CAMMINARE PER FEDE

Culto del 11 Ott 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Nei primi capitoli della Genesi leggiamo di come Dio passeggiava, cioè camminava, con Adamo, ma dopo il peccato dei nostri progenitori questa intimità con il Signore si era persa. In seguito ci fu un uomo che rappresentò il predecessore della chiesa rapita: Enok.
Genesi 5:24 Or Enok camminò con DIO; poi non fu più trovato, perché DIO lo prese.
Enok era un uomo giusto che camminava con Dio e per questo fu rapito in cielo, egli fu cercato, ma nessuno riuscì più a trovarlo. Questo è esattamente ciò che accadrà alla generazione del rapimento, una generazione che cammina con il Padre, infatti quando Gesù rapirà la Sua Chiesa, i cristiani verranno cercati ma non saranno più trovati. In queste domeniche abbiamo iniziato un bellissimo viaggio spirituale che ci sta portando a conoscere quali sono i tre elementi che ci portano a vivere in modo soprannaturale, ad entrare nella dimensione in cui nulla è impossibile. L’apostolo Lirio ci ha spiegato come la semplice “approvazione mentale” non è la vera fede biblica, che invece deve possedere tre punti fondamentali:
La conoscenza della volontà di Dio,
Salmi 130:7 O Israele, spera nell’Eterno, perché presso l’Eterno vi è misericordia e presso di lui vi è redenzione completa.
La fede inizia dove il “tutto è compiuto” è conosciuto. Tutto ciò che esiste infatti, deve essere compiuto e se non conosciamo cosa è stato compiuto, non possiamo avere fede in esso. La redenzione che Gesù ci ha donato è completa, perciò noi non siamo di nulla mancanti.
L’accettazione volontaria di credere in ciò che Dio ci dice.
La coerenza tra ciò che abbiamo conosciuto e deciso di fare nostro e il nostro parlare e il nostro agire. Se soltanto uno di questi tre elementi mancano alla nostra fede, non abbiamo in realtà la fede biblica.
Ebrei 11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; 2 infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza. 3 Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all’esistenza da cose apparenti.
Le cose che noi speriamo sono nel futuro. Esse non si vedono ma in realtà sono già presenti nel regno invisibile dello spirito, poiché tutto è stato compiuto. Gli antichi hanno ricevuto testimonianza da Dio del fatto che la loro fede era il giusto modo per approcciarLo, Egli infatti ha detto “Il giusto vivrà per fede”. Quando Abele offrì il suo sacrificio al Signore, fu gradito a Lui, e questo per noi è un modello che ci aiuta a capire ciò che piace al Padre. Allo stesso modo Dio ci ha dato un modello di ciò che a Lui non piace, quando rifiutò l’offerta di Caino.
Genesi 1:1 Nel principio DIO creò i cieli e la terra.
Qualsiasi cosa fatta da Dio, prima di venire all’esistenza nel mondo visibile esiste già nel mondo invisibile. Il Padre continua ancora oggi a creare, gli scienziati confermano che l’universo è in continua espansione, poiché il Signore non ha smesso di creare. Quando Dio creò i cieli e la terra lo fece seguendo un ordine, Egli creò prima i cieli, in seguito la terra e li congiunse, ciò significa che la terra non può vivere senza il cielo. Nel momento in cui Adamo ed Eva caddero nel peccato, la Terra si è disincronizzata dal cielo. Oggi stiamo assistendo al declino del nostro pianeta, i ghiacciai si sciolgono e i livelli delle acque salgono mettendo a rischio l’esistenza di tante regioni e popolazioni, il mare è invaso dalla plastica e milioni di animali sono a rischio estinzione. Gli scienziati ci dicono che il disastro ambientale porterà la Terra alla distruzione, e secondo il loro calcolo mancano solo sette anni alla fine. A New York c’è anche un orologio che sta segnando questo tempo. Tutto questo ci dice che siamo negli ultimi tempi e che Gesù sta tornando per restaurare ciò che era dal principio e ricongiungere la Terra al cielo. La Terra è stata creata per dipendere dal cielo. Ciò che unisce il cielo e la Terra è la fede, essa infatti significa accordarsi per vedere le cose come Dio le vede, parlare come Dio parla e agire come Dio agisce.
Efesini 1:3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.
La domanda è: “Come fare materializzare, adesso, nel regno naturale, le cose che sono già presenti nei luoghi celesti, nel regno dello spirito?” Il segreto sta nella fede. Dio ci ha già benedetti nel tutto è compiuto, ma per portare queste benedizioni nella nostra vita dobbiamo usare la nostra fede, essa è ciò che sincronizza di nuovo il cielo alla Terra. Noi siamo stati benedetti dal luogo in cui Dio dimora, il terzo cielo, ed è da lì che dobbiamo guardarci per comprendere che la benedizione ci è già stata donata. La Parola che noi crediamo viene dal terzo cielo, e questo fa sì che il terzo cielo si sincronizzi con la Terra e che noi otteniamo ciò che stiamo credendo. La fede quindi, è ciò che porta entrambi i regni dell’esistenza in armonia. Essa unisce il “sopra” dello spirito al “naturale” per produrre il “soprannaturale!”. Noi siamo seduti in Cristo e Cristo è seduto nei luoghi celesti. La fede funziona sempre dall’interno verso l’esterno. Ogni cambiamento esteriore è sempre preceduto da una crescita interiore. Le persone cercano la magia perché consente di avere qualcosa di esteriore senza una crescita interiore, ma la fede non è magica, essa ci fa andare avanti attraverso un processo di crescita che permette di interiorizzare ciò che viene dal cielo e salire di livello.
1Giovanni 4:4 Voi siete da Dio, figlioletti, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.
Dio sa che noi abbiamo già ottenuto tutte le vittorie in Gesù. Egli ci conduce sempre in trionfo in Cristo, e vuole che consapevolizziamo che ha messo dentro di noi tutto il potere per vincere le cose che sono fuori di noi e ci vengono contro. La paura è una falsa evidenza che ci appare reale e ci paralizza, ma il sapere che siamo in Dio e che Egli vive in noi, ci porta a prendere la vittoria che Gesù ha già conquistato per coloro che credono in Lui, mettendo satana sotto i nostri piedi. Dio non è attratto dal nostro esteriore ma dal nostro spirito, da ciò che c’è nel nostro cuore. La nostra adorazione non deve dipendere dai nostri sensi naturali o dalle circostanze che stiamo vivendo, ma deve dipendere dal nostro spirito. Dio è onnipotente, onnipresente e onnisciente, quindi completo, anche se non ha un corpo fisico, allo stesso modo noi siamo completi nello spirito, infatti quando il corpo muore noi continuiamo a vivere nello spirito. L’anima e il corpo dunque, devono essere sottomessi allo spirito e devono ubbidire ad esso.
Romani 10:8 Ma che dice essa? «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; 9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,
Dio ci ha salvati per grazia mediante la fede. La Parola deve risiedere nella nostra bocca e nel nostro cuore, questo significa che quando la Parola è solo nella nostra bocca ma non nel nostro cuore è inefficace, e lo stesso vale quando abbiamo la Parola nel cuore ma non la pronunciamo con la nostra bocca. Cuore e bocca devono essere sincronizzati. Se Dio per darci il dono più importante della nostra vita, cioè la salvezza, ha usato la nostra fede, come non ci darà anche tutte le altre cose attraverso la fede?
2Corinzi 5:6 Noi dunque abbiamo sempre fiducia e sappiamo che mentre dimoriamo nel corpo, siamo lontani dal Signore. 7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione.
Noi viviamo in un mondo che è ancora desincronizzato dal cielo a causa della caduta, Dio quindi non si può manifestare in questo mondo, l’unico modo che abbiamo per avere comunione con il Padre ed essere uno con Lui, è usare la nostra fede. La Scrittura non dice che dobbiamo saltare o correre per fede, ma dice che noi dobbiamo camminare per fede. Dio non ci fa mai saltare, ci fa camminare, infatti Lui passeggiava con Adamo nel giardino dell’Eden, non saltava.
Luca 4:9 Poi lo condusse a Gerusalemme lo pose sull’orlo del tempio e gli disse: «”Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù di qui;
Satana condusse Gesù sul pinnacolo del tempio per farlo saltare giù. Il nemico vuole che noi saltiamo, cioè che facciamo passi più grandi della nostra fede, egli vuole che noi usiamo delle scorciatoie, ma Dio vuole che noi camminiamo passo dopo passo, che seguiamo un percorso, che non prendiamo nessuna scorciatoia perché questo rallenterà il nostro cammino. Camminare significa mettere un piede davanti all’altro per raggiungere una destinazione e non fermarsi fino a quando non la si è raggiunta. Esso è un percorso nel mondo dello spirito. La Bibbia ci dà diversi esempi di persone che hanno camminato con Dio nello spirito, Enok ma anche Noè e Abrahamo.
Genesi 6:9 Questa è la discendenza di Noè. Noè fu uomo giusto e irreprensibile tra i suoi contemporanei. Noè camminò con DIO.
Noè fu un uomo giusto non solo per la condotta irreprensibile, ma perché era nella giusta posizione con Dio. Egli camminò con Dio, cioè visse secondo l’intenzione originale del Signore quando creò l’uomo.
Genesi 17:1 Quando Abramo ebbe 99 anni, l’Eterno gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza, …
Dio disse ad Abrahamo che Lui è El Shaddai, da Shad che significa seno di donna. Il seno di donna è tutto ciò di cui un neonato ha bisogno per vivere perché da esso il bambino prende il latte, riceve tenerezza, protezione, rifugio e calore. Dio è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere. Anche ad Abrahamo il Signore chiede di camminare alla Sua presenza per restaurare la Sua intenzione originale; Adamo cadde per incredulità, Abrahamo attraverso la sua fede, restaurò l’intenzione originale di Dio per l’uomo. Il camminare per fede deve essere talmente sviluppato in noi, da diventare un’abitudine inconscia. Se vogliamo che la nostra fede cresca, dobbiamo iniziare da dove siamo e fare un passo alla volta senza correre o saltare. Nessuno infatti, sale una scala partendo dal gradino più alto, ma inizia dal gradino più basso e sale un gradino alla volta per raggiungere la cima. Questa è ciò che arresta il cammino di molti cristiani ben intenzionati: il cercare di agire oltre la loro fede e questo produce un fallimento. Un bambino piccolo inizia a gattonare strisciando perché le sue membra non sono ancora sviluppate per consentirgli di stare in piedi da solo, alcuni stanno ancora strisciando nella loro fede ma questa non è la volontà di Dio, Egli non vuole che strisciamo come il serpente, il nemico di Dio, ma desidera che camminiamo alla Sua presenza.
Ebrei 11:8 Per fede Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità; e partì non sapendo dove andava. 9 Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, 10 perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio.
Ebrei 11:12 Perciò da un sol uomo, e questi come fosse morto, sono nati discendenti numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia lungo la riva del mare, che non si può contare.
Quando Dio chiama Abrahamo, gli chiede di lasciare la sua terra e il suo parentado per andare in un luogo che gli avrebbe mostrato. Il Signore, quindi, gli chiede di lasciare ciò che lui conosceva bene, che era visibile ai suoi occhi per andare a cercare qualcosa che non conosceva e che non aveva visto. Dio stava ammaestrando Abrahamo a camminare per fede, la fede infatti crede ciò che ancora non è visibile, ma esiste nel mondo spirituale. Tuttavia Abrahamo obbedì solo in parte al Signore, egli infatti portò con sé Terah, suo padre, e Lot, suo nipote, e Dio dovette aspettare fino a quando fu disposto a rinunciare a Lot, per condurlo al passo successivo della fede. Inizialmente, quindi, Abrahamo iniziò un percorso gattonando nella fede.
Genesi 13:7 Sorse perciò una contesa fra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Perezei abitavano a quel tempo nel paese. 8 Così Abramo disse a Lot: «Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, perché siamo fratelli.
Dio benedisse Abrahamo con grandi terreni e fra i suoi pastori e quelli di Lot ci fu una lite. Secondo le usanze tradizionali però, egli avrebbe dovuto avere la prima scelta perché era più anziano di Lot, egli invece rinunciò alla terra migliore per il suo bestiame per avere pace. Abrahamo compì un atto di fede perché non si fidava di ciò che poteva ottenere da se stesso, ma confidava nel fatto che apparteneva a Dio, e che Egli avrebbe provveduto tutto ciò di cui aveva bisogno. Non sarebbero stati quindi i pascoli migliori a renderlo prospero, ma la benedizione del Signore. Dopo questo Abrahamo fa un errore, cercando di avere un figlio con la schiava egiziana Agar, che una volta incinta di Ismaele si sente superiore alla sua padrona Sara. Dio però benedice anche Sara e le dà Isacco, così i due bambini crescono insieme, ma un giorno Agar insieme a suo figlio si prendono gioco di Isacco, fino al punto di litigare con Sara che chiede ad Abrahamo di mandare via la sua schiava insieme al figlio. Dio interviene dicendo ad Abrahamo di seguire il consiglio di Sara e questo per lui è stato un dolore molto grande, ma sottomettendo la sua anima e le sue emozioni ubbidisce al Signore credendo che il Signore si prenderà cura di loro. Questo lo portò a fare un altro passo di fede e a crescere ancora in essa. Dio però gli chiede di fare ancora un altro passo.
Ebrei 11:17 Per fede Abrahamo, messo alla prova, offrì Isacco e colui che aveva ricevuto le promesse offrì il suo unigenito 18 anche se Dio gli aveva detto: «In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome», 19 perché Abrahamo riteneva che Dio era potente da risuscitarlo anche dai morti; per cui lo riebbe come per una specie di risurrezione.
Abrahamo affrontò la prova più grande quando Dio gli chiese di offrire in sacrificio il suo amato Isacco. Non era la prima volta che Dio gli aveva detto di rinunciare a qualcosa, ma questa volta gli stava chiedendo di rinunciare a ciò che più amava, il suo unico figlio, il suo futuro. Dio però lo aveva addestrato per tutto il tempo facendogli fare un passo dopo l’altro. Abrahamo aveva raggiunto quindi una grande fiducia, tanto da credere che Dio era potente da risuscitare suo figlio, e per questo riuscì ad offrire Isacco. Dio però fermò la mano di Abrahamo perché sarebbe stato Lui a dare il Suo unigenito Figlio, Gesù, per la salvezza dell’umanità. Se il Signore avesse chiesto ad Abrahamo di sacrificare suo figlio all’inizio del cammino, egli sicuramente si sarebbe rifiutato, ma dopo le esperienze fatte con Dio e dopo aver visto la Sua potenza in azione, Abrahamo non aveva alcun dubbio che il Signore avrebbe in qualche modo fatto risorgere Isacco. Il Padre non ci chiede di andare al di là della nostra fede, Egli vuole che un passo dopo l’altro cresciamo nella fiducia in Lui, fino ad arrivare a vedere l’impossibile manifestarsi davanti ai nostri occhi.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo