ALTRE APPARIZIONI DI GESÙ DOPO LA RISURREZIONE

Culto del 12 Set 2021
Predicatore: Apostolo Lirio Porrello
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Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti – 1Pietro 1:3

                                                                                                                       Redazione a cura di Caterina Di Miceli

 La predicazione inizia con un riepilogo di quanto detto la scorsa domenica riguardo alle cinque apparizioni di Gesù avvenute nella domenica della resurrezione. In totale le apparizioni riportate nella Scrittura sono dodici, ma cinque di esse avvennero nello stesso giorno in cui è risorto, e in Atti 1:3 l’evangelista Luca ne fa una sintesi.

 Atti 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Luca afferma che Gesù si mostrò ai discepoli per quaranta giorni parlando loro delle cose del Regno, e per noi è importante sapere cosa fece dopo la resurrezione, dato che in Lui era avvenuta una transizione, infatti non agiva più nell’unzione, ma nella gloria. Era morto come Agnello e risuscitò come sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedek, quindi in una condizione di gloria.

La croce segna la fine della vecchia creazione e l’inizio di una nuova creazione; sulla croce è morta la natura adamica, ma è grazie alla resurrezione che siamo potuti divenire nuove creature in Cristo. Con le Sue apparizioni, Gesù dimostrò come saremo anche noi quando riceveremo un corpo immortale e incorruttibile.

Poiché i discepoli sarebbero stati Suoi testimoni, Egli dovette fugare in loro ogni dubbio riguardo alla Sua resurrezione. Nella cultura ebraica si credeva che Dio può risuscitare i morti, per cui i discepoli non erano del tutto estranei a tale idea, anche perché essi stessi erano stati testimoni oculari di alcune resurrezioni: avevano assistito alla resurrezione del  figlio della vedova di Nain (Luca 7), a quella di una fanciulla di dodici anni (Luca 8), per non parlare della resurrezione di Lazzaro, che era morto da quattro giorni ed era stato sepolto, ma ciò nonostante stentavano a credere alla resurrezione di Gesù.

Giovanni 11:19 E molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. …21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto, 22 ma anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà nella risurrezione all’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».

Gesù dovette scontrarsi con la mentalità naturale di Marta e Maria per portarle al corretto concetto di resurrezione.

Il primo testimone della propria resurrezione fu Gesù stesso,

Apocalisse 1:17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 18 e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades.

 

Da questo versetto emerge che Giovanni, il discepolo che aveva con Gesù maggiore intimità, nel vederLo non resistette e cadde ai Suoi piedi come morto. Perché? Perché quando era sulla terra, Gesù era nell’unzione, mentre dopo la resurrezione era nella gloria; la Sua condizione era totalmente diversa, in Lui c’era stata una grande transizione!

In occasione di un’altra apparizione, Gesù cercò di convincere i discepoli di essere proprio Lui in carne e ossa, e per convincerli che non era uno spirito arrivò a mangiare in loro presenza. Questo ci dice che quando saremo risuscitati con un corpo incorruttibile, anche noi avremo la possibilità di mangiare.

Luca 24:39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono io. Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». 40 E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma poiché essi non credevano ancora per la gioia ed erano pieni di meraviglia, egli disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?». 42 Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. 43 Ed egli li prese e mangiò in loro presenza.

 

  1. La prima persona a cui Gesù apparve fu Maria Maddalena.

Giovanni 20:14 Detto questo, ella si volse indietro e vide Gesù, che stava lì in piedi, ma ella non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Lei, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!». Ed ella allora, voltandosi, gli disse: «Rabboni!» che significa: Maestro. 17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro».

Lascia perplessi il fatto che a Maria Maddalena Gesù abbia detto di non toccarLo, perché non era ancora andato al Padre, mentre poco dopo permise alle altre donne di stringerGli i piedi. Forse perché Maria Maddalena era solita soffermarsi con Lui e trattenerLo, per cui appare più corretta la traduzione che dice: “Non trattenermi”.

 

  1. La seconda volta apparve a Maria, la madre di Giacomo, e a Salome

 Mentre le tre donne erano dirette al sepolcro per procedere all’imbalsamatura del corpo di Gesù, questi apparve loro, prima a Maria Maddalena, che evidentemente era più veloce e andava avanti, poi alle altre due.

Marco 16:1 Ora, trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome acquistarono degli aromi a per andare ad imbalsamare Gesù.

Matteo 28:8 Esse dunque si allontanarono in fretta dal sepolcro con spavento e con grande gioia; e corsero a darne la notizia ai suoi discepoli. 9 E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. 10 Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno».

  1. La terza volta apparve a Pietro

Probabilmente Pietro fu il primo dei discepoli a vedere Gesù risorto, infatti  apparve a lui prima di apparire ai discepoli sulla via di Emmaus.

Luca 24:34 Costoro dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone».

1Corinzi 15:5 e che apparve a Cefa e poi ai dodici.

  1. La quarta volta apparve a due discepoli sulla via di Emmaus

Sempre la domenica, Gesù apparve a due discepoli sulla via di Emmaus. Costoro Lo riconobbero quando Gli videro spezzare il pane, dopo di che Egli scomparve ai loro occhi.

  Luca 24:35 Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane.

Gesù apparve altre due volte ai discepoli: in una Tommaso non c’era, nella seconda era presente.

 

  1. La quinta volta apparve ai discepoli, ma Tommaso non c’era

La quinta apparizione (cinque è il numero della grazia) avvenne nello stesso giorno della resurrezione, la successiva avvenne otto giorni dopo. Gesù apparve ai discepoli, che stavano a porte chiuse per paura dei Giudei. Di quest’episodio, oltre che Luca, ne parla anche l’apostolo Giovanni.

Giovanni 20:19 Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: «Pace a voi!». 20 E, detto questo, mostrò loro le sue mani e il costato. I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono.

Giovanni 20:24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù.

Tommaso, l’incredulo, non era presente, ma otto giorni dopo…

  1. Gesù apparve a tutti i discepoli; con loro c’era anche Tommaso.

Giovanni 20:26 Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28 Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!».

 

Tommaso finalmente si arrese all’evidenza, si ravvide, capì davanti a chi stava e pronunciò una frase straordinaria: “Signor mio e Dio mio!”. Tommaso ebbe la rivelazione che Gesù non solo è il Messia, ma che Gesù è il Signore, che Gesù è Dio!

Qual è il valore delle resurrezione per noi, credenti del Nuovo Patto,? Che cambiamenti ha portato nella nostra vita? La croce sta al centro della nostra storia: essa infatti segna la nostra fine come figli di Adamo e il nostro inizio come figli di Dio.

I nostri primi fratelli pentecostali credevano nella prima opera della grazia: la nuova nascita; nella seconda opera della grazia: la santificazione; nella terza opera della grazia: il battesimo nello Spirito Santo, ma fu un certo William Durham, battista, che sulla base di Galati 2:20 ebbe la rivelazione del “Tutto è compiuto”

 

Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita ( di risurrezione) che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

 

In questo versetto l’apostolo Paolo afferma che, poiché la croce aveva messo a morte la sua vecchia natura, in lui non viveva più il vecchio uomo, ma Cristo risorto. Su tale base Durham giunse alla conclusione che, se Cristo è salvezza, se è giustificazione, guarigione, redenzione, Egli in noi è tutto, e la convinzione che “Tutto è compiuto” diede origine al movimento pentecostale,

Durante la sua vita, oltre a persecuzioni e sofferenze, Paolo fece esperienze gloriose: fu lapidato e risuscitò, fece tanti miracoli e potenti operazioni, è stato in Paradiso. Egli afferma che, dal momento che Cristo vive in lui, egli non attinge più alla propria fede, ma alla Sua fede.

Paolo era una persona colta, basti dire che parlava cinquanta lingue, era osservante della Legge ed era stato con Gamaliele, il maggior teologo di quel tempo, ma dopo la conversione, quando comprese che stava perseguitando Colui che credeva di servire, riconobbe che in confronto alla conoscenza di Cristo tutto ciò che conosceva era spazzatura. Si era sempre vantato della sua giustizia, ma dopo si rese conto che l’unica cosa di cui doveva vantarsi era la giustizia che Cristo gli aveva donato per grazia mediante la fede.

Filippesi 3:7 Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, 10 per conoscere lui, Cristo, la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, 11 se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti.

L’apostolo Paolo già conosceva Cristo quando, nell’epistola ai Tessalonicesi, scrisse di voler conoscere la potenza della Sua resurrezione, la comunione delle Sue sofferenze, ed essere reso conforme alla Sua morte. Ma cosa vuol dire quest’ultima  frase? Significa che, essendo morto a tutte le opere della carne, visto che era stata crocifissa con Cristo e non doveva più influenzare il suo uomo nuovo, voleva vivere come era vissuto Cristo dopo la resurrezione; voleva vivere nella gloria!

 

2Corinzi 4:10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesù, affinché anche la vita (di risurrezione) di Gesù si manifesti nel nostro corpo. 11 Noi che viviamo, infatti siamo del continuo esposti alla morte per Gesù, affinché anche la vita di (resurrezione) di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale.

Con queste parole, Paolo non si riferisce a un tempo futuro, quando risorgeremo dai morti, ma al nostro presente terreno, in cui dovremmo sperimentare una vita di resurrezione. Egli pensa che questo possa avvenire, dato che Colui che ha risuscitato Gesù dai morti vive in noi.

 

Romani 8:11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi

In altri termini, se non viviamo nella dimensione della risurrezione e non ne sperimentiamo la potenza, è perché non realizziamo con Lo Spirito Santo un’adeguata intimità. La possibilità di fare esperienze gloriose dipende solo da noi!