A CHI APPARVE GESÙ DOPO LA SUA RISURREZIONE?

Culto del 19 Set 2021
Predicatore: Past. Joe Porrello
Download PDF

In queste domeniche abbiamo visto che Gesù dopo la Sua resurrezione apparve diverse volte in luoghi differenti e a persone diverse.
Atti 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.
Le religioni per secoli ci hanno mostrato un dio morto, ma come credenti dobbiamo avere rivelazione profonda nel nostro spirito che Gesù è risuscitato dai morti ed è risorto! Grazie a questo tipo di rivelazione consapevolizziamo che quando preghiamo stiamo parlando con un vivente, con Colui che può fare miracoli, perché Egli è lo stesso ieri, oggi e in eterno!
Nella Bibbia troviamo la testimonianza personale di Gesù sulla Sua risurrezione in:

Apocalisse 1:17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 18 e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades.

L’apostolo Giovanni scrive in questi versi che appena vide il Signore cadde ai Suoi piedi, e il suo gesto possiamo definirlo un fatto simbolico perché quando incontriamo Gesù, ogni nostro falso equilibrio cade, o meglio, quando incontriamo il Vivente per avere maggiore rivelazione di chi Lui è dobbiamo morire a noi stessi affinché Egli possa agire nelle nostre vite!

Oltre alla testimonianza personale di Gesù, nella Bibbia troviamo episodi di apparizioni del Cristo che testimoniano la Sua resurrezione, infatti abbiamo già visto che apparve a Maria Maddalena; poi a Maria la madre di Giacomo, a Salome e Giovanna; in seguito a Pietro; dopo si presentò a due discepoli sulla via di Emmaus; in seguito si mostrò ai discepoli (ma Tommaso era assente); e dopo otto giorni apparve di nuovo a tutti i discepoli, questa volta con Tommaso presente.
Gesù apparve anche a sette discepoli al mare di Galilea.

Giovanni 21:1 Dopo queste cose, Gesù si fece vedere di nuovo dai discepoli presso il mare di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera. 2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele da Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme.
Durante questa occasione Gesù riabilita Pietro e profetizza sulla sua vita, come leggiamo in Giovanni 21:18 In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti». 19 Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio. E, dopo aver parlato così, gli disse: «Seguimi».20 Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e aveva detto: «Signore, chi è che ti tradisce?» 21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e di lui che sarà?» 22 Gesù gli rispose: «Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi».

Nonostante Pietro lo avesse rinnegato e non avesse compreso appieno l’amore che Gesù provava per lui, il Signore scelse di riabilitarlo e gli diede il semplice ordine di seguirLo. Pietro si sentiva in colpa, non riusciva a superare lo sbaglio che aveva commesso, ma nonostante ciò Gesù lo incoraggiò ad andare avanti, e ancora oggi fa lo stesso con noi: sa che c’è un proposito per le nostre vite e ci esorta ad adempierlo, perciò ci dice “non importa cosa è successo, seguimi!”.
Ma cosa succede nei versi successivi? Pietro sbaglia di nuovo preoccupandosi di ciò che sarebbe accaduto a Giovanni (nel v.20 …il discepolo che Gesù amava…è l’apostolo stesso che si definisce così perché desidera sottolineare l’intimità che aveva con Gesù); invece di mantenere lo sguardo su Gesù, che gli aveva appena ordinato di seguirLo, si distrae e toglie lo sguardo dal Maestro, proprio come spesso facciamo noi credenti! Invece di concentrarci su ciò che il Signore ci ha ordinato di fare e svolgere il compito per cui ci ha chiamati, guardiamo gli altri! Così nel v.22 leggiamo che Gesù gli dice di seguirLo e di non occuparsi di altro, un ordine ancora valido per tutti noi! Dio ci ha scelto, perciò non dobbiamo preoccuparci di ciò che fanno gli altri attorno a noi, dobbiamo solo concentrarci su Cristo e seguirLo!

Un’altra apparizione di Gesù avvenne in una montagna in Galilea. In realtà Gesù aveva preannunciato ai Suoi discepoli che sarebbe apparso lì, ma alla Sua morte molti discepoli erano tristi e non ricordavano le parole del Maestro!
Matteo 28:16 Ora gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato 17 e, vedutolo, lo adorarono, alcuni però dubitarono.
Nel v.17 leggiamo che alcuni dei discepoli dubitarono, ma come è possibile una cosa del genere? Tutti i discepoli erano stati con Gesù, avevano visto miracoli e opere potenti, ma l’esperienza non basta, perché la rivelazione di chi è il Cristo deve essere costante e permanente! Infatti solo questo tipo di rivelazione non darà spazio ad alcun dubbio nella nostra vita e ci renderà veri discepoli che piacciono al Signore!

In un’altra occasione, Gesù apparve a più di cinquecento persone contemporaneamente, come leggiamo in 1Corinzi 15:6 In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già.
Gesù apparve alla Chiesa primitiva perché c’erano tutti i presupposti: avevano una sola mente, bramavano la presenza del Signore e avevano fame della Sua Parola! Dunque, Gesù può anche apparire alla Chiesa di oggi? Sì, certo, Egli è lo stesso ieri, oggi e in eterno, ma per farlo deve trovare una sola mente, fame della Parola e della Sua presenza, infatti non apparirà mai a un Chiesa distratta e più interessata alle cose del mondo! Dobbiamo ricordare questo: il Signore non metterà mai un like nei nostri social, perciò quello che deve interessarci è avere nel nostro spirito un like da parte di Dio, perché se piacciamo al Signore, tutti gli altri giudizi non avranno più importanza!

La Scrittura narra che Gesù apparve anche a suo fratello Giacomo, ma i dettagli di questa apparizione non vengono dati.
1Corinzi 15:7 Successivamente apparve a Giacomo e poi a tutti gli apostoli insieme.
In seguito apparve agli apostoli e mangiò con loro come è scritto in
Atti 1:4 E, ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: «Che, egli disse, voi avete udito da me. 5 Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra non molti giorni». 6 Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». 7 Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità. 8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».

In questi versi vediamo che Gesù esorta i Suoi discepoli ad aspettare l’adempimento della promessa, ovvero la venuta dello Spirito Santo, ma non precisa quando avverrà il compimento, li mette alla prova e dice solo nel v.5… fra non molti giorni... Ma i discepoli non comprendono le Sue parole, anzi pensano che Gesù debba ristabilire un regno terreno, quello di Israele e combattere contro i Romani, ma Egli parlava del Regno di Dio!
Gesù, proprio come fece con i discepoli, ci metterà alla prova, spesso non ci dirà il tempo preciso in cui accadranno certe cose, perché desidera che rimaniamo fermi e saldi nella promessa che ci ha dato!

Gesù appare dunque a più persone e in diversi luoghi, e dopo quaranta giorni trascorsi con i Suoi discepoli ascende al Padre.
Atti 1:9 Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi.10 Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro, 11 e dissero: «Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».12 Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato.

Nonostante Gesù avesse preparato i Suoi discepoli a questo evento, loro rimasero stupiti e il loro sguardo era fisso in cielo, così due angeli li rassicurarono e li incoraggiano ad andare avanti perché dovevano compiere il proposito per cui il Maestro li aveva preparati! L’ascensione avvenne improvvisamente, ma Gesù aveva preparato i discepoli per tale avvenimento, dunque tutto ciò che gli aveva detto si realizzò improvvisamente, e ancora oggi è così, per questa ragione non dobbiamo smettere di credere, ma dobbiamo predicare il vangelo, perseverare nella preghiera e credere che quello che il Signore ci ha promesso avverrà.
Gesù non si arrenderà mai con noi, crede nel proposito per noi, perciò dobbiamo perseverare!

Per concludere possiamo analizzare la vita dell’apostolo Paolo, perché Gesù gli apparve in tre diverse occasioni: la prima volta sulla via di Damasco l’apostolo vide la presenza di Gesù come una luce molto brillante che lo accecò momentaneamente, e udì la Sua voce; in seguito vide Gesù in visione; e infine la notte prima di essere portato a Roma, Gesù gli stette accanto e lo incoraggiò.

Atti 9:1 Saulo intanto, spirando ancora minacce e strage contro i discepoli del Signore, si recò dal sommo sacerdote,2 e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato alcun seguace della Via, uomini o donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme. 3 Or avvenne che, mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco, all’improvviso una luce dal cielo gli folgorò d’intorno. 4 E, caduto a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». 5 Ed egli disse: «Chi sei, Signore?». E il Signore disse. «Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli».6 Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch’io faccia?». E il Signore: «Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare».

Saulo era un convinto persecutore dei primi cristiani, difatti credeva che in questo modo stesse servendo Dio, credeva di fare la cosa più giusta, ma una volta incontrato Gesù tutte le sue certezze vennero distrutte! In realtà Gesù gli diede poche istruzioni da seguire, gli diede obiettivi da raggiungere, così Saulo obbedì e adempì tutto ciò che il Signore gli aveva detto di fare. A tal proposito dobbiamo ricordare che nella vita di credenti è importante avere degli obiettivi e conoscere i passi da compiere per adempiere lo scopo di Dio, la Sua visione per la loro vita.
Continuiamo la storia di Saulo, leggiamo Atti 9:15 Ma il Signore gli disse: «Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d’Israele.
In questo verso Dio parla con Anania e lo chiama a essere d’aiuto per il nuovo discepolo Saulo. Anania è l’esempio di uomini maturi scelti da Dio nella chiesa per aiutare i più piccoli nella fede ad adempiere il proposito divino.
Sempre nel libro degli Atti lo stesso apostolo Paolo, ormai più maturo, racconta la sua prima esperienza con Cristo.
Atti 26:15 Io dissi: “Chi sei tu, Signore?”. Egli disse: “Io sono Gesù, che tu perseguiti.16 Ma alzati e stà in piedi, perché per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone delle cose che tu hai visto e di quelle per le quali io ti apparirò,17 liberandoti dal popolo e dai gentili, ai quali ora ti mando,18 per aprir loro gli occhi e convertirli dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, affinché ricevano mediante la fede in me il perdono dei peccati e un’eredità tra i santificati”.
L’apostolo Paolo, nonostante il suo passato da persecutore, sceglie di riscattarsi e affina molto la sua sensibilità alla presenza di Dio e al soprannaturale. Egli aveva sensi di colpa perché in passato aveva fatto uccidere molti cristiani, tra cui Stefano, ma i suoi sensi di colpa diventano motivo per servire Dio con maggiore fervore! Per questa ragione la sua vita è un esempio per ognuno di noi perché il nostro passato non deve incatenarci, ma deve stimolarci per servire Dio con maggiore dedizione e fervore.

Dio sta cercando persone affamate come Paolo, che desiderano più di Lui, che si adoperano tanto per il Suo regno senza guardare fatica o difficoltà. Noi siamo la Chiesa degli Atti che deve continuare a cercare la guida dello Spirito Santo per fare meraviglie nel Suo santo nome!
Gesù è venuto sulla Terra e ha mostrato la Sua potenza e il Suo amore con i fatti, perciò ci ha scelti per essere gli atti del vangelo, anche perché attraverso le nostre azioni e il nostro comportamento le persone possano avvicinarsi a Cristo.
Il Signore ci ha scelto per cose grandi, ha un proposito per noi, e per questa ragione nonostante i nostri errori o i nostri sensi di colpi, ci dirà sempre di seguirLo!

Redazione a cura di Gioia Machì