ANNO PROFETICO PER APRIRE LA BOCCA

Culto del 27 Ott 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Io sono l’Eterno, il DIO tuo, che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto; apri la tua bocca e io la riempirò. Salmi 81:10

Redazione a cura di Caterina Di Miceli

Come sempre da molti mesi a questa parte, la predicazione inizia con la lettura dei versetti rhema di quest’anno.

1Pietro 4:7 Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, 8 avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l’amore coprirà una moltitudine di peccati». 9 Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. 10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.

Riguardo al versetto 7 l’apostolo Lirio spiega che l’espressione “la fine di tutte le cose è vicina” non deve intendersi, come molti pensano, che tutto finirà, ma che è vicino “l’adempimento di tutte le cose” e che quel momento darà inizio a cose nuove.
Si sofferma inoltre sul versetto 11, con il quale l’apostolo Pietro ci esorta a dire e a fare ogni cosa esclusivamente per dare gloria a Dio e con la forza che viene da Lui, perché, chi fa le cose per la propria gloria è fuori dall’ordine divino, è un idolatra, non onora Dio, e poiché Dio odia gli idoli, chi vive per un idolo viene distrutto.

Il Salmo 81, al verso 10, con le parole: “apri la tua bocca e io la riempirò”, intende dire che quando la nostra bocca è riempita da Dio, noi dichiariamo la Sua Parola e ne scaturiranno benedizioni, quando a riempirla sono altri, sicuramente sbagliamo.
Secondo il calendario di Dio, il 29 settembre del nostro calendario siamo entrati nell’anno 5780 e, come già detto in precedenti predicazioni, al numero 80 corrisponde la diciassettesima lettera dell’alfabeto ebraico, Peh, che vuol dire “bocca”, mentre 17 è anche il valore numerico della parola ebraica tov, che vuol dire “buono/bene”, ed è la radice della parola “prosperità”.

Per gli Ebrei il numero 80 è importante, perché Mosé aveva ottant’anni quando Dio lo chiamò per dargli il mandato di liberare il Suo popolo dall’Egitto, che rappresenta il mondo, ma che è soprattutto luogo di schiavitù e di costrizione.
Anche per noi, che in talune situazioni ci troviamo in una sorta di Egitto e siamo costretti a fare cose che non vorremmo fare, questo è l’anno della liberazione. Dio vuole liberarci non solo per darci la libertà, ma per farci diventare un real sacerdozio, una progenie benedetta, una nazione santa.
Mosé aveva ottant’anni quando ricevette la Legge, che fu scritta con il dito di Dio e che di fatto era la Costituzione che sancì la nascita dello stato d’Israele

La decade degli anni settanta era la decade profetica, quella degli anni ottanta appena iniziata è la decade che parla della bocca, una decade evangelistica e di annuncio del Regno. I prossimi dieci anni saranno un tempo in cui Dio darà un’unzione particolare per predicare la Sua Parola, e dove essa verrà predicata, verrà da Lui confermata con i segni che l’accompagnano, per cui ci sarà una grande raccolta.
Inoltre, Dio quest’anno aprirà le orecchie di molti, perché, se è vero che la bocca parla dell’abbondanza del cuore, è anche vero che il cuore è ripieno di ciò che si ascolta.

Ma qual era l’intenzione originale di Dio per l’uomo all’atto della creazione?

Genesi 1:26 Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina.

Dio creò l’uomo affinché avesse dominio sulla terra, lo fece a Sua immagine affinché sulla terra mostrasse chi Egli è, e lo equipaggiò di sensi naturali per vivere sulla terra e di sensi spirituali per tenersi in contatto con il cielo. Con la caduta, Adamo mantenne i sensi naturali, ma perdette la percezione del mondo spirituale, e quando Dio lo chiamò egli rispose che aveva paura. La disobbedienza aveva suscitato in lui paura, ma non solo, il modo di parlare suo e di Eva cambiò, perché era cambiato il loro cuore, e cominciarono ad accusarsi a vicenda. Questo ci dice che quando incolpiamo gli altri siamo come Adamo dopo la caduta.

Adamo aveva ricevuto da Dio un mandato da assolvere e prima della caduta aveva un gran cervello che gli aveva permesso di dare il nome a tutti gli animali esistenti sulla terra. Una gran cosa se pensiamo che dare un nome equivale a dare un’identità, e dare un’identità equivale a dare un destino. Ma poiché la caduta lo separò da Dio e non vedeva più il mondo spirituale, la sua immaginazione non era più in grado di vedere le cose come le vede Lui, divenne incapace di pensare e di immaginare come pensa e come immagina Dio.
I due si videro nudi. In realtà lo erano anche prima, solo che prima si vedevano come li vedeva Dio, ricoperti della Sua gloria. Cucendo foglie di fico con cui ricoprirsi cercarono di dare soluzione umana al problema della nudità, ma il problema non era risolto, perché qualcuno doveva pagare per il loro peccato e Dio dovette sacrificare un animale innocente con le cui pelli li rivestì. Il peccato ha sempre delle conseguenze e quando qualcuno pecca, c’è sempre qualcuno che deve pagare.
Dio ci ha fatto liberi di scegliere, ma noi non possiamo scegliere le conseguenze del peccato.

Quando peccarono, in Adamo ed Eva si alterò l’immagine di Dio, ma noi che siamo loro discendenti possiamo recuperarla al momento della conversione, con la nuova nascita. La Sua immagine si riceve immediatamente, mentre la somiglianza si acquisisce gradatamente, attraverso un processo, perché in Cristo si è nuove creature sul piano spirituale, ma la nostra mente ha bisogno di un rinnovamento per poterci vedere come ci vede Lui.

Genesi 3:7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.
Con la caduta nel peccato, l’immaginazione di Adamo fu contaminata ed egli divenne incapace di vedere le cose secondo la mente di Dio. L’uomo naturale, infatti, vede le cose solo esteriormente e immagina sempre il male, pregiudicando così le azioni, dato che ogni azione è sempre preceduta dall’immaginazione.

Salmi 103:14 Perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere.

Dio si accorse che gli uomini non riuscivano più a immaginare il bene.

Genesi 6:5 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.

Genesi 8:21 E l’Eterno sentì un odore soave; così l’Eterno disse in cuor suo: «Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo, perché i disegni del cuore dell’uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto.

Deuteronomio 31:21 Allora avverrà che quando molti mali e molte calamità saranno cadute loro addosso, questo cantico testimonierà contro di loro, perché esso non sarà dimenticato e rimarrà sulle labbra dei loro discendenti; io conosco infatti i disegni che essi concepiscono, prima ancora di averli introdotti nel paese che ho promesso con giuramento».

Gli Israeliti non poterono entrare nella terra promessa perché non riuscivano a vedersi in quel luogo. La loro immaginazione continuava a visualizzare i giganti che suscitavano in loro terrore e pensavano che sarebbero morti nel deserto. Solo Giosué e Caleb vedevano quanto c’era di positivo in quella terra.

1Cronache 28:9 Tu, Salomone figlio mio, riconosci il DIO di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso, perché l’Eterno investiga tutti i cuori e comprende tutti gli intenti dei pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma se lo abbandoni, egli ti rigetterà per sempre.
1Cronache 29:18 O Eterno DIO di Abrahamo, di Isacco e di Israele, nostri padri, mantieni sempre queste disposizioni e pensieri nel cuore del tuo popolo e dirigi i loro cuori verso di te;

Nei versetti presi in esame possiamo notare che sono stati adottati diversi modi per esprimere l’idea di immaginazione.
I campioni della fede citati nell’epistola agli Ebrei, pur non avendolo visto con gli occhi naturali, visualizzarono il loro futuro con gli occhi dell’immaginazione e ci hanno creduto, perché si fidavano più di quello che diceva Dio che di quello che vedevano sul piano naturale. Con la loro immaginazione videro quello che ancora non si vedeva sul piano naturale. Generalmente l’uomo naturale sbaglia, perché si fida più dei propri ragionamenti che di quello che dice Dio.

Ebrei 11:12 Perciò da un sol uomo, e questi come fosse morto, sono nati discendenti numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia lungo la riva del mare, che non si può contare. 13 Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.

L’immaginazione è il primo passo per entrare nel mondo del miracoloso, è la dinamo, la porta del nostro potenziale, la fonte di energia della vita, la spina dorsale della nostra esistenza, l’utero che concepisce il futuro e influenza il modo in cui vediamo la vita.
Ad esempio, l’idea che ci siamo fatta su come trascorreremo l’eternità influisce sul nostro presente.
L’essere umano è come pensa di essere nel suo cuore e se pensa come pensa Dio è segno che è partecipe della natura divina, altrimenti è separato da Lui.

Proverbi 23:7 poiché, come pensa nel suo cuore (come immagina), così egli è; «Mangia e bevi!», ti dirà, ma il suo cuore non è con te.

Viene ricordato l’episodio in cui si parla della donna che da dodici anni era affetta da un flusso di sangue. Sentendo parlare di Gesù, con gli occhi della mente visualizzò la sua guarigione: immaginò che non appena avrebbe toccato il lembo della Sua veste sarebbe guarita.

Matteo 9:20 Ed ecco una donna, affetta da un flusso di sangue già da dodici anni, gli si accostò di dietro e toccò il lembo della sua veste. 21 Perché diceva fra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare la sua veste sarò guarita».

Molti non guariscono perché non riescono a vedersi guariti, ma nella nostra immaginazione noi abbiamo un centro creativo; mentre i nostri pensieri sono condizionati dai limiti della nostra conoscenza, la nostra immaginazione non conosce limiti.
All’atto della creazione, essendo sulla terra l’immagine dell’Iddio senza limiti, l’uomo aveva potenzialità illimitate e un’immaginazione illimitata, ma con la caduta perdette tale qualità, divenne limitato e visualizzava solo il male. Grazie alla nuova nascita la nostra immaginazione è risorta, possiamo pensare come pensa e come immagina Dio, possiamo vederci come Lui ci vede.

Nel capitolo 11 del libro della Genesi si parla della torre di Babele, tentativo dell’uomo di raggiungere il cielo con le proprie forze, senza Dio. L’Eterno però sapeva quello che c’era nel cuore degli uomini e discese sulla terra, vide che tutti erano animati dallo stesso proposito, comprese che nessuno avrebbe potuto fermarli poiché s’intendevano, dato che parlavano tutti la stessa lingua, e confuse la lingua di tutta la terra affinché non si capissero più.

Genesi 11:4 E dissero: «Orsù, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra». 5 Ma l’Eterno discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6 E l’Eterno disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti la medesima lingua; e questo è quanto essi hanno cominciato a fare; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. (che hanno immaginato di fare).

Dio aveva progettato un piano di redenzione e loro avevano progettato l’auto-redenzione. L’apostolo Lirio afferma che qualunque condizione, prima di essere reale viene immaginata, col risultato che ciascuno di noi è come si è visto con l’immaginazione: è povero perché si è visto povero, è ammalato perché si è visto ammalato, ecc., ma Dio ci ha dato la Sua Parola affinché cambiamo la nostra immaginazione e vediamo le cose come le vede Lui. Come fare?
In Cristo siamo nuove creature perché nello spirito abbiamo ricevuto la nuova natura, ma poiché la nostra mente è stata modellata da uno spirito separato da Dio, anche la nostra immaginazione è compromessa. Nell’epistola agli Efesini leggiamo la preghiera che l’apostolo Paolo fece per i credenti di quella chiesa, affinché recuperassero l’immaginazione divina.

Efesini 1:16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, 18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, 19 e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza,

Quello che avviene nella nostra mente è un processo che ci permette sempre più di appropriarci della capacità di vedere e pensare come Dio. Tutto questo avviene con l’aiuto dello Spirito Santo. Quando parliamo in altre lingue, è lo Spirito Santo che occupa il centro del nostro cervello preposto alla parola e ci permette di parlare un linguaggio che non viene dalla nostra iniziativa, ma dalla Sua; allo stesso modo quando abbiamo sogni e visioni è Dio che prende possesso della nostra immaginazione e ci permette di visualizzare immagini secondo la Sua volontà.

Atti 2:17 “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. 18 In quei giorni spanderò del mio Spirito sopra i miei servi e sopra le mie serve, e profetizzeranno…

L’apostolo Paolo dice che i limiti della nostra immaginazione limitano la manifestazione della gloria di Dio; ne consegue che più noi comprendiamo chi Egli è, più Lui può manifestare la Sua gloria verso di noi.

Efesini 3:20 Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo (immaginiamo), 21 a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.