ANCORA SUGLI ORACOLI DI DIO

Culto del 25 Ago 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
Download PDF

Oggi l’apostolo Lirio continua a trattare il tema degli oracoli e inizia il culto con la lettura di 1Pietro 4:10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.
Dalla lettura di questi versi, presi in esame anche nei culti precedenti, sappiamo che la Grazia di Dio risponde a ogni nostra necessità ed è sempre superiore al nostro bisogno! Per questo motivo dobbiamo parlare in accordo alla Parola, perché se mormoriamo, se ci lamentiamo, se facciamo dichiarazioni mossi dalle circostanze negative, Satana riceve autorità di agire sulla nostra vita grazie alle nostre dichiarazioni negative. Il nemico, infatti, può agire solamente se noi gli diamo la possibilità di entrare nella nostra vita, perché è uno sconfitto e l’unica autorità che gli è rimasta è che noi crediamo alle sue bugie.
Come re e sacerdoti in Cristo dobbiamo consapevolizzare l’importanza di ciò che confessiamo e in realtà dovremmo proferire oracoli continuamente guardando le testimonianze dei profeti (A.T.) e degli apostoli (N.T.).
Innanzitutto dobbiamo ricordare cosa è un oracolo, ovvero ogni parola che procede dalla bocca di Dio ed è il luogo da dove viene pronunciato un messaggio divino. Di conseguenza, dobbiamo essere consapevoli del fatto che quando Dio parla la Sua parola non ritornerà mai a vuoto, come è scritto in Isaia 55:11 così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata.
Tutto quello che Dio dichiara si adempie alla lettera, perciò dobbiamo avere fede e credere che la Parola porterà tutto a compimento, anche se non vediamo subito i risultati!

Leggiamo adesso dei versi dove i traduttori hanno reso la parola ebraica debir con il termine “oracolo” anche se letteralmente significa “parte posteriore, camera più interna”; il termine appare in 1Re, capitolo in cui viene descritto il Tempio di Salomone:
1Re 6:5 A ridosso del muro del tempio egli costruì delle camere che correvano tutt’intorno al muro del tempio, tanto del luogo santo che del luogo santissimo (debir); così fece delle camere laterali tutt’intorno. 1Re 6:16 Allestì pure con tavole di cedro uno spazio di venti cubiti in fondo al tempio, dal pavimento al soffitto; e riserbò quello spazio interno come santuario, come il luogo santissimo.
Possiamo notare che in questi versi, il concetto di “Luogo Santissimo” è espresso con il termine debir (oracolo) per questa ragione l’oracolo di cui Dio parla non è altro che il Luogo Santissimo, dove risiedeva l’Arca ovvero il luogo della presenza da dove Dio parlava a Mosè, come vediamo scritto in Esodo 25:22 Là io ti incontrerò, e da sopra il propiziatorio, fra i due cherubini che sono sull’arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d’Israele. In questi versi notiamo che Dio dà appuntamento a Mosè nel luogo santissimo, e per questo l’arca è anche il luogo di governo, perché in quel luogo Mosè riceveva gli ordini che doveva far seguire al popolo. Dio desiderava incontrare e stare con Mosè, come oggi desidera stare con noi, infatti la Sua volontà è che consapevolizziamo che ogni volta che partecipiamo a una riunione o a un culto o a un semplice momento di preghiera, è un incontro speciale con Lui.
Nell’Antico Testamento dunque, Dio parlava con Mosè faccia a faccia nel tabernacolo. Il tabernacolo era composto da tre ambienti: il cortile, illuminato dalla luce naturale; il luogo santo, illuminato dal candelabro (che simboleggia l’opera dello Spirito Santo che dà rivelazione divina agli uomini); e il luogo santissimo dove non c’era luce. Pertanto, come faceva a vedere Mosè (e in seguito il sommo sacerdote) una volta entrato in quel luogo? La luce stessa di Dio illuminava il luogo santissimo, come è scritto in Levitico 16: 2 […]poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio. Dio stesso che è luce, e in Lui non vi è alcuna tenebra, appariva nella nuvola!
Dunque, nell’Antico Testamento l’oracolo era il luogo del Santo dei Santi, in cui Dio dimorava e da cui parlava e l’uomo poteva ricevere istruzioni. Dall’oracolo, per esempio, Dio chiamò il giovane Samuele, come leggiamo in 1Samuele 3:3 La lampada di DIO non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tabernacolo dell’Eterno dove si trovava l’arca di DIO. 4 Allora l’Eterno chiamò Samuele che rispose: «Eccomi!». 5 Così corse da Eli e disse: «Eccomi, poiché tu mi hai chiamato». Egli rispose: «Io non ti ho chiamato, torna a coricarti». Così egli andò a coricarsi. 6 L’Eterno chiamò di nuovo Samuele. E Samuele si alzò, andò da Eli e disse: «Eccomi, poiché tu mi hai chiamato». Ma quegli rispose: «Figlio mio, io non ti ho chiamato; torna a coricarti». 7 (Or Samuele non conosceva ancora l’Eterno e la parola dell’Eterno non gli era stata ancora rivelata). 8 L’Eterno chiamò nuovamente Samuele per la terza volta. Così egli si alzò, andò da Eli e disse: «Eccomi, poiché tu mi hai chiamato». Allora Eli comprese che l’Eterno chiamava il giovane. 9 Perciò Eli disse a Samuele: «Va’ a coricarti e, se ti chiamerà ancora, dirai: “Parla, o Eterno, perché il tuo servo ascolta”». Così Samuele andò a coricarsi al suo posto. 10 Quindi l’Eterno venne, si pose lì vicino e chiamò…Samuele.
Dalla lettura di questi versi possiamo subito accorgerci che il profeta Eli aveva perso la capacità di discernere la voce dell’Eterno (solo alla terza volta capì che Dio stava chiamando il ragazzo), per questa ragione Dio scelse Samuele come profeta e scese con la Sua reale presenza nel luogo dell’oracolo e parlò al giovane dandogli ammaestramenti.
Dio parla, ma non forza nessuno, né costringe nessuno ad ascoltarLo! Ma è meglio per noi credenti essere come Samuele che essere come Eli; perché Samuele stava alla presenza dell’Eterno e ascoltava la Sua voce: chi ascolta la voce di Dio può avere una vita di successo!
Dio ovviamente non ha smesso mai di parlare! E dopo aver parlato con i profeti parlò con suo figlio, come è scritto in Ebrei 1:2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo.
Gesù era (ed è) il luogo santissimo, o meglio, l’oracolo incarnato che realizzava pienamente la volontà del Padre! Soprattutto nel Vangelo di Giovanni, Cristo stesso ribadisce questo concetto più di una volta, e leggiamo a tal proposito: Giovanni 8:26 Io ho, a vostro riguardo, molte cose da dire e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è verace, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». 27 Essi non capirono che parlava loro del Padre. 28 Quindi Gesù disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che IO SONO e che non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato.
Quando Gesù parlava, usava un linguaggio che testimoniava la Sua intimità con Dio Padre, e proferiva solo oracoli!
Giovanni 12:49 Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre stesso mi ha mandato e mi ha comandato ciò che io devo dire ed annunziare. 50 Ed io so che il suo comandamento è vita eterna; le cose dunque che io dico le dico così come il Padre me le ha dette».
Gesù ripeteva esattamente, con assoluta fedeltà, le Parole del Padre, per questo era il puro oracolo di Dio.
Leggiamo ancora: Giovanni 14:10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.
Cristo era così fedele alla volontà del Padre che poteva tranquillamente affermare che chi vedeva Lui vedeva Dio Padre! E in realtà questo dovrebbe essere così anche per noi, perché attraverso la testimonianza delle nostre vite le persone dovrebbero vedere Cristo e il Padre! Per questa ragione dovremmo essere totalmente ubbidienti alla Parola di Dio, non dobbiamo ingannarci: non c’è amore per Dio senza ubbidienza! Infatti Gesù dice, in Giovanni 14:24, Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Se mettiamo le nostre opinioni al di sopra della Parola vivremo nel disordine e nella disubbidienza, per questo non dobbiamo amare Dio solo a parole, ma con i fatti (ubbidendo alla sua volontà).
Di conseguenza, solo quando dimoriamo nella Sua Parola conosciamo realmente Gesù Cristo e il Padre, come è scritto in Giovanni 17:8 perché ho dato loro le parole che tu hai dato a me; ed essi le hanno accolte e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Gesù ha trasmesso perfettamente le parole del Padre ai Suoi discepoli, e questi ultimi le hanno trasmesse e diffuse.
Per questa ragione la Chiesa è fondata sul fondamento sia degli apostoli che dei profeti, come è scritto in Ebrei 1:1 Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti.
I profeti erano la voce di Dio, e oggi continuano a esserlo, perché essi parlano sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, affermano e predicano la parola di Dio, e annunciano il futuro.
L’importanza dei profeti è sostenuta anche da Davide (re, profeta e sacerdote), che nelle sue “ultime parole” afferma in 2Samuele 23:2 «Lo Spirito dell’Eterno ha parlato per mezzo mio e la sua parola è stata sulle mie labbra. 3 Il DIO d’Israele ha parlato, la Rocca d’Israele mi ha detto: “Colui che regna sugli uomini con giustizia, colui che regna col timore di DIO.
Possiamo notare come Davide si vanti del fatto che la Parola di Dio sia uscita dalla Sua bocca, e non dell’aver governato! Davide conferisce molta più importanza all’adorazione e alla profezia che a tutto il resto; ringrazia Dio perché è stato uno strumento nelle sue mani! Il salmista aveva capito che c’era qualcosa di più importante, di eterno da realizzare nella vita, e questa consapevolezza deve entrare anche nella nostra vita!
L’apostolo Pietro afferma che Davide è stato un profeta in Atti 1:16 «Fratelli, era necessario che si adempisse questa Scrittura, che lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fu la guida di coloro che arrestarono Gesù.
Davide aveva predetto che Gesù sarebbe risuscitato!
Esistono altri esempi di profeti nell’Antico Testamento, come Ezechiele. Egli “espressamente” ricevette la parola di Dio, come è scritto in Ezechiele 1:3 la parola dell’Eterno fu espressamente rivolta al sacerdote Ezechiele, figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, presso il fiume Kebar; e là fu sopra di lui la mano dell’Eterno(ovvero lo Spirito santo).
Oltre a Ezechiele, Dio chiamò Geremia, leggiamo a tal proposito Geremia 1:9 Poi l’Eterno stese la sua mano e toccò la mia bocca; quindi l’Eterno mi disse: Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca.
Dio dovette far tacere Geremia il quale si sentiva inadeguato, ma la sua storia deve farci capire che quando Dio chiama non dobbiamo replicare, ma dobbiamo semplicemente ubbidire! Infatti dopo che Geremia smise di resistere a Dio, l’Eterno ha potuto mettere nella sua bocca gli oracoli divini e gli ordinò di scrivere le profezie, come vediamo in Geremia 36:2 «Prenditi un rotolo da scrivere e scrivi su di esso tutte le parole che ti ho detto contro Israele, contro Giuda e contro tutte le nazioni, dal giorno in cui ti ho parlato, dai giorni di Giosia, fino a questo giorno.
Dio sceglieva i profeti senza guardare la loro classe sociale, la loro età etc. Per esempio chiamò anche Zaccaria, sommo sacerdote ai tempi di Joas (re di Giuda), il quale parlava per Dio. 2Cronache 24:20 Allora lo Spirito di DIO investì Zaccaria, figlio del sacerdote Jehoiada, che si levò al di sopra del popolo e disse loro: «Così dice DIO: Perché trasgredite i comandamenti dell’Eterno e non prosperate? Poiché avete abbandonato l’Eterno, anch’egli vi abbandonerà»
Perciò i profeti per il Signore sono molto importanti perché hanno la rivelazione dei tempi divini!
Se infatti non vi sono profeti nelle chiese, queste ultime vivono nel passato, non riconoscono i tempi e non costituiscono un pericolo per il nemico! Ma chi conosce il presente e conosce la volontà del Padre è un pericolo e per questo motivo lo spirito di questo mondo odia i profeti!
Dio parla sempre attraverso i profeti ma se le persone si ostinano a fare di testa propria, Dio le abbandona e toglie la Sua benedizione.

Finora abbiamo trattato di oracoli e profeti dell’Antico Testamento, adesso vedremo che anche nel Nuovo Testamento sono presenti gli oracoli di Dio. In effetti, gli apostoli sono stati oracoli dell’Eterno perché hanno pronunciato le parole di Dio. Pietro afferma che gli apostoli sono testimoni di tutte le cose che Cristo ha fatto in Atti 10:39 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41 non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti.
L’apostolo Pietro mette enfasi sul fatto che gli apostoli sono stati preordinati da Dio e perciò quello che dicevano era la verità assoluta! Oltre a Pietro, anche l’apostolo Giovanni, parlando a nome degli altri apostoli, chiarisce che ha dichiarato ciò che vide e udì da Dio, in 1Giovanni 1:1 Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita 2 (e la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che è stata manifestata a noi), 3 quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo.

Questi versi dunque ci testimoniano ancora una volta che il fondamento della Chiesa è costituito non solo dalle parole dei profeti (A.T.), ma anche dei discepoli (N.T.)! Difatti, quando crediamo alla parola apostolica abbiamo comunione con i discepoli, col Padre e con il Figlio!
Quando riceviamo, viviamo e conserviamo la testimonianza profetica e apostolica, vediamo le cose con gli occhi apostolici, anzi meglio, con gli occhi di Cristo Gesù!
2Pietro 1:16 Infatti non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole abilmente escogitate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. Ogni volta che riceviamo un miracolo siamo testimonianza della Sua maestà!

Pietro afferma inoltre in 1Corinzi 2:1 Anch’io, fratelli, quando venni da voi, non venni con eccellenza di parola o di sapienza, annunziandovi la testimonianza di Dio.
Dio sta cercando e prendendo un rimanente per dare i propri oracoli! Perciò dobbiamo farci trovare pronti ad ascoltare la Sua voce per avere rivelazione, perché solo la rivelazione di Dio rende saggi i suoi ascoltatori e coloro che la praticano, come è scritto in 2Timoteo 3:16 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata (theopneustos) e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia,17 affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.

Il desiderio del Padre è che tutti i Suoi figli siano completi e competenti per combattere il nemico e adempiere la Sua Parola, perché come figli siamo sulla terra per continuare a dichiarare la Parola che è la Verità di Dio! Perciò solo quando conosceremo la verità della Parola il nostro linguaggio cambierà e pronunceremo oracoli!

Redazione a cura di Gioia Machì


Warning: file_get_contents(http://ip-api.com/json/3.227.235.220): failed to open stream: HTTP request failed! in /web/htdocs/www.paroladellagrazia.it/home/it/wp-content/themes/realchurch/footer.php on line 173