AMMINISTRATORI DELLA MULTIFORME GRAZIA

Culto del 23 Giu 2019
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Nel momento in cui abbiamo ricevuto Dio nella nostra vita e Lo abbiamo riconosciuto come vero Signore e Padrone di noi stessi e di tutto ciò che ci appartiene, poiché Egli è veramente il Signore dei Signori e noi non siamo padroni di nulla, dobbiamo realizzare che siamo semplici amministratori al Suo servizio come sta scritto in 1Pietro 4:10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono (carisma) che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio.

Cosa fa un amministratore del Regno di Dio? Un amministratore deve rende conto di ciò che gli è stato affidato da Dio, per questo motivo si dice che l’amministrazione è una questione di attitudine del cuore! Che cosa vuol dire? Significa che la pratica dell’amministrazione è una risposta all’amore sconfinato di Dio che ci ha amato per primo, per questo motivo dobbiamo essere grati per tutto ciò che Dio ci ha generosamente affidato, e come fedeli amministratore e figli di Dio, dobbiamo capire che le decisioni che prendiamo, in tutti gli aspetti della nostra vita, rivelano le nostre priorità! Di conseguenza, dobbiamo mettere ordine alle nostre priorità e farci trovare fedeli affinché possiamo essere benedetti e benedire altri.

Nel verso di 1Pietro 4:10 vediamo come la grazia venga definita multiforme, perché proprio come in uno spettro di luce visibile, la grazia assume un colore diverso per ogni nostro bisogno, ovvero per ogni bisogno c’è un tipo di grazia! Perché la grazia di Dio è sufficiente per rispondere ai nostri bisogni ed è inesauribile! Difatti, solo noi stessi possiamo mettere un limite allo scorrere della grazia di Dio: pensiamo all’episodio in cui il profeta Eliseo comanda alla donna di prendere dei vasi per riempirli d’olio; l’olio che in questo caso simboleggia l’unzione della grazia, è finito solo quando sono terminati i vasi da riempire (storia di riferimento in 2Re 4: 1-7) Così è la grazia: fino a quando trova vasi o meglio figli di Dio disposti a essere riempiti, fluisce abbondantemente, ma appena noi figli poniamo un limite essa non può continuare a fluire!

Ci sono vari tipi di grazia trattati nelle Sacre Scritture:
1. La grazia salvifica (agisce solo una volta, al momento della nuova nascita, difatti Dio ci salva come ci trova);
2. Grazia santificante (ci aiuta nella santificazione progressiva, ovvero nella nostra crescita spirituale quotidiana, perché Dio desidera per noi il meglio, vuole che cambiamo perché ci ama troppo per lasciarci così come siamo);
3. Grazia che provvede (Dio è Colui che provvede a tutti i nostri bisogni, anche quando noi non lo vediamo);
4. Grazia per avere grande potenza (favori divini per fare manifestare la potenza di Dio);
5. La grazia per servire è nel contesto di 1 Pietro 4:10. Ognuno riceve doni della grazia (charismata) per servire gli altri in maniera soprannaturale e naturale. A tutti i nati di nuovo vengono offerti doni spirituali per servire gli altri e rafforzare la loro fede, difatti tutti noi figli di Dio siamo stati dotati DIVERSAMENTE per funzionare EFFICACEMENTE nel corpo di Cristo! (1 Cor. 12:4,5,7) Perché Dio ha voluto così? Perché la diversità porta efficacia e diventa ricchezza per gli altri, infatti il Signore ci ha fatto diversi per essere efficaci e fruttuosi.
6. La grazia che ci sostiene (aiuto di Dio in quei momenti di difficoltà)
7. La grazia che ci offre aiuto quotidiano
Romani 5:2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. In questo verso possiamo vedere quanto sia importante per noi credenti vivere ogni giorno nell’attitudine di dipendere dall’iniziativa di Dio, perché solo quando le cose nascono da Dio vinciamo! nella gloria

Pietro è lo scrittore che più parla della grazia, infatti in solo due brevi epistole ne parla molto spesso, vediamo: 1Pietro 1:1 Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che risiedono come stranieri, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia, 2 eletti secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. Più aumenta la nostra capacità di ricevere grazia e pace più si moltiplicheranno e vivremo indipendentemente dalle circostanze. Altri versi 1Pietro 1:10 Intorno a questa salvezza ricercarono e investigarono i profeti che profetizzarono della grazia destinata a voi, la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù, la legge è stata data, ma la grazia è venuta […] 13 Perciò, avendo cinti i lombi della vostra mente, siate vigilanti, e riponete piena speranza nella grazia che vi sarà conferita nella rivelazione di Gesù Cristo. La nostra speranza mai sarà delusa se essa si fonda su Cristo (la Grazia personificata) perché Lui mai ci deluderà!

E ancora: 1Pietro 3:7 Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso più debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite. Dio vede entrambi i coniugi come vasi da riempire con la Sua grazia per questo motivo tra marito e moglie deve esserci reciproco rispetto e amore!

É scritto in 1Pietro 5:5 Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili. Se vogliamo ricevere grazia e farla fluire continuamente nella nostra vita dobbiamo essere umili e dipendere da Dio.

Ultimo verso della prima epistola: 1Pietro 5:12 Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo un fratello fedele, esortandovi e attestandovi che la vera grazia di Dio è quella in cui vi trovate. Dunque, la vera grazia è la grazia apostolica!

Atri versi della seconda epistola dell’apostolo Pietro in cui tratta l’argomento della grazia: 2Pietro 1:2 grazia e pace vi siano moltiplicate nella conoscenza di Dio e di Gesù, nostro Signore. E ancora: 2Pietro 3:18 Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen. Questa volta Pietro mette prima la grazia e dopo la conoscenza, perché? Perché la conoscenza è sempre a servizio delle nostre attitudini, per questo motivo dobbiamo ascoltare la Grazia (la Parola di Dio) e mettere a servizio la nostra conoscenza per il Regno.

Perché l’apostolo Pietro tratta molto la grazia? Perché l’ha sperimentata fortemente, ha creduto nella grazia quando gli è stato offerta nell’esperienza della sua riabilitazione.
Sappiamo tutti che Pietro, nonostante camminasse con Gesù da ben tre anni aveva con sé una spada e nrecise l’orecchio a un servo del sommo sacerdote, come leggiamo in: Matteo 26:51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, trasse fuori la sua spada e percosse il servo del sommo sacerdote, recidendogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che mettono mano alla spada, periranno di spada. 53 Pensi forse che io non potrei adesso pregare il Padre mio, perché mi mandi più di dodici legioni (144.000) di angeli? 54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, le quali dicono che deve avvenire così?». 55 In quello stesso momento Gesù disse alle turbe: «Voi siete usciti a prendermi con spade e bastoni, come contro un brigante; eppure ogni giorno ero seduto in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e non mi avete preso. 56 Ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.

Pietro era un tipo irruento e sanguigno, agì senza pensare e poteva mettere nei guai Gesù avendo attaccato il servo del sommo sacerdote, ma Gesù che era guidato dal Padre e aveva l’obiettivo di adempiere le Scritture fece un miracolo creativo e “riparativo” incollando l’orecchio del servo; miracolo che però non fu nominato durante il suo giudizio perché i suoi accusatori non potevano ammettere che Egli faceva miracoli!

Ma la cosa peggiore che fece l’apostolo Pietro fu quella di rinnegare Gesù, come è scritto in Matteo 26:69 Ora Pietro sedeva fuori nel cortile e una serva si accostò a lui, dicendo: «Anche tu eri con Gesù il Galileo». 70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so di che stai parlando». 71 Come egli uscì nell’atrio, un’altra lo vide e disse a quelli che erano là: «Anche costui era con Gesù il Nazareno!». 72 Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: «Io non conosco quell’uomo».

73 Poco dopo anche gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: «Certo, anche tu sei uno di loro, perché il tuo parlare ti tradisce». 74 Allora egli cominciò a maledire e a giurare, dicendo: «Io non conosco quell’uomo». E in quell’istante il gallo cantò. 75 Allora Pietro si ricordò di quello che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte», Ed egli uscì, e pianse amaramente. Pietro venne riconosciuto dal suo modo di parlare (dal suo accento), ma per paura rinnegò Gesù, arrivando addirittura a giurare e a maledire! Ma com’è possibile? Era stato con Gesù, ma non era ancora cambiato, né redento, infatti l’uomo non redento vive nella carne e nella carne non vi è alcun bene! Pietro inoltre, inizialmente non è pentito, bensì amareggiato, dunque non aveva ancora capito il suo sbaglio, perché chi prova un sentimento di amarezza pensa ancora di avere ragione! Solo nel pentimento capiamo di avere torto.

Ora vediamo il momento in cui Gesù lo ha riabilitato: Giovanni 21:2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele da Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. 3 Simon Pietro disse loro: «Io vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Così uscirono e salirono subito sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Pietro viveva nell’amarezza e perciò ritornò a fare ciò che faceva prima di conoscere Gesù, uscendo dal proposito divino; e questo capita a tutti coloro che vivono nell’amarezza: escono dal proposito di Dio si affaticano tantissimo, ma non ottengono alcun risultato (proprio come Pietro)! Ma solo chi è nel proposito di Dio fa meno fatica e ottiene risultati!

Leggiamo ancora: Giovanni 21:4 Al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva, i discepoli tuttavia non si resero conto che era Gesù. 5 E Gesù disse loro: «Figlioli, avete qualcosa da mangiare?». Essi gli risposero: «No!». Il v. 5 ci mostra che Dio non ci chiama mai alla luce dei nostri errori, bensì alla luce del Suo proposito: Egli ha chiamato figlioli coloro che lo avevano abbandonato e Pietro che lo aveva tradito! Giovanni 21:6 Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono e non potevano più tirarla su per la quantità di pesci. Pietro ubbidisce subito, senza discutere, è cresciuto e chi come lui cresce e ritorna a ubbidire ai piani di Dio, vedrà ritornare la propria prosperità, perché Dio finanzia i Suoi propositi!

Continuiamo a leggere Giovanni 21:7 Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore». Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse con la veste (perché era nudo) e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece andarono con la barca (non erano infatti molto lontani da terra, solo circa duecento cubiti), trascinando la rete piena di pesci. 9 Come dunque furono scesi a terra, videro della brace con sopra del pesce e del pane.

Il potere soprannaturale rivela chi Gesù è, ovvero il Cristo che provvede sempre prima per i nostri bisogni, come in questo caso aveva preparato la colazione per i Suoi discepoli ancora prima che avvenisse l’ultima pesca miracolosa di centocinquantatré pesci come è scritto Giovanni 21:10 Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete presi ora». 11 Simon Pietro risalì in barca e tirò a terra le rete, piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ve ne fossero tanti, la rete non si strappò.12 Gesù disse loro: «Venite a far colazione». Or nessuno dei discepoli ardiva chiedergli: «Chi sei?», sapendo che era il Signore. 13 Allora Gesù venne, prese del pane e ne diede loro; e così pure del pesce. 14 Ora questa fu la terza volta che Gesù si fece vedere dai suoi discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

Gesù non giudicò, né condanno nessuno dei discepoli, ma li amò e li servì perché Egli non era (e tutt’oggi non è) mosso dalle emozioni bensì dall’amore! Egli è venuto per servire, per cercare e trovare chi era perduto.
Gesù dopo aver rassicurato i discepoli, chiama a sé Pietro perché desidera parlare con lui e guarire il suo cuore, ma perché agisce in questo modo? Perché Gesù (e Dio) ritorna sul fatto che abbiamo commesso,per farci comprendere la lezione, affinché non ripetiamo più l’errore.

Giovanni 21:15 Dopo che ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giona mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo Signore, tu lo sai che io ti amo». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16 Gli chiese di nuovo una seconda volta: «Simone di Giona, mi ami tu?». Gli rispose: «Certo Signore, tu lo sai che io ti amo». Gesù gli disse: «Abbi cura delle mie pecore». 17 Gli chiese per la terza volta: «Simone di Giona, mi ami tu?». Pietro si rattristò che per la terza volta gli avesse chiesto: «Mi ami tu?», e gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa, tu sai che io ti amo». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore. 18 In verità, in verità ti dico che, quando eri giovane, ti cingevi da te e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà là dove tu non vorresti». 19 Or disse questo per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo, gli disse: «Seguimi»

Alla terza domanda che Gesù gli rivolge, Pietro si rattrista e la sua tristezza produce il vero ravvedimento nella sua vita, così afferma di voler vivere fidandosi completamente di Gesù, rinnegando se stesso! E solo così, una volta rinnegata la propria vita Pietro si riconcilia con Cristo! Se noi, come Pietro, rinneghiamo la nostra vita, mettiamo a primo posto la volontà di Dio verremo riconciliati con Cristo!

Pietro è stato guarito e restaurato dalla Grazia e comincia a vivere una vita migliore e piena di potenza tanto che, circa cinquanta giorni dopo, insieme al discepolo Giovanni compie un grande miracolo, che leggiamo in Atti 3:12 E Pietro, vedendo ciò, parlò al popolo dicendo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate su di noi gli occhi come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare costui?Pietro sa che la Grazia (Gesù) ha lavorato nella sua vita e insieme a Giovanni spiegò che era stata la fede nel nome di Gesù che aveva reso l’uomo integro: Atti 3:16 E per la fede nel nome di Gesù, quest’uomo che voi vedete e conoscete è stato fortificato dal suo nome; e la fede, che si ha per mezzo suo, gli ha dato la completa guarigione delle membra, in presenza di tutti voi.

L’apostolo Pietro era cambiato e aveva capito che doveva vivere dipendendo completamente da Gesù! La storia dell’apostolo Pietro ci mostra infatti che non è la nostra bravura o la nostra capacità a darci vittoria, ma è la potenza della Grazia che agisce e ci rende vittoriosi!
Quel nome che è al di sopra di ogni altro nome, Gesù, ha potenza e ha usato grazia verso ognuno di noi! I discepoli hanno creduto nella Sua potenza e nella Sua Parola scritta in Marco 16:18 prenderanno in mano dei serpenti anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno.

Scegliamo anche noi di credere nella Sua Parola e nella Sua potenza perché non dipende da chi siamo o ciò che facciamo, la Grazia dà speranza e potenza a tutti!

Redazione a cura di Gioia Machì