BATTESIMI

Culto del 19 Gen 2020
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Questa domenica nella nostra chiesa si sono svolti i battesimi. Tanti fratelli che hanno già scelto Gesù come Signore e Salvatore della loro vita, sono scesi nelle acque battesimali diventando Suoi discepoli. Gesù ha dato alla Chiesa il mandato di rappresentarLo nel mondo predicando il vangelo con potenza facendo discepoli, poiché questo rientra nel proposito di Dio per il compimento dei tempi. Il Padre infatti, prima ha in mente il proposito che vuole realizzare e poi crea le persone che devono adempierlo. Così quando Dio creò l’uomo lo fece con uno specifico proposito: quello di governare la terra secondo la modalità del cielo.
Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina.Nel piano intenzionale del Padre, l’uomo avrebbe dovuto rendere visibile l’invisibile Dio sulla terra. Egli dunque stabilisce prima il proposito e solo dopo aver fatto questo, realizza la creazione per adempiere quel proposito. Questo ci fa comprendere come prima ancora che nascessimo, Dio aveva già un proposito per ognuno di noi. La tragedia nella vita di un uomo è quindi, quella di vivere sulla terra senza sapere il perché. Quando Dio creò l’uomo e la donna aveva in mente di fare in modo che sulla terra venisse fatta la Sua volontà così come è fatta in cielo, purtroppo spesso l’uomo non realizza questo, ecco perché avvengono gravi disastri nel mondo.
Matteo 28:18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».
Gesù quando è venuto sulla terra ha ricevuto non solo l’autorità persa da Adamo, ma anche l’autorità che aveva nel cielo, realizzando in questo modo la preghiera del Padre nostro quando dice :<<Sia fatta in terra la tua volontà come in cielo>> (Matteo 6:10) poiché Egli è il capo del cielo e il capo della terra. Il battesimo rientra nel piano originale di Dio perché serve a preparare le persone a entrare nel regno di Cristo, dove la volontà di Dio viene fatta sulla terra esattamente come viene fatta in cielo. Quindi mentre Adamo aveva autorità solo sulla terra, Gesù con la resurrezione riceve autorità sia in terra che in cielo in modo da raccogliere sotto la Sua Signoria chiunque crede in Lui.
Efesini 1:10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.
Nel compimento dei tempi Dio raccoglierà sotto un solo Capo tutte le cose che sono nei cieli e tutto ciò che è sulla terra. Il Padre ha voluto rivelarci attraverso la Bibbia come sarà la fine, affinché diventiamo saggi e possiamo prepararci a non essere contro ciò che Dio realizzerà. La chiesa ha quindi un ruolo profetico nel mondo in quanto è chiamata a dire cosa avverrà alla fine dei tempi, in modo che ogni uomo possa fare le sue scelte conoscendo però, qual è la verità. L’obiettivo del battesimo è dunque, quello di permettere alle persone di essere discepolate e quindi ubbidienti alla volontà di Dio e sottomesse a Gesù.
Filippesi 2:7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome,
Gesù, venendo sulla terra, svuotò se stesso, Egli era infatti onnisciente, onnipresente, onnipotente, ma quando decise di entrare in un corpo di carne, dovette rinunciare alla Sua onnipresenza potendo essere presente solo dove era fisicamente, alla Sua onniscienza scegliendo di dipendere dallo Spirito Santo e infine alla Sua onnipotenza, potendo operare solo dopo essere stato unto da Dio. Gesù rinunciò a tutto quello che era solo per l’amore che prova per ognuno di noi e divenne ubbidiente al Padre fino ad arrendersi totalmente alla Sua volontà, morendo sulla croce. Il grado della nostra ubbidienza stabilisce dunque il grado dell’innalzamento che ci sarà nella nostra vita da parte del Padre. Dio infatti abbassa chi si innalza da solo, pensando di non aver bisogno di Lui, ma innalza colui che si abbassa riconoscendo di aver totalmente bisogno del Padre nella propria vita. Il discepolato si realizza attraverso un processo che inizia con il credere in Gesù, ma non si esaurisce con questo, anzi continua giorno dopo giorno con il dimorare nella Parola di Dio.
Giovanni 8:31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Il battesimo in acqua rientra nella dottrina dei battesimi insieme al battesimo nel corpo di Cristo e al battesimo dello Spirito Santo.
Ebrei 6:1 Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2 della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno;
Alcuni dicono che prima di ricevere Cristo dobbiamo confessare tutti i nostri peccati, ma la Scrittura non dice nulla di questo. Il ravvedimento non è infatti la confessione di tutti i peccati, anche perché non potremmo ricordarli tutti, ma è il cambiamento di pensiero, il ravvedimento dalle opere morte comporta l’essere consapevoli che non siamo amati da Dio per quello che facciamo noi, ma per quello che Gesù ha già fatto per noi. Il sacrificio di Cristo è infatti sufficiente e la Sua redenzione è completa, non dobbiamo dunque aggiungere nulla a ciò che Egli ha fatto per la nostra salvezza. Cosa dice allora la Bibbia riguardo alla salvezza? Lo troviamo nel verso di Romani 10.
Romani 10:9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,
Questo verso non parla di confessione di peccati ma ci dice che per essere salvati dobbiamo credere con il cuore e confessare con la bocca che Gesù è il nostro Signore. La confessione dei peccati non avviene quindi prima della salvezza ma dopo, perché prima di essa noi non solo viviamo completamente nel peccato, ma abbiamo anche la natura di peccato e quindi sbagliare è qualcosa di normale per noi.
1Timoteo 6:12 Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per cui hai fatto la buona confessione di fede davanti a molti testimoni. 13 Ti supplico alla presenza di Dio che dà vita a tutte le cose e di Cristo Gesù che, testimoniando davanti a Ponzio Pilato, rese una buona testimonianza di fede,
1Giovanni 1:9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Quando Paolo scrive a Timoteo gli dice di afferrare la vita eterna non perché doveva essere salvato, cosa che aveva già ottenuto con la sua confessione di fede, ma perché doveva esercitarsi ad essere partecipe della natura divina, afferrando lo stile di vita di Dio. Solo un nato di nuovo riceve la possibilità di essere partecipe della natura divina, quindi la confessione dei peccati avviene dopo la salvezza, perché il peccato è un incidente di percorso che avviene in chi ha ricevuto una natura santa. Ecco perché la scrittura ci dice, in 1Giovanni 1:9, che quando confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci e purificarci da ogni iniquità. Il peccato ha infatti sempre delle conseguenze. Una di esse è quella di toglierci la comunione con Dio, perché quando pecchiamo andiamo contro la Sua volontà, ci ribelliamo a Lui e ci schieriamo con il nemico, che è il ribelle per eccellenza, e contaminiamo la nostra natura santa.
Atti 2:38 Allora Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono (doreà = lascito testamentario) dello Spirito Santo.
Pietro porta il popolo a riconoscere di aver sbagliato ad andare contro Gesù chiedendone la morte e a cambiare il loro pensiero riguardo a Lui, riconoscendolo come Messia, e battezzandosi nel Suo nome. Questo permette di avere il dono promesso da Dio che non è soltanto la salvezza, ma anche il battesimo dello Spirito Santo. La confessione dei peccati è quindi per i credenti che sbagliano e vanno fuori strada facendo degli errori. Essi, per ritornare in comunione con Dio, devono pentirsi. In Apocalisse il Signore non parla a non credenti ma alle sette chiese dell’Asia Minore che avevano dimenticato il loro primo amore, cioè Gesù.
Apocalisse 2:4 Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. 5 Ricordati dunque da dove sei caduto, ravvediti e fa’ le opere di prima; se no verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. Apocalisse 3:3 Ricordati dunque quanto hai ricevuto e udito; serbalo e ravvediti. Se tu non vegli, io verrò su di te come un ladro, e non saprai a quale ora verrò su di te.
Nel Nuovo Testamento I battesimi sono tre:
1. Il battesimo in acqua: è per i credenti ed è necessario per iniziare il discepolato in accordo a Mt 28:19. E’ la testimonianza esteriore dell’esperienza interiore di essere divenuti parte del corpo di Cristo e manifesta la volontà del credente di ubbidire a tutto ciò che Dio dice.
2. Il battesimo nel corpo di Cristo è essenziale per la salvezza. Il ladrone che è stato crocifisso con Gesù ha riconosciuto e confessato che Lui era il Messia e per questo è entrato a far parte del corpo di Cristo ricevendo immediatamente la salvezza.
1Corinzi 12:13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito.
La Parola dice che tutti i credenti fanno parte dello stesso corpo, quindi non dovrebbero esserci divisioni fra le chiese, ma dobbiamo essere consapevoli che siamo tutti membri della stessa famiglia del Padre, evitando contese e divisioni.
3. Il battesimo nello Spirito Santo è essenziale per avere la potenza di Dio nel servizio.
Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».
Il battesimo dello Spirito Santo ha tanti benefici ma ha un solo proposito: renderci testimoni di Gesù, affinché il mondo conosca la verità. La parola testimone è “martures” che significa martire, perché il diavolo odia chi testimonia di Cristo e lo attacca. I benefici del battesimo dello Spirito Santo sono una conseguenza del Suo proposito. Uno dei benefici è, ad esempio, l’edificazione personale parlando in lingue, ma mentre i benefici sono per il credente, il proposito è per gli altri. Quando Gesù è venuto sulla terra ha fatto un’affermazione potente che leggiamo nel vangelo di Giovanni.
Giovanni 14:9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? 10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere. 11 Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me, se no, credetemi a motivo delle opere stesse. 12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.
Gesù dice che chi ha visto Lui ha visto il Padre poiché essi sono in perfetta comunione e tutto ciò che Gesù fa o dice viene dal Padre, Egli infatti Gli ubbidisce totalmente e non oppone nessuna resistenza alla Sua volontà. Quando noi crediamo, rinunciamo a quello che pensiamo noi per credere ed ubbidire a ciò che dice Dio. Quando questo avviene, il Padre può fare le Sue opere attraverso di noi proprio come ha fatto con Gesù, manifestando la Sua potenza. Questo passo del Vangelo ci fa comprendere quindi, che non è il tempo che passiamo in chiesa a determinare la nostra testimonianza del Signore, ma la rivelazione che abbiamo di Lui. La meta per ogni discepolo deve essere dunque rappresentare visibilmente Gesù come Egli ha fatto con il Padre.

Redazione a cura di Rosanna Garofalo