CHIAMATI A UNA SANTA CHIAMATA

Culto del 10 Mag 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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La prima chiamata che Dio ha fatto al popolo d’Israele e che fa a noi oggi è scritta in Esodo 19:6 E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele. Dio dunque ci chiama come Suo popolo a essere sacerdoti (coloro che fanno salire sacrifici al cielo e fanno scendere benedizioni dal cielo) e re (coloro che hanno autorità e con la Parola nella loro bocca proclamano che venga fatta la volontà di Dio nella terra). Inoltre come figli di Dio dobbiamo avere la rivelazione dell’intenzione originale del Padre, poiché nonostante l’uomo sia caduto, Dio aveva già la soluzione portando la rettificazione di tutte le cose con la redenzione di Cristo (che ha offerto se stesso sulla croce), per la piena realizzazione del Suo proposito: portare molti figli alla gloria! Tutto questo concetto lo troviamo riassunto in Romani 11:36 Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
Se comprendessimo realmente che Dio vuole che tutte le cose nei cieli e della terra siano portate sotto un solo capo, ovvero Cristo Gesù, l’unica cosa che dovremmo fare è presentarci come sacrificio vivente, santo e accettevole davanti a Dio affinché possa coinvolgerci totalmente nel Suo scopo e adempiere il Suo proposito, perché non dobbiamo dimenticare che siamo stati chiamati a una santa vocazione.
Come credenti dobbiamo sapere che esiste una chiamata generale di Dio alla salvezza, per questo motivo dobbiamo predicare il Vangelo del Regno a ogni creatura, affinché chiunque avrà invocato il nome del Signore sia salvato, e tutto questo avviene per grazia mediante la fede!
Oltre alla salvezza però Dio ci ha chiamati dalle tenebre alla luce, dal peccato alla santità etc. Leggiamo a tal proposito 2Timoteo 1:9 Egli ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, 10 ed ora è stata manifestata con l’apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’evangelo. Dunque, per prima cosa siamo chiamati alla salvezza perché a causa della caduta di Adamo ogni uomo è uscito dal proposito divino, ma una volta che riceviamo Cristo come Signore e Salvatore, per grazia (senza l’aiuto delle opere) otteniamo la vita eterna e rientriamo nel proposito di Dio! Infatti Egli ci ha chiamati per grazia a una santa vocazione come troviamo scritto in Efesini 2:10 Noi infatti siamo opera(poema) sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo. Molti credono che la chiamata significhi non fare nulla, ma in realtà Dio ci ha chiamati per compiere le opere innanzi preparate, infatti la chiamata è l’invito che Dio rivolge a ognuno di noi per entrare nel suo proposto e adempierlo. Dio ha preparato sia il proposito che le opere, perciò dobbiamo avere la rivelazione di entrambe affinché tutto cooperi al bene.
A proposito di opere, sono presenti due versi nella Bibbia che trattano di opere morte, ma cosa sono? Ovviamente la prima cosa che dobbiamo consapevolizzare è che esse non procedono da Dio, perché le opere innanzi preparate (le opere di Dio in generale) sono opere vive che possiamo adempiere solo attraverso l’aiuto dello Spirito Santo perchè sono soprannaturali. Leggiamo a tal proposito Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio.[…] 14 quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offerse se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!
Lo scrittore dell’epistola non sta parlando del ravvedimento di peccato, che ovviamente deve esserci per nascere di nuovo e diventare figli di Dio, ma parla del ravvedimento dalle opere morte: chi compie queste tipo di opere? Chi è morto nei falli e nei peccati e pensa di poter approcciare Dio con le proprie capacità negando così il sacrificio di Cristo sulla croce! Le opere morte sono sforzi umani che mai potranno purificare la coscienza di peccato (per esempio “fare del bene per meritare il paradiso”), perché solo il sangue di Gesù lava e purifica la coscienza di peccato e dalle opere morte, e ci permette di entrare nella relazione con Dio. Da chi vengono fatte le opere morte? Da chi non è credente e cerca di approcciarsi a Dio con le proprie forze per conoscerLo, ma anche da chi è credente e cerca di piacere a Dio secondo le opere e gli sforzi della carne.
Dio però ha opere vive innanzi preparate e per questo desidera che ci purifichiamo affinché noi le compiamo, per questa ragione dobbiamo scegliere di morire ai nostri sforzi personali, a noi stessi, e a ciò che è carnale per accettare ciò che è nato da Dio, perché tutto ciò che nasce da Dio vince!

Analizziamo adesso due esempi di uomini che hanno compiuto l’opera di Dio sulla terra: Gesù e l’apostolo Paolo.
Gesù sulla croce ha detto in Giovanni 19:30«…È compiuto – tetélestai » E, chinato il capo, rese lo spirito. Cosa si era compiuto in quel momento? Si era compiuta la Pasqua, l’Agnello perfetto preparato innanzi la fondazione del mondo è stato immolato; mentre la redenzione si è compiuta solo quando è andato a sedere alla destra del Padre e lo Spirito Santo è sceso sulla terra dando franchezza ai discepoli di predicare. Ma prima di morire sulla croce Gesù aveva parlato dell’opera preparata per Lui durante una sua preghiera che troviamo in Giovanni 17:4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuta l’opera che tu mi hai dato da fare. A cosa si riferisce in questo caso Gesù? Egli si riferisce all’opera, innanzi a Lui preparata, che ha compiuto nel suo ministero nei Suoi dodici discepoli: preparò dodici persone per continuare il Suo ministero una volta tornato al Padre, infatti li ha formati, ha investito sulla loro vita, affinché potessero continuare a rappresentarLo sulla terra e predicare il Vangelo a ogni creatura (e le tradizioni dicono che quasi tutti sono morti martiri!)

Oltre a Gesù, anche l’apostolo Paolo fece una dichiarazione simile quando si rese conto che era vicino alla morte in 2Timoteo 4:6 Quanto a me, sto per essere offerto in libagione, e il tempo della mia dipartita è vicino. 7 Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede. Paolo è consapevole della sua imminente morte e dichiara di aver adempiuto esattamente l’opera che Dio gli aveva affidato; Dio lo aveva scelto, e nonostante fu perseguitato e soffrì molto per l’evangelo, riuscì a terminare la sua corsa adempiendo le opere innanzi preparate da Dio per la sua vita. In effetti la vita di Paolo è un grande esempio per tutti noi che siamo chiamati a testimoniare ovunque e a portare avanti il Regno, ma non solo, perché Dio ci chiama ad adempiere le opere innanzi preparate e a lavorare per il suo proposito. Leggiamo Efesi 1:18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi. Noi siamo eredi di Dio e coeredi di Gesù perché siamo figli, ma l’apostolo Paolo in questo verso parla dell’eredità di Dio in noi: cosa significa? Dio ha un’eredità nei Suoi santi, ovvero le opere che noi faremo per glorificare il Suo nome, questa è la Sua eredità in noi. Pertanto, c’è una nostra eredità in Cristo in quanto siamo figli di Dio, eredi di Dio e coeredi di Cristo; ma c’è un’altra eredità ovvero quella che Dio ha in noi. Perché c’è una sua eredità in noi? Perché Cristo è in noi speranza di gloria. Questo concetto possiamo trovarlo anche in 2Tessalonicesi 1:10 quando egli verrà, in quel giorno, per essere glorificato nei suoi santi, per essere ammirato in mezzo a quelli che hanno creduto, poiché la nostra testimonianza presso di voi è stata creduta. 11 Anche per questo noi preghiamo del continuo per voi, perché il nostro Dio vi ritenga degni di questa vocazione e compia con potenza ogni vostro buon proposito e l’opera della fede.
Cristo dunque viene glorificato nei Suoi santi, cioè Egli è glorificato in noi quando Lo rappresentiamo! Quindi Gesù stesso riceverà gloria poiché i santi stessi (cioè noi figli) hanno manifestato chi Lui è in mezzo a loro.
Ma come può essere ammirato Gesù attraverso i Suoi santi? Sarà ammirato in tutti coloro che credono, poiché Dio si serve di noi uomini, Suoi figli imperfetti per fare vedere la Sua perfezione! Cristo viene ammirato nell’uomo nuovo che ha creato dentro di noi Suoi figli, che ha la Sua immagine e la Sua somiglianza: siamo chiamati secondo il Suo scopo dato prima dell’inizio del tempo, dunque questa è una chiamata celeste e santa.
Leggiamo a tal proposito Ebrei 3:1 Perciò, fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate l’apostolo e il sommo sacerdote della nostra confessione di fede, Gesù Cristo.
Lo scrittore di Ebrei ci invita a essere partecipi della celeste chiamata. Ma per completezza rileggiamo 2Timoteo 1:9 che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi. La vocazione di Dio è sempre dentro il Suo scopo, ovvero quello di porre in Cristo tutte le cose, perciò noi Suoi figli dobbiamo collaborare. Come possiamo farlo? Da una parte dobbiamo portare i perduti dentro lo scopo divino, dall’altra dobbiamo aiutare i salvati ad adempierlo.
Quindi, Dio ci ha chiamato, ma quando lo ha fatto, in che condizione eravamo? Lo leggiamo in 1Corinzi 1:24 ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; 25 poiché la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini. 26 Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, 27 ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono,29 affinché nessuna carne si glori alla sua presenza.
In questi versi possiamo notare che Dio non ha scelto (né sceglie ancora oggi) le persone più sagge, più brave, ma le persone semplici! La domanda che possiamo farci è: perché Dio ci ha chiamati? Sicuramente non perché eravamo i migliori, ma perché eravamo ignobili! E perché lo ha fatto? Perché nessuno si glori, affinché tutti possiamo gloriarci della Sua grazia, perché siamo quel che siamo per la grazia di Dio. Quando Dio ci ha chiamato non ha guardato chi eravamo, ma ha guardato chi ci farà diventare e ha deciso di scommettere su di noi per manifestare la Sua gloria attraverso la nostra vita.

Ora cerchiamo di capire meglio il concetto di chiamata leggendo Romani 11:28 Quanto all’evangelo, essi sono nemici per causa vostra, ma quanto all’elezione, sono amati a causa dei padri 29 perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento(irrevocabili). Indipendentemente dalla risposta di chi viene chiamato, la vocazione e i doni di Dio sono irrevocabili! Infatti Dio non si sbaglia quando sceglie una persona e non si pente mai di quello che fa, ma è una nostra responsabilità rispondere o meno alla Sua chiamata.
Dobbiamo sapere che quando si parla nella Bibbia di chiamata il significato di questo termine è invito: perciò quando Dio chiama una persona, in realtà l’invita a realizzare il Suo proposito. Purtroppo però non tutti scelgono di rispondere a questo invito, come è scritto in Matteo 22:14 Gesù disse: Poiché molti sono chiamati(invitati),ma pochi eletti.
Dunque, la chiamata di Dio è irrevocabile, ma spetta a noi rispondere o meno, proprio come quando riceviamo l’invito per un matrimonio: spetta a noi accettare o meno di andare alle nozze. La parte che spetta a noi è semplicemente quella di accettare l’invito di Dio ed essere pronti ad adempiere il compito che ha in serbo per noi.
Ma la domanda è: uno che è chiamato può perdere la chiamata? Dio darà un tempo di prova per permettere alla persona di ritornare nel proposito, ma non durerà per sempre! L’apostolo Pietro disse che dobbiamo essere diligenti per rendere sicuro l’invito e l’elezione in 2Pietro 1:8 Perché, se queste cose si trovano in voi abbondantemente, non vi renderanno pigri né sterili nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, perché ha dimenticato di essere stato purificato dai suoi vecchi peccati. 10 Perciò, fratelli, sforzatevi sempre maggiormente di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione perché, facendo queste cose, non inciamperete mai. 11 Così infatti vi sarà ampiamente concesso l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
L’apostolo Pietro dice nel v. 10 sforzatevi per adempiere la chiamata; ma perché c’è bisogno di sforzo? Perché durante la nostra vita spesso incontreremo opposizione per adempiere la chiamata e il nemico ci offrirà delle cose alternative; per questo motivo dobbiamo sforzarci di rimanere saldi nella chiamata senza inciampare o perdere il proposito. In seguito l’apostolo Pietro ci invita a essere sicuri della chiamata che Dio ci ha fatto, e far si che ogni vocazione diventi elezione: ricordiamoci infatti che la vocazione è irrevocabile, mentre l’elezione, la risposta all’invito di Dio, dipende da noi.

Dio in questi tempi della fine ci sta chiamando a essere partecipi alla grande raccolta!
Se vivremo pienamente nell’ubbidienza all’invito/chiamata di Dio e nella piena partecipazione a quell’invito/chiamata potremo entrare nella dimensione del Regno!
Ricordiamoci dunque che l’invito di Dio alla salvezza è per tutti, ma esiste la chiamata specifica per ognuno di noi per poter entrare nel Regno eterno: Dio dunque ci prende nel tempo per farci essere partecipi di cose eterne, e per questa ragione dobbiamo comprendere che le cose di Dio sono più importanti di quelle naturali!

Siamo negli ultimi tempi e tutti noi siamo chiamati a partecipare al proposito di Dio, questa è una santa chiamata perciò non dobbiamo perdere tempo in cose naturali, ma dedicarci a fare la Sua volontà!

Redazione a cura di Gioia Machì