CRISTO IN VOI SPERANZA DI GLORIA

Culto del 23 Mag 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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e fu trasfigurato alla loro presenza: la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Matteo 17;2

Redazione a cura di Gandolfa Brucato.

La predicazione odierna verte ancora sul tema della gloria e precisamente “CRISTO IN VOI SPERANZA DI GLORIA”. L’apostolo inizia col porre una domanda, che tutti possono farsi, e cioè “Da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo”. La risposta, chiara ed incontrovertibile è che “Siamo stati creati nella gloria, per la gloria eterna e per manifestare la Sua gloria sulla terra”!
Genesi 1:1 Nel principio DIO creò i cieli e la terra.
Quando Dio creò la terra, tutto era pieno della Sua gloria Creativa. La creazione testimonia di Lui. Sappiamo che l’uomo fu creato nella gloria, prima di essere formato sulla terra!
Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina. Genesi 2:7 Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un’anima vivente.
Lo spirito dell’uomo fu creato in cielo, solo dopo, il suo corpo è stato formato dalla mano di Dio sulla terra. In quella forma, Dio soffiò un alito della Sua vita e l’uomo diventò un’anima vivente. L’uomo era stato definito molto buono, era stato creato nella gloria prima di essere immesso in un corpo. Anche Gesù prima di entrare in un corpo fisico era preesistente. Al momento della creazione Dio diede all’uomo l’immagine, che si riferisce allo spirito, mentre Adamo ricevette la somiglianza quando Dio soffiò nel corpo fisico (narici) e lo fece divenire un’anima vivente. La somiglianza riguarda il corpo. Nel linguaggio ebraico esistono due parole differenti per definire “immagine” e “somiglianza”, mentre nel greco ne esiste soltanto una. A motivo di ciò occorre fare attenzione nei diversi contesti, a quale delle due si fa riferimento.
Gen. 1:31 Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera poi fu mattina: il sesto giorno.
Anche riguardo a noi, nella nuova creazione ( nuova natura, a Sua immagine) Dio si compiace che ciò che realizza è molto buono.
Salmi 8:4 che cosa è l’uomo (Adamo) , perché te ne ricordi, e il figlio dell’uomo (Gesù), perché lo visiti? 5 Eppure tu lo hai fatto di poco inferiore a DIO, e lo hai coronato di gloria e di onore. 6 Lo hai fatto regnare sulle opere delle tue mani e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi! 7 Pecore e buoi tutti quanti, e anche le fiere della campagna,8 gli uccelli del cielo e i pesci del mare, tutto quello che passa per i sentieri del mare. 9 O Eterno, Signor nostro, quanto è magnifico il tuo nome in tutta la terra!
Dio aveva creato l’uomo per la gloria ( piano originale), ma sappiamo che a causa della sua caduta nel peccato è stato privato della gloria originale di Dio.
Romani 3:23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.
Però Dio non era sorpreso e aveva già ideato il piano per restaurare l’umanità, affinché essa potesse ancora godere la sua Gloria e questo lo ha realizzato, pianificando un piano di redenzione, tramite il sacrificio di Cristo (sostituzione).
Ebrei 2:9 ma vediamo coronato di gloria e d’onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. 10 Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l’autore della salvezza.
Mentre Adamo è stato creato adulto, in quanto doveva dominare la terra, Gesù si è spogliato della gloria ed è nato bambino, ha subito un processo, attraversando tutti gli stadi umani, dalla gravidanza, al parto, alla crescita, sino a giungere alla morte, rimanendo però nell’ubbidienza perfetta, che gli ha permesso di non peccare. Ha così dimostrato che è possibile vivere sulla terra senza mai peccare. La venuta di Gesù ha avuto l’obiettivo (perfettamente realizzato) di restaurare l’intenzione originale di Dio, di “portare molti figli alla gloria”. Egli compie un sacrificio perfetto tramite un’ubbidienza perfetta e diviene l’autore di una salvezza perfetta, che ci ha donato la nuova nascita e la gloria di essere stati fatti figli di Dio. Gesù è stato coronato di gloria e di onore per la morte che soffrì.
Giovanni 1:12 ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,
Per accedere all’eredità occorre ricevere Gesù come Signore e Salvatore, da cui discende l’acquisizione del diritto di diventare figli di Dio (si nasce figli di Adamo). In tal modo la gloria di figli, che ha il primogenito Figlio è stata data in parte anche a noi e possiamo accedervi per fede.
Romani 8:29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.
Il termine “Conformi” si riferisce alla forma, e poiché lo spirito non ha forma, in questo caso immagine va intesa come somiglianza. Gesù è venuto come unigenito, ma è risorto come primogenito.
Romani 5:1 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
Quando Gesù è morto sulla Croce, ha lasciato un’eredità testamentaria, rivolta a tutti, in particolare 3 dorea : 1) Salvezza per fede 2) Battesimo nello Spirito Santo 3) Giustificazione per fede ed in aggiunta l’accesso al trono della grazia ( non per la salvezza, valida una sola volta), bensì la “grazia per ogni giorno”, per portare avanti un processo di trasformazione progressiva.
Ci vantiamo nella “speranza della gloria di Dio”, che erediteremo nel futuro, ma al presente fruiamo della gloria che è già nel nostro spirito, in quanto creati a immagine di Dio, che è perfezione; chiaramente per quanto concerne la somiglianza siamo in un processo di trasformazione.
Dio vuole la Sua chiesa gloriosa.
Efesini 5:25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27 per far comparire la chiesa davanti a sé gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile.
Dio ci vuole gloriosi, santi e irreprensibili, però mentre la nuova nascita è istantanea e lo spirito viene subito rigenerato, viceversa per cambiare la nostra condotta (somiglianza) necessita un processo, che richiede la nostra collaborazione e ci trasforma DI GLORIA IN GLORIA.
Matteo 17:1 Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte; 2 e fu trasfigurato alla loro presenza: la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Gesù inizialmente è stato conosciuto come uomo, solo Giovanni Battista al battesimo nel Giordano aveva udito la voce di Dio che diceva “Questi è il mio amato figlio, nel quale mi sono compiaciuto”; successivamente Gesù fu trasfigurato alla presenza di Pietro, Giacomo e Giovanni, i quali ascoltarono la voce di Dio che proveniva dalla nuvola (gloria di Dio), che ripeté quanto già detto al Giordano, ma aggiunse qualcos’altro:” Ascoltatelo”. Così i discepoli scoprirono che non era solo un uomo, ma era anche il Figlio di Dio.
2Corinzi 3:17 Or il Signore è lo Spirito, e dov’è lo Spirito del Signore, vi è libertà. 18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine (somiglianza) di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.
La trasformazione richiede la nostra collaborazione, Dio non ci impone nulla, ma contemplandoLo (concentrandoci su di Lui e dimenticando noi stessi), ci accorgiamo della nostra imperfezione e siamo spinti a cambiare. Occorre fare una differenziazione tra Antico e Nuovo Testamento a proposito di Mosè: infatti, mentre nell’incontro con Dio egli non poté vedere la Sua faccia, infatti fu nascosto nella fessura della roccia, che rappresenta Cristo, e quando scese dovette coprirsi con un velo, al monte della trasfigurazione i discepoli presenti ed anche Mosè non ebbero bisogno di coprirsi e poterono guardarLo a viso scoperto e questo vale anche per noi tutti.
Ciò dimostra che la vera gloria è “in Cristo”.
Paolo rivela il mistero tenuto nascosto, ma ora manifestato ai suoi santi; infatti nessuno avrebbe creduto che la salvezza sarebbe stata estesa ai gentili ed il mistero è far conoscere “Cristo in voi speranza di gloria”, che si realizza, tramite queste 2 cose: TU SEI IN CRISTO E CRISTO È IN TE.
Colossesi 1:24 Ora mi rallegro nelle mie sofferenze per voi, e a mia volta compio nella mia carne ciò che manca ancora alle afflizioni di Cristo per il suo corpo, che è la chiesa, 25 di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha affidato per voi, per presentare compiutamente la parola di Dio, 26 il mistero che fu tenuto nascosto per le passate età e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, 28 che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; 29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.
L’apostolo Paolo soffre per far comprendere ai Colossesi come giungere alla somiglianza di Cristo e per farlo deve ammonire, ammaestrare, correggere ed esortare, ma lo fa con gioia, convinto di poterci riuscire. I credenti sono perfetti nello spirito, ma non nella condotta.
Esaminando la frase “Cristo in te” riportata in Col. 1:27, e nel verso successivo “in Cristo Gesù” (Col. 1:28), notiamo che c’è un’importante differenza tra “tu in Cristo” e “Cristo in te”, che attiene al mistero stesso di Cristo.
TU IN CRISTO. Se dunque uno è IN CRISTO, egli è una nuova creatura; (2 Cor. 5:17).
La nuova creazione è opera della gloria di Dio. Come nuova creazione, siamo rinati nel regno della gloria. Tu in Cristo è dove sei posto secondo il proposito di Dio. La tua posizione è in Cristo. Riacquisti l’immagine di Dio.
1Corinzi 1:30 Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.
L’imputazione della giustizia per fede è dovuta al fatto che sei in Cristo. È la Sua giustizia che ti è stata imputata. “Tu in Cristo” riguarda il fatto che tu sia parte del suo corpo, il corpo di Cristo ( la chiesa). Siamo tutti riuniti in un solo corpo.
1Corinzi 12:13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito.
Efesini 5:30 poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa.
Efesini 1:10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.
È il mistero della volontà di Dio che al compimento dei tempi tutte le cose siano riunite sotto un solo Capo (Cristo) e questo si realizzerà quando sulla terra regnerà lo stesso Capo che c’è nei cieli. CRISTO IN TE SPERANZA DI GLORIA – …quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.
Rom. 8:30 Se “tu in Cristo” è dove sei posto, secondo il proposito di Dio, “Cristo in te” è dove Lui è posto, secondo il proposito di Dio. Con la nuova nascita Cristo ti ha restituito l’immagine di Dio, Cristo in te inizia il processo, per recuperare la somiglianza di Dio. È oltremodo importante, che diventiamo ubbidienti come Gesù. Se tutto ciò che è di Cristo ti appartiene quando sei in lui, allora tutto ciò che è tuo appartiene a Lui, perché è in te. “Cristo in noi” significa, che, tramite l’ubbidienza e la fede Gli permettiamo di agire dentro di noi.
Romani 8:10 Se Cristo è in voi, certo il corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustizia.
Efesini 3:16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, Possiamo realizzare, che Dio abiti nei nostri cuori, fidandoci che è dentro di noi, ubbidendoGli e permettendoGli di manifestare la Sua somiglianza e la Sua gloria attraverso di noi. Se “tu in Cristo” riguarda il Suo corpo, “Cristo in te” riguarda il tuo corpo.
Rom. 12:1.La trasformazione inizia, quando offriamo a Dio il nostro corpo in sacrificio vivente. Cristo è stato posto in noi, ma può manifestarsi attraverso di noi, nella misura in cui collaboriamo con Lui.
Romani 6:13 Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.
Non dimentichiamo che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e non dobbiamo guastarlo. 1Corinzi 6:19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.
Le tue membra e il tuo corpo ora appartengono a Lui. “Tu in Cristo” riguarda ciò che Cristo ha fatto per te, “Cristo in te” è ciò che Cristo compie in te e attraverso di te!
Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.
Possiamo manifestare Gesù, compiendo le opere, innanzi preparate per noi, col Suo aiuto.
Galati 4:19 Figli miei, che io partorisco di nuovo, finché Cristo sia formato in voi!
L’apostolo Paolo riprende i Galati, che sono tornati a vivere nel legalismo e pur non mettendo in dubbio l’opera dello spirito dentro di loro, li riprende con fatica, esortandoli a far crescere l’opera di Cristo in loro.
La relazione tra noi e Cristo, viene vissuta anche tra Gesù e il Padre: “Gesù nel Padre ed il Padre in Gesù”.
Giovanni 10:37 Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi, 38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete almeno alle opere, affinché conosciate e crediate che il Padre è in me e io in lui».
I discepoli di Gesù trovavano difficoltà nel comprendere che Egli è l’immagine del Padre. E Gesù asserisce che tutto ciò, che si compiva per mezzo di Lui, non sarebbe potuto avvenire, se il Padre non fosse stato in Lui .
Giovanni 14:8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere. 11 Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me, se no, credetemi a motivo delle opere stesse.
Gesù dice che se non crediamo a ciò che Lui dice, dobbiamo comunque credere a motivo delle opere che Dio fa attraverso di Lui, che dimostrano pienamente che il Padre vive in Lui.. Le opere mostrano la somiglianza, ciò che si vede, che a sua volta rivela quello che non si vede; esse testimoniano la relazione. La nostra relazione con Gesù dev’essere uguale a quella, che Gesù ha con il Padre. “Dimorare” presuppone che Dio è in noi e che ha piena libertà di fare tutto ciò che vuole. Dio ama tutti, ma si manifesta soltanto in chi Lo ama e Gli ubbidisce. Gesù è ubbidiente sempre, noi no. Sforziamoci di imitarlo.
Giovanni 14:20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e che voi siete in me ed Io in voi.
Giovanni 17:21 affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.
Il mondo si convince soltanto per ciò che vede, quindi “solo se manifestiamo la Sua somiglianza”, il mondo crederà.