BATTESIMI

Culto del 08 Set 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 

In questa domenica riservata ai battesimi, la predicazione verte soprattutto sul discepolato, aspetto principale di questa parte della dottrina di Cristo, e inizia con la lettura del Grande Mandato che Gesù diede agli apostoli.

Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

L’apostolo Lirio chiarisce che un discepolo studia il proprio maestro, giorno dopo giorno riceve rivelazioni, ne scopre le caratteristiche e impara il suo stile di vita al fine di imitarlo, e quando dai Vangeli veniamo a conoscenza delle caratteristiche che avevano i discepoli di Gesù, di fatto leggiamo come deve diventare la nostra storia.
Il Signore vuole informarci con la Sua Parola e formarci nel carattere, affinché diventiamo Suoi imitatori.
In 1Corinzi 8:1 è scritto che “… la sola conoscenza gonfia, ma l’amore edifica”, infatti la conoscenza mentale, che pure è necessaria, deve essere accompagnata dall’esperienza personale della Parola di Dio, se non si vuole essere come palloni gonfiati, incapaci di superare le prove della vita.

Gesù stesso venne discepolato dal Padre, a sua volta fece discepoli, e parlando a quelli che avevano creduto in Lui disse quale sarebbe stato il passo successivo.

Giovanni 8:31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Il vero discepolo dimora nella Parola di Dio, ne fa esperienza personale e man mano che va conoscendo la verità viene reso libero, perché la chiave della libertà è la verità.

Il ministero pubblico di Gesù ebbe inizio con il battesimo. Era necessario che a tutti fosse rivelato chi era e per Lui il battesimo costituì la manifestazione pubblica del Suo Mandato. Anche per noi il battesimo in acqua è un fatto pubblico, in occasione del quale dichiariamo di voler essere discepoli di Cristo.

In tempo di persecuzione, battezzarsi in acqua costituisce un atto di coraggio che spesso si paga a caro prezzo; così era nella prima chiesa e così è anche oggi in alcune parti del mondo dove i cristiani vengono perseguitati ferocemente.

La parola “Battezzare” vuol dire “immergere fino al punto di sommergere” e per tale motivo il battesimo in acqua ha a che fare con il seppellimento, con la particolarità che chi viene battezzato assiste al proprio seppellimento, spiritualmente parlando.

La dottrina dei battesimi fa parte del fondamento della dottrina di Cristo, citata nell’epistola agli Ebrei.
Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno

La prima delle sei parti elencate in questi due versetti è quella del Ravvedimento dalle opere morte, che non consiste, come molti credono, nel ricordare e confessare tutti i peccati commessi nella vita, cosa praticamente impossibile, ma nel comprendere che nessuno sforzo, nessuna opera umana può meritare la salvezza. Ravvedersi dalle opere morte vuol dire pentirsi dall’aver creduto di potersi salvare da soli e credere che si può essere salvati solo in virtù dell’opera della croce portata a compimento da Gesù. La salvezza infatti si ottiene solo per grazia, mediante la fede nel valore del Suo sacrificio.

Nel Nuovo Testamento si parla di tre battesimi:
Il battesimo nel corpo di Cristo, l’unico essenziale per la salvezza. Quando si riceve Gesù nella propria vita, per mano divina si viene battezzati in Cristo, cioè si viene inseriti nel Suo corpo, che è la Chiesa.
Il battesimo in acqua è l’occasione in cui si dà testimonianza di ciò che Dio ha fatto nella propria vita ed è un passo necessario per iniziare il discepolato, ma non ha valore ai fini della salvezza.
1Corinzi 12:13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito.
Il battesimo nello Spirito Santo è essenziale per poter servire Dio con la Sua potenza. Atti 1:8

Dalla Scrittura apprendiamo che Gesù discepolò i dodici, di cui era Pastore, ammaestrò i settanta, che vedeva frequentemente, e dava qualche insegnamento ai cinquecento.

Quale criterio adottò quando chiamò i dodici?
Marco 3:13 Poi egli salì sul monte, chiamò presso di sé quelli che volle; ed essi si avvicinarono a lui. 14 Quindi ne costituì dodici perché stessero con lui e potesse mandarli a predicare, 15 e avessero il potere di guarire le infermità e di scacciare i demoni.
Questi versetti affermano che li chiamò affinché stessero con Lui e avessero intimità con Lui, quindi potesse mandarli a svolgere un servizio: predicare, guarire, scacciare demoni.

Ricapitolando: per prima cosa c’è la chiamata all’intimità, da cui discende il mandato a svolgere un servizio. Molti credenti, però, pensano di limitarsi al servizio, saltando l’intimità con Dio e il mandato, ma costoro rischiano di sentirsi dire da Lui un giorno: “Non vi conosco!”, proprio perché non hanno avuto con Lui una vera relazione personale.

I Vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) raccontano che Gesù:
chiamò dalla moltitudine un rimanente di uomini che erano discepoli;
prima di scegliere da quel gruppo i dodici, pregò per un’intera notte, nel corso della quale ricevette istruzioni dal Padre;
ad essi diede il nome di apostoli (persone con un mandato) anche se non erano ancora pronti per svolgere tale funzione;
li chiamò affinché stessero con Lui giorno e notte;
dopo averli discepolati li avrebbe inviati a svolgere il Suo Mandato.

La Scrittura ci parla di Anania, un discepolo che probabilmente faceva parte dei cinquecento e che per noi costituisce il modello del vero discepolo.
Atti 9:10 Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!». 11 E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; 12 egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». 13 Allora Anania rispose: «Signore, io ho sentito molti parlare di quest’uomo di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14 E qui ha l’autorizzazione dai capi dei sacerdoti, di imprigionare tutti coloro che invocano il tuo nome». 15 Ma il Signore gli disse: «Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d’Israele. 16 Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome». 17 Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo». 18 In quell’istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.

Il libro degli Atti ci presenta anche un altro credente di nome Anania, che a causa della sua avidità, falsità e ipocrisia perdette la vita. In questi versetti, però, si parla di un Anania diverso, che viene usato da Dio per la sua genuinità e fedeltà.
Allo stesso modo la Scrittura ci presenta un re d’Israele, Saul, della tribù di Beniamino, che finì miseramente, e un Saulo da Tarso, anch’egli della tribù di Beniamino, che divenne il più grande teologo della Chiesa di Cristo.

Anania viveva a Damasco e conosceva il Signore. Sapeva ascoltare la Sua voce, tanto che alla Sua prima chiamata rispose: “Eccomi, Signore”, mentre ricordiamo che Samuele dovette essere chiamato più volte quando era un ragazzo, perché ancora non conosceva Dio e non aveva capito che a chiamarlo era Lui.
Il Signore rivelò ad Anania la condizione di Saulo e gli diede istruzioni su ciò che avrebbe dovuto fare. All’ordine di recarsi da lui, che a Damasco era conosciuto per il male che faceva alla chiesa di Cristo, Anania manifestò la propria fragilità umana (vv. 13-14), tuttavia non esitò a obbedire all’ordine e andò a trovarlo. Recarsi da Saulo significava entrare nel covo dei nemici di Cristo, ma Anania lo fece, vi si recò e gli impose e mani. Saulo riacquistò la vista e poi fu battezzato in acqua. Questo vuol dire che aveva creduto e che aveva ricevuto il battesimo in Cristo.

L’obbedienza e la capacità di ascoltare la voce di Dio fecero sì che Anania, un semplice discepolo, avesse un ruolo così importante nella vita del grande apostolo delle genti, il quale in seguito avrebbe subito grandi persecuzioni per far conoscere il nome di Cristo.

Quando Paolo, nel tempio di Gerusalemme dovette difendersi dalle accuse dei Giudei dell’Asia, nel suo discorso citò Anania. Raccontò che la luce di Dio aveva messo in evidenza la sua cecità, che era stata tale da dover essere condotto per mano a Damasco, e che un certo Anania, conosciuto dai Giudei per la sua statura morale, gli aveva fatto recuperare la vista.

Atti 22:10 Io dissi: “Signore, che devo fare?”. Il Signore mi disse: “Alzati e va’ a Damasco, là ti sarà annunziato tutto quello che ti è ordinato di fare”. 11 Ora, siccome io non vedevo nulla per lo splendore di quella luce, fui condotto per mano da quelli che erano con me; e così entrai a Damasco. 12 Or un certo Anania, uomo pio secondo la legge, di cui tutti i Giudei che abitavano a Damasco rendevano buona testimonianza, 13 venne da me e, standomi vicino, mi disse: “Fratello Saulo, ricupera la vista”. In quell’istante io ricuperai la vista e lo guardai. 14 Poi aggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha preordinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e a udire una voce dalla sua bocca. 15 Perché tu gli devi essere testimone presso tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. 16 Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore”.

Fu così che, dopo avere conosciuto Gesù, Saulo fu battezzato in presenza dei suoi amici che si opponevano al cristianesimo.
Di Anania la Bibbia ci dice che era un “certo” discepolo, che viveva secondo la legge di Dio e che aveva una buona relazione con tutti gli Ebrei (vv. 9-10). In altri termini era conosciuto perché dava buona testimonianza, caratteristica che si acquisisce con l’obbedienza, che dà autorità morale e consente a Dio di usarci.

Dal contesto si deduce che:
Anania era un discepolo obbediente e disponibile, due qualità in cui non tutti i credenti si distinguono, ma solo se si è obbedienti e disponibili si può essere utilizzati da Dio.
Era esercitato a udire la Sua voce e comprendeva ciò che gli diceva.
Quando si recò a trovare Saulo dimostrò di essere coraggioso, infatti, secondo un ragionamento umano, tale gesto poteva comportare gravi rischi.

Paolo fu discepolato subito, innanzitutto dallo stesso Anania, poi egli stesso si occupò di discepolare altri, tra i quali Timoteo, che da lui fu evangelizzato e di cui divenne padre spirituale.
Dall’esortazione che gli rivolse di trasmettere fedelmente a uomini fedeli gli insegnamenti che aveva ricevuto da lui, si può cogliere lo scrupolo con cui pensava si dovesse trasmettere la Parola di Dio. Nella Chiesa, infatti, non tutti presentano la vera immagine di Cristo trasmettendo la Sua Parola fedelmente, senza alterarla, ci sono alcuni che cercano di modificarla per trarne gloria.

2Timoteo 2:1 Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù; 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri