricorda chi Gli offre con cuore sincero e al momento giusto risponde alla preghiera.

La lode dunque è gradita a Dio, come possiamo vedere, ma non Gli basta, Egli vuole che ciò che è cielo venga sulla terra e questo può avvenire solo attraverso gli adoratori! In effetti è scritto in Matteo 6:10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo. In cielo adorano tutti, dunque la volontà di Dio sulla terra è che tutti diventino adoratori e ubbidiscano alla Sua volontà!

Nella Parola la prima volta che viene menzionato il termine adorazione è in Genesi 22, quando Abramo afferma “andremo e adoreremo”, quindi si intende che sia Abramo che Isacco avrebbero adorato, ma come ha adorato Isacco? Isacco ha adorato ubbidendo totalmente al padre! Di conseguenza, l’ubbidienza è un modo in cui possiamo adorare Dio Padre, infatti se ubbidiamo alla volontà del Padre Lo onoriamo e Lo adoriamo.

Quando Abramo ha offerto suo figlio ha dato il diritto a Dio di far scendere Gesù dal cielo e offrirlo.

Dio sta in cielo e vuole cambiare la terra, a tal proposito leggiamo

Salmi 11:4 L’Eterno è nel suo tempio santo; l’Eterno ha il suo trono nei cieli; i suoi occhi vedono, le sue palpebre scrutano i figli degli uomini. Il trono di Dio è nel terzo cielo ed Egli scruta la terra perché la sua intenzione originale è che la Sua volontà venga fatta in terra così come in cielo.

Salmi 57:5 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra.

Anche in questo verso i cieli e la terra vengono menzionati insieme, proprio perché Dio vuole che in entrambi i luoghi sia fatta la Sua volontà.

Nehemia 9:6 Tu, tu solo sei il SIGNORE! Tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che è sopra di essa, i mari e tutto ciò che è in essi, e tu fai vivere tutte queste cose, e l’esercito dei cieli ti adora.

Come nei cieli Dio viene adorato dagli angeli, sulla terra la Chiesa Lo adora! La Chiesa ha dunque il compito importantissimo di essere il riflesso di ciò che accade in cielo, deve rappresentare Dio sulla terra e deve farLo conoscere a tutto il mondo!

 

Redazione a cura di Gioia Machì