CRISTO LA NOSTRA PASQUA

Culto del 28 Mar 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Lo mangerete in questa maniera: coi vostri lombi cinti, coi vostri sandali ai piedi e col vostro bastone in mano; lo mangerete in fretta: è la Pasqua dell’Eterno. Es. 12:11

Redazione a cura di Gandolfa Brucato.

La predicazione odierna tratta la festa di Pasqua e precisamente “CRISTO LA NOSTRA PASQUA”. L’apostolo Lirio inizia con la premessa che Dio incontra il Suo popolo nei giorni stabiliti, che vengono considerati appuntamenti divini, durante i quali i portali del cielo sono aperti. Occorre innanzitutto fare una differenziazione tra la “Pasqua ebraica” rivelata agli Ebrei, che procurò la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto e nel corso della quale morirono molti agnelli (uno per ogni famiglia) e “la nostra Pasqua”, che realizza la liberazione dalla schiavitù del peccato e nella quale un solo agnello ( Gesù ) è morto per tutti. Però ci si può chiedere: perchè si sono resi necessari l’esodo e la Pasqua? Ed essendo all’oscuro dei fatti, si potrebbe accusare Dio di essere cattivo o insensibile, mentre la natura di Dio è amore e quindi è bene fare un po’ luce su come si è arrivati a ciò. Oggi è il vero giorno della Pasqua, 14 di Nisan del calendario ebraico religioso. Così è bene delineare le origini della Pasqua e partendo da lontano troviamo la storia di Giuseppe, che viene venduto dai fratelli ai Madianiti, che a loro volta lo portano al mercato degli schiavi e lì viene comprato da Potifar: qui notiamo che Giuseppe fa una transizione da uomo libero a schiavo in Egitto, però con l’aiuto di Dio realizza il suo destino, che proprio Dio gli aveva rivelato in un sogno, e diventa governatore d’Egitto. Sappiamo che durante la carestia i fratelli di Giuseppe arrivano in Egitto per procurarsi il grano e lì scoprono che Giuseppe è il loro fratello e Giacobbe viene a conoscenza, che suo figlio è ancora vivo. Intanto va evidenziato, che il popolo d’Israele è frutto di un miracolo divino, in quanto le rispettive mogli di Abramo, Isacco e Giacobbe erano tutte sterili.
Genesi 46:27 I figli di Giuseppe, che gli nacquero in Egitto, erano due (Efraim e Manasse). Tutte le persone della famiglia di Giacobbe che vennero in Egitto erano in totale settanta. Genesi 47:6 il paese d’Egitto è a tua disposizione; fa’ abitare tuo padre e tuoi fratelli nella parte migliore del paese; dimorino pure nel paese di Goscen. E se tu sai che fra loro ci sono degli uomini capaci, falli soprintendenti del mio bestiame».
Genesi 47:7 Poi Giuseppe condusse Giacobbe suo padre dal Faraone e glielo presentò. E Giacobbe benedisse il Faraone.
Il faraone permette a Giuseppe di far venire a dimorare in Egitto la sua famiglia, in tutto 70 persone e dà loro un territorio, il paese di Goscen. Da questo racconto si evince che costoro sono immigrati legalmente, addirittura Giuseppe presenta Giacobbe al Faraone.
Esodo 1:8 Or sorse sopra l’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe.
Giuseppe aveva salvato l’Egitto dalla carestia, ma col passare degli anni questo venne dimenticato ed il nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe, si rese conto, che quegli individui non erano Egiziani e li rese schiavi per 400 anni; ma Dio aveva profetizzato ad Abramo, ciò che sarebbe avvenuto, cioè che sarebbero stati oppressi per 400 anni e che dopo 430 (schiavi per 400 anni, mentre i primi 30 li avevano trascorsi da liberi, in quanto Giuseppe era al governo) sarebbero stati liberati e sarebbero usciti colmi di ricchezze.
Genesi 15:13 Allora l’Eterno disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. 14 Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi; dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze.
Atti 7:17 Ora, mentre si avvicinava il tempo della promessa che Dio aveva giurata ad Abrahamo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto, 18 finché sorse in Egitto un altro re che non aveva conosciuto Giuseppe. 19 Questi, usando malizia contro la nostra stirpe, maltrattò i nostri padri fino a far esporre i loro bambini, perché non sopravvivessero. Dio aveva promesso un liberatore 20 In quel tempo nacque Mosè, ed era bello agli occhi di Dio; egli fu nutrito per tre mesi in casa di suo padre. 21 E, quando fu esposto, la figlia del Faraone lo raccolse e lo allevò come suo figlio. 22 Così Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli Egiziani, ed era potente in parole ed opere. 23 Ma, quando giunse all’età di quarant’anni, gli venne in cuore di andare a visitare i suoi fratelli: i figli d’Israele. 24 E, vedendone uno che subiva un torto, lo difese e vendicò l’oppresso, uccidendo l’Egiziano.
Mosè sentiva la chiamata di Dio, ma stava cercando di viverla secondo la carne, in quanto gli mancava l’unzione.
25 Or egli pensava che i suoi fratelli avrebbero capito che Dio stava per dar loro liberazione per mezzo suo, ma essi non compresero. 26 Il giorno seguente egli comparve in mezzo a loro, mentre litigavano e li esortò alla pace, dicendo: “O uomini, voi siete fratelli, perché vi fate torto l’un l’altro?”. 27 Ma colui che faceva torto al suo vicino lo respinse, dicendo: “Chi ti ha costituito principe e giudice su di noi? (chiaramente non sapeva che era stato Dio stesso a costituirlo) 28 Vuoi uccidere me, come ieri hai ucciso l’Egiziano?”. 29 A queste parole Mosè fuggì e dimorò come forestiero nel paese di Madian dove generò due figli. 30 Passati quarant’anni, l’angelo del Signore (è Gesù preincarnato) gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella fiamma di fuoco di un roveto, 31 Alla vista di ciò, Mosè rimase stupito di quel che vedeva, e come si avvicinava per osservare, udì la voce del Signore, 32 che diceva: “Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abrahamo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”. Ma Mosè, tremando tutto, non ardiva alzare lo sguardo.
Mosè, a 80 anni, ha un nuovo incontro con Dio, che si presenta come l’Iddio dei suoi Padri e nota che c’è qualcosa di soprannaturale, in ciò a cui sta assistendo, cioè un pruno arde, ma non si consuma. 33 Allora il Signore gli disse: “Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è terra santa.
34 Ho certamente visto l’afflizione del mio popolo in Egitto e ho udito i loro sospiri, e sono disceso per liberarli; or dunque vieni, io ti manderò in Egitto“. Dio inizia con l’invitare Mosè ad acquisire intimità con Lui e solo successivamente lo manderà. Dobbiamo, a tal proposito, considerare che non è sufficiente sentire la chiamata, ma è necessario essere mandati. Infatti, quando Mosè ha sentito la chiamata ed è andato, per sua iniziativa, ha commesso errori ed è dovuto fuggire; ma, quando si muove con un mandato, realizza gli obiettivi, per cui era stato mandato. Dopo 400 anni di schiavitù in Egitto, gli Ebrei gridarono a Dio, chiedendoGli un liberatore e Lui li esaudì, mandando loro Mosè. Stavolta Mosè va dal faraone, insieme ad Aronne, mandato da Dio, per chiedere la liberazione del suo popolo, che era emigrato legalmente. E poiché il faraone si rifiutava, Dio fu costretto ad intervenire con le 10 piaghe, iniziando con la trasformazione dell’acqua potabile in sangue e terminando con la morte dei primogeniti di tutto l’Egitto. Il faraone non riconobbe Dio, il quale indurì il suo cuore, finché non gli morì il primogenito. A quel punto permise al popolo di uscire. A volte occorrono maniere forti per piegare i cuori duri. Dio non manda le piaghe perchè insensibile, bensì agisce con giustizia e legalità, in quanto il popolo era immigrato legalmente e si era ritrovato schiavo ingiustamente. Dio agisce per riportare la legalità, ma nel contempo trova la soluzione, per far scampare il suo popolo dal grave giudizio che incombe e da’ istruzioni in merito.
Esodo 12:23 Poiché l’Eterno passerà per colpire gli Egiziani; quando però vedrà il sangue sull’architrave e sui due stipiti, l’Eterno passerà oltre la porta e non permetterà al distruttore di entrare nelle vostre case per colpirvi.
Pasqua significa “ passare oltre” e rappresenta la liberazione dalla schiavitù d’Egitto, che non avvenne con armi naturali, bensì attraverso il sacrificio di un agnello e l’applicazione del sangue e che costituì ombra di ciò che sarebbe dovuto avvenire col sacrificio sulla Croce ( Agnello ucciso e sangue applicato attraverso la fede), che ci protegge ancora oggi. E così, di padre in figlio, di generazione in generazione, il popolo ebraico commemora questo grande atto di redenzione. E ha quello che viene chiamato un Seder, che è una festa. Il popolo ebraico celebra la Pasqua ebraica e il Seder Pasquale da 3.500 anni.
Esodo 12:21 Mosè dunque chiamò tutti gli anziani d’Israele e disse loro: «andate e prendete degli agnelli per voi e per le vostre famiglie, e immolate la Pasqua.
Levitico 23:4 Queste sono le feste dell’Eterno, le sante convocazioni che proclamerete nei loro tempi stabiliti. 5 Nel primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, tra le due sere, è la Pasqua dell’Eterno; 6 e il quindicesimo giorno dello stesso mese è la festa dei pani azzimi in onore dell’Eterno; per sette giorni mangerete pane senza lievito.
Il lievito indica corruzione, e poiché la festa rappresenta Cristo, che non ha conosciuto peccato, occorre mangiare pane azzimo.
7 Il primo giorno avrete una santa convocazione; non farete in esso alcun lavoro servile; 8 e per sette giorni offrirete all’Eterno dei sacrifici fatti col fuoco. Il settimo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete in esso alcun lavoro servile. È una legge perpetua, per tutte le vostre generazioni.
Sette feste dell’Eterno in totale. La Pasqua è la festa dell’Agnello di Dio ed è l’unica che rappresenta un reinizio o reset e mentre il mondo, che ha rimosso i veri valori ed i veri ideali vive nella disperazione e nella rassegnazione, la Pasqua si rinnova ogni anno, per darci futuro, speranza, sogni e visioni .
Esodo 12:1 L’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese d’Egitto dicendo: 2 «Questo mese sarà per voi il mese più importante, sarà per voi il primo dei mesi dell’anno. 3 Parlate a tutta l’assemblea d’Israele e dite: “Il decimo giorno di questo mese, ogni uomo prenda per se stesso un agnello, secondo la grandezza della famiglia del padre, un agnello per casa. 4 Se poi la casa è troppo piccola per un agnello, ne prenda uno in comune col più vicino di casa, tenendo conto del numero delle persone; voi determinerete la quantità dell’agnello necessario, in base a ciò che ognuno può mangiare.
La Pasqua, se vissuta secondo le istruzioni divine, dovrebbe portare unione in famiglia ed anche riconciliazione col prossimo.
Esodo 12:22 Poi prenderete un mazzetto d’issopo, lo intingerete nel sangue che è nel catino, e con il sangue che è nel catino spruzzerete l’architrave e i due stipiti delle porte; e nessuno di voi uscirà dalla porta di casa sua fino al mattino. 41 Celebrerete questa festa in onore dell’Eterno per sette giorni, ogni anno. È una legge perpetua, per tutte le vostre generazioni.
Come già detto, le feste dell’Eterno sono sette in totale, oltre lo shabat che era una festa settimanale. Esse sono: 1) PASQUA, 14 di Nisan; 2) AZZIMI 15 di Nisan; 3) PRIMIZIE (resurrezione di Gesù); 4) PENTECOSTE dopo 50 giorni; 5) TROMBE 1°giorno di Tishri ; 6) YOM KIPPUR 10 di Tishri; 7) TABERNACOLI 15 di Tishri.
Dio a volte si muove attraverso i cicli ( 7 anni, 49 anni etc..) e ci sono 2 diversi calendari: calendario ebraico, che inizia il 1° giorno di Nisan e calendario civile, che inizia 7 mesi dopo.
Le feste rappresentano il calendario di Dio, sono appuntamenti divini, che dipendono dalla Sua sovranità e quindi non sono soggetti a cambiamenti. La vera Pasqua è oggi. Anche se si protrae per una settimana, l’appuntamento divino è oggi.
Tornando a ciò che Dio aveva profetizzato ad Abramo sull’uscita degli Israeliti dall’Egitto, abbiamo notato che aveva detto, che sarebbero usciti colmi di ricchezze, ma sappiamo che gli schiavi non potevano possedere nulla, non avevano addirittura identità. Però Dio, che conferma sempre la Sua parola, procurò loro favori divini presso gli Egiziani.
Esodo 12:35 Or i figli d’Israele fecero come aveva detto Mosè e chiesero agli Egiziani degli oggetti d’argento, degli oggetti d’oro e dei vestiti; Esodo 12:36 e l’Eterno fece entrare i popolo nelle grazie agli occhi degli Egiziani, che diedero loro quel che chiedevano, così spogliarono gli Egiziani.
Dio ha tolto agli Egiziani ciò che avevano accumulato, sfruttando ingiustamente gli Ebrei.
La Pasqua rappresenta un quadro profetico del sacrificio del Signore Gesù sulla Croce. Gesù fu crocifisso il giorno di Pasqua. Nel momento esatto in cui le famiglie in tutto Israele uccidevano il loro agnello pasquale, Gesù è morto sulla croce.
Luca 22:15 Allora egli disse loro: «Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire, 16 poiché io vi dico che non ne mangerò più finché abbia il suo compimento nel regno di Dio».
Giovanni 1:29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!
Prima del sacrificio di Gesù i peccati venivano coperti, tramite i sacrifici, Giovanni invece parla di qualcosa di insolito, cioè che Gesù col suo sacrificio ha eliminato il peccato.
Giovanni 1:30 Questi è colui del quale dissi: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché era prima di me”.
Apocalisse 5:12 che dicevano a gran voce: «Degno è l’Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la benedizione».
Apocalisse 12:11 Ma essi l’hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, tanto da esporla alla morte.
Apocalisse 13:8 E l’adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello, che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo. Il sacrificio di Gesù , che rappresenta la soluzione alla caduta di Adamo, era avvenuto prima della fondazione del mondo. Quindi possiamo dedurre, che prima ancora che sorga un problema Dio ha già pronta la soluzione e questo vale anche per noi.
Galati 4:4 ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge 5 perché riscattasse quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione.
1Corinzi 5:6 Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7 Togliete via dunque il vecchio lievito affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito; la nostra Pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi. 8 Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità e di verità. Il lievito rappresenta corruzione, Adamo caduto. Dobbiamo liberarci del vecchio lievito e sostituirlo con il nuovo lievito del regno.
Luca 13:20 Poi disse di nuovo: «A che paragonerò il regno di Dio? La chiesa semina il lievito del Regno.
Luca 13:21 Esso è simile al lievito che una donna prende e ripone in tre staia di farina, finché sia tutta lievitata»
Nei nuovi cieli e nella nuova terra ci sarà solo il lievito del Regno. Dio sarà tutto in tutti e la Sua gloria riempirà la terra.